{"id":55456,"date":"2025-12-01T11:11:50","date_gmt":"2025-12-01T09:11:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.omnesmag.com\/?p=55456"},"modified":"2025-12-01T12:10:39","modified_gmt":"2025-12-01T10:10:39","slug":"storia-dogma-immacolata-concezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/cultura\/historia-dogma-inmaculada-concepcion\/","title":{"rendered":"La storia del dogma dell'Immacolata Concezione"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">- <em>Primitivo Tineo (Professore della Facolt\u00e0 di Teologia dell'Universit\u00e0 di Navarra)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'8 dicembre di quest'anno 2004 ricorrer\u00e0 il 150\u00b0 anniversario di quel solenne atto pontificio con cui Papa Pio IX dichiar\u00f2 dogma di fede l'immacolata concezione della Vergine Maria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo fece con queste parole: \u00abCon l'autorit\u00e0 di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, dei beati apostoli Pietro e Paolo e con la nostra, dichiariamo, proclamiamo e definiamo che la dottrina secondo cui la beata Vergine Maria \u00e8 stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale nel primo istante del suo concepimento, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in considerazione dei meriti di Cristo Ges\u00f9, Salvatore del genere umano, \u00e8 stata rivelata da Dio e deve quindi essere creduta fermamente e costantemente da tutti i fedeli\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio in occasione di questa ricorrenza mariana, i vescovi spagnoli hanno indetto un Anno speciale dedicato all'Immacolata, che si protrarr\u00e0 fino all'8 dicembre 2005.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Papa Pio IX voleva sottolineare l'approvazione della Chiesa universale e per questo desiderava che la proclamazione del dogma avvenisse con grande solennit\u00e0, alla presenza del maggior numero possibile di vescovi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'8 dicembre 1854, 53 cardinali, 43 arcivescovi e 99 vescovi parteciparono alla solenne cerimonia di proclamazione. Dopo il Concilio di Trento, era la prima volta che cos\u00ec tanti vescovi provenienti dai diversi continenti si riunivano attorno al Papa.\u00a0Negli anni successivi Pio IX favorir\u00e0 questi incontri per intensificare l'unione dell'episcopato con il Romano Pontefice, riaffermando cos\u00ec l'unit\u00e0 della Chiesa.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proclamazione del dogma \u00e8 avvenuta durante la celebrazione di una Messa solenne nella basilica di San Pietro alla presenza di numerosi fedeli. Dopo la lettura del Vangelo, \u00e8 stato intonato il Veni Creator per invocare l'assistenza dello Spirito Santo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, con una certa emozione, il Papa ha letto il decreto di definizione: \u00ab... per l'autorit\u00e0 di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo, e per la nostra, dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina secondo la quale la beata Vergine Maria \u00e8 stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale nel primo istante del suo concepimento per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in considerazione dei meriti di Ges\u00f9 Cristo Salvatore del genere umano, \u00e8 stata rivelata da Dio e, di conseguenza, deve essere creduta fermamente e costantemente da tutti i fedeli\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPertanto, se alcuni, Dio non voglia, avessero la presunzione di pensare in modo diverso da quanto abbiamo definito, sappiano e comprendano che, condannati dal proprio giudizio, sono naufragati fuori dalla fede abbandonando l'unit\u00e0 della Chiesa; e inoltre che, se per iscritto o in qualsiasi altro modo esterno, osassero esprimere tali sentimenti dei loro cuori, incorrerebbero ipso facto nelle pene stabilite dal diritto\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I presenti notarono che Pio IX era commosso mentre leggeva questo decreto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre anni dopo, lo stesso Pio IX, parlando di quel momento, disse: \u00abQuando cominciai a leggere il decreto dogmatico, sentii che la mia voce era incapace di farsi sentire dall'immensa folla che riempiva la basilica vaticana; ma quando giunsi alla formula della definizione, Dio diede alla voce del suo Vicario una tale forza e un tale vigore soprannaturale che risuon\u00f2 in tutta la basilica. E rimasi cos\u00ec impressionato da quell'aiuto divino, che fui costretto a interrompermi un attimo per dare libero sfogo alle mie lacrime. Inoltre, mentre Dio proclamava il dogma per bocca del suo Vicario, Dio stesso dava alla mia anima una conoscenza cos\u00ec chiara e cos\u00ec ampia dell'incomparabile purezza della Santissima Vergine Maria... che nessun linguaggio pu\u00f2 descrivere. La mia anima fu inondata da delizie ineffabili che non sono terrene, che si possono trovare solo in cielo...\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la lettura del decreto dogmatico, Pio IX autorizz\u00f2 la pubblicazione della bolla Ineffabilis Deus \u2014come era gi\u00e0 stata redatta\u2014, che ripeteva la definizione dogmatica e presentava un'argomentazione teologica molto sviluppata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte di quel giorno memorabile Roma si illumin\u00f2 come nei giorni di festa per celebrare l'evento: \u00abLa citt\u00e0 era letteralmente una citt\u00e0 di fuoco\u00bb, racconter\u00e0 un testimone; \u00abnon c'era balcone, finestra o lucernario che non avesse le sue lampade. Le grandi arterie della citt\u00e0, il Corso, la Via Papale, Ripetta, sono fiumi di luce; le piazze pubbliche, i monumenti e le chiese sembrano in fiamme. Il Campidoglio scintillava e le orchestre all'aperto salutavano, a nome del popolo romano, il trionfo della Regina dei cieli che \u00e8 anche Regina della Chiesa e di Roma. Ovunque c'erano trasparenze, immagini della Vergine Maria, iscrizioni in suo onore; ovunque il motto,&nbsp;<em>Maria senza macchia originariamente concepita<\/em>. Una folla immensa attraversa la citt\u00e0; tutta la popolazione \u00e8 nelle strade, nelle piazze, soprattutto a San Pietro, la cui cupola eleva nell'aria una corona scintillante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presto nella piazza di Spagna sarebbe stata eretta una colonna per commemorare quella proclamazione dogmatica.\u00a0\u00c8 adornata da quattro sculture di Mos\u00e8, Davide, Ezechiele e Isaia che circondano il piedistallo; il piedistallo \u00e8 decorato con due bassorilievi: uno raffigura San Giuseppe avvertito del miracolo dell'Incarnazione da un angelo durante il sonno; l'altro raffigura Pio IX che proclama il dogma dell'Immacolata Concezione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, altri monumenti saranno eretti in tutto il mondo in onore dell'evento: chiese dedicate all'Immacolata, statue, targhe commemorative, ecc.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lourdes<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quattro anni dopo, la proclamazione dogmatica di Pio IX ricevette una conferma celeste in seguito all'apparizione della Vergine Maria a Lourdes. Nel corso del 1858, la Vergine Maria apparve diciotto volte a Bernadette Soubirous. Nella quattordicesima apparizione, il 25 marzo, la Vergine rivel\u00f2 la sua identit\u00e0 e lo fece nel dialetto di Lourdes: \u00abSono l'Immacolata Concezione\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'8 dicembre rimarr\u00e0 impresso nella memoria del pontificato di Pio IX, in cui si verificarono tre eventi fondamentali. Insieme al dogma dell'Immacolata Concezione, il Concilio Vaticano I e la pubblicazione del Syllabus costituiscono le pietre miliari del suo pontificato.\u00a0Lo stesso Pio IX sottoline\u00f2 la continuit\u00e0 dei tre eventi: il dogma fu proclamato l'8 dicembre 1854, il Papa dat\u00f2 simbolicamente il Syllabus l'8 dicembre 1864 e ordin\u00f2 l'inaugurazione del Concilio Vaticano I l'8 dicembre 1869.