{"id":32124,"date":"2023-07-01T06:00:00","date_gmt":"2023-07-01T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=32124"},"modified":"2023-07-03T11:28:18","modified_gmt":"2023-07-03T10:28:18","slug":"pablo-alzola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/pablo-alzola\/","title":{"rendered":"<b>Pablo Alzola:<\/b> \"Il linguaggio artistico ha la ricchezza di non essere univoco\"."},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Pablo Alzola ha pubblicato \"El silencio de Dios en el cine\" (2022) e, precedentemente, \"El cine de Terrence Malick. La speranza di arrivare a casa\" (2020). Ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Umanistiche presso l'Universidad Rey Juan Carlos ed \u00e8 membro del Gruppo di Ricerca sulle Arti Visive e gli Studi Culturali della stessa universit\u00e0 e del C\u00edrculo de Escritores Cinematogr\u00e1ficos.<\/p>\n\n\n<div class=\"omnes-block-ficha-horizontal\">\n\t<div class=\"clearfix\">\n\t\t<div class=\"left\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/El-silencio-de-Dios-en-el-cine.jpg\" \/>\n\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"right\">\n\t\t\t<h2>Il silenzio di Dio nel cinema<\/h2>\n\n\t\t\t<div class=\"v\"><strong>Autore<\/strong>Pablo Alzola<\/div><div class=\"v\"><strong>Editoriale<\/strong>: Ediciones Cristiandad<\/div><div class=\"v\"><strong>Pagine<\/strong>: 294<\/div><div class=\"v\"><strong>Madrid<\/strong>: 2022<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa intervista parla del suo libro \"<a href=\"https:\/\/www.todostuslibros.com\/libros\/silencio-de-dios-en-el-cine-el_978-84-7057-677-5\">Il silenzio di Dio nel cinema<\/a>\"pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.edicionescristiandad.es\/\">Edizioni Cristianesimo<\/a>in cui esplora il tema di Dio in film di qualit\u00e0 cinematografica, alla ricerca di un cinema che non cerchi semplicemente di trasmettere un'idea, ma che abbia un valore artistico a s\u00e9 stante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come \u00e8 nata l'idea di indagare la questione di Dio nel cinema?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molto tempo ci sono stati film che mi sono piaciuti perch\u00e9 trattavano un argomento legato alla fede, ma in modo piuttosto originale, ed erano anche buoni film. Uno dei primi che ha attirato la mia attenzione \u00e8 stato <em>Degli dei e degli uomini (<\/em>2010), che tratta un caso reale di monaci in Algeria. Mi \u00e8 piaciuto molto, perch\u00e9 non era un film al servizio di un messaggio, come a volte accade con il cinema religioso di buone intenzioni, dove c'\u00e8 un'ottima intenzione, ma il messaggio pesa cos\u00ec tanto che si mangia il film, e non c'\u00e8 tanto interesse a usare bene il linguaggio cinematografico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D'altra parte, questo film ha alcuni grandi attori, scene incredibili e molta forza. Per esempio, cito una scena molto forte del libro, verso la fine, in cui stanno cenando. Suoni <em>Il lago dei cigni<\/em> Tchaikovsky e nessuno dice niente, si vedono solo in faccia, e si capisce che percepiscono che \u00e8 l'Ultima Cena. E il modo in cui \u00e8 girato, \u00e8 un po' come l'Ultima Cena. \u00c8 sconvolgente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro film che mi ha ispirato \u00e8 <em>Lettere a padre Jacob<\/em>. Si tratta di un pastore luterano cieco, anziano, che vive in una casa vicino a una parrocchia rurale dove non va pi\u00f9 nessuno. Egli corrisponde con diverse persone, ma, essendo diventato cieco, non pu\u00f2 leggerle, e il governo gli manda una ragazza appena uscita di prigione per aiutarlo con i servizi sociali. Questa ragazza lo aiuta a leggere le lettere e a rispondere. All'inizio si odiano, soprattutto lei lo odia, ma a poco a poco si avvicinano l'uno all'altra. \u00c8 un film molto semplice e bello. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ho visto questo tipo di film, ho pensato che fossero molto interessanti, perch\u00e9 sollevano qualche questione legata alla fede, ma non hanno la fretta di dare una risposta o l'audacia di proporre una soluzione molto confezionata, una morale, ma si limitano a suggerirti qualcosa, o a farti riflettere, ma senza darti una soluzione. Allo stesso tempo, sono film molto belli, perch\u00e9 hanno attori molto bravi e il linguaggio cinematografico \u00e8 usato molto bene. Inoltre, a volte utilizzano risorse molto innovative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stavo accumulando titoli nella mia testa e pensavo che a un certo punto mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa su questo argomento. Quando \u00e8 arrivata la proposta dell'editore, ho detto: \"Questo \u00e8 il momento\".