{"id":38593,"date":"2024-05-03T06:00:00","date_gmt":"2024-05-03T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=38593"},"modified":"2024-04-30T14:11:06","modified_gmt":"2024-04-30T12:11:06","slug":"etnie-religione-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/etnias-religion-turquia\/","title":{"rendered":"La Turchia: un vicino scomodo. Terza parte"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">In un <a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/notizie\/genocidio-armeniano\/\">precedente articolo<\/a> parliamo del Medz Yeghern (armeno: \"grande male\"), il primo genocidio del XX secolo, una serie di brutali campagne condotte contro l'etnia armena, prima dal sultano Abd\u00fclhamid II tra il 1894 e il 1896, poi dal governo dei Giovani Turchi tra il 1915 e il 1916, che portarono alla morte di circa 1,5 milioni dei due milioni di armeni che vivevano nei territori della Sublime Porta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>In un precedente articolo abbiamo parlato del Medz Yeghern (in lingua armena: grande male), il primo genocidio del XX secolo, una serie di brutali campagne condotte contro i cittadini turco\/ottomani di etnia armena prima da parte del sultano Abd\u00fclhamid II, tra il 1894 ed il 1896, e poi dal governo Giovani Turchi, tra il 1915 e il 1916, che portarono alla morte di circa un milione e mezzo dei due milioni di armeni che vivevano nei territori della Sublime porta.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante gli storici di tutto il mondo concordino sull\u2019atrocit\u00e0 e i numeri di questo genocidio, la Turchia si rifiuta di riconoscerlo ed \u00e8 ancora grande il rischio che corrono gli intellettuali turchi che osano parlarne in patria. Persino il premio Nobel per la letteratura nel 2006, Orhan Pamuk, della Turchia, \u00e8 stato accusato di \u201cvilipendio dell\u2019identit\u00e0 nazionale turca\u201d secondo l\u2019articolo 301 del Codice Penale turco che riguarda la libert\u00e0 di espressione (o, in questo caso, la mancanza di libert\u00e0 di espressione), come chiunque osi parlarne. Lo stesso era avvenuto a Hrant Dink, giornalista turco di origine armena gi\u00e0 condannato nel 2005 a sei mesi di reclusione per suoi articoli sul Genocidio armeno. Dink, pi\u00f9 volte minacciato di morte, fu infine ucciso nel 2007 mentre usciva dalla redazione del suo giornale Agos (il processo al suo assassino port\u00f2 alla luce tutta una serie di legami occulti tra lo Stato, i servizi segreti e gruppi ultranazionalisti in un\u2019organizzazione segreta chiamata Ergenekon che sarebbe stata legata anche all\u2019omicidio di don Andrea Santoro del 2006).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altra questione rovente e irrisolta \u00e8 quella dei curdi, popolo di lingua indoeuropea (la lingua curda \u00e8 molto vicina al persiano), che vive tra l\u2019Anatolia orientale, l\u2019Iran occidentale, il nord dell\u2019Iraq, la Siria, l\u2019Armenia ed altre zone adiacenti, un\u2019area generalmente conosciuta come Kurdistan.  Si stima che i curdi siano oggi tra i 30 e i 40 milioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Popolo in origine nomade, i curdi divennero stanziali dopo la Prima guerra mondiale (furono indotti dai Giovani Turchi a partecipare ai genocidi armeno, greco e assiro e stanziarsi proprio sulle propriet\u00e0 dei deportati e degli uccisi), quando i trattati internazionali posero delle frontiere all\u2019interno del vasto territorio nel quale essi si erano mossi liberamente fino ad allora per consentire le migrazioni stagionali delle greggi. Nonostante il Trattato di S\u00e8vres, redatto nel 1920 e mai ratificato, prevedesse la creazione di un Kurdistan indipendente, il successivo Trattato di Losanna (1923) non torn\u00f2 a menzionare l\u2019argomento e la patria storica dei curdi si presenta tuttora divisa tra vari Stati, contro i quali sono sorti nel tempo diversi movimenti separatisti curdi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cittadini turchi di etnia curda sono stati sempre discriminati dai governi di Ankara, che hanno cercato di privarli della loro identit\u00e0 culturale designandoli come \u201cturchi di montagna\u201d, bandendo la loro lingua (a volte definita un semplice dialetto turco) e vietando loro di indossare abiti tradizionali. Le varie amministrazioni turche hanno anche soppresso \u2013 il pi\u00f9 delle volte violentemente \u2013 ogni spinta autonomista nelle province orientali (continuano, ad esempio, a intervenire escludendo i candidati esponenti di partiti curdi alle elezioni amministrative, comprese le ultime di marzo 2024), incoraggiando altres\u00ec la migrazione dei curdi verso la parte occidentale e urbanizzata del Paese, in modo da consentire una diminuzione della concentrazione di questa popolazione nelle regioni montane e rurali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso del XX secolo, si sono verificati diversi episodi di insubordinazione