{"id":27409,"date":"2022-12-30T10:50:01","date_gmt":"2022-12-30T09:50:01","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=27409"},"modified":"2022-12-30T10:50:13","modified_gmt":"2022-12-30T09:50:13","slug":"sollicitudo-rei-socialis-35-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/sollicitudo-rei-socialis-35-anos-despues\/","title":{"rendered":"\"Siamo tutti veramente responsabili gli uni degli altri\"."},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Paolo II ha reso omaggio all'enciclica <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/es\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_26031967_populorum.html\">Populorum Progressio <\/a>del suo predecessore Paolo VI pubblicando - trentacinque anni fa, il 30 dicembre 1987 - l'enciclica sociale Sollecitudo Rei Socialis.  \u00c8 arrivata 20 anni dopo la pubblicazione dell'enciclica di Papa Montini rivolta agli uomini e alla societ\u00e0 negli anni Sessanta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/es\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_30121987_sollicitudo-rei-socialis.html\">Sollicitudo Rei Socialis<\/a> conserva tutta la forza dell'appello di Paolo VI alle coscienze e fa riferimento al nuovo contesto storico-sociale degli anni Ottanta, nel tentativo di indicare i contorni del mondo di oggi, sempre con un occhio al motivo ispiratore, lo \"sviluppo dei popoli\", che \u00e8 ancora lontano dall'essere raggiunto. \"Propongo di estendere la loro eco, collegandola con possibili applicazioni all'attuale momento storico, non meno drammatico di quello di vent'anni fa\", scrive Giovanni Paolo II. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo - come ben sappiamo - scorre sempre allo stesso ritmo; oggi, per\u00f2, abbiamo l'impressione che sia soggetto a un movimento di continua accelerazione, dovuto soprattutto alla moltiplicazione e alla complessit\u00e0 dei fenomeni in mezzo ai quali viviamo. Di conseguenza, la configurazione del mondo negli ultimi vent'anni, pur mantenendo alcune costanti fondamentali, ha subito notevoli cambiamenti e presenta aspetti del tutto nuovi\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <em>Sollicitudo rei socialis<\/em> (di seguito SRS), viene offerta un'analisi del mondo odierno che tiene conto dell'intera verit\u00e0 sull'uomo: anima e corpo, essere comunitario e persona con valore in s\u00e9, creatura e figlio di Dio, peccatore e redento da Cristo, debole e rafforzato dalla forza dello Spirito. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'enciclica pone l'accento sulla base etica dello sviluppo, sottolineando la necessit\u00e0 dell'impegno personale di tutti nei confronti dei fratelli e delle sorelle. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo sforzo per lo sviluppo di tutto l'uomo e di ogni uomo \u00e8 l'unico modo per consolidare la pace e la felicit\u00e0 relativa in questo mondo. Secondo Enrique Colom (in AA.VV., Giovanni Paolo teologo. En el signo de las enc\u00edclicas, Mondadori, Milano 2003, pp. 128-141) \"in un certo senso, l'insegnamento dell'enciclica potrebbe essere riassunto in un'unica frase piena di conseguenze pratiche: \"siamo tutti veramente responsabili di tutti\" (SRS 38)\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 noto, le encicliche del Papa, anche quelle del Magistero sociale, non sono documenti politici o sociologici, ma di natura teologica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle idee pi\u00f9 enfatizzate nella SRS \u00e8 proprio che la povert\u00e0, lo sviluppo, l'ecologia, la disoccupazione, la solidariet\u00e0, ecc. sono problemi etici pi\u00f9 che tecnici, e la loro soluzione reale e duratura non si trova solo in un miglioramento strutturale, ma deve basarsi su un cambiamento etico, cio\u00e8 sulla volont\u00e0 di cambiare, magari, abitudini mentali e di vita che, se autentiche, influiranno sulle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'uomo \u00e8 una persona, non solo l'homo faber o l'oeconomicus. Pertanto, come insegnava la Populorum Progressio, il vero sviluppo \u00e8 il passaggio, per ogni persona, da condizioni meno umane a condizioni pi\u00f9 umane: \"Pi\u00f9 umane: l'ascesa dalla povert\u00e0 al possesso dei beni di prima