{"id":34757,"date":"2023-10-24T06:00:00","date_gmt":"2023-10-24T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=34757"},"modified":"2023-10-22T10:54:11","modified_gmt":"2023-10-22T08:54:11","slug":"intervista-a-suor-maria-ruby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/foco\/entrevista-sor-maria-ruby\/","title":{"rendered":"<b>Suor Maria Ruby<\/b>Non guardiamo ai poveri con il rispetto che dovremmo\".\u00a0\u00a0"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Figlie di San Camillo furono fondate nel 1892 a Roma dal Beato Luigi Tezza e da Santa Giuseppina Vannini. Suor Ruby, terza di undici fratelli, conobbe la congregazione a soli 16 anni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi vive in comunit\u00e0 con altre 6 sorelle della congregazione nella prima casa fondata dalle Figlie di San Camillo nel quartiere Termini di Roma, un quartiere che, pur essendo centrale nella citt\u00e0, non gode di ottima reputazione. Oltre ai tradizionali voti di povert\u00e0, castit\u00e0 e obbedienza, le suore camilliane professano un quarto voto di servizio ai malati anche a rischio della propria vita.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Maria Ruby ci accoglie con un sorriso da un orecchio all'altro. \u00c8 stato difficile per noi arrivare qui. Non perch\u00e9 non vogliano parlare, ma perch\u00e9 sono sempre molto occupate. Finalmente, nei pressi del quartiere Termini di Roma, organizziamo una mezz'ora per scambiarci impressioni e conoscerci.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sorella, grazie per avermi ricevuto, pu\u00f2 raccontarmi qualcosa di lei e di come ha conosciuto la congregazione?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Vengo dalla Colombia, ho 42 anni, provengo da una famiglia di 11 figli e sono il terzo. Abbiamo sempre vissuto nel villaggio di \"Aguas claras\" nel comune di Timan\u00e1, che appartiene al dipartimento di Huila in Colombia. I miei genitori hanno cresciuto me e i miei fratelli nella fede cristiana, semplice e genuina.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come ha conosciuto la congregazione?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-L'ho conosciuta 25 anni fa. Ero molto giovane e, sinceramente, prima di conoscere le suore non avevo mai pensato di farmi suora. Semmai avevo nel cuore un grande desiderio di aiutare i poveri e i malati. Sentivo dentro di me questa inclinazione verso i pi\u00f9 svantaggiati. Nel mio villaggio, che era molto povero, vedevo la necessit\u00e0 di qualcuno che si prendesse cura di molte persone che vivevano l\u00ec, senza far pagare loro troppo perch\u00e9 la capacit\u00e0 economica delle persone era molto disuguale; chi aveva soldi poteva permettersi certi tipi di cure, ma c'erano tanti che non potevano permettersele. Il desiderio di aiutare le persone senza risorse si \u00e8 impadronito del mio cuore.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando ha sentito che Dio la chiamava?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Quando ero piccola, una suora dell'Annunciazione venne in paese per una missione vocazionale, e tutte le persone del paese, compresa la mia madrina di cresima, dissero che prima o poi sarei entrata in convento, e ricordo che andai da mia madre, molto determinata, per dirle: \"Non entrer\u00f2 in convento per non perdere i migliori anni della mia vita\". Sembra che il Signore avesse altri piani...<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anni dopo, nel 1995, un sacerdote diocesano, don Emiro, port\u00f2 in paese l'idea del \"Focolare\", inventata da Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, e volle iniziare questo percorso con 7 famiglie del paese, tra cui la mia. \u00c8 cos\u00ec che ho conosciuto il Movimento e, grazie a loro e alle attivit\u00e0 che abbiamo svolto, ad esempio il&nbsp;<em>Mariapoli<\/em>&nbsp;a cui ho partecipato, ho conosciuto il Ges\u00f9 che \u00e8 nascosto in ogni persona, e che era anche dentro di me. Questa scoperta mi ha riempito il cuore, ma sentivo ancora dentro di me un profondo desiderio di assistenza ai malati e ai poveri che non mi lasciava in pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non