{"id":19765,"date":"2022-03-25T13:26:29","date_gmt":"2022-03-25T12:26:29","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=19765"},"modified":"2022-10-13T09:10:55","modified_gmt":"2022-10-13T08:10:55","slug":"una-nota-dottrinale-sulloggettivazione-della-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/nota-doctrinal-sobre-la-objecion-de-conciencia\/","title":{"rendered":"I vescovi promuovono il diritto all'obiezione di coscienza contro le leggi su aborto ed eutanasia"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa nota risponde, come spiegano gli stessi vescovi \"al processo di approvazione di leggi in cui la vita umana \u00e8 gravemente non protetta\" insieme alla crescente difficolt\u00e0 per l'esercizio dell'\"obiezione di coscienza da parte di chi si oppone a collaborare a queste pratiche\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Conferenza stessa sottolinea che si tratta di una nota dottrinale \"perch\u00e9 si basa su principi di morale fondamentale, come la dignit\u00e0 della coscienza, e della Dottrina sociale della Chiesa, come la libert\u00e0 di religione e di coscienza, la missione dello Stato, la natura dei diritti umani, ecc. Il testo offre ai cattolici il diritto e il dovere di opporsi attivamente ad azioni che vanno contro le esigenze della fede cristiana o dei suoi valori fondamentali\".<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\"Quando le autorit\u00e0 pubbliche si pongono come divulgatori di un'ideologia, vanno oltre i limiti della loro missione\".<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I vescovi sottolineano inoltre che \"quando le autorit\u00e0 pubbliche si pongono come divulgatori di una certa ideologia o promotori di determinati valori morali aperti all'opinione, oltrepassano i limiti della loro missione\". Il preludio della nota ricorda anche che l'obbligo dello Stato \u00e8 \"riconoscere questo diritto e non discriminare coloro che lo esercitano parallelamente alla<br>l'obbligo per i cristiani di evitare qualsiasi tipo di cooperazione diretta, materiale o formale<br>con gli atti che violano il diritto alla vita, e ogni azione che possa essere<br>interpretato come una collaborazione, seppur indiretta, o un'approvazione di questi atti\". Infatti, sottolineano che l'obiezione di coscienza \u00e8 destinata a leggi che \"attaccano elementi essenziali della religione stessa o che minano i fondamenti della dignit\u00e0 umana e della convivenza basata sulla giustizia\". <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa nota \u00e8 stata approvata dai vescovi membri della Commissione episcopale per la dottrina della fede nella riunione del CCLVI del 1\u00b0 febbraio 2022 e la Commissione permanente della CEE ne ha autorizzato la pubblicazione nella riunione del CCLVIII dell'8-9 marzo 2022.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nota dottrinale sull'obiezione di coscienza \"Per la libert\u00e0 Cristo ci ha liberati\" (Gal 5, 1).<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I. MOTIVAZIONE DELLA PRESENTE NOTA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esseri umani sono caratterizzati dalla consapevolezza della propria dignit\u00e0 e del fatto che la salvaguardia di questa dignit\u00e0 \u00e8 legata al rispetto della loro libert\u00e0. La convinzione che le due cose siano inscindibili e che tutti gli esseri umani, a prescindere dalla loro situazione economica o sociale, abbiano la stessa dignit\u00e0 e quindi il diritto di vivere in libert\u00e0 \u00e8 uno dei progressi pi\u00f9 importanti nella storia dell'umanit\u00e0: \"Mai prima d'ora gli uomini hanno avuto un senso cos\u00ec acuto della libert\u00e0 come oggi\". L'aspirazione a vivere in libert\u00e0 \u00e8 inscritta nel cuore dell'uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La libert\u00e0 non pu\u00f2 essere separata dagli altri diritti umani, che sono universali e inviolabili. Devono quindi essere protetti nel loro insieme, nella misura in cui \"una loro protezione parziale equivarrebbe al loro mancato riconoscimento\". La loro radice \"va ricercata nella dignit\u00e0 che appartiene a ogni essere umano\", e la loro fonte ultima \"non si trova nella semplice volont\u00e0 degli esseri umani, nella realt\u00e0 dello Stato o nei poteri pubblici, ma nell'uomo stesso e in Dio suo creatore\". Nei documenti del Magistero della Chiesa troviamo enumerazioni di questi diritti. Il primo \u00e8 il diritto alla vita dal concepimento alla sua conclusione naturale, che \"condiziona l'esercizio di ogni altro diritto e comporta, in particolare, l'illegittimit\u00e0 di ogni forma di aborto indotto e di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.conferenciaepiscopal.es\/interesa\/eutanasia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">eutanasia<\/a>\". Anche il diritto alla libert\u00e0 religiosa \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 \u00e8 \"un segno emblematico dell'autentico progresso dell'uomo in qualsiasi regime, in qualsiasi societ\u00e0, sistema o ambiente\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel processo che ha portato alla formulazione e alla proclamazione dei diritti umani, essi sono stati concepiti come espressione di limiti etici che lo Stato non poteva oltrepassare nelle sue relazioni con gli individui. Erano una difesa contro le tentazioni totalitarie e la tendenza dei poteri pubblici a invadere la vita delle persone in tutti gli ambiti, o a disporne secondo i propri interessi. Per questo motivo, la Chiesa li considera \"un'opportunit\u00e0 straordinaria che i nostri tempi offrono affinch\u00e9, attraverso