{"id":38584,"date":"2024-04-12T06:00:00","date_gmt":"2024-04-12T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=38584"},"modified":"2025-12-12T12:45:51","modified_gmt":"2025-12-12T10:45:51","slug":"tacchino-un-vicino-scomodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/turquia-vecino-incomodo\/","title":{"rendered":"La Turchia: un vicino scomodo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Il processo di allargamento dell\u2019Unione europea ha portato i membri fondatori dell\u2019UE a confrontarsi con realt\u00e0, Paesi e popoli fino a poco tempo fa considerati nemici, \u201caltri\u201d, esotici, quasi dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, l\u2019Europa \u00e8 costretta a interrogarsi sull\u2019identit\u00e0 delle popolazioni che premono alle sue frontiere e a conoscere fino in fondo le complesse realt\u00e0 che, se trascurate, possono trasformarsi in conflitti sanguinosi come quelli che hanno devastato il Vecchio Continente nel secolo scorso e che da secoli infiammano aree vicine come i Balcani, il Caucaso, il Mediterraneo orientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una di queste realt\u00e0 \u00e8 proprio la Turchia, Paese transcontinentale (a cavallo tra Europa e Asia) da sempre punto d\u2019incontro (e di scontro) tra Oriente e Occidente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alcuni dati<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con una superficie di 783.356 km\u00b2, la Turchia (ufficialmente: Repubblica di Turchia) \u00e8 uno Stato che occupa la totalit\u00e0 della penisola dell\u2019Anatolia (con la parte orientale del Paese situata in Cilicia e sulla piattaforma arabica) e una piccola porzione della Tracia, in Europa (al confine con Grecia e Bulgaria). Confina con ben otto Paesi diversi (e possiamo ben dire mondi culturali diversi, trattandosi di Grecia e Bulgaria in Europa; Georgia, Armenia e Azerbaigian nel Caucaso; Iran a est; Iraq e Siria, quindi mondo arabo, a sud). Si affaccia su quattro mari: Mediterraneo, Egeo, Mar Nero e Mar di Marmara, che divide la parte asiatica da quella europea. Ha una popolazione di oltre 85 milioni di abitanti, in prevalenza classificati come \u201cturchi\u201d ma con una grande variet\u00e0 di minoranze etniche e religiose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Turchia \u00e8 una repubblica presidenziale dal 2017, ufficialmente uno Stato laico. L\u2019islam \u00e8 la religione predominante (il 99% dei turchi si definisce musulmano). Oltre ai sunniti, che sono la maggioranza, vi \u00e8 anche una significativa minoranza (almeno il 10%) di sciiti, soprattutto nella comunit\u00e0 alevita. Vi sono anche circa 120 mila cristiani (in gran parte greco-ortodossi ma anche apostolici armeni) e una piccola comunit\u00e0 ebraica, concentrata soprattutto a Istanbul. Le minoranze cristiana ed ebraica rappresentano un retaggio microscopico di quelle che erano grandi e importanti comunit\u00e0 fino al XX secolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un po\u2019 di storia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9, anzitutto, la Turchia ha questo nome? Effettivamente, fino al 1923 quella che oggi \u00e8 la Repubblica turca era parte (anzi, la parte principale) dell\u2019Impero ottomano. Il termine \u201cturco\u201d, infatti, \u00e8 un etnonimo (da \u201ct\u00fcrk\u201d) che indica oggi gli abitanti della Turchia, ma si riferisce altres\u00ec alle popolazioni turche in generale (tra cui unni, avari, bulgari, ecc.), quelle che, provenienti dalle steppe della Mongolia e dell\u2019Asia centrale, hanno poi colonizzato nel corso dei millenni parti dell\u2019Europa orientale, del Vicino Oriente e dell\u2019Asia. Si parla oggi anche di \u201cpopoli turchi\u201d, cio\u00e8 quelli (turchi, azeri, kazachi, turkmeni, uzbechi, tatari, uiguri, ecc.) che parlano lingue turche, lingue strettamente imparentate tra loro e appartenenti alla famiglia altaica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima volta in cui si utilizz\u00f2 il termine \u201cturchi\u201d non per designare i popoli turchi in generale, bens\u00ec quelli che pi\u00f9 propriamente occupavano l\u2019Anatolia fu a partire dal 1071, successivamente alla battaglia di Manzicerta, con cui Bisanzio perse gran parte dell\u2019Anatolia a vantaggio dei Selgiuchidi turcomanni, i quali avevano gi\u00e0 iniziato dal VI sec. d.C. a invadere e occupare le province di questa regione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a quell\u2019epoca, dunque, ma anche in seguito, l\u2019attuale Turchia non era un Paese \u201cturco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Se, infatti, le radici della storia anatolica si fanno