<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il titolo pu\u00f2 essere interpretato in diversi modi: che significato ha voluto dargli?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo \u00e8 volutamente ambiguo. Quello che intendo nel libro, e che viene spiegato un po' nel primo capitolo, \u00e8 ben esemplificato dal film documentario <em>Converso<\/em>. \u00c8 di un regista della Navarra, David Arratibel, e parla dei suoi parenti, che sono passati gradualmente dal non vivere la loro fede al viverla. Lui \u00e8 agnostico e non ha capito questo cambiamento. Si sentiva molto escluso da tutte le riunioni di famiglia. Essendo un regista, ha deciso di fare un film per cercare di capire perch\u00e9 la sua famiglia avesse abbracciato la fede cattolica. Il titolo ha un doppio significato: da un lato, \"converso\" nel senso di conversare, e dall'altro, conversione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel film, parla con la sua famiglia: sua sorella, suo cognato, sua madre... e ognuno di loro gli racconta la sua esperienza. Il film \u00e8 molto interessante. Il cognato \u00e8 stato il primo a convertirsi. Ama suonare l'organo e parla molto di Dio come se fosse il vento dell'organo, che passa attraverso le canne e produce un suono diverso in ciascuna di esse. Dice anche che le operazioni di Dio in una persona, nell'anima, sono qualcosa che sfugge alla rappresentazione, perch\u00e9 non possono essere colte con i sensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fine del film \u00e8 molto bella, perch\u00e9 il regista propone a tutti coloro che sono apparsi nel documentario di provare insieme una canzone e cantarla. Si tratta di <em>O magnum mysterium <\/em>(\"O grande mistero\"), di Tom\u00e1s Luis de Victoria. Cerca di dire che Dio \u00e8 qualcosa di molto misterioso e che spesso rimane in silenzio, ma questo silenzio non significa che non c'\u00e8, ma che c'\u00e8 in modo silenzioso. Questo sarebbe il grande filo conduttore che unisce tutto il libro. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C'\u00e8 anche un capitolo in cui parlo dell'idea di Dio assente, di film in cui Dio potrebbe apparire, ma non appare. Sono <a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/notizie\/nino-traffico-eduardo-verastegui-intervista\/\">film <\/a>che trattano anche il tema della morte, del male, la tipica domanda: \"Dov'\u00e8 Dio quando una persona soffre, o quando c'\u00e8 una situazione di male molto evidente? Sto parlando, ad esempio, di <em>Manchester sul mare <\/em>(2016), che tratta della morte e del lutto in modo molto crudo. Dio non compare, e lo stesso regista afferma di non essere una persona religiosa e che chiunque provi a cercarlo nel suo film non lo trover\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c'\u00e8 <em>Phoenix<\/em> (2014), che parla di una sopravvissuta all'Olocausto. Torna da un campo di concentramento con il volto sfigurato da un proiettile e lo fa ricostruire in ospedale. Sente di aver perso la sua identit\u00e0, di non essere pi\u00f9 lei, e per recuperarla ha bisogno di ritrovare il suo fidanzato di prima della guerra e che lui la riconosca. \u00c8 un film tremendo, molto duro, e Dio non si vede da nessuna parte. Prevale un'idea di disperazione, di incapacit\u00e0 di rimettere in piedi la propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel capitolo parlo di quando Dio non \u00e8 nel cinema. Non \u00e8 n\u00e9 qui n\u00e9 atteso. Il titolo ha questi due aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa idea di Dio come mistero ha le sue sfumature, perch\u00e9 il cristianesimo non propone questo, ma che Dio si \u00e8 mostrato in Ges\u00f9 Cristo. Tuttavia, questo libro non pretende di essere esaustivo, n\u00e9 di essere una catechesi. Sto parlando di un film che suggerisce, ma non impone o chiarisce nulla. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C'\u00e8 un autore di cui parlo nel libro che ha un libro chiamato<em> <\/em>\"Dio nel cinema\" e dice che il buon cinema che parla di Dio crea sempre un'ambiguit\u00e0 di fondo che non viene fuori di proposito, per rispettare la libert\u00e0 dello spettatore. Mi piace questa idea e ho voluto seguire questa strada con il libro. Questi film propongono delle cose, ma hanno un'apertura volutamente buona, anche chi non crede pu\u00f2 entrarci benissimo, perch\u00e9 il linguaggio artistico \u00e8 stato usato bene, e il linguaggio artistico ha quella ricchezza di non essere univoco.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel libro c'\u00e8 una citazione molto interessante a questo proposito: \"Un'opera d'arte non \u00e8 un'opera d'arte per il suo contenuto\".