{"id":49107,"date":"2025-07-25T06:00:00","date_gmt":"2025-07-25T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.omnesmag.com\/?p=49107"},"modified":"2025-07-25T09:49:55","modified_gmt":"2025-07-25T07:49:55","slug":"la-cattedrale-dodici-secoli-di-storia-arte-e-pellegrinaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/experiencias\/iniciativas\/la-catedral-doce-siglos-de-historia-arte-y-peregrinaciones\/","title":{"rendered":"La Cattedrale di Santiago: dodici secoli di storia, arte e pellegrinaggi"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il<em> Storia di Compostela<\/em>scritto nella prima met\u00e0 del XII secolo per ordine dell'arcivescovo Gelmirez, descrive cos\u00ec la scoperta della tomba dell'apostolo San Giacomo: \"... la scoperta della tomba di San Giacomo \u00e8 un mistero.<em>Uomini di grande autorit\u00e0... riferirono di aver visto pi\u00f9 volte di notte delle luminarie accese nel bosco... e anche che un angelo vi era spesso apparso... egli stesso si rec\u00f2 sul posto e vide le luminarie con i suoi occhi... entr\u00f2 in fretta nel suddetto boschetto e... trov\u00f2 in mezzo alle erbacce e ai cespugli una piccola casa che conteneva una tomba di marmo... and\u00f2... a trovare il re Alfonso il Casto... e gli comunic\u00f2 esattamente l'accaduto... il re... venne... e restaurando la chiesa in onore di un cos\u00ec grande Apostolo, cambi\u00f2 il luogo di residenza del vescovo di Iria in questa che chiamano Compostela...\".<\/em>. Questo evento, che sarebbe avvenuto tra l'820 e l'830, al tempo del vescovo Teodomiro di Iria Flavia, segna l'inizio di una storia che ha ormai 1.200 anni e che \u00e8 stata segnata da personaggi, eventi, cerimonie, rimaneggiamenti, ecc. che hanno plasmato l'edificio destinato a ospitare e venerare le spoglie dell'apostolo San Giacomo il Maggiore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le prime basiliche<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tradizione giacobea narra il viaggio miracoloso delle spoglie di San Giacomo il Maggiore, dopo il martirio a Gerusalemme, verso il nord-ovest della penisola iberica, nella diocesi di Iria Flavia, dove, approfittando di un preesistente mausoleo romano, furono sepolte dai suoi discepoli Teodoro e Atanasio. Il luogo di sepoltura, sul monte Libredon, fu dimenticato fino a quando non fu scoperto nel IX secolo, dando origine al fenomeno giacobino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il re Alfonso II venne a conoscenza della scoperta dei resti di Santiago, ordin\u00f2 di costruire sul posto una chiesa per ospitare la tomba. Si sarebbe trattato di una costruzione semplice, a navata unica, condizionata, in testa, dalle dimensioni e dalla posizione del gi\u00e0 citato mausoleo romano che la proteggeva. Di questo primo tempio di Santiago sono stati recuperati pochi resti archeologici nell'area circostante la tomba apostolica e, senza dubbio, il pi\u00f9 importante di questi \u00e8 la lapide del vescovo Teodomiro, morto, come recita l'iscrizione, nell'anno 847, rinvenuta durante gli scavi archeologici effettuati nel 1955.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempio di Alfonso II divenne presto troppo piccolo per accogliere i pellegrini che cominciavano ad arrivare. A ci\u00f2 si aggiunse un chiaro interesse della monarchia asturiana a consolidare un punto di riferimento per la cristianit\u00e0 in questo luogo, che dot\u00f2 di privilegi e doni; cos\u00ec, per ordine di Alfonso III, inizi\u00f2 la costruzione di una nuova chiesa per ospitare le reliquie di San Giacomo, che sarebbe stata consacrata nell'899. Anche in questo caso, pur seguendo i postulati dello stile preromanico asturiano, il mausoleo preesistente condizioner\u00e0 le dimensioni della navata centrale, molto ampia, rispetto a quelle insolitamente strette delle due navate laterali. La chiesa aveva anche un grande portico occidentale, il cui accesso \u00e8 stato scoperto durante gli scavi archeologici effettuati negli anni centrali del XX secolo, insieme ad altri elementi architettonici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 997, la chiesa di Santiago fu distrutta dall'esercito musulmano agli ordini di Almanzor, che per\u00f2, secondo le cronache, rispett\u00f2 il sepolcro. La chiesa fu immediatamente ricostruita per volere di Bermudo II e del vescovo San Pedro de Mezonzo, incorporando nuove influenze stilistiche, cosicch\u00e9 nei primi anni del X secolo la chiesa era di nuovo operativa e lo sarebbe rimasta fino a quando i progressi nella costruzione della nuova cattedrale romanica non l'avrebbero definitivamente seppellita sotto le sue fondamenta nel 1112.