necessit\u00e0, la vittoria sui mali sociali, l'espansione della conoscenza, l'acquisizione della cultura. Anche pi\u00f9 umana: maggiore considerazione per la dignit\u00e0 degli altri, passaggio allo spirito di povert\u00e0, cooperazione per il bene comune, desiderio di pace. Ancora pi\u00f9 umano: il riconoscimento da parte dell'uomo dei valori supremi e di Dio, che \u00e8 la sua fonte e il suo fine. Pi\u00f9 umana, infine e soprattutto: la fede, dono di Dio accolto dalla buona volont\u00e0 dell'uomo, e l'unit\u00e0 nella carit\u00e0 di Cristo, che ci chiama tutti a partecipare come figli alla vita del Dio vivente, Padre di tutti gli uomini\" (n. 21). Gi\u00e0 Paolo VI, come poi far\u00e0 Giovanni Paolo II, senza trascurare gli aspetti economico-sociali dello sviluppo, mostra la maggiore importanza della sfera spirituale e trascendente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, per realizzarsi la persona ha bisogno di \"avere\" cose, ma queste non bastano, occorre anche una crescita interiore: culturale, morale, spirituale. \"L'\"avere\" di oggetti e beni non perfeziona di per s\u00e9 il soggetto umano se non contribuisce alla maturazione e all'arricchimento del suo \"essere\", cio\u00e8 alla realizzazione della vocazione umana in quanto tale\" (SRS 28). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'essenziale, quindi, \u00e8 la piena realizzazione della persona, cio\u00e8 \"essere\" di pi\u00f9, crescere in umanit\u00e0 senza trascurare nessuna virt\u00f9 umana, e farlo in modo armonico, secondo un'autentica gerarchia di valori, secondo tutta la verit\u00e0 sull'uomo. Pertanto, il Papa non propone n\u00e9 pensa a un'antinomia tra \"essere\" e \"avere\", ma mette in guardia da un \"avere\" che ostacola l'\"essere\", proprio o altrui, e insegna che, se c'\u00e8 incompatibilit\u00e0, \u00e8 preferibile \"avere\" meno che \"essere\" meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La caratteristica pi\u00f9 importante della verit\u00e0 sull'uomo dipende dal fatto che \u00e8 una creatura di Dio, elevata a suo figlio: da questa condizione gli uomini ricevono la loro consistenza, la loro verit\u00e0, la loro bont\u00e0, il loro giusto ordine e la loro legge conveniente. Pertanto, la realizzazione dei disegni divini \u00e8 l'unico impegno veramente \"assoluto\" della persona, che la orienta verso la sua pienezza integrale; gli altri impegni non sono annullati, ma devono essere subordinati ad esso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, lo sviluppo umano - ci ricorda la SRS - \"\u00e8 possibile solo perch\u00e9 Dio Padre ha deciso fin dall'inizio di rendere l'uomo partecipe della sua gloria in Ges\u00f9 Cristo risorto (...), e in Lui ha voluto vincere il peccato e metterlo al servizio del nostro maggior bene, che supera infinitamente quello che il progresso pu\u00f2 raggiungere\" (SRS 31). Al contrario, l'uomo pu\u00f2 costruire la societ\u00e0 e \"organizzare la terra senza Dio, ma senza Dio pu\u00f2 solo organizzarla in ultima analisi contro l'uomo\". L'umanesimo escludente \u00e8 un umanesimo disumano\" (Populorum progressio, 42).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nella sfera sociale ed economica si realizzano le parole di Ges\u00f9: \"C'\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere\" (At 20,35). Inoltre, non bisogna dimenticare che Dio \u00e8 il Signore di tutto l'universo, di ogni minuto, del pi\u00f9 piccolo evento; pertanto, come insegna Giovanni Paolo II, la piena realizzazione dello sviluppo sar\u00e0 innanzitutto il frutto della \"fedelt\u00e0 alla nostra vocazione di uomini e donne credenti\". Perch\u00e9 dipende innanzitutto da Dio\" (SRS 47).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, le dottrine utilitaristiche misurano il progresso esclusivamente in termini immanenti e terreni. Tuttavia, le evidenti contraddizioni osservate nel nostro mondo mettono ulteriormente in luce \"la contraddizione intrinseca di uno sviluppo limitato al solo aspetto economico\". Subordina facilmente la persona umana e i suoi bisogni pi\u00f9 profondi alle esigenze della pianificazione economica o del profitto esclusivo (...). Quando gli individui e le comunit\u00e0 non vedono rigorosamente rispettate le esigenze morali, culturali e spirituali, basate sulla dignit\u00e0 della persona e sull'identit\u00e0 propria di ogni comunit\u00e0, a partire dalla famiglia e dalle societ\u00e0 religiose, tutto il resto - disponibilit\u00e0 di beni, abbondanza di risorse tecniche applicate alla vita quotidiana, un certo livello di benessere materiale - sar\u00e0 insoddisfacente e, alla lunga, trascurabile\" (SRS 33).