il loro consolidamento, la dignit\u00e0 umana sia pi\u00f9 efficacemente riconosciuta e universalmente promossa\". Nella dottrina cattolica, inoltre, esse sono viste come espressione delle norme morali fondamentali che devono essere rispettate in ogni occasione e circostanza, e del cammino verso una vita pi\u00f9 dignitosa e una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi decenni si sta affermando una nuova visione dei diritti umani. Viviamo in un ambiente culturale caratterizzato da un individualismo che non vuole accettare alcun limite etico. Questo ha portato al riconoscimento da parte delle autorit\u00e0 pubbliche di nuovi \"diritti\" che, in realt\u00e0, sono la manifestazione di desideri soggettivi. In questo modo, questi desideri diventano fonte di diritto, anche se la loro realizzazione implica la negazione di autentici diritti fondamentali di altri esseri umani. Ci\u00f2 ha avuto conseguenze a livello giuridico: i comportamenti che erano stati tollerati grazie alla \"depenalizzazione\" sono ora considerati come \"diritti\" da proteggere e promuovere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nostro Paese abbiamo assistito di recente all'approvazione della legge che permette la pratica del<a href=\"https:\/\/www.conferenciaepiscopal.es\/interesa\/eutanasia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;eutanasia<\/a>&nbsp;e lo considera un diritto umano. \u00c8 un ulteriore passo in una serie di leggi che portano a lasciare la vita umana gravemente priva di protezione. Sono state approvate anche leggi ispirate a principi antropologici che assolutizzano la volont\u00e0 umana, o a ideologie che non riconoscono la natura dell'essere umano conferitagli al momento della creazione, che dovrebbe essere la fonte di ogni moralit\u00e0. Queste leggi promuovono anche l'imposizione di questi principi nei programmi scolastici e limitano il diritto all'obiezione di coscienza sia degli individui che delle istituzioni educative, sanitarie o di assistenza sociale, limitando cos\u00ec l'esercizio della libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ci porta a pensare che, se \u00e8 vero che gli esseri umani non hanno mai avuto un senso cos\u00ec forte della propria libert\u00e0, questa libert\u00e0 sar\u00e0 sempre minacciata da Stati e gruppi di potere che non esitano a usare qualsiasi mezzo per influenzare le coscienze delle persone, per diffondere certe ideologie o per difendere i propri interessi. Oggi abbiamo la sensazione che alcuni diritti umani vengano \"tollerati\" come se fossero una \"gentile\" concessione, che vengano progressivamente ridotti e che vengano promossi valori contrari alle convinzioni religiose di ampi gruppi della societ\u00e0. L'uso del potere per plasmare la coscienza morale delle persone \u00e8 una minaccia alla libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In continuit\u00e0 con gli insegnamenti di questo CAE espressi nell'istruzione pastorale \"La verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\" (Gv 8,32); e in accordo con la lettera del&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/index_sp.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Congregazione per la Dottrina della Fede&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/www.conferenciaepiscopal.es\/interesa\/eutanasia\/iglesia-frente-eutanasia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bonus Samaritanus<\/a>Il Parlamento europeo ha chiesto \"una posizione chiara e unitaria da parte delle Conferenze episcopali, delle Chiese locali e delle istituzioni cattoliche per tutelare il diritto all'obiezione di coscienza nei contesti legislativi che prevedono il diritto all'obiezione di coscienza nel contesto del diritto all'obiezione di coscienza\".&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.conferenciaepiscopal.es\/interesa\/eutanasia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">eutanasia<\/a>&nbsp;e il suicidio\"; in questa nota vogliamo ricordare i principi morali che i cattolici dovrebbero tenere a mente quando decidono come agire di fronte a queste e ad altre leggi simili, e che ogni Stato o persona impegnata nella difesa dei diritti umani dovrebbe rispettare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">II. LIBERT\u00c0 DI RELIGIONE E DI COSCIENZA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La libert\u00e0, che consiste nel \"potere, radicato nella ragione e nella volont\u00e0, di agire o non agire, di fare questo o quello, di compiere azioni deliberate di propria iniziativa\", \u00e8 una caratteristica essenziale dell'essere umano donata da Dio al momento della sua creazione. \u00c8 il \"segno eminente della sua immagine divina\" e quindi la massima espressione della dignit\u00e0 che gli \u00e8 propria. Creando l'essere umano dotato di libert\u00e0, Dio vuole che l'essere umano lo cerchi e vi aderisca senza coercizione, affinch\u00e9, in questo modo, \"raggiunga la piena e felice perfezione\". Siamo quindi di fronte a qualcosa di cui nessun potere umano pu\u00f2 lecitamente privarci: \"Ogni persona umana, creata a immagine di Dio, ha il diritto naturale di essere riconosciuta come libera e responsabile\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa caratteristica essenziale dell'essere umano non va intesa come l'assenza di una legge morale che indichi dei limiti alla sua azione, n\u00e9 come \"una licenza di fare tutto ci\u00f2 che piace, anche se \u00e8 male\". Gli esseri umani non sono autodonati, quindi esercitano la loro libert\u00e0 in modo corretto quando riconoscono la loro radicale dipendenza da Dio, vivono in