risalire agli ittiti (popolo di lingua indoeruropea la cui civilt\u00e0 fior\u00ec tra il XVIII e il XII secolo a.C.), vi furono anche altre culture che trovarono nella regione un luogo ideale in cui proliferare, gli urartei (proto armeni), i frigi, i lidi, i galati, per non parlare dei greci e del loro insediamento nella Ionia (regione occidentale dell\u2019Anatolia, lungo la costa egea) in citt\u00e0 da essi fondate, come Efeso). Non dimentichiamo, poi, che in Ionia si trovava anche l\u2019antichissima citt\u00e0 di Troia, la cui ascesa e la cui tragica distruzione sono narrate da Omero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio a proposito dell\u2019Anatolia i greci e i romani utilizzarono per la prima volta il termine Asia (e infatti una parte dell\u2019Anatolia costituiva la provincia romana di Asia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la fondazione di Costantinopoli, da parte dell\u2019imperatore romano Costantino sul sito dell\u2019antica Byzas (Bisanzio), e i fasti dell\u2019Impero romano d\u2019Oriente, noto anche come Impero bizantino), l\u2019Anatolia, in cui gi\u00e0 dimorava una variegata popolazione di circa 14 milioni di persone (tra greci, romani, armeni, assiri e altre popolazioni cristiane) fu oggetto di una progressiva invasione, soprattutto in seguito alla  battaglia di Manzicerta (in cui i turchi selgiuchidi sconfissero i bizantini alla loro frontiera orientale), di popolazioni turche che migravano dall\u2019Asia centrale verso l\u2019Europa e il Medio Oriente, una migrazione gi\u00e0 iniziata nel VI sec. d.C. e che viene considerata una delle maggiori della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo Manzicerta, Costantinopoli (oggi conosciuta come Istanbul) rimase tuttavia capitale di ci\u00f2 che rimaneva dell\u2019Impero bizantino fino al 1453, quando le truppe di un\u2019altra trib\u00f9 turca, gli ottomani, con a capo il condottiero Maometto II, la assediarono sconfiggendo l\u2019esercito dell\u2019imperatore Costantino XI Paleologo (presumibilmente morto durante l\u2019assedio, considerato santo e martire dalla Chiesa ortodossa nonch\u00e9 da alcune Chiese cattoliche di rito orientale, anche per il suo tentativo di ricomposizione del Grande Scisma) e instaurarono l\u2019Impero ottomano, facendo della stessa Costantinopoli (che mantenne questo nome fino alla fondazione della Repubblica turca) la loro capitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito del toponimo Istanbul, quest\u2019ultimo fu adottato ufficialmente da Atat\u00fcrk solo nel 1930, per svincolare la citt\u00e0 dalle sue radici greco-romane, che evidentemente i sultani ottomani avevano saputo preservare molto meglio di lui, avvalendosi di maestranze greche e armene per costruire i pi\u00f9 famosi monumenti per cui essa \u00e8 visitata ancora oggi, tra cui la Moschea Blu e i celebri bagni, edificati dall\u2019insigne architetto di origine greco-armena (e cristiana) Sinan. Anche Istanbul, tuttavia, non \u00e8 un toponimo di origine turca, provenendo da Stamb\u00f9l, che a sua volta \u00e8 una contrazione della locuzione greca \u03b5\u1f30\u03c2 \u03c4\u1f74\u03bd \u03c0\u03cc\u03bb\u03b9\u03bd (\u00e8is ten polin): \u201cverso la citt\u00e0\u201d. E per \u201cpolis\u201d s\u2019intende la Citt\u00e0 per eccellenza, con lo stesso significato del termine latino Urbs riferito a Roma (Costantinopoli \u00e8 considerata dai cristiani d\u2019Oriente la nuova Roma).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Impero Ottomano raggiunse il suo apice nel XVI e XVII secolo, estendendosi su tre continenti e dominando una vasta area che comprendeva l\u2019Europa sud-orientale, il Medio Oriente e il Nord Africa e divenne noto per essere estremamente eterogeneo dal punto di vista etnico e religioso. Se \u00e8 vero che il sultano era di etnia turca e religione islamica, milioni di suoi sudditi non parlavano il turco come prima lingua ed erano cristiani o ebrei, soggetti (fino al XIX secolo) a un regime speciale, quello delle millet. Lo Stato, infatti, era fondato su una base non etnica, bens\u00ec religiosa: il sultano era anche \u201cprincipe dei credenti\u201d, quindi califfo dei musulmani di qualunque etnia (arabi, turchi, curdi, ecc.), considerati cittadini di prima categoria, mentre i cristiani delle diverse confessioni (greco-ortodossi, armeni, cattolici e altri) e gli ebrei erano soggetti a un regime speciale, appunto quello delle millet, che prevedeva che ogni comunit\u00e0 religiosa non musulmana fosse riconosciuta come \u201cnazione\u201d all\u2019interno dell\u2019Impero, ma con uno status d\u2019inferiorit\u00e0 giuridica (secondo il principio islamico della dhimma). Cristiani ed