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell'omelia pronunciata durante la messa di beatificazione di Pio IX, Giovanni Paolo II, oltre a sottolineare la grande devozione di Giovanni XXIII per Pio IX, sottoline\u00f2 che il nuovo beato, \u00abnel mezzo dei turbolenti avvenimenti del suo tempo, fu esempio di adesione incondizionata al deposito immutabile delle verit\u00e0 rivelate. Fedele agli impegni del suo ministero in ogni circostanza, seppe sempre attribuire il primato assoluto a Dio e ai valori spirituali\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl suo lunghissimo pontificato non fu facile, e dovette soffrire molto per compiere la sua missione al servizio del Vangelo. Fu molto amato, ma anche odiato e calunniato. Tuttavia, proprio in mezzo a questi contrasti risplendeva con maggiore intensit\u00e0 la luce delle sue virt\u00f9: le lunghe tribolazioni temperarono la sua fiducia nella Divina Provvidenza, del cui dominio sovrano sugli eventi umani non dubit\u00f2 mai. Da essa nasceva la profonda serenit\u00e0 di Pio IX, anche in mezzo alle incomprensioni e agli attacchi di molte persone ostili. A coloro che lo circondavano, era solito dire: \u2018Nelle cose umane \u00e8 necessario accontentarsi di agire nel miglior modo possibile; in tutto il resto bisogna abbandonarsi alla Provvidenza, che supplir\u00e0 ai difetti e alle insufficienze dell'uomo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSostenuto da questa convinzione interiore, convoc\u00f2 il Concilio Ecumenico Vaticano I, che chiar\u00ec con autorevolezza magistrale alcune questioni allora dibattute, confermando l'armonia tra fede e ragione. Nei momenti di prova, Pio IX trov\u00f2 sostegno in Maria, alla quale era molto devoto. Nel proclamare il dogma dell'Immacolata Concezione, ricord\u00f2 a tutti che, nelle tempeste dell'esistenza umana, nella Vergine risplende la luce di Cristo, pi\u00f9 forte del peccato e della morte\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'Immacolata Concezione nella Scrittura<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 opportuno chiarire che il concetto dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio \u00e8 stato definito non come una verit\u00e0 o una conclusione teologica certa, ma come una verit\u00e0 rivelata da Dio e sostenuta dalla tradizione della Chiesa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 possibile trarre prove dirette e rigorose dalla Scrittura. Tuttavia, esistono due gruppi di testi che meritano una considerazione diversa: il primo gruppo comprende i testi che sono stati invocati dai difensori dell'Immacolata Concezione e che possiamo definire come testi principali.\u00a0Un secondo gruppo \u00e8 costituito dai passaggi secondari, che non costituiscono una prova diretta, come i testi dei libri sapienziali, quelli che fanno riferimento alla figura della Vergine nell'Antico Testamento, i testi di San Giovanni relativi alla donna vestita di sole, ecc.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I testi principali sono contenuti nel libro della Genesi (3,15) e nel Vangelo di Luca (1,28).\u00a0Il primo passo scritturale che contiene la promessa della redenzione menziona anche la Madre del Redentore: \u00abMetter\u00f2 inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: egli ti schiaccer\u00e0 il capo mentre tu gli insidierai il calcagno\u00bb. La sentenza dopo il primo peccato fu accompagnata dal primo Vangelo, che pone inimicizia tra il serpente e la donna.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il seme della donna che schiaccer\u00e0 la testa del serpente \u00e8 Cristo; la donna \u00e8 Maria. Dio ha posto inimicizia tra lei e Satana, cos\u00ec come c'\u00e8 inimicizia tra Cristo e il seme del serpente. Solo la continua unione di Maria con la grazia santificante spiega sufficientemente l'inimicizia tra lei e Satana.\u00a0Il Protoevangelo contiene direttamente una promessa del Redentore. E in unione con la manifestazione del capolavoro della Sua Redenzione, la perfetta preservazione di Sua Madre dal peccato originale.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro passaggio importante \u00e8 costituito dal saluto dell'angelo e da quello di Santa Elisabetta (Lc 1,28; 1,42). Sono pronunciati da due personaggi diversi, che parlano in circostanze diverse, ma entrambi lo fanno in nome di Dio o sotto l'azione dello Spirito Santo: \u00abTi saluto, piena di grazia, il Signore \u00e8 con te\u00bb, le dice l'angelo nell'annunciazione; \u00abBenedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa pienezza di grazia e questa singolare benedizione della Madre di Dio si riferiscono al privilegio di un'immacolata concezione? I membri della Consulta teologica, istituita da Pio IX nel 1848, adottarono lo stesso atteggiamento che avevano assunto nei confronti del Protoevangelo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte lo propose come argomento valido, e coloro che non avevano ammesso la forza probatoria del testo della Genesi non avrebbero ammesso nemmeno nelle parole del saluto angelico una prova diretta e specifica.\u00a0Ma la Commissione speciale ragiona sugli argomenti per ammetterlo con consenso unanime, con questa precisazione: le parole dell'angelo non sarebbero sufficienti, prese materialmente, per provare il privilegio dell'Immacolata Concezione; lo provano, se si tiene conto della tradizione esegetica dei Santi Padri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso vale per il passaggio della bolla che fa riferimento al saluto angelico. Pertanto, la prova che se ne deduce \u00e8 indissolubilmente legata all'insegnamento dei Padri e degli scrittori ecclesiastici.\u00a0L'immacolata concezione di Maria \u00e8 l\u00ec contenuta in modo implicito, come elemento o parte integrante di quella pienezza di grazia, di quella speciale unione con Dio, di quella singolare benedizione attribuita alla Vergine per un duplice titolo: perch\u00e9 madre del Verbo incarnato e perch\u00e9 nuova Eva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono altri testi secondari, come quelli che si riferiscono alla sposa senza macchia, alla citt\u00e0 santa o alla saggezza divina. Troviamo molti passaggi dell'Antico Testamento, come il Cantico dei Cantici, i Libri sapienziali e i Salmi. Questi passaggi, applicati alla Madre di Dio, possono essere compresi da coloro che conoscono il privilegio di Maria, ma non servono a provare dogmaticamente la dottrina e, pertanto, sono omessi dalla Costituzione Ineffabilis Deus e dalla Commissione speciale.\u00a0Questi testi proclamano direttamente gli attributi della divinit\u00e0; riferiti alla Vergine possono essere utili per la piet\u00e0 e l'amore, ma presuppongono gi\u00e0 una conoscenza preliminare del privilegio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel capitolo 12 del libro dell'Apocalisse \u00e8 narrato un passo che a prima vista sembra riferirsi al glorioso privilegio di Maria: San Giovanni racconta una delle sue misteriose visioni avute sull'isola di Patmos: \u00abUn grande segno apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle\u00bb.\u00a0 Gli artisti cristiani si sono ispirati a questo versetto per realizzare le migliori rappresentazioni della Vergine immacolata. San Pio X lo utilizz\u00f2 nell'enciclica Ad diem illum, del 2 febbraio 1904, in occasione del cinquantesimo anniversario della definizione. Sebbene queste applicazioni non costituiscano un'interpretazione autentica, una semplice accomodazione \u00e8 sufficiente per giustificarle. Perch\u00e9 si manifesta pi\u00f9 direttamente, non tanto l'Immacolata Concezione, quanto la glorificazione e la maternit\u00e0 spirituale della nuova Eva, che hanno una stretta relazione con l'Immacolata Concezione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coloro che hanno negato o negano l'immacolata concezione della Vergine \u2014 protestanti, greci scismatici, vetero-cattolici \u2014 si sono anche basati sulla Sacra Scrittura per fondare le loro opinioni.\u00a0I testi che citano si riferiscono a quattro punti generali: l'universalit\u00e0 del peccato nei discendenti di Adamo; l'universalit\u00e0 della redenzione operata da Ges\u00f9 Cristo; l'universalit\u00e0 della morte, considerata come effetto o pena del peccato; e la condizione del genere umano nell'ordine attuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 vero che la Scrittura afferma l'universalit\u00e0 del peccato, della redenzione e della morte, e che i discendenti di Adamo sono soggetti a essi, a meno che Dio, con un atto della sua libera volont\u00e0, non faccia un'eccezione. Perch\u00e9, in quanto Signore supremo, Egli ha il potere e il diritto di non applicare la legge in un caso concreto, senza compromettere per questo l'esistenza della legge stessa. Questa eccezione deve essere provata, non semplicemente supposta. Ma una volta provata, l'Immacolata Concezione della Vergine Maria non \u00e8 incompatibile con l'universalit\u00e0 delle altre leggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo quindi concludere che nella Sacra Scrittura, prescindendo dai testi secondari, il Protoevangelo e il saluto angelico, contemplati nella tradizione della Chiesa, contengono l'Immacolata Concezione di Maria.\u00a0La contengono compresa nell'inimicizia con il serpente, nella pienezza di grazia, nell'unione con Dio, nella benedizione data a Maria, madre di Ges\u00f9, strettamente unita al Figlio, non solo come madre, ma anche come nuova Eva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella tradizione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli studi e nelle ricerche che hanno preceduto la dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione, la dottrina dei Padri e degli scrittori ha meritato un'attenzione particolare, data l'importanza che riveste la fede professata nella Chiesa. Le epoche sono molto diverse tra loro e non ci \u00e8 possibile soffermarci su ciascuna di esse, ma solo fare alcune considerazioni generali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel periodo compreso tra il Concilio di Nicea e il Concilio di Efeso (325-431 d.C.) altri temi occupano il centro della letteratura e delle controversie. \u00c8 l'epoca dei grandi dottori e vi \u00e8 un'abbondante letteratura mariana negli scritti di Sant'Atanasio, Basilio, Gregorio, Cirillo, Crisostomo. A prescindere dagli apocrifi, essa si manifesta nelle omelie sull'Annunciazione e la Nativit\u00e0 della Vergine e nei panegirici o sermoni in suo onore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Padri concentrano i loro sforzi nelle controversie contro gli eretici sui misteri della Trinit\u00e0 e dell'Incarnazione, perch\u00e9 sono quelli pi\u00f9 attaccati. Per questo si pronunciano sulla Vergine in discorsi sulle diverse circostanze della sua vita.  