un'apertura permanente a lui e cercano di fare la sua volont\u00e0. Inoltre, egli \u00e8 stato creato come membro della grande famiglia umana, per cui l'esercizio della sua libert\u00e0 \u00e8 condizionato dalle relazioni che modellano la sua esistenza: con gli altri esseri umani, con la natura e con se stesso. La libert\u00e0 non pu\u00f2 essere intesa come un diritto ad agire indipendentemente da qualsiasi requisito morale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rispetto della libert\u00e0 di tutte le persone, che costituisce un obbligo per i poteri pubblici, si manifesta soprattutto nella difesa della libert\u00e0 religiosa e della libert\u00e0 di coscienza: \"Il diritto all'esercizio della libert\u00e0 \u00e8 un requisito inseparabile della dignit\u00e0 della persona umana, soprattutto in materia morale e religiosa\". Viviamo in una cultura che non valuta la religione come un fattore positivo per lo sviluppo degli individui e delle societ\u00e0. Il principio che sta alla base di molte leggi che vengono approvate \u00e8 che tutti noi dovremmo vivere come se Dio non esistesse. Si tende a sottovalutare la religione, a ridurla a qualcosa di meramente privato e a negare la rilevanza pubblica della fede. Questo porta a considerare la libert\u00e0 religiosa come un diritto secondario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, si tratta di un diritto fondamentale perch\u00e9 l'uomo \u00e8 un essere aperto alla trascendenza e perch\u00e9 riguarda la parte pi\u00f9 intima e profonda del suo essere, che \u00e8 la sua coscienza. Pertanto, quando non viene rispettata, viene violata la parte pi\u00f9 sacra dell'essere umano, mentre quando viene rispettata, viene tutelata la dignit\u00e0 della persona umana alla sua radice. \u00c8 un diritto che ha uno status speciale e deve essere riconosciuto e protetto nei limiti del bene comune e dell'ordine pubblico. Possiamo quindi affermare che la salvaguardia del diritto alla libert\u00e0 di religione e di coscienza \u00e8 un indicatore per verificare il rispetto degli altri diritti umani. Se non \u00e8 effettivamente garantito, non si crede veramente in loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In base al diritto alla libert\u00e0 religiosa, \"nessuno pu\u00f2 essere costretto ad agire contro la propria coscienza, n\u00e9 pu\u00f2 essere impedito di agire secondo coscienza, pubblicamente o privatamente, da solo o in associazione con altri, entro i dovuti limiti\". Questo diritto non deve essere inteso in senso minimalista, riducendolo alla tolleranza o alla libert\u00e0 di culto. Oltre alla libert\u00e0 di culto, essa richiede il riconoscimento positivo del diritto di ogni persona di ordinare le proprie azioni e decisioni morali secondo la verit\u00e0; del diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni religiose e tutto ci\u00f2 che comporta il viverle, specialmente nella vita sociale e nel comportamento morale; delle comunit\u00e0 religiose di organizzarsi per vivere la propria religione in tutti gli ambiti; di tutti di professare pubblicamente la propria fede e di annunciare il proprio messaggio religioso agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'obbligo da parte delle autorit\u00e0 pubbliche di proteggere la libert\u00e0 religiosa di tutti i cittadini non esclude il fatto che questa libert\u00e0 debba essere regolata nell'ordinamento giuridico. Questa regolamentazione deve ispirarsi a una valutazione positiva del contributo delle religioni alla societ\u00e0, alla salvaguardia dell'ordine pubblico e alla ricerca del bene comune, che consiste \"nell'insieme di quelle condizioni della vita sociale attraverso le quali gli uomini possono raggiungere pi\u00f9 pienamente e pi\u00f9 rapidamente il loro perfezionamento\" e, soprattutto, \"nel rispetto dei diritti della persona umana\". Una legislazione appropriata sulla libert\u00e0 religiosa deve partire dal principio fondamentale che la libert\u00e0 religiosa \"non dovrebbe essere limitata a meno che e nella misura in cui sia necessario\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel disciplinare questo diritto, lo Stato deve osservare alcuni principi: 1. Garantire l'uguaglianza giuridica dei cittadini ed evitare la discriminazione sulla base della religione. 2. Riconoscere il diritto delle istituzioni e dei gruppi formati da membri di una particolare religione di praticare tale religione. 3. vietare tutto ci\u00f2 che, pur essendo direttamente ordinato da precetti o ispirato a principi religiosi, costituisce un attacco ai diritti e alla dignit\u00e0 delle persone o ne mette in pericolo la vita. Sulla base di questi principi, le leggi devono garantire il diritto di ogni persona \"di agire in coscienza e libert\u00e0 per prendere decisioni morali personali\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">III. LA DIGNIT\u00c0 DELLA COSCIENZA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell'esercizio della propria libert\u00e0, ogni persona deve prendere quelle decisioni che portano al raggiungimento del bene comune della societ\u00e0 e del proprio bene personale. Per questo motivo, l'essere umano che, essendo stato creato a immagine e somiglianza di Dio, \u00e8 una creatura libera, ha l'obbligo morale di cercare la verit\u00e0, perch\u00e9 solo la verit\u00e0 \u00e8 la via che conduce alla giustizia e al bene. Questo obbligo deriva dal fatto che l'uomo, non avendo creato se stesso, non \u00e8 nemmeno creatore di valori, per cui il bene e il male non dipendono dalla sua volont\u00e0. Il suo compito \u00e8 quello di discernere come agire nelle molteplici situazioni