so cosa Padre Emiro abbia visto in me. Stavo solo esprimendo il mio desiderio di aiutare gli altri, ma allo stesso tempo ero una normalissima ragazza del villaggio, vivevo con i suoi genitori, avevo il mio ragazzo, i miei sogni: volevo studiare medicina o infermieristica. Padre Emiro mi chiese se volevo conoscere alcune suore che lavoravano nel campo della salute e forse avrei potuto fare qualcosa con loro. Quando ci ripenso, penso che lui aveva visto in me qualcosa che allora non vedevo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato stando con le suore che mi sono resa conto di avere un grande vuoto dentro di me, qualcosa che mi mancava. Vedevo la luce negli occhi delle sorelle e un giorno dissi a una di loro - suor Fabiola, che \u00e8 morta un anno fa - \"Voglio quello che voi avete e che io non ho\". Lei cominci\u00f2 a spiegarmi la chiamata di Dio, la vocazione.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cosa significa per voi questa parola?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ora mi rendo conto di quanto sia grande: \u00e8 un dono che ti rendi conto di aver ricevuto solo dopo un po' di tempo. Allora non lo capivo, ma sono andata a parlare con il superiore e sono entrata in noviziato. Ma, come ho detto prima, se Dio non avesse messo padre Emiro nella mia vita, non sarei mai arrivato dove sono oggi. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante dare opportunit\u00e0 a chi ne sa pi\u00f9 di noi. Se una persona intuisce di avere una vocazione alla vita consacrata, alla vita matrimoniale o al sacerdozio, \u00e8 importante che sia consigliata da persone valide, che ne capiscano di pi\u00f9, che facciano da guida, per fare il passo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 il carisma delle Figlie di San Camillo?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Si potrebbe riassumere nella seguente frase: \".<em>Lasciate che la misericordia di Dio vi visiti per visitarlo in coloro che soffrono\".<\/em>. Quando ero postulante o novizia, erano le nostre suore a prendersi cura dei malati e dei poveri mentre noi postulanti eravamo in formazione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dall'inizio ho capito che questo carisma consisteva nell'essere \"Ges\u00f9 misericordioso per Ges\u00f9 sofferente\". Questo mi ha trasformato completamente; il dono ricevuto ti trasforma; non posso pi\u00f9 dire che durante il giorno sono in un modo e quando vado a letto sono in un altro; sono sempre lo stesso perch\u00e9 il carisma \u00e8 dentro di te.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la mia prima professione sono rimasta nella casa di Grottaferrata per 7 anni e ho sentito nel mio cuore le parole di Ges\u00f9 che mi hanno riempito molto: \"come l'avete fatto a uno dei pi\u00f9 piccoli, l'avete fatto a me\". E questo carisma di attenzione ai poveri, ai malati e ai pi\u00f9 bisognosi si manifesta in tutte le occasioni in cui mi capita di inginocchiarmi e servire, di vivere la misericordia verso me stesso e verso gli altri, nella gioia, nel lavoro o nello studio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa divertente \u00e8 stata una piccola crisi che ho avuto quando mi \u00e8 stato chiesto di studiare infermieristica. \"Dovete fare le infermiere\", ci dissero. Io, un po' turbata, sono andata dalla Madre Superiora e le ho detto: \"Ma perch\u00e9 mi chiedete di fare l'infermiera se sono gi\u00e0 un'altra cosa? Sono una donna consacrata, non dovrei essere altro\". Ma con il tempo ho capito che questa disposizione totale della mia anima al servizio dei pi\u00f9 bisognosi in quel momento significava studiare per diventare infermiera e poter cos\u00ec essere presente con il mio carisma in ospedale, per assistere pi\u00f9 persone e servire meglio, perch\u00e9 alcuni servizi specifici richiedono una maggiore professionalit\u00e0, bisogna saper portare i malati, saper cambiare la posizione delle persone, sapere cosa fare dal punto di vista sanitario, cosa dire al paziente... Mi sono presto resa conto che tutto questo era una ricchezza che mi veniva per servire i poveri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2018 sono tornata in ospedale, questa volta come responsabile, e devo dire che \u00e8 stata un'esperienza molto intensa e commovente perch\u00e9 vedevo la sofferenza dei malati, ma anche la cura che il personale metteva nell'accudirli e vedevo anche la mia sofferenza, che non era sufficiente per poter rispondere ai loro bisogni. Ho preso tutti questi sentimenti e li ho portati al Signore che era nella cappella e glieli ho consegnati.