<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 tratto da un libro intitolato<em> <\/em>\"Cultura e verit\u00e0\", del filosofo Fernando Inciarte. Mi piace molto, parla proprio di questo, che l'arte non pu\u00f2 essere legata al cosa, al messaggio, ma deve essere guidata dal come, dal linguaggio. L'arte deve esplorare davvero il suo linguaggio, qualunque esso sia, cinema, letteratura, musica... <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che questi film lo facciano, perch\u00e9 alcuni di essi, in termini di linguaggio cinematografico, sono molto audaci. Per esempio, <em>Ida <\/em>(2013), un noto film polacco che ha ricevuto l'Oscar per il miglior film straniero.<em>. <\/em>\u00c8 ambientato dopo la Seconda guerra mondiale, negli anni Sessanta, e parla di una ragazza che cresce in un convento e poi decide di prendere i voti e diventare suora, perch\u00e9 ha sempre vissuto l\u00ec. La superiora le dice di no, che deve andare nel mondo e incontrare l'unico membro della famiglia che le \u00e8 rimasto, sua zia, e poi prendere una decisione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un film molto interessante. \u00c8 in bianco e nero, cosa molto audace per un film del 2013, e utilizza un formato pi\u00f9 tipico del vecchio cinema, il quadrato, forse perch\u00e9 \u00e8 un formato che si presta di pi\u00f9 al ritratto, e nel film ci sono molti volti. C'\u00e8 anche un'altra risorsa che si ripete molto, e cio\u00e8 che in molte scene l'azione si svolge nel terzo inferiore del quadrato, e sopra ci sono due terzi dove non c'\u00e8 nulla, che si chiamano \"aria\". <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta ho sentito un critico cinematografico, Jer\u00f3nimo Jos\u00e9 Mart\u00edn, dire che il film evoca con questo un elemento fondamentale della storia che non si vede: Dio. \u00c8 una risorsa molto interessante e molto intelligente. C'\u00e8 un altro film che si chiama <em>Figlio di Saul<\/em> (2015), ha vinto anche l'Oscar per il miglior film straniero. \u00c8 ambientato nel campo di concentramento di Auschwitz, dove c'era un gruppo di ebrei chiamato \"commando speciale\". Quando arrivava un treno, avevano il compito di portare le persone alla camera a gas, dicendo loro che avrebbero fatto una doccia. Poi prendevano i corpi e li portavano nei forni. Era una cosa orribile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il protagonista appartiene al commando speciale e tutto il film \u00e8 il suo volto, si segue il suo volto. A un certo punto del film, facendo una cosa molto specifica, il suo volto cambia. C'\u00e8 un'evoluzione nel corso della storia. Il film \u00e8 duro, ma non raccapricciante, perch\u00e9 si sentono delle cose, ma non si vede nulla. Bisogna essere un grande attore per farlo, altrimenti....<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro film di cui parlo \u00e8 <em>Il silenzio <\/em>(2016), di Martin Scorsese. \u00c8 un film che ha un'ambiguit\u00e0 molto ricercata, forse per questo ha sollevato tante sopracciglia alla sua uscita. Ma \u00e8 un film che si presta a essere guardato e commentato in seguito, ed \u00e8 anche molto interessante dal punto di vista visivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come si \u00e8 cercato di affrontare la rappresentazione di Dio nel linguaggio cinematografico?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono molti modi di approcciarsi a questo tema. Nel libro, inizio parlando della parte visiva, perch\u00e9 seguo un ordine deliberato, c'\u00e8 un filo conduttore. Le inquadrature si concentrano su cose diverse: l'inquadratura generale per i paesaggi, il primo piano per i volti e cos\u00ec via. Nel capitolo \"Paesaggi\", che sarebbe l'inquadratura generale, parlo di film che presentano Dio come un mistero. Sono paesaggi in cui l'essere umano si sente molto piccolo. Per esempio, la montagna. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C'\u00e8 un film molto bello intitolato <em>Mimose<\/em> (2016), del regista spagnolo Oliver Laxe. Parla di una carovana di abitanti di un villaggio nella zona del Marocco. Il loro capo \u00e8 morto e ha chiesto di essere sepolto in un'altra citt\u00e0, ma per arrivarci devono attraversare le montagne dell'Atlante, cosa che sembra impossibile, perch\u00e9 viaggiano con un asino e un cadavere. L'intera storia \u00e8 come un'immagine di fede, nel senso che stanno affrontando qualcosa di impossibile, che umanamente sembra irraggiungibile, sempre con l'idea della montagna sullo sfondo, eppure durante il viaggio sembra che ci possano essere dei miracoli. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo stesso regista ha un altro film molto bello, che compare anche nel libro, intitolato <em>Cosa brucia<\/em> (2019) e tratta il tema degli incendi boschivi in Galizia. Un uomo torna a casa dal carcere (perch\u00e9 si suppone che sia un piromane, anche se non si sa con certezza). Sua madre \u00e8 molto anziana e vivono nel mezzo della Sierra de los Ancares, che \u00e8 tutta una foresta. C'\u00e8 un senso di mistero assoluto, di qualcosa di impenetrabile, e cos\u00ec i personaggi. Anche in quel film ci sono delle bellissime scene della foresta, o della mattina nebbiosa, quando lui va a portare a spasso il cane. Credo che questo modo di parlare di Dio abbia un precedente molto chiaro in un regista russo, Tarkovskij, che usa spesso la natura in questo modo, per immergere lo spettatore in una sorta di atmosfera di mistero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, andando verso l'ultimo capitolo, i film parlano di Dio attraverso le persone, con personaggi che, attraverso le relazioni umane, scoprono qualcosa di diverso, qualcosa che li fa uscire dal loro piccolo mondo. Per esempio, c'\u00e8 un film italiano che si chiama <em>Il villaggio di cartone<\/em> (2011) che parla di un prete molto anziano che chiude la sua parrocchia perch\u00e9 non c'\u00e8 quasi pi\u00f9 gente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimane nella casa parrocchiale e una notte vede dei migranti clandestini che entrano nella parrocchia per rifugiarsi. C'\u00e8 un ferito, una ragazza incinta che sta per partorire... Li nasconde e si prende cura di loro. Sembrava che la sua vita fosse finita, che non avesse pi\u00f9 nulla da offrire loro, e all'improvviso si scopre che la cosa pi\u00f9 importante doveva ancora venire, e attraverso queste persone trova Dio. In questi film, Dio appare attraverso la persona che \u00e8 molto diversa da me e che improvvisamente viene da me. In quel confronto, c'\u00e8 un'apertura all'altro, e anche Dio sembra essere presente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ci sono molti film contemporanei in cui la religiosit\u00e0 sembra essere ignorata: o non appaiono credenti o, se appaiono, sono ritratti in modo negativo. Cosa ne pensa?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che ci siano delle sfumature in questo senso. Penso che forse il cinema che si muove al livello di una grande prima, con un pubblico molto numeroso, tocchi delle sorgenti che si collegano alla presunta sensibilit\u00e0 di oggi. Sfrutta formule in cui non si corrono rischi. In generale, sono film mediocri, ma sono popcorn movie e si assicurano un pubblico minimo o non cos\u00ec minimo. Ma credo che, se si va oltre, senza arrivare al cinema d'autore, c'\u00e8 tutto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione della religiosit\u00e0 viene fuori, anche se \u00e8 vero che si tende a vilipendere la religiosit\u00e0 istituzionalizzata. Ne parlo anche nel libro. Tuttavia, il tema della religiosit\u00e0, in senso lato, compare in molti luoghi. In genere \u00e8 vista come qualcosa di lodevole, ma anche molto diffusa, nel senso che \u00e8 percepita come qualcosa che ognuno deve vivere a modo suo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>C'\u00e8 stato un cambiamento nelle tendenze cinematografiche, nel senso che ora ci sono pi\u00f9 protagonisti \"cattivi\"?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo avere la sensazione che si tratti di una tendenza recente, ma la storia \u00e8 lunga. Parte della spiegazione \u00e8 che negli anni '20 e '30 a Hollywood esisteva il cattivo, il personaggio con luci e ombre, soprattutto nei film noir. Ma negli anni '30 a Hollywood \u00e8 stato accettato un codice secondo il quale il cinema doveva seguire una serie di schemi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qualche tempo \u00e8 vero che questo tema dei personaggi con molti chiaroscuri, del cercare di capire il cattivo, \u00e8 stato esplorato di nuovo. Ad esempio, la famosa serie <em>Breaking Bad <\/em>va in quella direzione. Questo \u00e8 legato a un'epoca come la nostra, in cui l'idea di bene morale \u00e8 molto confusa. Non c'\u00e8 consenso sul fatto che qualcosa sia moralmente buono o moralmente cattivo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l'eccezione della questione dello stupro, per la quale credo ci sia un consenso sul fatto che sia un errore morale, non c'\u00e8 accordo su molte altre cose. Questo fa s\u00ec che le storie esplorino la misura in cui ci\u00f2 che un personaggio fa \u00e8 sbagliato o giusto, o se ha avuto problemi che lo hanno portato ad agire in quel modo. C'\u00e8 anche la questione della letteratura. Il cinema in definitiva si abbevera alla letteratura e la letteratura al cinema, \u00e8 un viaggio a doppio senso, e la letteratura esplora questo tema da molto tempo. Credo che sia una questione che ha molte radici.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pablo Alzola ha publicado \u00abEl silencio de Dios en el cine\u00bb (2022) y, anteriormente, \u00abEl cine de Terrence Malick. La esperanza de llegar a casa\u00bb (2020). 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