in cui pu\u00f2 trovarsi e che lo portano a prendere decisioni concrete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per poter conoscere ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male in ogni momento, Dio ha dotato l'uomo di una coscienza, che \u00e8 \"il nucleo pi\u00f9 segreto e il tabernacolo dell'uomo, nel quale egli \u00e8 solo con Dio, la cui voce risuona nel suo intimo\". Decidere e agire secondo coscienza \u00e8 la pi\u00f9 grande prova di libert\u00e0 matura ed \u00e8 una condizione per la moralit\u00e0 delle proprie azioni. \u00c8 l'elemento pi\u00f9 personale di ogni essere umano, che lo rende una creatura unica e responsabile davanti a Dio delle sue azioni. La coscienza, anche se non \u00e8 infallibile e pu\u00f2 commettere errori, \u00e8 il \"prossimo standard di moralit\u00e0 personale\", motivo per cui tutti dobbiamo agire secondo coscienza. e quindi tutti noi dobbiamo agire in conformit\u00e0 con i giudizi che ne derivano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'uomo nella sua coscienza scopre una legge fondamentale \"che non si d\u00e0 da solo, ma a cui deve obbedire e la cui voce risuona nelle orecchie del suo cuore, chiamandolo ad amare e a fare il bene e ad evitare il male\". Questa legge \u00e8 la fonte di tutte le norme morali, per cui nell'obbedienza ad essa troviamo il principio della moralit\u00e0. L'essere umano \"\u00e8 obbligato a seguire fedelmente ci\u00f2 che sa essere giusto e corretto\". Se agisce in questo modo, agisce in conformit\u00e0 alla sua dignit\u00e0. D'altra parte, quando le sue azioni non sono ispirate dalla ricerca della verit\u00e0 e dal desiderio di conformarsi a norme morali oggettive, \u00e8 facile che sia guidato dai suoi desideri e dai suoi interessi egoistici, e \"a poco a poco, per l'abitudine al peccato, la sua coscienza diventa quasi cieca\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agire secondo coscienza non \u00e8 sempre facile: richiede la percezione dei principi fondamentali della morale, la loro applicazione alle circostanze concrete attraverso il discernimento e la formazione di un giudizio sugli atti da compiere. Spesso si verificano situazioni che rendono meno certo il giudizio morale; le persone sono spesso soggette alle influenze dell'ambiente culturale in cui vivono, alle pressioni esterne e ai propri desideri. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 oscurare i suoi giudizi morali e portare all'errore per ignoranza. Tuttavia, quando la colpa non \u00e8 dell'ignoranza, \"la coscienza non perde la sua dignit\u00e0\", perch\u00e9 cerca il modo di formarsi. Infatti, cercare il modo di formarsi un giudizio morale e di agire in conformit\u00e0 con i suoi dettami \u00e8 pi\u00f9 degno degli esseri umani che rinunciare alla questione della moralit\u00e0 delle loro azioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">IV. IL RUOLO DELLO STATO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esseri umani sono per natura esseri sociali. Pertanto, nelle sue decisioni morali non deve cercare solo il proprio bene, ma quello di tutti. Nelle sue azioni deve tenere conto di alcuni principi fondamentali della morale: fare agli altri ci\u00f2 che vorrebbe fosse fatto a lui; non fare del male per ottenere del bene; agire con carit\u00e0 rispettando il prossimo e la propria coscienza, ecc. Le strutture politiche sono necessarie per regolare le relazioni tra i membri della societ\u00e0. La comunit\u00e0 politica \"deriva dalla natura delle persone\" ed \u00e8, quindi, \"una realt\u00e0 connaturale agli uomini\". Il suo scopo \u00e8 quello di favorire la massima crescita di tutti i membri della societ\u00e0 e quindi di promuovere il bene comune, che \u00e8 irraggiungibile per ogni individuo senza un'organizzazione della convivenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel loro servizio al bene comune, i poteri pubblici devono rispettare l'autonomia dell'individuo, in modo da non vietare mai a nessuno di formarsi una propria opinione su questioni che riguardano la vita della societ\u00e0. Non si possono nemmeno impedire le iniziative che hanno origine nella societ\u00e0 e che mirano al bene comune di tutti. Quando i diritti umani vengono difesi nella comunit\u00e0 politica e si crea un ambiente favorevole al loro esercizio da parte dei cittadini, questo \u00e8 gi\u00e0 un contributo al bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'autorit\u00e0 \u00e8 uno strumento di coordinamento al servizio della societ\u00e0. Il suo esercizio non pu\u00f2 essere assoluto e deve avvenire nei limiti del rispetto dell'individuo e dei suoi diritti. N\u00e9 pu\u00f2 diventare un organismo che cerca di invadere o regolare tutti gli aspetti della vita degli individui e delle famiglie. I poteri pubblici, il cui compito \u00e8 quello di promuovere una vita ordinata nella societ\u00e0, non possono annullare o soppiantare le iniziative private, ma devono regolarle in modo che servano il bene comune. Sia nella vita economica che in quella sociale \"l'azione dello Stato e degli altri poteri pubblici deve essere conforme al principio di sussidiariet\u00e0\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi principi devono essere presi in considerazione nelle questioni che riguardano la libert\u00e0 religiosa e di coscienza degli individui. Lo Stato pu\u00f2 regolamentare l'esercizio della libert\u00e0 religiosa, in modo che possa essere esercitata nel rispetto delle altre libert\u00e0 e favorire la convivenza sociale. Questa norma pu\u00f2 giustificare il divieto di alcune pratiche religiose, ma non perch\u00e9 siano