{"id":41656,"date":"2024-09-23T06:00:00","date_gmt":"2024-09-23T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/omnesmag.com\/?p=41656"},"modified":"2024-09-09T16:30:04","modified_gmt":"2024-09-09T14:30:04","slug":"georgia-etnia-cultura-e-religione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/georgia-etnia-cultura-y-religion\/","title":{"rendered":"Etnia, cultura e religione in Georgia: un paese eterogeneo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La Georgia, come altri Paesi del Caucaso, \u00e8 un mosaico di tradizioni culturali, etniche e linguistiche diverse. La sua posizione strategica, a cavallo tra Europa e Asia, \u00e8 stata essenziale per la creazione di una societ\u00e0 complessa, frutto dell'incontro e dello scontro di popoli, imperi e religioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I georgiani<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gruppo etnico georgiano rappresenta circa l'83-86 % della popolazione, ma non forma un blocco uniforme. I georgiani sono divisi in diversi sottogruppi regionali, come Kartveli, Mingreli, Svani e Lazi, ciascuno con caratteristiche linguistiche e culturali distinte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, tutti parlano lingue caucasiche meridionali (il georgiano standard \u00e8 la lingua letteraria dominante e le altre lingue sono strettamente correlate ad essa).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gruppo principale, i Kartveli (il nome della Georgia nella lingua locale \u00e8 Sakartvelo, cio\u00e8 \"Paese dei Kartveli\"), sono originari delle regioni centrali e orientali e parlano il georgiano standard (anche se con vari accenti e dialetti, almeno 17), la lingua ufficiale del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi i Mingreliani, che vivono principalmente nella regione del Samegrelo occidentale e parlano il mingreliano, una lingua della stessa famiglia del georgiano ma non mutuamente intelligibile. Gli Svani vivono nelle montagne della Svanetia, nel nord-ovest del Paese. Parlano lo svano, un'altra lingua del Caucaso meridionale, e sono noti per il loro isolamento culturale e geografico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, i Lazi (o Laz) sono un piccolo gruppo etnico che vive nella regione di Adjara, vicino al confine con la Turchia. Parlano il laz, una lingua simile al mingreliano, e sono prevalentemente musulmani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quanto lingue del Caucaso meridionale, il georgiano e i suoi cognomi non sono legati ad altre lingue, essendo lingue isolate. Anche l'alfabeto utilizzato per questi idiomi \u00e8 unico. Infatti, come accennato in un precedente articolo, nel corso dei secoli sono stati utilizzati tre sistemi di scrittura per la lingua georgiana: il Mkhedruli, un tempo alfabeto reale, e quello utilizzato oggi, che conta 33 caratteri (sui 38 originali), l'Asomtavruli e il Nuskhuri, questi ultimi due utilizzati solo dalla Chiesa georgiana, nei testi cerimoniali religiosi e nell'iconografia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Minoranze etniche<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le minoranze etniche che vivono in Georgia, ci sono <a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/notizie\/genocidio-armeniano\/\">Armeni<\/a>Azeri, russi, osseti, abkhazi, greci e curdi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41661\" style=\"width:276px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-525x700.jpg 525w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-9x12.jpg 9w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-600x800.jpg 600w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_120854-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Interno della cattedrale di Svetitskhoveli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insieme agli azeri, gli armeni sono la minoranza pi\u00f9 numerosa del Paese. Sono particolarmente concentrati nella regione di Samtskhe-Javakheti, dove in alcune citt\u00e0, tra cui la capitale Akhaltsikhe, rappresentano pi\u00f9 del 90 % degli abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a pochi anni fa, era molto comune che la popolazione armena non fosse in grado di parlare il georgiano (poich\u00e9 l'istruzione pubblica nella loro regione prevedeva un numero limitato di ore di insegnamento nella lingua ufficiale del Paese). Ultimamente, soprattutto dall'epoca di Mikheil Saakashvili, la situazione sta cambiando e la comunit\u00e0 armena si sta integrando meglio in Georgia, pur avendo una lunga presenza storica e una propria identit\u00e0 linguistica e religiosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli azeri vivono principalmente nella regione di Kvemo-Kartli, al confine con l'Azerbaigian. Prevalentemente musulmani, parlano una lingua turca, l'azero. I russi, invece, sono una minoranza piccola ma influente, soprattutto durante il periodo sovietico, tanto che la loro lingua \u00e8 ancora ampiamente compresa e parlata, soprattutto tra le generazioni pi\u00f9 anziane.