Nella Chiesa latina spiccano Sant'Ambrogio e Sant'Agostino. Sia in Oriente che in Occidente troviamo alcune verit\u00e0 continuamente riaffermate, tra cui l'esperienza implicita dell'Immacolata Concezione. Una di queste \u00e8 la santit\u00e0 della Santissima Vergine: saremmo costretti a trascrivere una moltitudine di passaggi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ci sono due punti che spiccano nella testimonianza dei Padri: l'assoluta purezza di Maria e la sua posizione di seconda Eva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia negli scritti orientali che in quelli occidentali troviamo l'antitesi di Eva in diverse forme. San Girolamo la enuncia in modo breve e familiare: \u00abLa morte per Eva, la vita per Maria\u00bb. Sant'Ambrogio sottolinea pi\u00f9 volte il ruolo di Eva e di Maria e il carattere verginale di quest'ultima, che \u00e8 poi passato alla letteratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dottrina delle due Eve \u00e8 molto presente nei Padri, anche se la maggior parte di essi si limita a enunciare l'antitesi tradizionalmente ripetuta: da Eva, la morte e l'espulsione; da Maria, la vita e la salvezza. Certamente Maria \u00e8 sempre considerata in relazione al Verbo, dalla cui relazione traggono meravigliose conseguenze. Persino Nestorio, acerrimo nemico della maternit\u00e0 divina di Maria, esclude Maria dal peccato originale. Egli afferma che da lei \u00e8 venuta la benedizione e la giustificazione al genere umano, cos\u00ec come da Eva era venuta la maledizione. Questa opposizione tra Eva e Maria, la nascita di Cristo da una carne senza peccato, merita a sua volta un'attenzione particolare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nestorio continua il parallelo tra le due madri dell'umanit\u00e0. La prima partorisce nel dolore, dolore che \u00e8 proprio di tutte quelle che partoriscono, figlie di Eva, pena del peccato originale. Alla seconda, Maria, Dio ha preparato un parto senza dolore. Maria \u00e8 la nuova madre, ma una madre vergine, che Dio ha dato alla natura umana. La condanna pronunciata contro Eva \u00e8 stata distrutta dal saluto dell'angelo a Maria. A Eva, i dolori e i gemiti, frutti del peccato; a Maria, la gioia, frutto della grazia di cui \u00e8 piena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbondano gli scritti patristici sull'assoluta purezza di Maria, espressi con termini molto eloquenti. Didimo di Alessandria afferma la sua assoluta verginit\u00e0 con queste parole espressive, che sono come una definizione: \u00abVergine immacolata sempre e in tutto\u00bb. Quando parlano di verginit\u00e0 perfetta non si riferiscono solo all'integrit\u00e0 fisica, ma comprendono anche l'integrit\u00e0 dello spirito e dell'anima: Maria sempre vergine sarebbe anche Maria sempre santa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un antico scritto, risalente secondo alcuni al IV secolo, secondo altri al V secolo, sono contenute alcune espressioni che sono state molto utilizzate e sfruttate dai difensori dell'Immacolata Concezione. Esso contiene il seguente ragionamento: il primo uomo era stato creato e formato dalla terra immacolata, era necessario che l'uomo perfetto nascesse dalla vergine immacolata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 possibile citare tutti gli autori e le opere in cui i Padri esprimono il loro pensiero. Bastano alcune espressioni che dimostrano la loro convinzione. I Padri chiamano Maria il tabernacolo esente da profanazione e corruzione. Origene la definisce degna di Dio, immacolata dall'immacolato, la pi\u00f9 completa santit\u00e0, perfetta giustizia, n\u00e9 ingannata dalla persuasione del serpente, n\u00e9 infettata dal suo alito velenoso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sant'Ambrogio afferma che ella \u00e8 incorrotta, una vergine immune per grazia da ogni macchia di peccato. Confutando Pelagio, Sant'Agostino dichiara che tutti i giusti hanno veramente conosciuto il peccato \u00abeccetto la Santa Vergine Maria, della quale, per l'onore del Signore, non metterei in discussione nulla per quanto riguarda il peccato\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Padri siriani non si stancavano mai di lodare l'impeccabilit\u00e0 di Maria. Sant'Efrene non riteneva eccessivi alcuni termini di elogio per descrivere l'eccellenza della grazia e della santit\u00e0 di Maria: \u00abLa Santissima Signora, Madre di Dio, l'unica pura nell'anima e nel corpo, l'unica che supera ogni perfezione di purezza, unica dimora di tutte le grazie dello Spirito Santissimo, e, quindi, superando ogni paragone anche con le virt\u00f9 angeliche in purezza e santit\u00e0 dell'anima e del corpo... mia Signora santissima, purissima, senza corruzione, inviolata, pegno immacolato di Colui che si \u00e8 rivestito di luce e pegno... fiore immortale, porpora tessuta da Dio, l'unica immacolata\u00bb.\u00a0Per Sant'Efrone era innocente come Eva prima della caduta, una vergine lontana da ogni macchia di peccato, pi\u00f9 santa dei serafini, sigillo dello Spirito Santo, seme puro di Dio, per sempre intatta e senza macchia nel corpo e nello spirito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbero citare molte altre testimonianze. In tutte esse appare chiaramente che la credenza nell'immunit\u00e0 di Maria dal peccato nel suo concepimento prevaleva tra i Padri, specialmente quelli della Chiesa greca. Ma il carattere retorico di questi e altri passaggi simili ci mette in guardia da tendenze troppo forzate e da interpretazioni in senso strettamente letterale. I Padri greci non hanno mai discusso formalmente o esplicitamente la questione dell'Immacolata Concezione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Consiglio di Efeso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 indiscutibile che il concilio di Efeso abbia avuto un'influenza considerevole sul culto e sulla teologia mariana. Proclamando solennemente che la Vergine Maria era veramente madre di Dio, ha attirato l'attenzione dei dottori sulla sublime dignit\u00e0 espressa da questo titolo. Per questo motivo, nella predicazione e negli scritti proliferano magnifici elogi, graziosi paragoni, interminabili litanie di epiteti laudativi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, il culto mariano progredisce rapidamente: le feste in onore della Vergine si diffondono in tutto il mondo orientale. La festa che sembra aver inaugurato il ciclo, la festa dell'Annunciazione, \u00e8 celebrata dal V secolo a Gerusalemme, Costantinopoli e in altre citt\u00e0, anche se \u00e8 solo a met\u00e0 del VI secolo che viene fissata la data del 25 marzo per la sua celebrazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla lunga serie di testi di questi secoli e dei secoli successivi si pu\u00f2 concludere che, a partire dal Concilio di Efeso, non solo \u00e8 stato formulato in modo implicito il dogma cattolico dell'Immacolata Concezione, ma \u00e8 stata anche manifestata esplicitamente la fede in esso con espressioni sufficientemente chiare. Lo hanno espresso con formule positive, piuttosto che negative.\u00a0Invece di dire \u00abMaria \u00e8 stata preservata dal peccato originale\u00bb, dicono: \u00abMaria \u00e8 piena di grazia, pienamente santificata fin dal suo apparire nel grembo materno. \u00c8 una creatura nuova, creata a immagine dell'Adamo innocente\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo che va dal Concilio di Efeso alla separazione definitiva della Chiesa orientale (1054 d.C.) presenta come tratti comuni la tendenza a concepire e insistere sulla maternit\u00e0 divina, la santit\u00e0 e la pienezza di grazia proprie della Vergine. Le condizioni sono diverse tra Oriente e Occidente: la dottrina \u00e8 rapida e vigorosa in Oriente, mentre \u00e8 lenta e indecisa in Occidente. Ci\u00f2 si spiega per due ragioni principali: gli squilibri e l'instabilit\u00e0 causati dalle invasioni nei paesi latini e la reazione della teologia nella sua lotta contro il pelagianesimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, esistono testimonianze che consentono di intravedere una fede esplicita nell'immacolata concezione. Lo sviluppo dottrinale coincide con lo sviluppo culturale che si manifesta soprattutto nell'introduzione di feste in onore della Vergine. La festa dell'Immacolata Concezione non \u00e8 tra le prime, poich\u00e9 fa la sua comparsa alla fine di questo periodo, ma \u00e8 notevole di per s\u00e9 e soprattutto per l'influenza che avrebbe esercitato nell'affermazione e nella diffusione di questa credenza pia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Padri postefesini<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le testimonianze dei Padri latini post-fesini, ve ne sono alcune positive e altre negative riguardo alla credenza nell'immacolata concezione.