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L'inizio della cattedrale romanica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il boom dei pellegrinaggi a Compostela per tutto il X e l'XI secolo, insieme al forte sostegno ricevuto dalla Chiesa e dalla Monarchia, port\u00f2 alla costruzione di una cattedrale, i cui lavori iniziarono intorno all'anno 1075, una volta risolti i problemi di spazio con la vicina comunit\u00e0 di Antealtares, allora responsabile della cura e dell'attenzione del culto e della tomba all'estremit\u00e0 orientale. Il cosiddetto <em>Codice Calixtinus<\/em>scritto al tempo dell'arcivescovo Gelm\u00edrez dalla <em>Scriptorium<\/em> compostelano, afferma che \".<em>i maestri scalpellini che iniziarono a costruire la cattedrale di Santiago si chiamavano don Bernardo el Viejo, un maestro ammirevole, e Roberto, con un'altra cinquantina di scalpellini che vi lavoravano assiduamente\".<\/em>Recenti ricerche sembrano confermarlo, anche se con sfumature diverse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un'iscrizione nella Cappella del Salvatore e due capitelli situati all'ingresso testimoniano che la costruzione della cattedrale inizi\u00f2 qui al tempo del re Alfonso VI e del vescovo Diego Pel\u00e1ez. Questa prima fase di costruzione dur\u00f2 fino al 1088, durante la quale vennero costruite le sezioni centrali del deambulatorio e le rispettive cappelle e venne sviluppato un programma iconografico completo ideato dallo stesso prelato, soprattutto nei suoi capitelli di influenza francese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dal 1088, almeno, ci fu un certo rallentamento dei lavori causato dallo scontro tra il re e il vescovo, che port\u00f2 alla sua incarcerazione e al successivo esilio. L'officina che aveva iniziato la costruzione della cattedrale fu infine sciolta e, intorno al 1094, sotto un nuovo maestro, Esteban, il ritmo di costruzione fu ripreso da una nuova prospettiva artistica, variando le proporzioni del progetto iniziale e proseguendo i lavori sul resto delle cappelle del deambulatorio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa seconda fase durer\u00e0 fino al 1101, quando la nomina di Diego Gelm\u00edrez a nuovo vescovo di Compostela segner\u00e0 l'inizio di una fase decisiva per la cattedrale. Contemporaneamente all'inizio del progetto di Gelmirez, il maestro Esteban si trasfer\u00ec a Pamplona per dirigere i lavori di costruzione della cattedrale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La cattedrale dell'arcivescovo Gelmirez<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo essersi formato nella stessa cattedrale e aver avuto responsabilit\u00e0 nell'amministrazione della diocesi, nell'anno 1101, <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Diego_Gelm%C3%ADrez\">Diego Gelmirez<\/a> fu consacrato vescovo di Compostela, dando cos\u00ec inizio a un periodo cruciale nella storia della cattedrale e della citt\u00e0, il tutto in seguito all'iter segnato da questo prelato, che aveva una solida formazione e importanti relazioni personali, tra cui membri della dinastia dei Borgogna e del potente Ordine di Cluny. Grazie a tutto ci\u00f2, Gelmirez concep\u00ec l'ambizioso progetto di trasformare la cattedrale in una seconda Roma, situata nel nord-ovest della penisola iberica e sotto la protezione dell'apostolo San Giacomo il Maggiore, le cui spoglie erano venerate sotto l'altare di questa nuova cattedrale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto, Gelmirez ottenne dal re il privilegio di battere moneta, che gli avrebbe fornito le risorse economiche per intraprendere il suo progetto, che si concentr\u00f2 poi sul transetto, sulle sue facciate istoriate e su un nuovo altare di Santiago, azioni per le quali si affid\u00f2 a una serie di maestri provenienti dall'estero che non solo portarono qui nuovi modelli e influenze, ma li svilupparono e li adattarono in modo tale che Compostela diventasse un centro di riferimento artistico d'avanguardia nel suo tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il coinvolgimento di Gelm\u00edrez nel progetto \u00e8 stato tale che la <em>Storia di Compostela<\/em>La cronaca del suo episcopato, da lui stesso redatta, lo cita addirittura come un<em> sapiens architectus<\/em>Nel 1105 fu consacrato il nuovo altare sul sepolcro apostolico, per il quale fu modificato l'antico mausoleo, fino ad allora rispettato; e nel 1112 fu completamente rimossa l'antica basilica di Alfonso