ebrei, dunque, non prendevano ufficialmente parte al governo dello Stato, pagavano l\u2019esenzione dal servizio militare mediante un\u2019imposta di capitazione (jizya) e un\u2019imposta fondiaria (kharaj) e il capo di ciascuna comunit\u00e0 era il suo leader religioso. I vescovi e i patriarchi, per intenderci, erano perci\u00f2 ufficiali civili immediatamente soggetti al sultano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XIX secolo, l\u2019Impero ottomano inizi\u00f2 a declinare per via delle sconfitte militari, delle rivolte interne e delle pressioni delle potenze europee. Risalgono a quest\u2019epoca, in effetti, le riforme chiamate Tanzimat (volte a \u201cmodernizzare\u201d lo Stato anche attraverso la maggiore integrazione dei cittadini non musulmani e non turchi, tutelandone i diritti mediante l\u2019applicazione del principio di uguaglianza di fronte alla legge).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Sempre di quest\u2019epoca sono sia i massacri hamidiani, compiuti contro la popolazione armena alla sotto il sultano Abd\u00fcl Hamid II, che, all\u2019inizio del XX sec., i tre grandi genocidi contro le tre principali componenti cristiane dell\u2019ormai moribondo Impero: gli armeni, i greci e gli assiri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio durante l\u2019epoca hamidiana, nel 1908, ci fu un colpo di Stato nell\u2019Impero Ottomano, attraverso il quale un movimento nazionalista, noto come Giovani Turchi, prese il potere e costrinse Abd\u00fcl Hamid a ristabilire un sistema di governo multipartitico che modernizz\u00f2 lo Stato e l\u2019esercito, rendendoli pi\u00f9 efficienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ideologia dei Giovani Turchi s\u2019ispirava ai nazionalismi europei, ma anche a dottrine come il darwinismo sociale, il nazionalismo elitario e il panturanismo, che vedeva erroneamente nell\u2019Anatolia orientale e nella Cilicia la patria turca (abbiamo invece menzionato che i turchi sono un popolo di origine mongola e altaica).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo le loro visioni, aspiravano a costruire una nazione etnicamente pura e a sbarazzarsi di quegli elementi che non erano pienamente turchi. Per logica conclusione, un non musulmano non era un turco: per ottenere uno Stato turco purificato da elementi di disturbo, era necessario eliminare i sudditi cristiani, cio\u00e8 greci, assiri e armeni, questi ultimi considerati tanto pi\u00f9 pericolosi in quanto, dalla zona caucasica dell\u2019Impero russo, all\u2019inizio della Prima guerra mondiale, si erano formati battaglioni di volontari armeni per sostenere l\u2019esercito russo contro i turchi, coinvolgendo anche armeni di questa parte del confine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la Prima guerra mondiale, l\u2019Impero ottomano si schier\u00f2 con le Potenze Centrali e sub\u00ec una pesante sconfitta, tanto che Mustafa Kemal Atat\u00fcrk, un eroe militare emergente, guid\u00f2 una guerra d\u2019indipendenza turca contro le forze di occupazione straniere e nel 1923 proclam\u00f2 la Repubblica di Turchia, ponendo fine alla dominazione ottomana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto la guida di Atat\u00fcrk, la Turchia intraprese una serie di riforme radicali per modernizzare il paese, inclusa la secolarizzazione, la democratizzazione e la riforma del sistema giuridico (vi fu anche una riforma linguistica della lingua turca, epurata da elementi stranieri e scritta, da quel momento in poi, con caratteri latini anzich\u00e9 arabi, e la capitale fu spostata da Istanbul a Ankara). Negli anni successivi, la Turchia si \u00e8 trovata al centro di eventi cruciali come la Seconda guerra mondiale e la Guerra fredda, nonch\u00e9 cambiamenti politici interni che hanno visto l\u2019alternanza tra governi civili e militari (questi ultimi considerati i custodi della laicit\u00e0 dello Stato).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XXI secolo, la Turchia ha continuato a giocare un ruolo significativo sulla scena internazionale, sia a livello politico che economico, specie con l\u2019avvento di Recep Tayyip Erdo\u011fan, presidente dal 2014, pur affrontando continue sfide interne ed esterne, tra cui tensioni etniche, questioni di diritti umani, il conflitto curdo e le questioni geopolitiche nella regione del Medio Oriente.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>El proceso de ampliaci\u00f3n de la Uni\u00f3n Europea ha enfrentado a sus miembros fundadores con realidades, pa\u00edses y pueblos que hasta hace poco se consideraban enemigos, \u201cotros\u201d, ex\u00f3ticos, casi olvidados. 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