\u00a0Quelle negative si trovano soprattutto in Sant'Agostino e tra i suoi discepoli, poich\u00e9 si ispirano esclusivamente, o quasi esclusivamente, agli scritti antipelagiani del Santo; come \u00e8 comprensibile, in questi scritti Sant'Agostino rifiuta e confuta le dottrine pelagiane e deve riaffermare l'universalit\u00e0 del peccato originale e il legame che esiste tra la generazione umana e il concepimento nel peccato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono altre testimonianze positive a favore della credenza nell'Immacolata Concezione, sia perch\u00e9 preparano il terreno per una nozione trascendente e devota della madre di Dio, sia perch\u00e9 contengono gi\u00e0 in modo equivalente la credenza nell'immacolata concezione. Maria \u00e8 per loro la nuova Eva, strumento della nostra salvezza e madre dei viventi nell'ordine della grazia. A poco a poco l'idea di santit\u00e0 o di innocenza perfetta e perpetua appare intimamente legata a quella di Maria, madre di Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda met\u00e0 dell'XI secolo e all'inizio del XII si prepara la grande controversia sull'Immacolata Concezione che si svilupper\u00e0 nei due secoli successivi. Provocata dallo sviluppo che sta assumendo la festa della Concezione, la discussione si concentra soprattutto sull'oggetto della festa stessa e sulle credenze che essa implica. Il problema viene affrontato con chiarezza e profondit\u00e0, con obiezioni poste al centro della questione. Per questo motivo il trionfo della pia credenza si impone e diventa poco a poco completo e definitivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni scrittori e santi sostenevano che a tutti, eccetto al Salvatore, dovessero essere applicate le parole della Scrittura: \u00abSono stato formato nella malvagit\u00e0 e mia madre mi ha concepito nel peccato\u00bb. Opponevano la carne di Cristo Salvatore a quella di Maria, essendo state entrambe concepite, una senza peccato e l'altra nel peccato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ecco che compare il grande iniziatore e dottore, Sant'Anselmo, arcivescovo di Canterbury, che risponde a tale obiezione. Poich\u00e9 Cristo \u00e8 Dio e riconcilia i peccatori con la propria virt\u00f9, deve essere immune da ogni peccato, il che significa affermare che proviene da una massa peccatrice, ma liberata dal peccato. Pur riconoscendo il mistero, di fronte alle insistenze dei suoi avversari, Sant'Anselmo propone una spiegazione che passer\u00e0 alla dottrina successiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I frutti della redenzione non riguardano solo coloro che sono vissuti dopo il Salvatore, ma anche coloro che sono vissuti prima di lui devono beneficiare, grazie alla fede nel futuro redentore, della purificazione dai propri peccati. Grazie a questo atto di fede, la Vergine \u00e8 stata purificata da un'applicazione anticipata dei meriti di suo Figlio, ed \u00e8 dalla Vergine purificata che Cristo \u00e8 stato concepito. La purificazione particolare e privilegiata della Vergine Maria \u00e8 un'applicazione anticipata dei meriti di suo Figlio, unico e universale redentore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La controversia nasce, tenendo conto delle dottrine precedenti, quando in Inghilterra si ricomincia a celebrare la festa dell'Immacolata Concezione. Essa era gi\u00e0 celebrata prima della conquista normanna, ma era caduta in disuso fino a scomparire. Tuttavia, quando Anselmo il Giovane, nipote di Sant'Anselmo, e altri vollero ripristinarla, sorsero opposizioni alla festa e alla dottrina, che provocarono vive recriminazioni: gli avversari della festa dichiararono che essa non aveva ragione di esistere.\u00a0Il risultato della controversia fu importante per la festa, ma anche per la fede nel privilegio di Maria. Per rispondere alle obiezioni di coloro che contestavano la legittimit\u00e0 di questo culto, i difensori si sforzarono di promuovere e spiegare perch\u00e9 e in base a quale concetto ritenevano degna di venerazione la madre di Dio. In questo modo affermarono la purezza e la santit\u00e0 originaria della beata Vergine Maria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La controversia in Occidente \u00e8 come una continuazione della precedente, provocata dalla stessa causa, ma che ha un'eco pi\u00f9 grande a causa della qualit\u00e0 e della fama dei personaggi coinvolti. Tra le affermazioni degli inglesi si diceva, fornendo molte testimonianze, che la festa veniva celebrata nel continente come in Inghilterra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il movimento di espansione raggiunse Lione e i canonici della sede primaziale adottarono la festa, provocando l'intervento di San Bernardo. Per qualche tempo rimase in silenzio con una certa impazienza, in considerazione della piet\u00e0 di coloro che la veneravano nella semplicit\u00e0 del loro cuore e per amore della Vergine. Ma pens\u00f2 che il momento fosse giunto e verso il 1138 scrisse la famosa Lettera ai canonici di Lione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l'esordio di elogi alla sua sede primaziale, prepara il suo attacco. Protesta contro quella che considera una cattiva innovazione e una riprovevole accettazione di una solennit\u00e0 estranea alla Chiesa, priva di fondamento razionale, non sostenuta dall'antica tradizione. Sostiene che Maria fu santificata nel grembo di sua madre prima di nascere, perch\u00e9 anche lei era santa. Ma Maria non pu\u00f2 essere santa prima di esistere e non esiste prima di essere concepita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, se la Vergine non ha potuto essere santificata prima del suo concepimento, perch\u00e9 non esisteva ancora al momento del suo concepimento, poich\u00e9 era affetta dal peccato, non ci resta che ammettere che Ella ha ricevuto il dono della santit\u00e0 dopo il suo concepimento, quando gi\u00e0 esisteva nel grembo materno. La sua nascita \u00e8 santa, ma non il suo concepimento. Di conseguenza, se la santit\u00e0 manca nel concepimento di Maria, essa non pu\u00f2 essere oggetto di culto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'intervento di un personaggio cos\u00ec importante come l'abate di Claraval non poteva passare inosservato e provoc\u00f2 una lunga controversia, che ci \u00e8 stata tramandata in numerosi scritti, a difesa della festa dell'Immacolata Concezione. L'affermazione del glorioso privilegio sta guadagnando terreno e aumenta il numero dei suoi sostenitori, che difendono la festa dell'Immacolata Concezione in senso immacolatista. Si pu\u00f2 affermare che nel XII secolo la concezione di Nostra Signora \u00e8 stata celebrata in molte parti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel XIII secolo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo al punto critico della controversia nel XIII secolo. I teologi di questo secolo trattano ordinariamente il problema in relazione alla santificazione di Maria, e anche in relazione alla festa dell'Immacolata Concezione: quando ha luogo la prima santificazione della madre di Dio, prima o dopo l'animazione mediante l'infusione dell'anima in un corpo capace. Questi due momenti, prima dell'animazione e dopo l'animazione, si suddividono in molti altri punti e questioni. Tutti concordano nell'ammettere la santificazione dopo l'animazione, poich\u00e9 Dio non poteva negare a sua madre il privilegio che aveva concesso a Geremia e a San Giovanni Battista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I teologi francescani hanno in Alessandro di Hales e in San Bonaventura i loro principali maestri. Alessandro di Hales (m. 1245) riassume la sua dottrina in quattro punti, che a loro volta si scompongono e comprendono molte altre questioni: La beata Vergine non \u00e8 stata santificata prima del suo concepimento; la beata Vergine non \u00e8 stata santificata nell'atto stesso del concepimento; la beata Vergine non ha potuto essere santificata dopo il suo concepimento e prima dell'infusione dell'anima; non resta quindi che ammettere che la beata Vergine \u00e8 stata santificata dopo l'unione del corpo e dell'anima, ma prima della sua nascita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Bonaventura (m. 1274), professore a Parigi dal 1248 al 1255, insegna sostanzialmente la stessa dottrina del suo maestro, ma tratta separatamente la santificazione della carne e dell'anima e riduce le questioni.\u00a0L'anima di Maria sarebbe stata santificata nell'istante stesso della sua creazione e quindi non avrebbe contratto il peccato originale. \u00c8 stata liberata da Ges\u00f9 Cristo, ma non come gli altri, perch\u00e9 mentre tutti gli altri sono stati tirati fuori dal precipizio in cui erano caduti, la madre di Dio \u00e8 stata sostenuta proprio sul bordo del precipizio affinch\u00e9 non cadesse. Maria deve la sua esenzione dal peccato originale alla grazia che dipende e viene dal Salvatore. Ma, nonostante le affermazioni precedenti, quando si riferisce al corpo e alla persona nella sua interezza, afferma che la Vergine non \u00e8 stata santificata se non dopo aver contratto il peccato originale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alejandro de Hales, alla fine della sua vita, avrebbe ammesso il glorioso privilegio e avrebbe composto uno scritto a suo favore. San Buonaventura, eletto ministro generale dei frati minori, ha fatto lo stesso, istituendo per il suo Ordine la festa dell'Immacolata Concezione nel capitolo di Pisa, nell'anno 1263. I teologi e i discepoli francescani, che insegnavano a Parigi nel XIII secolo, hanno ripetuto la dottrina di questi due maestri e non se ne trova nessuno che abbia accettato e difeso la dottrina dell'Immacolata Concezione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i teologi domenicani spicca Sant'Alberto Magno (m. 1280), professore a Parigi dal 1245 al 1248. Egli tratta questa questione in due articoli: La beata Vergine Maria fu santificata prima o dopo il suo concepimento? La risposta non lascia dubbi: Maria non pot\u00e9 essere santificata prima del suo concepimento. La Vergine fu concepita come gli altri mortali; la grazia della santificazione non pu\u00f2 venire dalla carne, ma la carne partecipa alla santificazione attraverso l'anima, distinta dalla carne.