III, che fino ad allora aveva convissuto con la costruzione della cattedrale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abile politico e manager, il suo episcopato signific\u00f2 una completa trasformazione dell'organizzazione della chiesa di Santiago de Compostela, con la creazione di un nuovo capitolo di canonici regolari che dovevano occuparsi del culto di Santiago; tra questi, alla maniera di Roma, con un collegio di sette cardinali, uno dei quali era esclusivamente responsabile della cura liturgica dei pellegrini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto papa Callisto II, il cluniacense Guido di Borgogna, fratello dell'ex conte di Galizia Raimondo di Borgogna, Gelmirez divenne arcivescovo e Compostela divenne sede metropolitana nel 1120, consolidando cos\u00ec l'importanza della cattedrale e determinando un periodo di splendore nei pellegrinaggi a Santiago.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sapere com'era questa cattedrale gelmiriana, ne abbiamo la descrizione dettagliata nel Libro V della <em>Liber Sancti Iacobi<\/em>il <em>Codice Calixtinus<\/em>che, in sintesi, afferma che \".<em>In questa chiesa, infine, non si trova una sola crepa o difetto; \u00e8 mirabilmente costruita, grande, spaziosa, chiara, di dimensioni adeguate, proporzionata in larghezza, lunghezza e altezza, di mirabile e ineffabile fattura, ed \u00e8 doppiamente costruita, come un palazzo reale. Chi percorre le navate del triforio dall'alto, anche se sale triste, \u00e8 incoraggiato e felice nel vedere la splendida bellezza di questo tempio.<\/em>\".&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver completato il transetto e le sue facciate monumentali, in cui si svilupp\u00f2 un programma iconografico unitario e completo incentrato sulla storia dell'umanit\u00e0, nei suoi rilievi in marmo e granito, ad opera di una serie di grandi maestri ormai famosi per le loro opere principali; e per far fronte, tra l'altro, a due rivolte del popolo di Santiago contro il suo prelato, che causarono ingenti danni a una cattedrale ancora in costruzione, i lavori proseguirono durante l'episcopato di Gelmirez fino alla sua morte nel 1140.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel momento in poi, mancano informazioni sullo stato dei lavori della cattedrale di Santiago verso l'estremit\u00e0 occidentale, dove, tra l'altro, si \u00e8 incontrato il problema della forte irregolarit\u00e0 del terreno. Per questo motivo e per la mancanza di resti archeologici che ne attestino l'esistenza, si pu\u00f2 ragionevolmente dubitare che, durante l'episcopato di Gelmirez, i lavori di costruzione della cattedrale siano stati portati a termine. <em>Codice Calixtinus<\/em> quando afferma che \"<em>in parte \u00e8 completamente finito e in parte deve ancora essere terminato\".<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il progetto del Maestro Mateo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 stato sottolineato, \u00e8 pi\u00f9 che probabile che, pur essendo in una fase molto avanzata, i lavori non fossero ancora terminati alla morte di Diego Gelm\u00edrez e, dopo di lui, ci fu un periodo in cui si succedettero vari prelati e il re Alfonso VII era immerso in altre faccende, cosicch\u00e9 non ci fu nessuno a guidare la continuazione del progetto. Questa situazione si risolse qualche decennio pi\u00f9 tardi, sotto il regno di Ferdinando II, che avrebbe dato l'impulso necessario al completamento della costruzione della cattedrale romanica, che sarebbe diventata anche un tempio di riferimento per il regno e un luogo di sepoltura per i re e le loro famiglie. Tutto questo sarebbe stato possibile grazie a una figura essenziale nella storia della cattedrale e dell'arte della Galizia: Maestro Mateo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si hanno notizie certe sull'origine e la provenienza di questo Maestro Mateo, che viene menzionato nel documento del 1168 in cui Ferdinando II gli concede una generosa pensione a vita per aver diretto i lavori della chiesa di Santiago. Da allora fino al 1211, quando si svolse la solenne cerimonia di consacrazione della chiesa alla presenza del re Alfonso IX, Mateo guid\u00f2 un progetto completo che, oltre al completamento dei lavori iniziati intorno al 1075, prevedeva una riforma concettuale dell'edificio della cattedrale in vista della sua consacrazione e degli usi cerimoniali che avrebbe avuto da allora in poi; Si trattava inoltre di un progetto che avrebbe segnato il passaggio dallo stile romanico a quello gotico, incorporando una nuova