e ribellione da parte della popolazione curda e, nel 1978, Abdullah \u00d6calan costitu\u00ec il Kurdistan Workers Party (Partito dei Lavoratori Curdi, conosciuto con il suo acronimo curdo, PKK), un partito di ispirazione marxista il cui obiettivo dichiarato \u00e8 la creazione di un Kurdistan indipendente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla fine degli anni \u201880, i militanti del PKK, attivi principalmente in Anatolia orientale, sono costantemente impegnati in operazioni di guerriglia contro il governo centrale ed in frequenti atti di terrorismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli attacchi del PKK e le rappresaglie del governo si intensificarono negli anni \u201880 fino a scatenare una vera e propria guerra civile nella Turchia orientale. Dopo la cattura del leader Ocalan nel 1999, le attivit\u00e0 del PKK si sono drasticamente ridotte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2002, per via delle pressioni da parte dell\u2019Unione europea, Ankara ha autorizzato l\u2019utilizzo della lingua curda nelle trasmissioni televisive e nell\u2019insegnamento. Tuttavia, la Turchia continua a condurre operazioni militari contro il PKK, comprese delle incursioni nel nord dell\u2019Iraq, fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I greci anatolici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima della Prima guerra mondiale, i greci erano una fiorente comunit\u00e0 in Asia Minore, una terra che avevano abitato fin dai tempi di Omero. Si stima che fossero circa 2,5 milioni, con almeno 2.000 chiese greco-ortodosse, specialmente a Costantinopoli, lungo la costa egea (in particolare a Smirne) e nel Ponto (regione settentrionale dell\u2019Anatolia lungo la costa del Mar Nero la cui capitale, Trebisonda, fu il centro dell\u2019Impero omonimo, con a capo la dinastia dei Comneni, l\u2019ultimo a cadere sotto il dominio degli ottomani).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ascesa del nazionalismo turco all\u2019inizio del XX secolo acu\u00ec il sentimento anti-greco gi\u00e0 strisciante nell\u2019Impero Ottomano, tanto che il regime dei Giovani Turchi, guidato dai Tre Pasci\u00e0 (i massoni Ismail Enver, Ahmed Jemal e Mehmed Talat) ord\u00ec, e nella fattispecie ne fu Enver il principale responsabile, i tre grandi genocidi (armeno, assiro e greco) proprio per \u201cripulire\u201d l\u2019Impero da tutte le minoranze cristiane. Enver, gi\u00e0 responsabile del massacro degli armeni, dichiar\u00f2 all\u2019ambasciatore britannico sir Henry Morgenthau di prendersi tutta la responsabilit\u00e0 di milioni di morti cristiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">Per quanto riguarda i greci, la catastrofe prese la forma sia di vero e proprio genocidio, nel Ponto, tra il 1914 e il 1923, quando la popolazione greca locale fu massacrata o deportata, in marce forzate, verso le regioni interne dell\u2019Anatolia e verso la Siria (vicenda narrata in un bellissimo libro scritto dalla figlia di una delle vittime: Not even my name, di Thea Halo). Si stima che trovarono la morte almeno 350 mila greci, circa la met\u00e0 della popolazione, mentre i sopravvissuti furono deportati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Asia Minore, invece, si verific\u00f2 quella che \u00e8 conosciuta dagli storici greci come \u201cCatastrofe dell\u2019Asia Minore\u201d, una serie di eventi che port\u00f2 all\u2019abbandono definitivo della regione da parte della quasi totalit\u00e0 della popolazione greca che aveva vissuto, prosperato e abitato la Ionia fin dall\u2019XI sec. a.C. Tali eventi sono anzitutto la sconfitta della Grecia nella Guerra greco-turca (1919-1922), con i massacri che ne seguirono, e l\u2019incendio e della grande citt\u00e0 di Smirne (1922) in cui perirono tra le fiamme, o gettandosi in mare, circa 30 mila greci e armeni cristiani, mentre in 250 mila lasciarono definitivamente la citt\u00e0 distrutta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conseguenza di ci\u00f2 fu lo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia, sancito dal Trattato di Losanna del 1923 che, di fatto, ripristinava le relazioni diplomatiche tra le due nazioni: da un milione e mezzo a tre milioni di greci furono costretti ad abbandonare il territorio turco per insediarsi in Grecia (secondo un censimento greco del 1928 si erano insediati solamente in Grecia 1.221.849 profughi su un totale di 6.204.684 abitanti, il 20% della popolazione del Paese!), mentre dai 300 mila ai 500 turchi lasciarono la Grecia per insediarsi in Turchia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading translation-block\">Gli ebrei<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima del 1492, data dell\u2019espulsione degli ebrei dalla Spagna e dal Portogallo, vi era in Turchia una comunit\u00e0 ebraica conosciuta come romaniota, perch\u00e9 di cultura mista greco-ebraica. Gli ebrei che giunsero dalla penisola iberica contribuirono