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E la questione si ripropone: la carne della Vergine \u00e8 stata santificata prima o dopo l'animazione? Sant'Alberto respinge l'ipotesi di una santificazione precedente all'animazione, gi\u00e0 condannata da San Bernardo nella sua lettera ai canonici di Lione e dai teologi di Parigi. La carne in s\u00e9 non ha la capacit\u00e0 di ricevere la grazia santificante; non pu\u00f2 esserci santificazione prima dell'animazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito continu\u00f2 durante il XIII e il XIV secolo, e nomi illustri si schierarono da una parte o dall'altra. San Pietro Damiani, Pietro Lombardo, Alessandro di Hales, San Buonaventura e Alberto Magno sono citati in opposizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">San Tommaso si pronunci\u00f2 inizialmente a favore della dottrina nel suo trattato sulle Sentenze (in 1 Sent. c. 44, q. 1 ad 3); tuttavia, nella sua Summa Theologica giunse alla conclusione opposta. Sono sorte molte discussioni a favore o contro San Tommaso, negando che la Santissima Vergine fosse immacolata dal momento della sua animazione, e sono stati scritti libri per negare che egli fosse giunto a tale conclusione. Tuttavia, \u00e8 difficile affermare che San Tommaso non abbia considerato almeno per un istante la successiva animazione di Maria e la sua precedente santificazione.\u00a0Questa grande difficolt\u00e0 nasce dal dubbio su come avrebbe potuto essere redenta se non avesse peccato. Tale difficolt\u00e0 \u00e8 manifesta in almeno dieci passaggi dei suoi scritti. Ma, anche se San Tommaso riteneva questo punto essenziale per la sua dottrina, egli stesso forn\u00ec i principi che, dopo essere stati considerati nel loro insieme e in relazione a questi lavori, suscitarono altri pensieri che contribuirono alla soluzione di questa difficolt\u00e0 partendo dalle sue stesse premesse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XIII secolo l'opposizione era in gran parte dovuta al desiderio di chiarire l'oggetto della controversia. Il termine \u00abconcezione\u00bb era usato in diversi significati, che non erano stati separati dalla definizione. Se San Tommaso, San Bonaventura e altri teologi avessero conosciuto il significato della definizione del 1854, l'avrebbero difesa con fermezza dai loro oppositori.\u00a0Possiamo formulare la questione da loro discussa in due proposizioni, entrambe contrarie al significato del dogma del 1854: la santificazione di Maria avvenne prima dell'infusione dell'anima nella carne, in modo che l'immunit\u00e0 dell'anima fosse conseguenza della santificazione della carne e non vi fosse alcun rischio da parte dell'anima di contrarre il peccato originale. La santificazione avvenne dopo l'infusione dell'anima per la redenzione dalla schiavit\u00f9 del peccato, che l'anima trascin\u00f2 dalla sua unione con la carne non santificata. Questa formulazione della tesi esclude una concezione immacolata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I teologi dimenticarono che tra la santificazione prima dell'infusione e la santificazione dopo l'infusione esisteva una via di mezzo: la santificazione dell'anima al momento dell'infusione. Sembravano estranei all'idea secondo cui ci\u00f2 che era successivo nell'ordine della natura potesse essere simultaneo in un punto nel tempo. Considerata speculativamente, l'anima sarebbe stata creata prima di poter essere infusa e santificata, ma in realt\u00e0 l'anima \u00e8 creata e santificata nello stesso momento dell'infusione nel corpo.\u00a0La loro principale difficolt\u00e0 era l'affermazione di San Paolo secondo cui tutti gli uomini hanno peccato in Adamo. La proposta di questa affermazione paolina, tuttavia, insiste sulla necessit\u00e0 che tutti gli uomini hanno della redenzione di Cristo. Nostra Signora non faceva eccezione a questa regola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una seconda difficolt\u00e0 era rappresentata dal silenzio dei primi Padri. Ma i teologi di quel tempo non si distinguevano tanto per la loro conoscenza dei Padri o della storia, quanto per il loro esercizio del potere del ragionamento. Leggevano pi\u00f9 i Padri occidentali che quelli della Chiesa orientale, i quali esponevano in modo pi\u00f9 ampio la tradizione dell'Immacolata Concezione. E alcuni lavori dei Padri che erano stati dimenticati, tornarono di attualit\u00e0 in quel momento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dottor Subtilis\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il famoso Duns Scoto, il Doctor subtilis, difensore dell'Immacolata, nacque in Scozia nel 1265 o 1266. Entr\u00f2 nell'Ordine Francescano e ebbe come maestro nei suoi studi teologici Guglielmo Ware, uno dei pi\u00f9 appassionati difensori dell'Immacolata Concezione. Scoto succedette al suo maestro alla cattedra di Oxford e qui inizi\u00f2 a difendere la sentenza immacolista. Da Oxford pass\u00f2 a Parigi e ottenne il dottorato e il magistero alla Sorbona. Anche il suo maestro, Ware, aveva insegnato a Parigi, ma non sembra che abbia avuto occasione di difendere pubblicamente il privilegio di Maria. Colui che attir\u00f2 maggiormente l'attenzione generale sull'Immacolata Concezione e si impose fu Scoto. Questo avvenne all'inizio del 1300. Alcuni anni dopo, un deciso avversario del privilegio della Vergine, il domenicano Gerardo Renier, defin\u00ec Scoto \u00abil primo seminatore di questo errore\u00bb (riferendosi all'opinione che difendeva il privilegio della Vergine Maria). Questo avvenne nel 1350.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito dell'influenza che Scoto ebbe sul trionfo della dottrina dell'Immacolata Concezione, in seguito divenne popolare il racconto di una meravigliosa disputa tenutasi a Parigi per ordine della Santa Sede e alla presenza dei suoi delegati. Il suo scopo era quello di dissipare le ombre che si stavano accumulando nelle scuole teologiche contro il privilegio insigne della Madre di Dio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bernardino de Bustis, nell'ufficio liturgico che compose in onore di Maria Immacolata, approvato da Sisto IV nel 1480, si esprime cos\u00ec: \u00abCi fu un tempo in cui alcuni religiosi si infiammarono con tale furore contro l'Immacolata Concezione, che chiamavano eretici i francescani, perch\u00e9 nella loro predicazione difendevano che la Vergine era stata concepita senza peccato. Per ordine della Santa Sede si tenne una disputa pubblica alla Sorbona. Gli accusatori intervennero nella discussione con un gran numero di dottori. Ma il Signore, per proteggere la dignit\u00e0 della sua amata Madre, invi\u00f2 improvvisamente a questo appuntamento Scoto, eminente dottore dell'Ordine dei Francescani. Egli confut\u00f2 tutti i fondamenti e gli argomenti dell'avversario con una argomentazione inconfutabile. In questo modo fece risplendere con tanta luce la santit\u00e0 del concepimento della Vergine, che tutti quei frati, pieni di ammirazione per la sua sottigliezza, si chiusero nel silenzio e cessarono la discussione. Di conseguenza, l'opinione dei francescani fu approvata dalla Sorbona e Scoto fu chiamato il dottore sottile\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa discussione ebbe luogo alla fine del 1307 o all'inizio del 1308. Scoto sarebbe venuto appositamente a Parigi da Oxford. Quando arriv\u00f2 il giorno dell'atto sorbonico, come veniva chiamata quella discussione, mentre Scoto si recava sul luogo della discussione, si inginocchi\u00f2 davanti a un'immagine della Vergine che si trovava sul suo cammino e le rivolse questa preghiera: \u00abConcedimi di lodarti, Vergine sacra: dammi la forza contro i tuoi nemici\u00bb.\u00a0La Vergine, come per ringraziarlo di questo gesto, chin\u00f2 il capo: posizione che ha conservato in seguito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta iniziata la discussione, gli oppositori svilupparono contro Scoto una cascata di argomenti; si dice che fossero pi\u00f9 di duecento. Scoto li ascolt\u00f2 tutti con attenzione, ma con la tranquillit\u00e0 riflessa sul volto. Quando gli avversari tacquero, inizi\u00f2 a confutare le loro argomentazioni: ribatt\u00e9 uno per uno i loro argomenti nello stesso ordine in cui gli erano stati proposti.\u00a0Conseguenza di quella discussione fu non solo l'approvazione da parte della Sorbona dell'opinione immacolatista, ma anche l'adozione da parte di quell'universit\u00e0 della corrispondente festa e il rifiuto di conferire titoli accademici a coloro che osavano manifestare un sentimento contrario.