sensibilit\u00e0 artistica e interessanti innovazioni derivanti dalla conoscenza dell'arte pi\u00f9 all'avanguardia del suo tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Completamento dei lavori<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo luogo, il Maestro Mateo intraprese il completamento degli ultimi tratti della navata principale della cattedrale, rispettandone l'organizzazione architettonica ma inserendo nuovi elementi decorativi; quindi realizz\u00f2 il recinto occidentale della chiesa, che probabilmente non era stato realizzato nell'ambito del progetto gelmiriano, con una soluzione innovativa che permise di superare le asperit\u00e0 del terreno con un'inedita cripta che sorreggeva un nartece aperto verso l'esterno da una facciata che conduceva a una terrazza e, a coronamento dell'insieme, una tribuna. Questo spazio sacro unico, alto tre livelli, conteneva un programma iconografico unitario, dal contenuto apocalittico e salvifico, che ha il suo punto culminante nella triplice arcata interna del nartece, oggi nota come Portico della Gloria, una delle pi\u00f9 grandi opere dell'arte universale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre al Portico de la Gloria, giunto fino ai giorni nostri mutilato e alterato dai vari interventi effettuati nel corso della storia, il Maestro Mateo progett\u00f2 anche un monumentale coro in pietra policroma che occupava le prime sezioni della navata centrale e serviva a ordinare la vita e la liturgia del rinnovato capitolo di Compostela; Riform\u00f2 parte delle facciate del transetto per dare pi\u00f9 luce all'interno della cattedrale, in quanto la luce aveva un importante ruolo simbolico e, allo stesso tempo, funzionale; e fu responsabile della creazione di un elemento di riferimento per i pellegrini all'interno della cattedrale, compensando l'assenza di un contatto visivo diretto con il sepolcro apostolico e le reliquie di San Giacomo, con la collocazione di un'immagine seduta dell'Apostolo che, sebbene molto riformata, \u00e8 sopravvissuta fino ai giorni nostri come San Giacomo <em>dell'abbraccio<\/em>. Inoltre, la bottega agli ordini di Maestro Mateo configur\u00f2 anche, nell'attuale cappella di Santa Catalina, situata all'estremit\u00e0 nord del transetto, il Pantheon Reale, in cui furono sepolti i re Ferdinando II e Alfonso IX, oltre ad altri membri delle loro famiglie, come la regina Berenguela e Raimondo di Borgogna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 21 aprile 1211 ebbe luogo la solenne consacrazione del tempio, di cui sono testimonianza le croci di granito policrome e dorate che corrono lungo le navate della cattedrale e che ricordano la figura dell'arcivescovo Pedro Mu\u00f1iz. Tuttavia, il completamento del progetto del Maestro Mateo non signific\u00f2 la fine dei lavori per la cattedrale, una costante nel corso dei secoli. Le botteghe influenzate da Mateo continuarono a lavorare a nuovi progetti fino alla fine del Medioevo, come il rifacimento del Palazzo di Gelm\u00edrez, promosso dall'arcivescovo Juan Arias, o il nuovo coro gotico incompiuto che fu sepolto sotto la scalinata dell'attuale Plaza de la Quintana; e, soprattutto, il nuovo chiostro, iniziato ai tempi del suddetto arcivescovo, che si trovava all'estremit\u00e0 meridionale della cattedrale e che sarebbe stato associato a una serie di cappelle che avrebbero avuto un ruolo di primo piano nell'attivit\u00e0 artistica della cattedrale nei secoli successivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un vestito nuovo per la casa di Santiago<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio i problemi strutturali che, a causa delle caratteristiche del terreno, il fianco meridionale della cattedrale ha sempre avuto, resero necessaria la costruzione di un nuovo chiostro sopra quello medievale, dando cos\u00ec spazio allo stile rinascimentale, promosso dagli arcivescovi della famiglia Fonseca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, nel caso della cattedrale, l'et\u00e0 moderna fu segnata dal barocco, uno stile che avrebbe dato al complesso un nuovo aspetto. Il XVII secolo inizia con la demolizione del coro in pietra e la costruzione di una scalinata monumentale sulla facciata occidentale, gi\u00e0 parzialmente ristrutturata un secolo prima. Va ricordato che il Maestro Mateo aveva concepito il monumentale coro in pietra policroma che occupava le prime sezioni della navata centrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 nella seconda met\u00e0 di quel secolo, sotto la guida del canonico Jos\u00e9 Vega y Verdugo, che inizier\u00e0 la grande modernizzazione della cattedrale; all'esterno, con la nuova facciata della Quintana o il rifacimento della Torre dell'Orologio; e all'interno, con una nuova cappella maggiore, progettata a maggior gloria dell'Apostolo San Giacomo, come una vera apoteosi giacobina. Ancora una volta, come \u00e8 sempre accaduto nelle grandi trasformazioni della cattedrale, sar\u00e0 decisivo il connubio tra la gerarchia ecclesiastica e la monarchia ispanica, e il grande artista dell'epoca, il compostelano Domingo de Andrade.