{"id":22572,"date":"2022-08-05T06:00:00","date_gmt":"2022-08-05T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=22572"},"modified":"2025-11-13T10:47:11","modified_gmt":"2025-11-13T08:47:11","slug":"pablo-delclaux-el-patrimonio-de-la-iglesia-genera-un-217-del-pib-y-225-000-empleos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/pablo-delclaux-el-patrimonio-de-la-iglesia-genera-un-217-del-pib-y-225-000-empleos\/","title":{"rendered":"Pablo Delclaux<\/b>La propriet\u00e0 ecclesiastica genera 2,17% di PIL e 225.000 posti di lavoro\"."},"content":{"rendered":"
La sottocommissione episcopale per i beni culturali della Conferenza episcopale spagnola organizza ogni anno a giugno un giornate del patrimonio<\/a>. Si rivolgono ai delegati diocesani, agli economi, ai direttori dei musei, in altre parole ai gestori del patrimonio ecclesiastico. Abbiamo parlato con uno degli organizzatori dell'incontro, Pablo Delclaux, che \u00e8 anche il segretario tecnico della sottocommissione episcopale per il patrimonio della CEE.<\/p>\n\n\n\n Dal 27 al 30 giugno si \u00e8 svolta a Barbastro la Conferenza dei Beni Culturali sul patrimonio ecclesiastico e lo sviluppo locale. Quali spunti evidenzierebbe dalle riflessioni di questi giorni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n - Il tema di quest'anno \u00e8 una conseguenza dello spopolamento di alcune aree della Spagna. Abbiamo cercato i modi in cui il patrimonio ecclesiastico pu\u00f2 contribuire alla crescita di queste localit\u00e0 e l'uso che si pu\u00f2 fare di questo patrimonio affinch\u00e9 non si deteriori.<\/p>\n\n\n\n Vorrei sottolineare che in Spagna abbiamo un grande patrimonio e, data la situazione attuale, non \u00e8 facile gestirlo. Non \u00e8 facile generalizzare le soluzioni, viste le differenze tra una citt\u00e0 e l'altra. Per esempio, in alcuni luoghi ci sono visitatori e turisti e per altri \u00e8 quasi impossibile. <\/p>\n\n\n\n Parrocchie, diocesi e ordini religiosi, istituzioni private (alberghi, catering, artigianato) ed enti pubblici devono unire le forze per trovare la soluzione migliore per ogni luogo. <\/p>\n\n\n\n In Spagna valorizziamo il patrimonio culturale che abbiamo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n - Abbiamo un grande patrimonio, ma forse non lo valorizziamo a dovere. In altri Paesi lo apprezzano di pi\u00f9, forse perch\u00e9 ne hanno meno e lo apprezzano di pi\u00f9. In ogni angolo della Spagna si trovano meraviglie di altissima qualit\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n La mentalit\u00e0 francese e italiana \u00e8 pi\u00f9 decorativa e dettagliata, mentre in Spagna siamo pi\u00f9 austeri. In generale, l'arte italiana \u00e8 molto teatrale, quella francese \u00e8 molto elegante, quella tedesca \u00e8 molto drammatica. L'arte spagnola si caratterizza per la profondit\u00e0 del suo significato. Questo significa che abbiamo un'arte con molto contenuto, anche se non \u00e8 cos\u00ec decorativa. Mi sembra che potremmo essere pi\u00f9 consapevoli del significato del nostro patrimonio, ci concentriamo di pi\u00f9 sulla forma e meno sul contenuto. Credo che dovremmo sfruttare molto di pi\u00f9 la parte contenutistica, in modo da vibrare maggiormente con essa. <\/p>\n\n\n\n Negli ultimi mesi si \u00e8 assistito a un certo clamore mediatico sulla questione del immatricolazioni<\/a>. In relazione a questo tema, quale idea avrebbe voluto che il pubblico comprendesse meglio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n - \u00c8 necessario chiarire diversi aspetti. In primo luogo, nel XIX secolo nacquero i catasti, il cui scopo era quello di chiarire i proprietari dei diversi possedimenti. Il punto era che le propriet\u00e0 della Chiesa erano abbastanza chiare e non generavano particolari problemi legali. Per questo motivo non sono stati registrati da nessuna parte. Con il passare degli anni, tuttavia, sono sorti dubbi e cause legali sulle propriet\u00e0 della Chiesa. Pertanto, per mettere ordine, lo Stato spagnolo chiese alla Chiesa di registrare le sue propriet\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n Il problema \u00e8 che molti edifici sono antecedenti alla creazione del registro, quindi non c'\u00e8 documentazione che possa essere presentata. Il governo Aznar permise ai vescovi di certificare queste propriet\u00e0, in modo che questo documento fosse valido per registrarle presso l'autorit\u00e0 civile.<\/p>\n\n\n\n In molte zone della Spagna ci sono molte chiese che non hanno quasi nessuna attivit\u00e0. Cosa pensa di fare la Chiesa con queste chiese? <\/strong><\/p>\n\n\n\n - Innanzitutto, va detto che questo dipende da ogni diocesi e anche in questo caso ci sono molte sfumature. Ad esempio, i monasteri appartengono a ordini religiosi e quindi non rientrano nella giurisdizione episcopale. D'altra parte, le parrocchie chiuse in ambiente urbano possono essere trasformate in musei o archivi diocesani.\u00a0<\/p>\n\n\n\n In Spagna ci sono molti luoghi di culto che sono stati riutilizzati per scopi culturali. Abbiamo il caso del Spazio Pirenei<\/a>che consiste nella conversione di una residenza gesuita in un centro espositivo e formativo a Graus. Abbiamo anche il Centro Studi Lebaniegos<\/a>a Potes, che riutilizza la chiesa di San Vincenzo Martire. Oppure il Centro Culturale San Marcos, che adatta l'omonima chiesa di Toledo.<\/p>\n\n\n\n La Sagrada Familia o la Cattedrale-Mezquita di Cordoba sono molto visitate dai turisti. Esistono dati verificati o affidabili sulle entrate economiche che il patrimonio della Chiesa produce per lo Stato spagnolo? <\/strong><\/p>\n\n\n\n - Qualche anno fa, la conferenza episcopale ha presentato uno studio<\/a> che ha quantificato questo tipo di aspetto. Il lavoro \u00e8 stato condotto dalla societ\u00e0 di revisione KPMG e ha concluso che il patrimonio della Chiesa ha generato 2,17% di PIL. Inoltre, i beni culturali cattolici sostengono 225.300 posti di lavoro, di cui 71% sono posti di lavoro diretti. Questo tipo di dati pu\u00f2 essere consultato nella sezione portale della trasparenza<\/a> della CEE. Come si pu\u00f2 notare, il contributo \u00e8 notevole.\u00a0<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":" La subcomisi\u00f3n episcopal para el patrimonio cultural de la Conferencia Episcopal Espa\u00f1ola organiza todos los a\u00f1os en el mes de junio unas jornadas sobre patrimonio. Est\u00e1n destinadas a los delegados diocesanos, ec\u00f3nomos, responsables de museos, es decir, gestores del patrimonio eclesi\u00e1stico. Charlamos con uno de los organizadores del encuentro, D. 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