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francisco Mayroni, discepolo di Escoto, riassumeva cos\u00ec l'argomentazione del suo maestro: \u00abDio ha potuto preservare Maria dal peccato: era opportuno che lo facesse: quindi lo ha fatto\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scoto pose le basi della vera dottrina in modo cos\u00ec solido e dissip\u00f2 i dubbi in modo cos\u00ec soddisfacente che da allora in poi la dottrina prevalse. Egli dimostr\u00f2 che la santificazione dopo l'animazione doveva avvenire nell'ordine della natura, non del tempo; risolse la grande difficolt\u00e0 di San Tommaso dimostrando che, lungi dall'essere esclusa dalla redenzione, la Santissima Vergine ottenne dal suo Divin Figlio la pi\u00f9 grande delle redenzioni attraverso il mistero della sua preservazione da ogni peccato.\u00a0Introdusse anche, per via dell'illustrazione, il pericoloso e dubbio argomento di Eadmer: \u00abdecuit, potuit, ergo fecit\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La controversia\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dall'epoca di Scoto, la dottrina non solo divenne opinione comune nelle universit\u00e0, ma la festa si diffuse anche in quei paesi dove non era stata precedentemente adottata.\u00a0Ad eccezione dei domenicani, tutti o quasi tutti gli ordini religiosi la fecero propria: i francescani, nel Capitolo Generale di Pisa del 1263, adottarono la festa dell'Immacolata Concezione in tutto l'Ordine; ci\u00f2, tuttavia, non significa che a quel tempo professassero la dottrina dell'Immacolata Concezione.\u00a0Seguendo le orme di Duns Scoto, i suoi discepoli Pietro Aureolo e Francesco da Mayrone furono i pi\u00f9 ferventi difensori della dottrina, anche se i loro antichi maestri (incluso San Bonaventura) si erano opposti ad essa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La controversia continu\u00f2, ma i sostenitori dell'opinione opposta erano per lo pi\u00f9 membri dell'Ordine Domenicano. Nel 1439 la disputa fu portata davanti al Concilio di Basilea, dove l'Universit\u00e0 di Parigi, precedentemente contraria alla dottrina, dimostrandosi sua ardente sostenitrice, chiese una definizione dogmatica. I due relatori al concilio furono Juan de Segovia e Juan Torquemada.\u00a0Dopo essere stata discussa per due anni prima dell'assemblea, i vescovi dichiararono l'Immacolata Concezione una dottrina pia, conforme al culto cattolico, alla fede cattolica, al diritto razionale e alla Sacra Scrittura; d'ora in poi, dissero, non era permesso predicare o dichiarare qualcosa in contrario.\u00a0I Padri del concilio affermavano che la Chiesa di Roma stava celebrando la festa. Questo \u00e8 vero solo in un certo senso. Era celebrata in alcune chiese di Roma, specialmente in quelle degli ordini religiosi, ma non era stata adottata nel calendario ufficiale. Poich\u00e9 il concilio a quel tempo non era ecumenico, non poteva pronunciarsi con autorit\u00e0. Il memorandum del domenicano Torquemada serv\u00ec da armatura per ogni attacco alla dottrina sferrato da Sant'Antonio da Firenze e dai domenicani Bandelli e Spina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un decreto del 28 febbraio 1476, Sisto IV adott\u00f2 finalmente la festa per tutta la Chiesa latina e concesse un'indulgenza a tutti coloro che avessero partecipato alle funzioni divine della solennit\u00e0. L'ufficio adottato da Sisto IV fu composto da Bernardo di Nogarolis, mentre i francescani utilizzarono dal 1480 un bellissimo Ufficio uscito dalla penna di Bernardino da Busti, che fu concesso anche ad altri (ad esempio in Spagna, 1761), e fu cantato dai francescani fino alla seconda met\u00e0 del XIX secolo.\u00a0Poich\u00e9 il riconoscimento pubblico della festa da parte di Sisto IV non plac\u00f2 sufficientemente il conflitto, nel 1483 egli pubblic\u00f2 una costituzione in cui puniva con la scomunica chiunque fosse accusato di eresia.\u00a0Nel 1546 il Concilio di Trento, quando la questione fu affrontata, dichiar\u00f2 che \u00abnon era intenzione di questo Santo Sinodo includere in un decreto ci\u00f2 che riguarda il peccato originale della Santissima e Immacolata Vergine Maria Madre di Dio\u00bb. Poich\u00e9 questo decreto non definiva la dottrina, i teologi contrari al mistero, sebbene in numero ridotto, non si arresero.\u00a0San Pio V non solo condann\u00f2 la proposizione 73 di Bayo, secondo la quale \u00abnessun altro che Cristo era senza peccato originale e che, inoltre, la Santissima Vergine mor\u00ec a causa del peccato contratto in Adamo e soffr\u00ec afflizioni in questa vita, come il resto dei giusti, come punizione per il peccato attuale e originale\u00bb, ma pubblic\u00f2 anche una costituzione in cui proibiva ogni discussione pubblica.\u00a0Infine inser\u00ec un nuovo e semplificato Ufficio dell'Immacolata Concezione nei libri liturgici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante queste dispute, le grandi universit\u00e0 e la maggior parte dei grandi ordini religiosi divennero baluardi della difesa del dogma. Nel 1497 l'Universit\u00e0 di Parigi decret\u00f2 che d'ora in poi non sarebbe stato ammesso come membro dell'universit\u00e0 chi non avesse giurato di fare tutto il possibile per difendere e mantenere l'Immacolata Concezione di Maria.\u00a0Tolosa segu\u00ec l'esempio; in Italia, Bologna e Napoli; nell'Impero tedesco, Colonia, Magonza e Vienna; in Belgio, Lovanio; in Inghilterra, prima della Riforma, Oxford e Cambridge; in Spagna, Salamanca, Toledo, Siviglia e Valencia; in Portogallo, Coimbra ed Evora; in America, Messico e Lima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Frati Minori confermarono nel 1621 la scelta della Madre Immacolata come patrona dell'Ordine e si impegnarono con giuramento a insegnare il mistero in pubblico e in privato. I domenicani, tuttavia, si trovarono nell'obbligo speciale di seguire le dottrine di San Tommaso; e le conclusioni comuni di San Tommaso erano contrarie all'Immacolata Concezione. I domenicani, quindi, affermarono che la dottrina era un errore contro la fede. Sebbene adottassero la festa, parlavano insistentemente di \u00abSantificazione della Vergine Maria\u00bb, non di \u00abConcezione\u00bb, fino a quando nel 1622 Gregorio V abol\u00ec il termine \u00absantificazione\u00bb.\u00a0Pablo V (nel 1617) decret\u00f2 che non si doveva insegnare pubblicamente che Maria fosse stata concepita nel peccato originale, e Gregorio V (nel 1622) impose il silenzio assoluto, sia negli scritti che nei sermoni, anche se privati, sugli avversari della dottrina, fino a quando la Santa Sede non avesse definito la questione.\u00a0Per porre fine a ogni ulteriore cavillosa discussione, Alessandro VI promulg\u00f2 l'8 dicembre 1661 la famosa costituzione Sollicitudo omnium Ecclesiarum, difendendo il vero significato della parola concezione e proibendo ogni ulteriore discussione contro il comune e pio sentimento della Chiesa.\u00a0Dichiar\u00f2 che l'immunit\u00e0 di Maria dal peccato originale nel primo momento della creazione della sua anima e la sua infusione nel corpo erano oggetto di fede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso la definizione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo all'ultimo periodo, caratterizzato dal trionfo definitivo dell'Immacolata Concezione durante il pontificato di Pio IX. Ma prima, nella prima met\u00e0 del XIX secolo, soprattutto a partire dal 1830, si susseguono una serie di eventi particolari. Dal 1800 al 1830, durante i pontificati di Pio VII e Leone XII, sono rare le azioni a favore del privilegio mariano, anche se vi sono alcuni dettagli specifici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cardinale Mauro Capellari, religioso camaldolese, fu eletto papa il 2 febbraio 1831 e assunse il nome di Gregorio XVI (1831-1846). Fin dall'inizio si mostr\u00f2 favorevole al privilegio della Vergine. Nel primo anno del suo pontificato concesse indulgenze, su richiesta dei francescani di Santa Fe de Bogot\u00e1, ai fedeli che avessero assistito alla messa dell'Immacolata Concezione nella chiesa di questi religiosi, onorando la Madre di Dio \u00abconcepita senza peccato\u00bb, e nel 1834 conferm\u00f2 la fondazione della Societ\u00e0 della Misericordia nell'espressione di Maria \u00abimmacolata nel suo concepimento\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sostenitori della definizione si sentirono incoraggiati a insistere nelle loro richieste. Era accaduto un evento meraviglioso che li spingeva a riprendere quel cammino e illuminava con una luce soprannaturale quella convinzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Richieste dei vescovi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime richieste presentate non avevano come oggetto la definizione del privilegio, bens\u00ec l'autorizzazione a dire nella prefazione della festa: Et te in conceptione immaculata. Alla richiesta del cardinale di Siviglia erano seguite non meno di 211 suppliche, in cui venivano addotte le stesse ragioni esposte dal cardinale nella sua lettera a Mons. Qu\u00e9len: \u00abConsiderando che le concessioni pontificie accordate finora si riferiscono al culto tributato a Maria nell'ufficio corale e ad altri omaggi che sono ordinari e che i fedeli non possono partecipare per onorare la Santissima Vergine e l'utilit\u00e0 del popolo cristiano reclama, con giustizia, che siano offerti ai semplici fedeli i mezzi per poter esercitare questo culto cos\u00ec pio; vedo che un mezzo che pu\u00f2 servire a questo scopo \u00e8 aggiungere alla litania della Madonna questa lode e questa invocazione: Regina sine labe concepta, ora pro nobis\u00bb. Questo movimento si diffonde e lo stesso favore viene richiesto da molti vescovi, superiori di ordini religiosi, rettori di chiese particolari, ecc.,<strong> <\/strong>anche per inserirlo nella prefazione della Messa. Le due richieste vengono accolte e concesse contemporaneamente a diversi vescovi tra l'aprile 1844 e il maggio 1847. Nel 1843 il cardinale Lambruschini, Segretario di Stato di Gregorio XVI, fa pubblicare una controversa dissertazione sull'Immacolata Concezione.