{"id":43248,"date":"2024-11-20T07:00:00","date_gmt":"2024-11-20T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.omnesmag.com\/?p=43248"},"modified":"2025-03-11T17:51:19","modified_gmt":"2025-03-11T15:51:19","slug":"chiesa-olanda-seconda-meta-del-xx-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/recursos\/argumentos\/iglesia-holanda-segunda-mitad-sxx\/","title":{"rendered":"La crisi della Chiesa nei Paesi Bassi a met\u00e0 del XX secolo"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading\">Articoli della serie Storia della Chiesa nei Paesi Bassi:<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/risorse\/capire-la-chiesa-nei-paesi-bassi\/\">La Chiesa nei Paesi Bassi dal XVI all'inizio del XX secolo<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/risorse\/argomenti\/chiesa-olanda-seconda-meta-del-xx-secolo\/\">La crisi della Chiesa nei Paesi Bassi a met\u00e0 del XX secolo<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/risorse\/argomenti\/la-chiesa-nei-paesi-bassi-dagli-anni-60-a-oggi\/\">La Chiesa nei Paesi Bassi dagli anni '60 ad oggi<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come abbiamo visto in <a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/risorse\/capire-la-chiesa-nei-paesi-bassi\/\">un primo articolo<\/a> Per quanto riguarda la Chiesa nei Paesi Bassi, la Riforma protestante fu seguita da un lungo periodo (1573-1795) in cui la provincia ecclesiastica olandese divenne una terra di missione e i cattolici furono gravemente discriminati, con una graduale diminuzione del loro numero e un declino del loro livello di istruzione, della loro posizione economica e quindi della loro influenza nella societ\u00e0. Quando nel 1853 fu ripristinata la gerarchia (allora il 38% della popolazione era cattolico), i vescovi e i sacerdoti cattolici, assistiti dagli ordini e dalle congregazioni religiose, lanciarono numerose iniziative per aiutare la popolazione cattolica a uscire dalla terribile situazione di ignoranza religiosa, sottosviluppo e povert\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi laici avevano la formazione, il potere economico e l'influenza sociale necessari per contribuire a questa rinascita spirituale e sociale dei cattolici. Cos\u00ec, fin dall'inizio della \"rinascita cattolica\", un ruolo primario \u00e8 stato svolto - per forza di cose - da chierici e religiosi. Questo ha contribuito a una certa passivit\u00e0 dei laici nella costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e cristiana, e anche nella loro responsabilit\u00e0 personale come cittadini e cristiani? Probabilmente s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rivitalizzazione cattolica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, il compito di rivitalizzare i cattolici fu affrontato con vigore e i risultati si concretizzarono presto: costruirono chiese, fondarono scuole e ospedali, pubblicarono giornali e altri mezzi di comunicazione e formarono un partito politico per affermare i loro diritti. A met\u00e0 del XX secolo, i cattolici avevano riconquistato gran parte dei loro diritti culturali, sociali ed economici rispetto ai compatrioti protestanti. Si erano organizzati in modo tale da formare un gruppo o progetto di pressione politica, sociale e mediatica abbastanza uniforme, legato alla \"colonna cattolica\", che alcuni chiamavano \"la Causa cattolica\" (\"Roomsche Zaak's\"), in cui la vita spirituale passava gradualmente in secondo piano e il movimento sociale per aiutare i cattolici veniva al primo posto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo progetto, la Chiesa - e il clero in particolare - acquis\u00ec un grande potere, molto utile per aiutare la popolazione cattolica, anche se non esclusivamente in ambito spirituale. In alcuni casi ci furono eccessi e partigianeria, e si cre\u00f2 uno spirito di gruppo che poteva facilmente soffocare il legittimo desiderio di libert\u00e0 nelle questioni temporali. Ci\u00f2 non favor\u00ec lo sviluppo della libert\u00e0 interiore dei cattolici, una libert\u00e0 cos\u00ec profondamente radicata nell'idiosincrasia olandese. Per molti aspetti, i laici olandesi svilupparono una dipendenza malsana dal clero, che li esentava - o almeno cos\u00ec pensavano - dalla responsabilit\u00e0 personale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vera libert\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la libert\u00e0 ci aiuta a vivere la morale di Cristo, \u00e8 logico che una mancanza di libert\u00e0 interiore (e un'eccessiva dipendenza dal clero) pu\u00f2 portare prima a un'esperienza di fede sopraffatta e amareggiata, vista soprattutto come un obbligo, e infine a un rifiuto della vita e della morale cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel complesso, le prospettive della Chiesa nei Paesi Bassi apparivano eccellenti a met\u00e0 del XX secolo: ogni anno venivano ordinati circa 400 sacerdoti (regolari e secolari, dati del 1936-1945), c'erano circa 4 milioni di fedeli obbedienti alla gerarchia, con una frequenza media alle messe superiore a quella del resto d'Europa; c'era un sacerdote o un religioso ogni 100 cattolici (in Spagna 0,42, in Belgio 0,79, in Francia 0,45), con imponenti strutture di efficienza e organizzazione, sempre agli ordini dell'episcopato. La Chiesa olandese appariva come una fortezza indistruttibile al servizio di Roma, e questa situazione rimase tale, almeno all'esterno, fino a ben oltre gli anni Sessanta.