religiose, bens\u00ec perch\u00e9 sono contrarie al rispetto, alla dignit\u00e0 o all'integrit\u00e0 delle persone, o perch\u00e9 mettono in pericolo uno dei diritti fondamentali. Cos\u00ec come lo Stato non pu\u00f2 essere parziale nelle questioni religiose, non pu\u00f2 nemmeno farsi promotore di valori o ideologie contrarie alle convinzioni di una parte della societ\u00e0. La neutralit\u00e0 richiesta nelle questioni religiose si estende alle scelte morali dibattute nella societ\u00e0. Quando le autorit\u00e0 utilizzano i mezzi a loro disposizione per diffondere una particolare concezione dell'essere umano o della vita, eccedono le loro funzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">V. OBIEZIONE DI COSCIENZA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\"Il cittadino ha l'obbligo di coscienza di non seguire le prescrizioni delle autorit\u00e0 civili quando queste sono contrarie alle esigenze dell'ordine morale, ai diritti fondamentali delle persone o agli insegnamenti del Vangelo\". L'obiezione di coscienza implica che una persona anteponga i dettami della propria coscienza a ci\u00f2 che \u00e8 ordinato o permesso dalla legge. Ci\u00f2 non giustifica la disobbedienza alle regole promulgate dalle autorit\u00e0 legittime. Deve essere esercitata nei confronti di quelle che attaccano direttamente elementi essenziali della propria religione o che sono \"contrarie alla legge naturale in quanto minano le basi stesse della dignit\u00e0 umana e di una convivenza basata sulla giustizia\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a essere un dovere morale, \u00e8 anche un \"diritto fondamentale e inviolabile di ogni persona, essenziale per il bene comune di tutta la societ\u00e0\", che lo Stato \u00e8 tenuto a riconoscere, rispettare e valorizzare positivamente nella legislazione. che lo Stato \u00e8 tenuto a riconoscere, rispettare e valorizzare positivamente nella legislazione. Non si tratta di una concessione di potere, ma di un diritto pre-politico, conseguenza diretta del riconoscimento della libert\u00e0 di religione, di pensiero e di coscienza. Pertanto, lo Stato non dovrebbe limitarla o ridurla al minimo con il pretesto di garantire l'accesso a determinate pratiche legalmente riconosciute e presentarla come un attacco ai \"diritti\" degli altri. Una regolamentazione equa dell'obiezione di coscienza richiede la garanzia che chi ricorre all'obiezione di coscienza non sia soggetto a discriminazioni sociali o lavorative. La creazione di un registro degli obiettori a determinati atti consentiti dalla legge viola il diritto di ogni cittadino a non essere costretto a dichiarare le proprie convinzioni religiose o ideologiche. In ogni caso, laddove tale requisito sia richiesto per legge, \"gli operatori sanitari non dovrebbero esitare a richiederlo (l'obiezione di coscienza) come proprio diritto e come contributo specifico al bene comune\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In adempimento di questo dovere morale, il cristiano \"non deve collaborare, neppure formalmente, a quelle pratiche che, pur essendo permesse dalla legge civile, sono in contrasto con la legge di Dio\". Poich\u00e9 il diritto alla vita ha un carattere assoluto e nessuno pu\u00f2 decidere da solo della vita di un altro essere umano o della propria vita, \"di fronte alle leggi che legittimano l'abolizione del diritto alla vita\".&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.conferenciaepiscopal.es\/interesa\/eutanasia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">eutanasia<\/a>&nbsp;o il suicidio assistito, ogni immediata collaborazione formale o materiale deve essere sempre negata\" . Ci\u00f2 \"si verifica quando l'azione compiuta, per la sua stessa natura o per la configurazione che assume in un determinato contesto, si qualifica come collaborazione diretta a un atto contro la vita umana innocente o come partecipazione all'intenzione immorale dell'agente principale\". Questa cooperazione rende corresponsabile chi la mette in atto e non pu\u00f2 essere giustificata invocando il rispetto della libert\u00e0 e dei \"diritti\" altrui, n\u00e9 in base al fatto che sono previsti e autorizzati dalla legge civile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, i cattolici sono assolutamente obbligati a opporsi a quelle azioni che, essendo approvate dalla legge, hanno come conseguenza l'eliminazione di una vita umana al suo inizio o alla sua fine: \"L'aborto e l'interruzione di gravidanza sono gli unici modi per impedire la morte di un essere umano\".&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.conferenciaepiscopal.es\/interesa\/eutanasia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">eutanasia<\/a>&nbsp;sono crimini che nessuna legge umana pu\u00f2 pretendere di legittimare. Tali leggi non solo non creano alcun obbligo di coscienza, ma, al contrario, stabiliscono un obbligo grave e preciso di opporsi ad esse con l'obiezione di coscienza\". Sebbene non tutte le forme di collaborazione contribuiscano allo stesso modo alla realizzazione di questi atti moralmente scorretti, \u00e8 necessario evitare il pi\u00f9 possibile le azioni che potrebbero indurre a pensare che vengano condonate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi i cattolici che hanno responsabilit\u00e0 nelle istituzioni statali si trovano spesso in conflitto di coscienza di fronte a iniziative legislative che contraddicono i principi morali fondamentali. Poich\u00e9 il dovere pi\u00f9 importante di una societ\u00e0 \u00e8 quello di prendersi cura della persona umana, essa non pu\u00f2 promuovere positivamente