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come vive questo carisma nella vita di tutti i giorni?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Dal 2019 vivo in questa casa (quartiere Termini) che ci incoraggia a vivere il nostro carisma verso i poveri e i giovani; \u00e8 una casa completamente dedicata a smuovere le coscienze delle nuove generazioni affinch\u00e9 vadano verso chi soffre senza paura. Li accogliamo e proponiamo attivit\u00e0 per motivare in loro questa inclinazione verso chi soffre, perch\u00e9 tutti abbiamo paura del dolore e della morte, e nessuno vuole affrontare questi temi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fare questo - accogliere i giovani - per me \u00e8 un'occasione per imparare molto da loro e per loro, per arricchirsi dei poveri che incontriamo, dei malati terminali che visitiamo, delle coppie di anziani che vivono abbandonati in questi grandi edifici... si tratta di nuove forme di povert\u00e0, perch\u00e9 ci sono tanti poveri in questi edifici e a volte non sappiamo nemmeno quanti ne vivono dentro. Non \u00e8 una povert\u00e0 materiale, ma una povert\u00e0 di relazioni, perch\u00e9 non hanno nessuno al loro fianco.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come sono nate le attivit\u00e0 giovanili?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Abbiamo iniziato nel 2012 con un piccolo gruppo, quando due suore hanno iniziato a partecipare agli incontri per i giovani organizzati dalla parrocchia. Da allora \u00e8 stato il passaparola a portare tutti i giovani: sono loro che vengono, fanno esperienza e poi molti decidono di impegnarsi come volontari. Quando siamo con loro, cerchiamo di fargli capire il bisogno d'amore che hanno i poveri e, andando direttamente a visitare alcuni poveri all'inizio, capiscono che se i poveri spesso \"appaiono\" come carte buttate per terra; se trovi un pezzo di carta per strada, lo calpesti senza pensarci. Allo stesso modo, il povero spesso appare come qualcuno che non ha pi\u00f9 dignit\u00e0, ma non perch\u00e9 l'abbia persa, bens\u00ec perch\u00e9 non gliela diamo. Non lo guardiamo con il rispetto che dovremmo.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando i giovani vengono, vedono quello che fanno le suore, cio\u00e8 prendersi cura dei loro corpi con grande rispetto - come diceva San Camillo: \"come una madre fa con il suo bambino malato\" - e cos\u00ec vedono tutto il processo e come le suore si prendono cura di loro: la toelettatura, la pulizia, il bagno, tutto \u00e8 stato preparato nei dettagli, con tanta tenerezza, con tanta cura, e poi la crema, la barba, i capelli.....&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un'esperienza molto bella \u00e8 stata quella di un ragazzo che non si sentiva degno di aiutare i poveri perch\u00e9 aveva dei problemi personali. Abbiamo visto come si \u00e8 avvicinato a un povero - forse non si sentiva nemmeno in grado di fare del bene a qualcuno - ma il ragazzo ha iniziato ad aiutarlo con le pulizie, ha iniziato ad abbandonarsi all'amore, e questo povero si \u00e8 lasciato amare, si \u00e8 lasciato trovare. Alla fine, uno aveva ricevuto amore e l'altro si era lasciato amare, e abbiamo visto i due trasformati: l'uomo con i vestiti puliti, tutto ripulito, e il ragazzo, pieno di questa esperienza, che chiedeva quando poteva tornare. Ci sono molte testimonianze di giovani che, curando le ferite degli altri, guariscono anche le ferite che hanno dentro di s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un'altra attivit\u00e0 che svolgiamo con loro \u00e8 un servizio di chiropedia. Diciamo ai giovani che \u00e8 un'opportunit\u00e0 per incontrarsi. Non si tratta solo di quello che facciamo (lavare i piedi, tagliare le unghie, mettere la crema, ecc.) ma del fatto di essere l\u00ec con loro, di ascoltare le loro storie, e in questo modo diventa un momento importante. I poveri di solito sono molto grati per questo servizio, ma noi diciamo \"Grazie per essere venuti e per averci dato questa opportunit\u00e0\".