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa grande ristrutturazione barocca sar\u00e0 completata nel XVIII secolo con importanti interventi, tra cui la nuova facciata occidentale, con la quale Fernando de Casas vestir\u00e0 in stile barocco la struttura medievale matteana, e la facciata dell'Azabacher\u00eda, che a met\u00e0 di questo secolo sostituir\u00e0 l'antica facciata del Paradiso. All'interno, furono ristrutturati i cosiddetti Palacios Capitulares e fu completata la costruzione della Cappella della Comunione nello spazio precedentemente occupato dalla cappella dell'arcivescovo Lope de Mendoza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La rinascita del fenomeno giacobino&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo lo splendore dei secoli barocchi, il XIX secolo fu un periodo di crisi per la Cattedrale di Compostela e per i pellegrinaggi alla Chiesa di Santiago de Compostela. Questo \u00e8 stato influenzato da varie cause politiche, sociali ed economiche che hanno colpito anche l'intera citt\u00e0. Tuttavia, negli ultimi decenni del secolo si cominci\u00f2 a vedere la luce alla fine del tunnel. A partire dalla met\u00e0 del secolo, la scoperta di Santiago da parte di viaggiatori stranieri che inserirono nelle loro cronache i tesori artistici qui conservati, come il Portico de la Gloria, quasi dimenticato dal Medioevo, gioc\u00f2 un ruolo importante in questo senso; un fatto che contribu\u00ec anche a stimolare l'interesse degli studiosi locali. Ma, soprattutto, la rinascita del fenomeno giacobino ebbe inizio la notte del 29 gennaio 1879, quando un gruppo di canonici guidati da L\u00f3pez Ferreiro, con l'appoggio del cardinale Pay\u00e1, ritrov\u00f2 nel trasaltar la Tomba Apostolica, nascosta l\u00ec dai tempi dell'arcivescovo Sanclemente, quasi trecento anni fa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito alla riscoperta delle spoglie di San Giacomo, attestata nel 1884 da Papa Leone X con la <em>Toro Deus Omnipotens<\/em>Il fenomeno giacobino conobbe una prima ripresa, soprattutto sotto la guida del cardinale Mart\u00edn de Herrera, che ebbe un lungo episcopato comprendente diversi Anni Santi. Una rinascita dei pellegrinaggi che, negli ultimi decenni del XX secolo, legata anche alla celebrazione degli Anni Santi, entrer\u00e0 in una nuova fase dopo le due visite del cardinale Mart\u00edn de Herrera a Compostela. <a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/notizie\/de-juan-pablo-ii-a-francisco-la-diplomacia-multilaterale-de-la-santa-sede\/\">San Giovanni Paolo II<\/a> e il forte sostegno del governo autonomo della Galizia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, in un biennio santo senza precedenti per le circostanze, la Cattedrale di Santiago presenta un aspetto rinnovato dopo un decennio di lavori di riabilitazione e restauro, anni in cui sono stati recuperati elementi emblematici come il Portico de la Gloria, la facciata dell'Obradoiro o la Cappella Maggiore; tutto questo, senza perdere l'essenza di un luogo che, nel corso di milleduecento anni di storia, \u00e8 stato un punto di riferimento e di accoglienza per milioni di fedeli e pellegrini. n<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Historia Compostelana, escrita en la primera mitad del siglo XII por orden del arzobispo Gelm\u00edrez, describe el descubrimiento del sepulcro del ap\u00f3stol Santiago del siguiente modo: \u201cVarones de gran autoridad\u2026 refirieron como hab\u00edan visto muchas veces de noche ardientes luminarias en el bosque\u2026 y tambi\u00e9n que un \u00e1ngel se hab\u00eda aparecido all\u00ed frecuentes veces\u2026 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2425,"featured_media":40875,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36,44],"tags":[19],"class_list":["post-49107","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-actualidad","category-iniciativas","tag-camino-de-santiago"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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