leggi che mettono in discussione il valore della vita umana, n\u00e9 pu\u00f2 sostenere con il proprio voto proposte avanzate da altri. Il loro dovere di cristiani \u00e8 quello di \"proteggere il diritto primario alla vita dal concepimento al termine naturale\", e quindi hanno il \"preciso dovere di proteggere il diritto primario alla vita dal concepimento al termine naturale\". Hanno quindi un \"preciso obbligo di opporsi a queste leggi\". Ci\u00f2 non impedisce loro, quando non \u00e8 possibile abrogare quelle in vigore o evitare l'approvazione di altre, e quando \u00e8 chiara la loro assoluta opposizione personale, di \"offrire lecitamente il loro sostegno a proposte volte a limitare i danni di queste leggi e quindi a diminuire gli effetti negativi nel campo della cultura e della morale pubblica\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene le decisioni morali appartengano a ciascun individuo, il diritto alla libert\u00e0 di coscienza, per analogia, pu\u00f2 essere attribuito anche a quelle comunit\u00e0 o istituzioni create dai membri di una stessa religione per vivere meglio la propria fede, proclamarla o servire la societ\u00e0 secondo le proprie convinzioni. Hanno un insieme di valori e principi che conferiscono loro un'identit\u00e0 propria e ispirano le loro azioni. Ci\u00f2 non significa che cessino di fornire un servizio alla societ\u00e0. L'obiezione di coscienza istituzionale alle leggi che contraddicono la loro ideologia \u00e8 quindi legittima. Lo Stato ha il dovere di riconoscere questo diritto. Se non lo fa, mette a rischio la libert\u00e0 di religione e di coscienza. Siamo lieti di notare che alcune istituzioni della societ\u00e0 civile che hanno affrontato la questione da altre prospettive e si sono pronunciate in merito, concordano con noi su questo punto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le istituzioni sanitarie cattoliche, che \"costituiscono un segno concreto del modo in cui la comunit\u00e0 ecclesiale, sull'esempio del Buon Samaritano, si prende cura dei malati\", sono chiamate a esercitare la loro missione \"nel rispetto dei valori fondamentali e di quelli cristiani che costituiscono la loro identit\u00e0, astenendosi da comportamenti palesemente illeciti dal punto di vista morale\". sono chiamati a esercitare la loro missione \"nel rispetto dei valori fondamentali e di quelli cristiani che costituiscono la loro identit\u00e0, astenendosi da comportamenti chiaramente illeciti dal punto di vista morale\". Per questo motivo, non devono piegarsi alle forti pressioni politiche ed economiche che li inducono ad accettare la pratica dell'aborto o dell'eutanasia. N\u00e9 \u00e8 eticamente accettabile \"collaborare con altre strutture ospedaliere per guidare e indirizzare le persone che richiedono l'eutanasia\". Tali scelte non possono essere moralmente accettate o sostenute nella loro concreta realizzazione, anche se sono giuridicamente possibili\". Questo equivarrebbe a collaborare con il male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente assistiamo alla diffusione di antropologie contrarie alla visione cristiana dell'uomo, della sessualit\u00e0, del matrimonio e della famiglia, che portano alla normalizzazione di alcuni comportamenti morali contrari alle esigenze della legge di Dio. Queste ideologie sono spesso promosse dalle autorit\u00e0 pubbliche e la loro diffusione \u00e8 imposta negli istituti scolastici per mezzo di leggi di natura coercitiva. Si ritiene che la loro imposizione sia un mezzo per prevenire i crimini d'odio contro determinati gruppi o individui a causa delle loro caratteristiche. Il dovere dei cristiani di rispettare la dignit\u00e0 di ogni essere umano, di amarlo come un fratello e di sostenerlo in ogni circostanza della sua vita, non implica l'assunzione di principi antropologici contrari alla visione cristiana dell'uomo. Poich\u00e9 la libert\u00e0 di religione e di coscienza \u00e8 un diritto fondamentale, i cattolici hanno il dovere di opporsi all'imposizione di queste ideologie. Questo dovere deve essere esercitato, in primo luogo, dai genitori che, in quanto primi educatori dei loro figli, hanno il diritto di formarli secondo le loro convinzioni religiose e morali e di scegliere le istituzioni educative che sono in accordo con esse, la cui identit\u00e0 deve essere garantita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">VI. LIBERT\u00c0 CRISTIANA<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La libert\u00e0 umana non \u00e8 solo una \"libert\u00e0 minacciata\", ma anche una \"libert\u00e0 ferita\" a causa del peccato. Se l'uomo \u00e8 stato creato libero perch\u00e9 potesse cercare Dio e aderirvi senza costrizioni, il peccato lo ha portato alla disobbedienza a Dio e ha provocato in lui una divisione interiore. L'essere umano sperimenta costantemente che non fa il bene che vuole, ma il male che odia (cfr. Rm 7,15), e che vive soggetto alle sue passioni e ai suoi desideri. Il peccato \u00e8 per lui fonte di schiavit\u00f9 interiore, perch\u00e9 lo trascina a fare tutto ci\u00f2 che porta alla morte. L'idea di una libert\u00e0 autosufficiente o di un uomo che con le proprie forze \u00e8 sempre in grado di fare il bene e di cercare la giustizia non corrisponde n\u00e9 alla sua esperienza n\u00e9 alla storia dell'umanit\u00e0. Oltre a questa impotenza, gli esseri umani sperimentano anche cosa significa vivere senza speranza, perch\u00e9 la paura della morte, che \u00e8 l'orizzonte ultimo della loro esistenza, li domina e impedisce loro di esercitare la libert\u00e0 con tutte le sue conseguenze. Il peccato, che porta alla