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Seconda guerra mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Seconda Guerra Mondiale, con l'invasione del Paese da parte dell'esercito tedesco, fu una dura prova per tutti gli olandesi. I vescovi, guidati dal primate dei Paesi Bassi e arcivescovo di Utrecht, Johannes de Jong, non appena ricevettero la notizia che i filonazisti si stavano infiltrando nelle associazioni cattoliche per usarle per i loro scopi, decretarono che tutti i cattolici dovevano ritirarsi da esse, cosa che avvenne immediatamente. Questo modo di opporre resistenza all'invasore non fece che aumentare il prestigio dei vescovi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vescovo de Jong non usa mezzi termini e lancia una serie di messaggi per esortare i cattolici a non collaborare in alcun modo con le ingiuste misure dell'invasore: domenica 21 febbraio 1943, in tutte le chiese cattoliche viene letta una dichiarazione di protesta contro i crimini nazisti contro gli ebrei e i cittadini olandesi. Per rappresaglia, le autorit\u00e0 tedesche di occupazione reagirono molto duramente: il commissario del Reich nei Paesi Bassi, Arthur Seyss-Inquart, ordin\u00f2 la deportazione di tutti gli ebrei cattolici battezzati (che fino ad allora erano stati risparmiati). Anche se molti di loro riuscirono a nascondersi, per molti altri (tra cui Edith Stein e sua sorella Rosa) questa \"razzia\" signific\u00f2 la morte. Nonostante la fermezza del vescovo de Jong e di altri leader protestanti, tre quarti degli ebrei residenti nei Paesi Bassi morirono durante la guerra, per lo pi\u00f9 nei campi di concentramento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dopoguerra<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la guerra, i diversi gruppi di popolazione hanno sofferto insieme e hanno dovuto collaborare tra loro per sopravvivere e resistere all'oppressore. Per molti - non solo per i cattolici - questa esperienza \u00e8 stata decisiva per il rispetto e l'apprezzamento degli appartenenti alle \"altre colonne\". Anche se dopo la guerra le associazioni confessionali ricominciarono a funzionare e ripresero le loro attivit\u00e0, le prime crepe nelle colonne erano gi\u00e0 state provocate. Soprattutto tra gli intellettuali inizi\u00f2 un processo - noto come \"doorbraak\" - di apertura, di avvicinamento ai protestanti, ai liberali e - soprattutto - ai socialisti, che spesso andava di pari passo con un atteggiamento critico nei confronti della gerarchia, che sembrava ancora aggrappata alla \"colonna\" cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1954 i vescovi olandesi promulgarono il \"Mandement\" (letteralmente \"comandamento\" o \"mandato\"), un documento in cui esortavano i cattolici a rimanere uniti e fedeli alla propria fede e, a tal fine, a continuare a sostenere - anche con il proprio voto in caso di elezioni - le istituzioni confessionali. I vescovi hanno messo in guardia i fedeli dai nemici del cattolicesimo, nominando specificamente il liberalismo, l'umanesimo senza Dio, il marxismo e l'Associazione olandese per la riforma sessuale. L'esortazione si concludeva minacciando di sanzioni canoniche i cattolici iscritti o simpatizzanti dei sindacati socialisti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\"Mandement\"<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle ragioni che hanno motivato la pubblicazione del libro \".<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/plope\/Downloads\/Dialnet-LaCrisisDeLaIglesiaCatolicaEnLosPaisesBajosEnLaSeg-3649121.pdf\">Mandato<\/a>La \"Chiesa cattolica\" era plasmata dai sintomi di malattia che erano visibili tra i cattolici da diversi decenni. Con questo scritto, i vescovi credevano di poter fermare il processo di \"rottura\" o dissoluzione della colonna cattolica che stava avvenendo. Ma secondo alcuni cattolici di spicco, l'evoluzione della Chiesa cattolica olandese era inarrestabile e il \"Mandement\" era gi\u00e0 superato dal giorno della sua pubblicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A prescindere dal \"mandement\" dei vescovi, \u00e8 certo che il dopoguerra fu caratterizzato da un nuovo ottimismo: la convinzione - o il desiderio - che il vecchio, l'antiquato, il chiuso (le \"colonne\"?) fosse passato e che una nuova era, una nuova societ\u00e0 moderna e aperta, fosse ormai alle porte. Questo ottimismo \u00e8 stato fortemente favorito dalla forte cooperazione internazionale e dallo sviluppo economico, facilitato dal Piano Marshall, che ha portato prosperit\u00e0 e la prospettiva di una pace duratura dopo molti anni di rinunce dovute alle due grandi guerre e alla crisi economica tra le due