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Abkhazia e Ossezia del Sud: ferite aperte<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli osseti sono una popolazione di lingua iraniana (indoeuropea) con una religione cristiana prevalentemente ortodossa. Vivono nell'Ossezia del Sud (con capitale Tskhinvali), una regione separatista nel nord della Georgia, e nella repubblica russa dell'Ossezia del Nord-Alania. Discendono dagli Alani e dai Sarmati, trib\u00f9 provenienti dall'Asia centrale e convertitesi al cristianesimo durante il Medioevo sotto l'influenza georgiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le invasioni mongole portarono all'espulsione degli osseti dalla loro patria (oggi territorio russo) e alla loro deportazione nel Caucaso, dove formarono tre unit\u00e0 politiche distinte: Digor a ovest, Tuall\u00e4g a sud (l'attuale Ossezia del Sud in Georgia), Ferro (l'attuale Ossezia del Nord-Alania).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Storicamente, l'Ossezia del Sud \u00e8 sempre stata parte della Georgia, ma la popolazione locale, per lo pi\u00f9 di etnia osseta, era culturalmente e linguisticamente legata agli osseti del Nord. Tuttavia, anche durante il periodo sovietico, l'Ossezia del Sud \u00e8 rimasta parte della Georgia, nella fattispecie della Repubblica Socialista Sovietica Georgiana, pur godendo di una particolare autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica all'inizio degli anni '90, la Georgia, da poco indipendente, ha adottato una politica di rafforzamento della sovranit\u00e0 e dell'identit\u00e0 nazionale in tutto il territorio, che ha causato disordini tra le minoranze etniche. Cos\u00ec, nel 1991, l'Ossezia del Sud dichiar\u00f2 la propria indipendenza, scatenando una guerra civile, la Prima guerra russo-georgiana, con una serie di violenze etniche e massacri e una migrazione di massa che vide molti osseti fuggire in Russia da un lato e migliaia di georgiani lasciare definitivamente la regione dall'altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra si \u00e8 conclusa con un fragile cessate il fuoco nel 1992, mediato dalla Russia, che ha mantenuto nella regione forze di pace (per coincidenza, come quelle che la Russia ha mantenuto in Artsakh\/Nagorno-Karabakh o altrove). Tuttavia, l'indipendenza dell'Ossezia del Sud non \u00e8 mai stata riconosciuta dalla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda guerra dell'Ossezia del Sud, nota anche come guerra dei cinque giorni, guerra d'agosto o guerra russo-georgiana, \u00e8 scoppiata nel 2008, coinvolgendo anche l'Abkhazia, dopo un periodo di tensioni tra il governo di Saakashvili e quello di Putin, che ha fortemente osteggiato il primo ministro georgiano per la sua politica di riavvicinamento all'Occidente e i suoi tentativi di riprendere il controllo sulle regioni separatiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l'intensificarsi della violenza nella regione, la Russia ha deciso di intervenire con il pretesto di proteggere i suoi cittadini in Ossezia del Sud e Abkhazia (molti osseti e abkhazi avevano la cittadinanza russa), in modo simile all'annessione della Crimea nel 2014 e all'invasione dell'Ucraina nel 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'intervento russo ha posto fine al conflitto in soli cinque giorni e ha segnato il riconoscimento formale da parte della Russia dell'indipendenza dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia. Qui, tra l'altro, il precedente conflitto degli anni '90 aveva portato a una vera e propria pulizia etnica della componente georgiana, allora maggioritaria nella regione (nel 1989 gli abcasi, popolo di lingua caucasica settentrionale di religione cristiana prevalentemente ortodossa, erano circa 93.000, 18 % della popolazione, mentre i georgiani erano 240.000, 45 %). A partire dal 1993, gli abkhazi rappresentavano circa il 45 % della popolazione).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2021, il <a href=\"https:\/\/www.echr.coe.int\/\">Corte europea dei diritti dell'uomo<\/a> ha accusato la Russia di violazioni dei diritti umani nelle regioni separatiste dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cristianesimo in Georgia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bellezza delle chiese e dei monasteri georgiani lascia senza fiato, con l'aroma avvolgente dell'incenso che si diffonde dall'ingresso, il suono dei canti polifonici (la polifonia georgiana, non solo liturgica ma anche popolare, ha affascinato il compositore russo Igor Stravinskij, \u00e8 oggi protetta dall'Unesco e la NASA ne ha persino inviato una registrazione nello spazio), le icone e gli affreschi, tipici dell'architettura ecclesiastica locale. Chiese medievali, come quelle di Mtskheta e Gelati, testimoniano l'antica tradizione architettonica e spirituale del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cultura georgiana \u00e8 infatti profondamente radicata nelle tradizioni cristiane e la Chiesa ortodossa autocefala locale svolge un ruolo cruciale nella vita del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella Georgia precristiana, molto diversificata in termini di culti religiosi, le credenze pagane locali coesistevano con i culti ellenistici (soprattutto nella Colchide), il culto di Mitra e lo zoroastrismo. \u00c8 in questo contesto che, secondo la tradizione, il cristianesimo fu predicato per la prima volta dagli apostoli Simone e Andrea nel I secolo, diventando poi religione di Stato del Regno di Iberia (Kartli) nel 337 (il secondo Stato al mondo dopo l'Armenia ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale), da una donna greca (secondo una tradizione, imparentata con San Giorgio), la veneratissima Santa Nino (cristiana) di Cappadocia, la cui effigie si trova ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chiesa ortodossa georgiana, inizialmente parte della Chiesa di Antiochia, ha ottenuto l'autocefalia e ha gradualmente sviluppato una propria specificit\u00e0 dottrinale tra il V e il X secolo. Anche la Bibbia fu tradotta in georgiano nel V secolo, con l'alfabeto locale creato e sviluppato a questo scopo (anche se alcuni studi recenti hanno identificato un probabile alfabeto precristiano molto pi\u00f9 antico). Come altrove, la Chiesa \u00e8 stata determinante nello sviluppo di una lingua scritta e la maggior parte delle prime opere scritte in georgiano erano testi religiosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'adozione del cristianesimo ha posto la Georgia in prima linea tra il mondo islamico e quello cristiano, ma i georgiani sono rimasti ostinatamente legati al cristianesimo nonostante le ripetute invasioni da parte delle potenze musulmane e i lunghi episodi di dominazione straniera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l'annessione all'Impero russo, la Chiesa ortodossa russa assunse il controllo della Chiesa ortodossa georgiana dal 1811 al 1917, e il successivo governo sovietico port\u00f2 a dure purghe e alla sistematica repressione della libert\u00e0 religiosa. Anche in Georgia, molte chiese furono distrutte o convertite in edifici laici. Ancora una volta, il popolo georgiano seppe reagire, incorporando l'identit\u00e0 religiosa nel forte movimento nazionalista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1988, Mosca ha finalmente permesso al patriarca georgiano (katholikos) di iniziare a consacrare, riaprire e restaurare le chiese chiuse. Dopo l'indipendenza del 1991, la Chiesa ortodossa georgiana ha finalmente riacquistato l'autonomia e la piena indipendenza dallo Stato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Libert\u00e0 religiosa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la Costituzione georgiana, le istituzioni religiose sono separate dal governo e ogni cittadino ha il diritto di professare liberamente la propria fede. Tuttavia, pi\u00f9 dell'83 % della popolazione aderisce alla confessione cristiana ortodossa, con minoranze di ortodossi russi (2 %), cristiani apostolici armeni (3,9 %), musulmani (9,9 % soprattutto tra gli azeri, ma anche Laz), cattolici romani (0,8 %) ed ebrei (la comunit\u00e0 ebraica georgiana \u00e8 di antichissima tradizione e di notevole importanza, anche se le sue dimensioni si sono drasticamente ridotte nel corso del XX secolo a causa dell'emigrazione di massa in Israele, dove oggi diversi ebrei israeliani famosi nel mondo dello spettacolo e della cultura sono di origine georgiana, come la cantante Sarit Haddad).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho salutato questo bellissimo Paese dalle vette del Caucaso, prima al fresco, a oltre 3.000 metri, vicino al confine con la Federazione Russa e allo splendido monastero della Santissima Trinit\u00e0 di Gergeti, e poi al caldo del bagno sulfureo, con l'acqua a circa 50 gradi, in un'antica struttura di Tbilisi. Ma mi sono ripromesso di tornare e di farlo presto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"920\" height=\"526\" src=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_104932-1.jpg\" alt=\"Georgia\" class=\"wp-image-41657\" style=\"width:552px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_104932-1.jpg 920w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_104932-1-700x400.jpg 700w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_104932-1-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_104932-1-768x439.jpg 768w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_104932-1-18x10.jpg 18w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/20240809_104932-1-600x343.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cattedrale di Svetitskhoveli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Georgia, como otros pa\u00edses del C\u00e1ucaso, es un mosaico de diferentes tradiciones culturales, \u00e9tnicas y ling\u00fc\u00edsticas. 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