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sviluppo umano e il progresso economico vanno di pari passo, come ha ricordato Giovanni Paolo II: \"Le origini morali della prosperit\u00e0 sono ben note nel corso della storia. Si trovano in una costellazione di virt\u00f9: operosit\u00e0, competenza, ordine, onest\u00e0, iniziativa, sobriet\u00e0, parsimonia, spirito di servizio, fedelt\u00e0 alle promesse, audacia: in breve, l'amore per il lavoro ben fatto. Nessun sistema o struttura sociale pu\u00f2 risolvere magicamente il problema della povert\u00e0 senza queste virt\u00f9; a lungo andare, sia i programmi che il funzionamento delle istituzioni riflettono queste abitudini dell'essere umano, che si acquisiscono essenzialmente nel processo educativo, dando vita a una vera e propria cultura del lavoro\". Affinch\u00e9 lo sviluppo trascendente e quello terreno degli esseri umani vivano in armonia, \u00e8 necessario che ciascuno svolga le proprie attivit\u00e0, comprese quelle socio-economiche, in modo tale da raggiungere il loro pieno significato umano, in accordo con il destino trascendente ultimo dell'uomo; e che le altre persone e la societ\u00e0 siano consapevoli del valore e dei bisogni di ciascun essere umano e agiscano di conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una pietra miliare di questi bisogni umani \u00e8 la necessit\u00e0 di condividere la produzione e il godimento dei beni umani, a tutti i livelli; ancor pi\u00f9 oggi, quando l'interdipendenza \u00e8 aumentata. Questo si ottiene proprio attraverso il principio e la virt\u00f9 della solidariet\u00e0: uno dei temi pi\u00f9 frequenti negli insegnamenti di Giovanni Paolo II. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa insiste tanto su di essa, da un lato, per la sua intima relazione con la carit\u00e0 - l'amore per Dio e per il prossimo - vertice della vita cristiana; dall'altro, perch\u00e9 nelle attuali condizioni di sviluppo tecnologico, le disuguaglianze socio-economiche sono il prodotto dell'egoismo, del non vedere nell'altro un fratello, un figlio dell'eterno Padre, una persona umana con la stessa dignit\u00e0; in altre parole, sono il prodotto di un comportamento non solidale. Si tratta di due ragioni reciprocamente correlate: la prima \u00e8 puramente religiosa, la seconda \u00e8 sociale, ma con un fondamento trascendente.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Giovanni ci ricorda che \"Dio \u00e8 amore\" (1 Gv 4,8.16), un amore che \u00e8 costante donazione reciproca all'interno della Trinit\u00e0. E poich\u00e9 l'uomo \u00e8 stato creato a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,26), bisogna anche dire che la sua verit\u00e0 pi\u00f9 intima si trova nell'amore, nel dono di s\u00e9. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 in perfetta sintonia con il \"comandamento nuovo\" di Ges\u00f9 Cristo in cui sono contenuti tutta la legge e i profeti: la carit\u00e0 \u00e8 la legge fondamentale della perfezione umana e quindi anche della trasformazione del mondo. Tuttavia, visti gli equivoci sulla nozione di amore, occorre sottolineare che il vero amore implica la gratuit\u00e0 (Gv 3,16; 15,13) e il servizio (1 Pt 2,16; Gal 5,13), e non tanto la ricerca del proprio bene (Mt 16,25); e abbraccia tutte le dimensioni della persona: nessuna caratteristica umana \u00e8 fuori dalla carit\u00e0 e dall'amore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione fraterna \u00e8 cos\u00ec essenziale per la vita del cristiano (e di qualsiasi uomo) che non si pu\u00f2 immaginare un orientamento verso Dio che dimentichi i legami che uniscono ogni persona ai suoi fratelli e sorelle. Alla luce di queste verit\u00e0, ne consegue che la vita cristiana non pu\u00f2 essere vissuta come se le persone fossero scollegate. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, l'impegno per il progresso materiale e spirituale dell'intera societ\u00e0 \u00e8 parte integrante della vocazione con cui Dio chiama ogni persona: l'identificazione con l'amato che \u00e8 propria dell'amore porta a mantenerlo presente in tutte le azioni, che vengono compiute come dono gratuito all'amato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 significa che l'amore di Dio richiede un impegno sociale e che questo impegno trova il suo solido fondamento in un'autentica vita d'amore: solo un amore in armonia con tutta la verit\u00e0 sull'uomo \u00e8 in grado di plasmare una vita sociale degna della persona. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa realt\u00e0 \u00e8 confermata, in negativo, dalla nascita e dalla crescita della \"questione sociale\", proprio nel momento in cui il pensiero ideologico indicava nell'opposizione, nella lotta e persino nell'odio il motore della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\"Il mondo \u00e8 malato\", disse Paolo VI (Populorum Progressio, 66), e sembra che da allora la malattia si sia aggravata: Basti pensare ai campi profughi, agli esiliati, alle zone calde (guerra, guerriglia e terrorismo), alle discriminazioni razziali e religiose, alla mancanza di libert\u00e0 politiche e sindacali, ai fenomeni di evasione come la droga e l'alcolismo, alle aree in cui sfruttamento e corruzione sono istituzionalizzati, ai luoghi di lavoro in cui si ha l'impressione di essere usati come mezzi e a quelli in cui l'umiliazione \u00e8 diventata uno stile di vita, alle zone di carestia, siccit\u00e0 e malattie endemiche, alle campagne antinataliste spesso razziste, alla diffusione dell'aborto e dell'eutanasia, ecc. Il quadro mondiale odierno, compreso quello economico, invece di preoccuparsi di un vero sviluppo che porti tutti verso una vita \"pi\u00f9 umana\" - come chiedeva l'enciclica Populorum Progressio - sembra destinato a portarci pi\u00f9 rapidamente verso la morte\" (SRS 24).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci troviamo cos\u00ec di fronte a un paradosso: le persone conoscono - in larga misura - i criteri del vero sviluppo, desiderano - in larga misura - fare il bene ed evitare il male, possiedono - in quantit\u00e0 sufficiente - i mezzi tecnici per farlo; eppure il mondo \u00e8 ancora malato, forse pi\u00f9 di prima. Il paradosso richiede quindi una spiegazione - molto pi\u00f9 profonda dell'analisi socio-economica - che arrivi all'origine ultima dei mali del mondo; richiede un'analisi che affronti il nucleo pi\u00f9 intimo del comportamento umano: un'analisi etica, che arrivi all'origine stessa delle strutture ingiuste, cio\u00e8 che arrivi alla radice delle azioni immorali dell'uomo, ci\u00f2 che il cristianesimo chiama peccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E le azioni immorali di una persona non sono altro che il peccato, con le sue conseguenze istituzionalizzate - le \"strutture di peccato\" - che, condizionando la condotta delle persone, diventano fonte di altri peccati: \"La vera natura del male con cui ci confrontiamo nella questione dello \"sviluppo dei popoli\": \u00e8 un male morale, frutto di molti peccati, che porta a \"strutture di peccato\"\" (SRS 37). Certamente, \"peccato\" e \"strutture di peccato\" sono categorie che non vengono solitamente applicate alla situazione del mondo contemporaneo. Non \u00e8 facile arrivare a una comprensione profonda della realt\u00e0 cos\u00ec come si presenta ai nostri occhi senza nominare la radice dei mali che ci affliggono\" (SRS 36). E \"questi atteggiamenti e 'strutture di peccato' possono essere superati - supponendo l'aiuto della grazia divina - solo da un atteggiamento diametralmente opposto: l'impegno per il bene del prossimo con la disponibilit\u00e0, in senso evangelico, a 'perdersi' per l'altro invece di sfruttarlo, e a 'servirlo' invece di opprimerlo per il proprio tornaconto (cfr. Mt 10,40-42; 20,25; Mc 10,42-45; Lc 22,25-27)\" (SRS 38).