morte e ci impedisce di amare Dio con tutto il cuore e di obbedire alla sua volont\u00e0, ha ferito la libert\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\"Se il Figlio di Dio vi libera, sarete liberi davvero\" (Gv 8,36). La conoscenza di Cristo ci apre alla piena e vera libert\u00e0: \"Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verit\u00e0 e la verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\" (Gv 8,32). L'incontro con il Signore \u00e8 un evento di grazia che ci permette di partecipare alla gloriosa libert\u00e0 dei figli di Dio (cfr. Rm 8,21) e di vivere una vita nuova caratterizzata da fede, speranza e carit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il peccato \u00e8 il rifiuto dell'uomo di riconoscere Dio come Signore, di glorificarlo e ringraziarlo. La fede, invece, \u00e8 obbedienza a Dio. Se con il peccato l'uomo lo ha rifiutato, con la fede arriva a riconoscerlo come suo Signore. Ed \u00e8 obbedendo a lui che l'uomo si libera dalla schiavit\u00f9 delle voglie che il peccato risveglia in lui. La fede porta frutto nella speranza. La morte \u00e8 l'orizzonte minaccioso della vita dell'uomo. La paura della morte lo domina, al punto che tutto ci\u00f2 che fa \u00e8 per liberarsene. Il dramma dell'uomo consiste nel fatto che, nonostante i suoi sforzi, non sar\u00e0 mai in grado di raggiungerlo da solo. Nella sua risurrezione, Cristo ci ha aperto un orizzonte di vita. Grazie al Mistero Pasquale, la paura della morte che ci schiavizza \u00e8 scomparsa. Questa speranza d\u00e0 al credente la forza di affrontare le prove e le sofferenze del tempo presente, senza perdere la fiducia in Dio e la gioia di chi si sente unito a Cristo. L'amore \u00e8 l'espressione pi\u00f9 evidente della libert\u00e0 cristiana. Il credente, che sa di essere amato e salvato da Dio, per amore suo e con senso di gratitudine, fa la sua volont\u00e0, non per paura della punizione, ma spinto dalla carit\u00e0 che lo Spirito Santo ha riversato nel suo cuore (cfr. Rm 5,5).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa libert\u00e0, che ha origine in Cristo, d\u00e0 forza per superare le difficolt\u00e0 che i credenti possono incontrare nell'agire in coerenza con la loro fede. I valori che si stanno generalizzando nella nostra cultura e le leggi che vengono approvate nelle nostre societ\u00e0 occidentali pongono i credenti di fronte a difficili problemi di coscienza. Spesso ci troviamo di fronte a scelte dolorose, che richiedono sacrifici nella vita professionale e persino nella vita familiare. \"\u00c8 proprio nell'obbedienza a Dio - a cui solo si deve quel timore che \u00e8 il riconoscimento della sua assoluta sovranit\u00e0 - che nascono la forza e il coraggio di resistere alle leggi ingiuste degli uomini\". Chi non si lascia vincere dalla paura sta percorrendo la strada che porta alla vera libert\u00e0 che si pu\u00f2 trovare solo in Cristo.<br><br>Madrid, 25 marzo 2022, Solennit\u00e0 dell'Annunciazione del Signore<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. SECONDO CONCILIO VATICANO, Gaudium et spes, n. 4.<br>2. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 154: \"L'universalit\u00e0 e l'indivisibilit\u00e0 sono le caratteristiche distintive dei diritti umani\".<br>3. Ibidem, n. 153.<br>4. Ibidem.<br>5. Cfr. anche Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 155.<br>6. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 155.<br>7. Ibidem.<br>8. Ibidem.<br>9. Cfr. SECONDO CONCILIO VATICANO, Gaudium et spes, n. 27: \"Tutto ci\u00f2 che si oppone alla vita, come l'omicidio di qualsiasi tipo, il genocidio, l'aborto, l'eutanasia e perfino il suicidio volontario... sono rimproveri che, corrompendo la civilt\u00e0 umana, disonorano chi li pratica pi\u00f9 di chi subisce l'ingiustizia e sono totalmente contrari all'onore dovuto al Creatore\".<br>10. Cfr. ibidem, n. 26: \"Tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario per una vita veramente umana, come il cibo, il vestiario, l'abitazione, il diritto di scegliere liberamente uno stato di vita... di agire secondo la retta regola della coscienza... e la giusta libert\u00e0 anche in campo religioso, deve quindi essere reso accessibile all'uomo\".<br>11. Cfr. FRANCESCO, Discorso alla Federazione Nazionale dei Collegi dei Medici e degli Odontoiatri (20.IX.2019): L'Osservatore Romano (21.IX.2019), 8: \"Si pu\u00f2 e si deve respingere la tentazione - indotta anche da modifiche legislative - di utilizzare la medicina per assecondare l'eventuale volont\u00e0 di morte del paziente, fornendo aiuto al suicidio o provocandone direttamente la morte con l'eutanasia. Si tratta di modi sbrigativi di affrontare opzioni che non sono, come potrebbe sembrare, espressione della libert\u00e0 della persona, quando includono il rifiuto del malato come possibilit\u00e0, o la falsa compassione di fronte alla richiesta di essere aiutati ad anticipare la morte\".<br>12. CONFERENZA EPISCOPALE SPAGNOLA, \"La verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\" (Gv 8, 32), (20.II.1990).<br>13. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Samaritanus bonus, n. 9.<br>14. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1731.<br>15. SAN IRENEO DI LIONE, Adversus haereses, 4, 4, 3: PG 7, 983: \"L'uomo \u00e8 stato creato libero e padrone delle sue azioni\".<br>16. Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, n. 17.<br>17. Ibidem.<br>18. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1738.<br>19. Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, n. 17.<br>20. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1738; cfr. CONCILIO VATICANO II, Dignitatis humanae, n. 2.