\u00a0L'autore riassumeva le prove del privilegio: convenienza, Sacra Scrittura, atti pontifici, testimonianze dei Padri e dottrina dei teologi, soprattutto il consenso comune dei fedeli, presentato come garanzia di certezza e come preparazione alla definizione formale, che dichiara possibile, utile e conveniente. Egli adduce anche la meravigliosa diffusione della medaglia miracolosa e delle conversioni che ne sono seguite. Questa dissertazione fu tradotta nelle principali lingue e ebbe grande risonanza negli ambienti cattolici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gregorio XVI si mostr\u00f2 favorevole a una solenne proclamazione, ma si attenne alle circostanze. In una lettera indirizzata al vescovo di La Rochelle gli diceva che \u00abnulla gli sarebbe stato pi\u00f9 gradito che proclamare con un giudizio solenne l'Immacolata Concezione della santa Madre di Dio\u00bb, ma che non lo aveva fatto per ragioni di estrema prudenza dettate dalle circostanze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I timori e la paura di possibili reclami, nel caso di una sanzione solenne del privilegio, non erano infondati, in particolare da parte della Germania. In Francia esisteva una silenziosa opposizione nei circoli giansenisti o giansenizzanti e tra un certo numero di gallicani, anche se tale opposizione si manifest\u00f2 pi\u00f9 tardi durante il pontificato di Pio IX.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pio IX\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni Maria Mastai Ferretti fu eletto Papa il 16 giugno 1846 e prese il nome di Pio IX, in memoria e in riconoscimento di Pio VII, al quale era succeduto come vescovo di Imola e al quale doveva la sua ordinazione sacerdotale. Personalmente faceva parte di coloro che difendevano il privilegio della Vergine. Per lui fu un grande onore ratificare un segno significativo di devozione verso la Vergine Immacolata che i vescovi del Nord America, riuniti a Baltimora in concilio provinciale, avevano deciso con entusiasmo e all'unanimit\u00e0 di acclamare la Beata Vergine Maria concepita senza peccato come patrona degli Stati Uniti d'America. Altri atti pontifici rafforzano le buone intenzioni del Pontefice.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il luglio 1846 e il maggio 1847 i vescovi continuano a chiedere il doppio favore: inserire nel prefazio della Messa l'epiteto Immacolata e nelle litanie l'invocazione Regina concepita senza peccato. Allo stesso tempo, numerose sono le richieste di una definizione negli anni dal 1846 al 1848, che si aggiungono a quelle gi\u00e0 avanzate durante il pontificato di Gregorio XVI.\u00a0Per il nuovo Papa fu una grande gioia ricevere un centinaio di suppliche da vescovi di varie parti, vicari apostolici, superiori di ordini religiosi e altre dal re delle Due Sicilie, con una richiesta personale di Ferdinando II, re di Napoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima che queste richieste giungessero a Roma, Pio IX aveva gi\u00e0 manifestato il proprio pensiero: un decreto della Sacra Congregazione dei Riti, firmato da lui stesso il 30 settembre 1847, autorizzava un Ufficio interamente dedicato all'Immacolata Concezione di Maria, con Messa per il giorno della festa e durante l'ottava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello stesso anno, il 1847, padre Juan Perrone, prefetto degli studi al Collegio Romano, pubblica un scritto intitolato Disquisizione teologica, in cui esamina \u00abse l'Immacolata Concezione della beata Vergine Maria potesse essere oggetto di una definizione dogmatica\u00bb.\u00a0Dopo una prima parte storico-critica, in cui riassume la storia della controversia e le sue molteplici fasi, espone e discute il valore reale degli argomenti contrari e favorevoli al privilegio. Giunge alla seguente conclusione: non si trova nulla di realmente contrario nella Sacra Scrittura, n\u00e9 nei Santi Padri, n\u00e9 negli scrittori ecclesiastici antichi, n\u00e9 nei documenti liturgici, n\u00e9 negli atti dei concili o dei pontefici romani, n\u00e9 nelle ragioni teologiche; le testimonianze chiaramente contrarie appartengono al periodo della controversia.\u00a0Al contrario, sia la Sacra Scrittura che la tradizione fin dai primi secoli attestano con testimonianze positive l'esistenza di questa credenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda parte, teologico-critica, dopo aver esaminato le condizioni richieste affinch\u00e9 una dottrina possa essere oggetto di una definizione dogmatica e come esse fossero soddisfatte in questo caso, indaga nella rivelazione scritta o trasmessa e trova ragioni sufficienti per emanare un decreto pontificio sull'Immacolata Concezione come dogma di fede.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pio IX intraprende il percorso che porter\u00e0 alla proclamazione dogmatica dell'8 dicembre 1854. Il 1\u00b0 giugno 1848 costituisce una commissione di teologi incaricata di esaminare la questione. Essa \u00e8 composta da 20 membri: prelati appartenenti alle Congregazioni romane, generali di vari ordini religiosi e rinomati maestri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il suo soggiorno a Gaeta, il 6 dicembre 1848, aveva nominato una commissione di otto cardinali e cinque consultori, che si sarebbero riuniti a Napoli sotto la presidenza del cardinale Lambruschini per costituire una congregazione preparatoria. La riunione si tenne il 22 dicembre. Le deliberazioni vertevano su due questioni: la prima riguardava se, di fronte alle richieste dei vescovi del mondo cattolico e di Ferdinando II, fosse opportuno che il Santo Padre dichiarasse che la Beata Vergine Maria aveva goduto del privilegio particolare di essere stata concepita senza peccato originale. La seconda riguardava se, nelle circostanze attuali, fosse opportuno che Sua Santit\u00e0 procedesse a tale dichiarazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Discussa la questione, tutti i membri presenti hanno risposto affermativamente alla prima domanda, mentre non c'\u00e8 stata unanimit\u00e0 sulla seconda e la discussione si \u00e8 protratta a lungo, consigliando a Sua Santit\u00e0 di indirizzare un'enciclica ai vescovi di tutto il mondo per chiedere preghiere in vista della definizione e anche per invitarli a dare la loro opinione sull'opportunit\u00e0.\u00a0I consultati dovevano rispondere ai seguenti cinque punti: se constatavano che la Chiesa dei nostri giorni richiedeva una definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione di Maria; se la Chiesa, diffusa in tutto il mondo, fin dai tempi apostolici aveva ammesso il privilegio escludendo ogni ombra di peccato originale, seguendo la dottrina esplicitamente sostenuta dai primi apologeti che avevano trattato ex professo questo argomento; cosa offre l'Antico Testamento a favore o contro l'Immacolata Concezione, se dice qualcosa; cosa dice anche il Nuovo Testamento; se i dati che si possono ricavare dall'esame dei testi greco-orientali e latini del III secolo e immediatamente successivi, e di altri fino ai giorni nostri, consentono di affermare la pia credenza della Chiesa nell'Immacolata Concezione della Vergine Maria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte alle prime due domande e all'ultima erano affermative. Quelle relative alla Sacra Scrittura necessitavano di un ulteriore approfondimento. Un consultore fu incaricato di studiare la modalit\u00e0 di definizione, scegliendo una definizione in forma positiva e con anatema, in una bolla dogmatica con le consuete formalit\u00e0, che sarebbe stata pubblicata al momento e nel luogo opportuni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'enciclica \u00abUbi Primum\u00bb\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pio IX appoggia le misure suggerite dai membri della congregazione preparatoria. Da Gaeta, dove si trovava, fece emanare l'enciclica Ubi primum, il 2 febbraio 1949. Comunic\u00f2 ai vescovi la sua decisione di sottoporre a un esame definitivo l'Immacolata Concezione.\u00a0A tal fine aveva nominato una commissione di teologi e istituito una congregazione cardinalizia, dalla quale si aspettava che gli trasmettesse i risultati dell'indagine. Con lo stesso scopo chiedeva a tutti i vescovi di pregare nelle loro diocesi per implorare l'illuminazione di Dio, al fine di prendere la decisione giusta e portare a termine con successo questa questione. \u00abDesideriamo vivamente\u00bb, diceva loro, \u00abche ci facciate sapere il pi\u00f9 presto possibile quali sono nella vostra diocesi i sentimenti del clero e del popolo riguardo alla concezione dell'Immacolata Vergine e in che misura pensate che la questione debba essere risolta dalla Sede Apostolica; desideriamo soprattutto sapere cosa, secondo la vostra saggezza, pensate che si debba fare a questo proposito\u00bb.