&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Storia della Congregazione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fondazione della congregazione religiosa femminile \"Figlie di San Camillo\" ha origine nell'\"Ordine dei Ministri degli Infermi\" o \"Camilliani\", fondato nel 1591 da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.camilos.es\/quienes-somos\/capitulos\/\">Santo<\/a><a href=\"https:\/\/www.camilos.es\/quienes-somos\/capitulos\/\">&nbsp;Camilo de Lellis<\/a>Giovane italiano dall'infanzia difficile e dall'incredibile storia di conversione, San Camillo fu beatificato nel 1742 e canonizzato nel 1746 da Benedetto XIV. San Camillo fu beatificato nel 1742 e canonizzato nel 1746 da Benedetto XIV.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1886, Leone XIII dichiar\u00f2 San Camillo, insieme a San Giovanni di Dio, protettore di tutti i malati e degli ospedali del mondo cattolico; e patrono universale dei malati, degli ospedali e del personale ospedaliero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spirito di San Camillo, fin dall'inizio della fondazione del suo Ordine, ha riunito uomini e donne intorno al suo ideale di servizio. In questo senso, nel corso della storia, sono sorti diversi gruppi, istituzioni religiose e movimenti laicali che oggi continuano a mantenere vivo il desiderio di San Camillo di \"curare e insegnare a curare\".&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.camilos.es\/quienes-somos\/hijas-san-camilo\/\">La Congregazione delle Figlie di San Camillo<\/a>&nbsp;\u00e8 una delle congregazioni femminili appartenenti alla \"Grande Famiglia Camilliana\" - come loro stesse la definiscono - ed \u00e8 stata fondata nel 1582 dal Beato Luigi Tezza e da Santa Giuseppina Vannini, quando l'Ordine dei Ministri degli Infermi sent\u00ec il bisogno carismatico di vedere incarnato lo spirito di San Camillo in donne che potessero offrire un autentico affetto materno a chi soffre. Oggi le Figlie di San Camillo lavorano in ospedali, cliniche, case di cura, istituti psico-geriatrici, centri di riabilitazione, nell'assistenza domiciliare e nelle scuole per infermieri professionali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Congregazione \u00e8 presente in quattro continenti: Europa (Italia, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna, Ungheria e Georgia); America Latina (Argentina, Brasile, Colombia, Per\u00f9, Cile e Messico); Asia: India, Filippine e Sri Lanka; Africa (Burkina Faso, Benin e Costa d'Avorio).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Beato Luigi Tezza e Santa Giuseppina Vannini<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Beato Luigi Tezza nacque a Conegliano il 1\u00b0 novembre 1841. All'et\u00e0 di 15 anni entr\u00f2 come postulante tra i Ministri degli Infermi, diventando sacerdote nel 1864, a soli 23 anni. Tezza esercit\u00f2 il suo apostolato in Italia e fu missionario in Francia e a Lima (Per\u00f9), dove mor\u00ec il 26 settembre 1923.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Santa Giuseppina Vannini nacque a Roma il 7 luglio 1859. A soli 7 anni, orfana di padre e madre, fu affidata all'orfanotrofio Torlonia di Roma, gestito dalle Figlie della Carit\u00e0. Il contatto con le suore matura nella giovane una vocazione religiosa che la porta a chiedere di diventare una di loro. Dopo un periodo di discernimento lasci\u00f2 l'Istituto, ma un incontro provvidenziale con padre Tezza la aiut\u00f2 a conoscere la volont\u00e0 di Dio nella fondazione di una nuova congregazione religiosa: le Figlie di San Camillo.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Las Hijas de San Camilo fueron fundadas\u00a0en 1892, en Roma,\u00a0por el Beato Luigi Tezza y por la santa Giuseppina Vannini.\u00a0La hermana\u00a0Ruby, tercera de once hermanos, conoci\u00f3 la congregaci\u00f3n con tan s\u00f3lo 16\u00a0a\u00f1os. 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