<br>21. Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1738.<br>22. CONSIGLIO VATICANO II, Dignitatis humanae, nn. 2-3.<br>23. Cfr. FRANCESCO, Discorso in occasione dell'incontro con il popolo marocchino, le autorit\u00e0, la societ\u00e0 civile e il corpo diplomatico (30.III.2019): \"La libert\u00e0 di coscienza e la libert\u00e0 religiosa - che non si limita solo alla libert\u00e0 di culto, ma permette a ciascuno di vivere secondo le proprie convinzioni religiose - sono indissolubilmente legate alla dignit\u00e0 umana\".<br>Cfr. BENEDETTO XVI, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, Libert\u00e0 religiosa, cammino di pace (1.I.2011), n. 3.<br>Cfr. SECONDO CONCILIO VATICANO, Dignitatis humanae, n. 7.<br>26. Concilio Vaticano II, Dignitatis humanae, n. 6.<br>Ibidem, n. 7.<br>28. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1782.<br>29. Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Veritatis splendor, nn. 57-61.<br>30. Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, n. 16; cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1776.<br>31. SAN GIOVANNI PAOLO II, Veritatis splendor, n. 60.<br>32. Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1790: \"La persona umana deve sempre obbedire al giudizio certo della sua coscienza. Se agisse deliberatamente contro quest'ultima, condannerebbe se stesso\". Cfr. anche GIOVANNI PAOLO II, Veritatis splendor, n. 60: \"Il giudizio della coscienza ha un carattere imperativo: l'uomo deve agire in conformit\u00e0 a questo giudizio\".<br>33. Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, n. 16; cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1776.<br>34. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1778.<br>35. Ibidem, n. 1780: \"La dignit\u00e0 della persona umana implica ed esige la rettitudine della coscienza morale\".<br>36. Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, n. 16.<br>37. Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Veritatis splendor, n. 62.<br>38. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 384.<br>39. Cfr. FRANCESCO, Messaggio ai partecipanti alla conferenza internazionale \"I diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste, omissioni, negazioni\" (10.XII.2018).<br>40. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 351.<br>41. Cfr. CONFERENZA EPISCOPALE SPAGNOLA, Orientaciones morales ante la situaci\u00f3n actual de Espa\u00f1a (23.XI.2006), n. 62: \"La vita religiosa dei cittadini non \u00e8 di competenza dei governi. Le autorit\u00e0 civili non possono essere interventiste o bellicose in materia religiosa (...) Il loro compito \u00e8 quello di favorire l'esercizio della libert\u00e0 religiosa\".<br>42. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2242.<br>43. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Samaritanus bonus, n. 9.<br>44. Ibidem.<br>45. Cfr. intervista a Papa Francesco su La Croix (30.VI.2016): \"Lo Stato deve rispettare le coscienze. In ogni struttura giuridica, l'obiezione di coscienza deve essere presente, perch\u00e9 \u00e8 un diritto umano\".<br>46. Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Evangelium vitae, n. 74: \"Coloro che ricorrono all'obiezione di coscienza devono essere al riparo non solo dalle sanzioni penali, ma anche da ogni danno giuridico, disciplinare, economico e professionale\".<br>47. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Samaritanus bonus, n. 9. Cfr. FRANCESCO, Discorso ai partecipanti al congresso organizzato dalla Societ\u00e0 Italiana di Farmacia Ospedaliera (14.X.2021): L'Osservatore Romano 2739 (22.X.2021), 7: \"Siete sempre al servizio della vita umana. E questo pu\u00f2 comportare, in alcuni casi, l'obiezione di coscienza, che non \u00e8 slealt\u00e0, ma, al contrario, fedelt\u00e0 alla propria professione, se validamente motivata\".<br>48. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 399.<br>49. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Samaritanus bonus, n. 9.<br>50. SAN GIOVANNI PAOLO II, Evangelium vitae, n. 74.<br>51. Il peccato \u00e8 un atto personale di cui ciascuno \u00e8 responsabile, ma possiamo avere una responsabilit\u00e0 per i peccati commessi da altri quando collaboriamo con loro \"partecipando direttamente e volontariamente, ordinando, consigliando, elogiando o approvando, non rivelandoli o non impedendoli quando si \u00e8 obbligati a farlo\". Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1868.<br>52. Cfr. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Samaritanus bonus, n. 9: \"Non esiste un diritto al suicidio o all'eutanasia: la legge esiste per proteggere la vita e la convivenza umana, non per causare la morte\".<br>53. Papa Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, n. 73. Cfr. FRANCESCO, Discorso ai partecipanti al congresso commemorativo dell'Associazione Medici Cattolici Italiani in occasione del 70\u00b0 anniversario della sua fondazione (15.XI.2014): \"La fedelt\u00e0 al Vangelo della vita e al rispetto della vita come dono di Dio richiede talvolta scelte coraggiose e controcorrente che, in circostanze particolari, possono portare all'obiezione di coscienza\".<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esta nota responde, como los propios obispos explican \u00abal proceso de aprobaci\u00f3n de leyes en las que la vida humana queda gravemente desprotegida\u00bb unida a la creciente dificultad para el ejercicio de la \u00abobjeci\u00f3n de conciencia de quienes se oponen a colaborar en estas pr\u00e1cticas\u00bb. 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