guerre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un tempo di cambiamenti nella Chiesa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo atteggiamento di apertura al nuovo non fu certo esclusivo dei Paesi Bassi, ma influenz\u00f2 anche il pensiero scientifico, filosofico e teologico di tutto il mondo. La posizione dei cattolici nei confronti delle scienze umane sub\u00ec una svolta notevole e le scienze sociali e la psicologia divennero oggetto di studi e pubblicazioni, soprattutto in alcuni Paesi con una pi\u00f9 forte tradizione filosofica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni Cinquanta, una serie di innovazioni ideologiche attir\u00f2 l'attenzione di numerosi teologi e filosofi, anche olandesi. La \"nouvelle th\u00e9ologie\" francese e poi, parallelamente, la teologia trascendentale della scuola di Karl Rahner in Germania, furono ampiamente lette e trasmesse al pubblico olandese in modo informativo, grazie all'arsenale di pubblicazioni e canali radiotelevisivi a disposizione della \"colonna\" cattolica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe le correnti teologiche volevano stabilire un dialogo tra la tradizione cattolica e il \"mondo\". A tal fine, cercarono un nuovo fondamento scientifico nel metodo storico-critico applicato alla teologia biblica e dogmatica. Uno dei teologi che pi\u00f9 assimil\u00f2 queste nuove idee e che pi\u00f9 influenz\u00f2 l'opinione pubblica olandese fu il domenicano belga Edward Schillebeeckx, professore a Nimega.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conseguenze della nuova teologia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il grande rispetto dei cattolici olandesi per le loro istituzioni e i loro vescovi, e la scarsa tradizione speculativo-teologica dei fedeli, spiegano forse come sia stato possibile che idee cos\u00ec innovative siano state accettate cos\u00ec improvvisamente dalle grandi masse, senza quasi alcun senso critico e senza essere in grado di integrarle nella tradizione della Chiesa, scivolando in molti casi verso posizioni non propriamente cattoliche o addirittura cristiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre ai teologi, gli intellettuali cattolici pi\u00f9 influenti - compresi alcuni laici - cambiarono presto il loro quadro di riferimento filosofico. Il nuovo quadro di riferimento divenne costituito quasi esclusivamente dalla fenomenologia esistenziale. Questo era il nome dato nei Paesi Bassi a tutte le correnti filosofiche e psicologiche di natura empirica, in cui le scienze sociali e l'antropologia avevano un posto di rilievo, ma senza l'ancoraggio ontologico della metafisica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a contribuire al rinnovamento del pensiero e della teologia - un merito innegabile - la fenomenologia esistenziale e le nuove idee teologiche provocarono in molti pensatori una rottura con il tradizionale retaggio culturale cattolico. Questo cambiamento del quadro intellettuale di riferimento inizi\u00f2 gi\u00e0 prima degli anni Cinquanta a erodere i fondamenti teologici neotomistici fino ad allora superati perch\u00e9 non realmente assimilati, ma forse solo meccanicamente ripetuti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Panoramica della Chiesa nei Paesi Bassi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In breve, non si pu\u00f2 sopprimere l'impressione che il cattolicesimo olandese, in mezzo all'esuberanza delle organizzazioni e degli apparati esterni, mancasse di interiorit\u00e0. Gi\u00e0 nel 1930 si poteva leggere in una rivista cattolica un'interessante analisi del cattolicesimo olandese: \"Che cosa ci manca, non potrebbe essere \"lo Spirito che d\u00e0 la vita\"? Non \u00e8 forse possibile che ci siamo lasciati andare al letargo del successo esteriore, e che quindi abbiamo trascurato troppo l'interiorit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potremmo concludere dicendo che la Chiesa nei Paesi Bassi \u00e8 apparsa fino agli anni Sessanta come un edificio imponente, ma al suo interno si stavano verificando una serie di impetuosi cambiamenti che avrebbero avuto conseguenze disastrose: una crisi di cui ci occuperemo in un articolo successivo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Art\u00edculos de la serie de la Historia de la Iglesia en Holanda: Como vimos en un primer art\u00edculo sobre la Iglesia en Holanda, tras la reforma protestante empez\u00f3 un largo periodo (1573-1795) en el que la provincia eclesi\u00e1stica holandesa pas\u00f3 a ser tierra de misi\u00f3n, y los cat\u00f3licos fueron severamente discriminados, lo cual result\u00f3 en [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1166,"featured_media":43249,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[57,537],"tags":[1730],"class_list":["post-43248","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-argumentos","category-recursos","tag-holanda"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La crisis de la Iglesia en Holanda en la segunda mitad del s. 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