enormemente al miglioramento della situazione economica e culturale della comunit\u00e0 intera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza dei cristiani, nel 1908, la comunit\u00e0 ebraica in Turchia sembr\u00f2 conoscere un miglioramento della propria condizione con la rivoluzione dei Giovani Turchi ma va detto che, almeno fino al 1923, anno della proclamazione della Repubblica turca, solo pochissimi cittadini di fede israelitica, nonostante i secoli di permanenza nell\u2019Impero ottomano dopo l\u2019esilio dalla Spagna, conoscevano la lingua turca, avendo continuato a parlare orgogliosamente la loro lingua madre, il giudeo-spagnolo, parlato ancora oggi da poche persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra alti e bassi, fino alla proclamazione dello Stato d\u2019Israele, la comunit\u00e0 ebraica di Turchia ha continuato a rimanere nel Paese fino all\u2019emigrazione di massa, che vide circa 33 mila ebrei turchi trasferirsi nel neonato Stato ebraico solo tra il 1948 e il 1952, per la crescente instabilit\u00e0 della sua condizione ma ancor pi\u00f9 per le aspettative di vita nel nuovo Paese. Oggi, dei circa 100 mila ebrei presenti in Turchia nel XIX secolo, ne rimangono circa 26.000 (la seconda pi\u00f9 grande comunit\u00e0 ebraica in un paese musulmano dopo l\u2019Iran), concentrati per lo pi\u00f9 a Istanbul.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading translation-block\">La minoranza cristiana<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ben nota l\u2019importanza dell\u2019Anatolia per il cristianesimo. Qui, infatti, a Tarso, nacque San Paolo; qui si tennero i primi sette Concili ecumenici della Chiesa; qui, tradizionalmente, Maria, madre di Ges\u00f9, visse gli ultimi anni della sua vita (a Efeso, ove \u00e8 stata rinvenuta quella che per molti \u00e8 la casa in cui abit\u00f2 con il discepolo Giovanni).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, se prima della caduta dell\u2019Impero ottomano solamente a Costantinopoli i cristiani erano circa la met\u00e0 della popolazione, e il 16,6% in Anatolia, oggi se ne contano solamente 120 mila (lo 0,2%), un calo drammatico pi\u00f9 che in qualunque altro Paese islamico, soprattutto a causa dei genocidi armeno, greco e assiro, delle deportazioni di massa e degli scambi di popolazione tra Grecia e Turchia. Di essi, 50 mila sono armeni apostolici, 21 mila circa cattolici (tra latini, armeni, siri, caldei), solamente 2 mila greci ortodossi, 12 mila siro-ortodossi e 5 mila protestanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita dei cristiani nel Paese non \u00e8 sempre facile. Difatti, se, con il Trattato di Losanna (1923) la Turchia si era impegnata formalmente a garantire completa tutela della vita, della libert\u00e0 e dell\u2019uguaglianza giuridica a tutti i suoi cittadini, indipendentemente dal credo religioso, e \u201ccompleta protezione alle chiese, le sinagoghe, i cimiteri ed altre istituzioni religiose delle minoranze non musulmane\u201d (art. 42, par. 3, riga 1), di fatto non ha riconosciuto alcuno statuto alle proprie minoranze religiose che non siano quella armena, quella bulgara, quella greco-ortodossa e quella ebraica (queste ultime considerate, tuttavia, solamente \u201cconfessioni ammesse\u201d). Di conseguenza, non \u00e8 consentito alle comunit\u00e0 religiose non islamiche possedere beni n\u00e9 acquistarli (solamente mantenere chiese, sinagoghe, monasteri e seminari gi\u00e0 esistenti e in uso nel 1923, ma di fatto molti beni sono stati confiscati e nazionalizzati dallo Stato turco). Essendo poi il regime delle millet stato abolito, non \u00e8 pi\u00f9 consentito ai capi religiosi di rappresentare le rispettive comunit\u00e0 (fino al 2011 non si \u00e8 avuto in Turchia neppure un parlamentare cristiano).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi si parla di una crescente \u201ccristianofobia\u201d in Turchia, dato un numero crescente di musulmani che chiede di essere battezzato in qualche Chiesa cristiana (numero in realt\u00e0 alquanto esiguo, almeno ufficialmente), in un Paese in cui l\u2019islamismo, il nazionalismo o entrambi sono sempre pi\u00f9 in voga.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>En un art\u00edculo anterior hablamos del Medz Yeghern (armenio: \u201cgran mal\u201d), el primer genocidio del siglo XX, una serie de campa\u00f1as brutales llevadas a cabo contra los armenios \u00e9tnicos, primero por el sult\u00e1n Abd\u00fclhamid II, entre 1894 y 1896, y despu\u00e9s por el gobierno de los J\u00f3venes Turcos, entre 1915 y 1916, que provocaron la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2244,"featured_media":38594,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[36,46],"tags":[1154],"class_list":["post-38593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-actualidad","category-mundo","tag-turquia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - 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