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi non vuole riconoscere - e rimediare - a questa fonte morale dei mali sociali, non vuole nemmeno seriamente essere curato dal male; \u00e8 quindi necessario esaminare i propri peccati, soprattutto - quando si parla di mali socio-economici - quelli che incidono pi\u00f9 direttamente sulla vita sociale: orgoglio, odio, rabbia, avidit\u00e0, invidia, ecc. senza rifugiarsi in una collettivit\u00e0 anonima; e anche riconoscere le conseguenze deleterie di questi peccati nella vita personale, familiare, sociale e politica. \"Diagnosticare il male in questo modo significa individuare con precisione, sul piano della condotta umana, il percorso da seguire per superarlo\" (SRS 37).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'identificazione della radice del male incoraggia la ricerca delle soluzioni e dei mezzi pi\u00f9 appropriati per sradicarlo. Essi, come l'ostacolo, saranno principalmente di natura morale, a livello personale (il peccato) e a livello istituzionale (le strutture di peccato): \"Quando sono disponibili i mezzi scientifici e tecnici che, insieme alle necessarie e concrete decisioni politiche, devono finalmente contribuire a mettere i popoli sulla strada del vero sviluppo, gli ostacoli pi\u00f9 grandi possono essere superati solo in virt\u00f9 di determinazioni essenzialmente morali, che, per i credenti, specialmente per i cristiani, saranno ispirate dai principi della fede con l'aiuto della grazia divina\" (SRS 35). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possiamo ingannarci: non andremo pi\u00f9 lontano nella giustizia e nella carit\u00e0 sociale che nella giustizia e nella carit\u00e0 personale. L'atteggiamento morale di una comunit\u00e0 dipende dalla conversione personale dei cuori, dall'impegno nella preghiera, dalla grazia dei sacramenti e dallo sforzo nelle virt\u00f9 dei suoi membri. Tuttavia, la priorit\u00e0 della conversione personale non elimina, al contrario, la necessit\u00e0 di un cambiamento strutturale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, il Papa richiama sia un'effettiva volont\u00e0 politica sia una decisione essenzialmente morale (cfr. SRS 35; 38): la prima da sola potrebbe - fortuitamente - portare a qualche cambiamento, ma l'esperienza ne attesta l'inutilit\u00e0 e che spesso le ingiustizie causate sono maggiori di quelle corrette; la seconda senza la prima rimarrebbe sterile per la sua inautenticit\u00e0: la vera conversione interiore non \u00e8 quella che non porta a miglioramenti sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nozione di solidariet\u00e0 riecheggia quindi il significato etimologico -participare in solidum-, che designa l'insieme dei legami che uniscono le persone e le spingono all'aiuto reciproco.<br>Dal punto di vista etico, viene chiamato in causa un modo di agire virtuoso e stabile, in funzione di un comportamento solidale, inteso come impegno concreto al servizio dei fratelli: \"\u00c8 innanzitutto una questione di interdipendenza, sentita come sistema di relazioni determinante nel mondo contemporaneo, nelle sue componenti economiche, culturali, politiche e religiose, e assunta come categoria morale. Quando si riconosce l'interdipendenza, la risposta correlativa, come atteggiamento morale e sociale, come \"virt\u00f9\", \u00e8 la solidariet\u00e0\" (SRS 38).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La solidariet\u00e0 deve quindi essere vista come il fine e il criterio dell'organizzazione sociale e come uno dei principi fondamentali della dottrina sociale cristiana. Ma non come un buon auspicio moralistico, bens\u00ec come una forte esigenza della natura umana: le persone sono un essere per gli altri e possono svilupparsi solo in un'apertura oblativa agli altri. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche questo \u00e8 sottolineato dal messaggio evangelico, come insegna la SRS: \"La consapevolezza della comune paternit\u00e0 di Dio, della fratellanza di tutti gli uomini in Cristo, 'figli nel Figlio', della presenza e dell'azione vivificante dello Spirito Santo, dar\u00e0 alla nostra visione del mondo un nuovo criterio di interpretazione. Oltre ai gi\u00e0 forti e stretti legami umani e naturali, si prospetta un nuovo modello di unit\u00e0 del genere umano alla luce della fede, che deve in definitiva ispirare la solidariet\u00e0. Questo modello supremo di unit\u00e0, che riflette la vita intima di Dio, una in tre Persone, \u00e8 ci\u00f2 che noi cristiani designiamo con la parola \"comunione\"\" (SRS 40). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una comunione cos\u00ec forte che ci rende tutti veramente responsabili gli uni degli altri, perch\u00e9 ci\u00f2 che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi, a maggior ragione a Ges\u00f9 Cristo (Mt 25,40.45).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La solidariet\u00e0 non va confusa con \"un sentimento di vaga compassione o di superficiale simpatia per i mali di tante persone, vicine o lontane\". Al contrario, \u00e8 la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune, cio\u00e8 per il bene di tutti e di ciascuno\" (SRS 38).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo sforzo di solidariet\u00e0 sociale acquista valore e forza in un atteggiamento di solidariet\u00e0 personale; cos\u00ec l'enciclica: \"L'esercizio della solidariet\u00e0 all'interno di qualsiasi societ\u00e0 \u00e8 valido quando i suoi membri si riconoscono come persone\" (SRS 39). Ci\u00f2 implica il superamento della tendenza all'anonimato nei rapporti umani; la trasformazione della \"solitudine\" in \"solidariet\u00e0\", della \"diffidenza\" in \"collaborazione\"; la promozione della comprensione, della fiducia reciproca, dell'aiuto fraterno, dell'amicizia e della disponibilit\u00e0 a \"perdere se stessi\" per il bene dell'altro. Infatti, \"alla luce della fede, la solidariet\u00e0 tende a superarsi, ad assumere le dimensioni specificamente cristiane della gratuit\u00e0 totale, del perdono e della riconciliazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questo atteggiamento sembra \"ideale\" e poco \"realistico\", non bisogna dimenticare che questo \"ideale\" \u00e8 l'unico che permetter\u00e0 di costruire una nuova societ\u00e0 e un mondo migliore, che consentir\u00e0 un autentico sviluppo degli individui e delle comunit\u00e0, che permetter\u00e0 di raggiungere una pace vera e duratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Sollicitudo rei socialis propone che tutti gli uomini, in particolare i cristiani, si assumano la responsabilit\u00e0 dello sviluppo integrale di tutti gli altri uomini. \u00c8 un ideale arduo, che richiede uno sforzo costante, ma \u00e8 confortato dalla grazia del Signore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chiesa proclama la realt\u00e0 di questo sviluppo, gi\u00e0 all'opera nel mondo, ma non ancora consumato; e afferma anche, sulla base della promessa divina - volta a far s\u00ec che la storia presente non rimanga chiusa in se stessa, ma sia aperta al Regno di Dio - la possibilit\u00e0 di superare gli ostacoli che si frappongono alla crescita integrale delle persone; confida quindi nel raggiungimento di una vera - anche se parziale su questa terra - liberazione (cfr. SRS 26; 47). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D'altra parte, \"la Chiesa ha anche fiducia nell'uomo, pur conoscendo il male di cui \u00e8 capace, perch\u00e9 sa bene che - nonostante il peccato ereditario e il peccato che ciascuno pu\u00f2 commettere - nella persona umana ci sono qualit\u00e0 ed energie sufficienti, c'\u00e8 una 'bont\u00e0' fondamentale (cfr. Gen 1,31), perch\u00e9 \u00e8 l'immagine del Creatore, posta sotto l'influsso redentivo di Cristo, \"che si \u00e8 unito in un certo modo a ogni essere umano\" (cfr. Gaudium et spes, 22; Redemptor hominis, 8), e perch\u00e9 l'azione efficace dello Spirito Santo \"riempie la terra\" (Sap 1,7)\" (SRS 47).<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Juan Pablo II rend\u00eda homenaje a la enc\u00edclica Populorum Progressio de su predecesor Pablo VI publicando -hace treinta y cinco a\u00f1os, el 30 de diciembre de 1987- la enc\u00edclica social Sollecitudo Rei Socialis.\u00a0 Llegaba 20 a\u00f1os despu\u00e9s de la publicaci\u00f3n de la enc\u00edclica del Papa Montini dirigida a los hombres y a la sociedad en [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":27411,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36,39],"tags":[],"class_list":["post-27409","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-actualidad","category-cultura"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO 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