\u00a0Seguiva un'autorizzazione generale, se lo riteneva opportuno, affinch\u00e9 i suoi sacerdoti potessero recitare l'Ufficio Divino proprio dell'Immacolata, come egli aveva gi\u00e0 concesso ai sacerdoti della diocesi di Roma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qual \u00e8 stato il risultato di questo \u00abconcilio scritto\u00bb? Le risposte ricevute sono state raccolte in dieci volumi con il seguente risultato: dei 603 vescovi, 593 hanno risposto per iscritto al Papa, di cui solo otto hanno affermato che tale credenza non poteva essere definita teologicamente, mentre due non ne erano molto sicuri. Pi\u00f9 numerosi furono quelli che, dichiarando la loro fede in tale credenza, giudicavano inopportuna la definizione dogmatica (erano 35, tra cui il cardinale Pecci, arcivescovo di Perugia, futuro Leone XIII) o si mostravano dubbiosi (48 vescovi). Come si vede, la stragrande maggioranza dei vescovi era favorevole alla proclamazione del dogma.\u00a0Il gruppo pi\u00f9 numeroso di vescovi aveva accettato pura e semplicemente la definizione proposta, testimoniando anche che consideravano il privilegio pi\u00f9 o meno implicitamente contenuto nel deposito della Rivelazione. Alcuni si erano dilungati su questo punto, sia nelle loro lettere al Papa, sia in questa occasione in lezioni o discorsi sull'Immacolata Concezione. La maggioranza difendeva l'opportunit\u00e0 di una definizione, e poi esponeva la convenienza, i vantaggi e la stessa necessit\u00e0 morale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risposte dei vescovi, insieme ai lavori dei teologi della commissione e della congregazione preparatoria, costituivano un ampio dossier che doveva essere utilizzato dai responsabili della redazione della bolla di definizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Congregazione speciale per redigere la bolla di definizione (tra il 10 maggio 1852 e il 2 agosto 1853).<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta quasi unanime dei vescovi di tutto il mondo conferm\u00f2 l'intenzione di Pio IX di definire, finalmente, quella credenza cos\u00ec universalmente diffusa. Non si pu\u00f2 nemmeno dire che abbia agito con precipitazione. Tra la creazione della prima commissione teologica consultiva sull'argomento e la promulgazione della bolla di definizione dogmatica erano trascorsi sei anni e sei mesi. Ben quattro commissioni diverse, cardinalizie e teologiche, avevano esaminato la questione da un triplice punto di vista: la definizione della credenza, l'opportunit\u00e0 della sua definizione e la redazione dogmatica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D'accordo con coloro che ritenevano opportuno allegare alla definizione dogmatica un'esposizione dei fondamenti e dell'evoluzione della credenza nella Chiesa, nel marzo 1851 si dedic\u00f2 alla preparazione di una bolla pontificia. Su richiesta del Papa, il gesuita Giovanni Perrone aveva redatto nel 1850 un primo progetto di definizione.\u00a0Questo testo fu sottoposto all'esame di sedici teologi consultori, seguiti da altre sette redazioni. Pio IX era convinto del carattere rivelato della dottrina dell'Immacolata Concezione, poich\u00e9 da diversi secoli era oggetto di fede nella Chiesa universale. Ma desiderava anche che la definizione rispondesse alle obiezioni teologiche degli avversari della dottrina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segue un altro schema, probabilmente opera di Passaglia, che presentava come novit\u00e0 il fatto che la definizione era accompagnata da una condanna esplicita degli errori moderni. Questo secondo schema, come il primo, non fu mai utilizzato. Pio IX, deciso ad ampliare la discussione, istitu\u00ec il 10 maggio 1852 una congregazione speciale di venti teologi sotto la presidenza del cardinale Fornari.\u00a0Essa inizi\u00f2 i propri lavori partendo dalle basi, proponendo le questioni pi\u00f9 fondamentali: quali caratteristiche o indizi doveva avere una proposizione per essere considerata degna di ricevere un giudizio solenne dal magistero cattolico, quale doveva essere la sua redazione sotto l'aspetto positivo e negativo, quali erano le testimonianze implicite ed esplicite della Sacra Scrittura e della Tradizione, il collegamento con altri dogmi, l'insegnamento dell'episcopato, la piet\u00e0 dei fedeli, ecc. Le considerazioni sull'opportunit\u00e0 e la convenienza furono aggiunte come conclusione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seguito di questi lavori, si decise di utilizzare nella bolla, come prove, la convenienza, la Sacra Scrittura, la tradizione patristica, la festa dell'Immacolata Concezione e il sentimento della Chiesa universale. A ci\u00f2 si aggiungevano alcune note esplicative, con l'intento di chiarire gli argomenti proposti e risolvere le obiezioni dal punto di vista scritturale e patristico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Discussione sul testo della bolla (dal 22 marzo al 4 dicembre 1854)\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo schema, il terzo, contiene ci\u00f2 che sostanzialmente \u00e8 rimasto nella redazione definitiva, ma con una forma e un ordine che hanno dato luogo a numerose modifiche: il testo \u00e8 stato ritoccato e perfezionato sei volte.\u00a0I revisori sono stati molti: teologi consultori, cardinali costituiti il 22 marzo 1854 in congregazione consultiva, arcivescovi o vescovi presenti o mandati a Roma a formare una commissione dal 20 al 24 novembre sotto la presidenza dei cardinali Brunelli, Caterini e Santucci.\u00a0Alcune di queste modifiche meritano di essere sottolineate, perch\u00e9 gettano luce sulla redazione della bolla Ineffabilis, e in particolare sul significato e sul contesto della definizione dogmatica dell'8 dicembre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi tre schemi le testimonianze dei Padri e degli scrittori ecclesiastici erano riportate e citate in modo esplicito ed esauriente; nel quarto schema furono soppresse, ma compaiono nei successivi in note a pi\u00e8 di pagina insieme ai loro scritti citati.\u00a0A seguito dell'osservazione fatta da un cardinale, secondo cui redigendo e citando in questo modo la bolla sembrava pi\u00f9 una dissertazione polemica o scolastica, i riferimenti furono soppressi. Sono stati utilizzati termini pi\u00f9 generici, che richiedevano molta ricerca, raggruppati in ordine logico e sistematico, per concludere che constantem fuisse et esse catholicae Ecclesiae doctrinam. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato riportato nell'ottavo schema e nella redazione definitiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dom Gu\u00e9ranger partecip\u00f2 attivamente a tutto questo lavoro preparatorio. Pio IX nutriva sincera stima per il riformatore di Solesmes, perch\u00e9 aveva cooperato efficacemente al ritorno delle diocesi francesi alla liturgia romana. Il Papa gli chiese di studiare il tema della definizione. Nell'aprile del 1850, dom Gu\u00e9ranger aveva terminato un'importante Memoria sull'Immacolata Concezione, che fu molto apprezzata da Pio IX, e alla fine del 1851 il Papa lo fece venire a Roma e rimanere l\u00ec per qualche tempo.\u00a0Aveva deciso di nominarlo consultore della Congregazione dei Riti e dell'Indice, perch\u00e9 apprezzava la sua capacit\u00e0 intellettuale e la fermezza della sua dottrina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il suo soggiorno romano, dom Gu\u00e9ranger incontr\u00f2 e fu ricevuto in diverse occasioni da Pio IX, che gli affid\u00f2 anche diversi lavori dottrinali. Gli fu chiesto di rivedere la sua Memoria e nel gennaio 1852 gli fu affidata la redazione della bolla della definizione dogmatica. Come abbiamo visto, c'erano gi\u00e0 stati altri progetti, come quelli di padre Perrone e padre Pasaglia, che erano stati giudicati insoddisfacenti. A quei progetti dei padri gesuiti si aggiungeva ora quello di un benedettino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dom Gu\u00e9ranger lavor\u00f2 con grande impegno e il 30 gennaio present\u00f2 al Papa un nuovo progetto di bolla, che in linea di principio soddisfaceva Pio IX, ma nel quale il Papa introdusse numerose precisazioni. Successivamente, il 27 febbraio, chiese una revisione completa del progetto, perch\u00e9 desiderava che la bolla di definizione dogmatica condannasse solennemente anche i grandi errori filosofici e teologici contemporanei. Era appena apparso un articolo sulla Civilt\u00e0 Cattolica, che il Papa aveva preparato con i gesuiti, in cui si suggeriva di unire la proclamazione del dogma alla condanna degli errori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 29 Pio IX ricevette dom Gu\u00e9ranger. Questi manifest\u00f2 apertamente e con forza al Papa la sua opposizione al progetto di includere la condanna degli errori nella bolla e sugger\u00ec di redigere due testi indipendenti, diversi e separati. Ma Pio IX spieg\u00f2 all'abate di Solesmes che era molto interessato a unire la proclamazione del privilegio dell'Immacolata Concezione all'altra proclamazione, respingendo gli errori che considerava contrari alla fede. Ripet\u00e9 anche che da anni avvertiva una sorta di movimento interiore che lo spingeva a unire entrambe le proclamazioni. Dom Gu\u00e9ranger obbed\u00ec umilmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo che l'abate di Solesmes lasci\u00f2 Roma, Pio IX adott\u00f2 la sua idea di separare le due proclamazioni, e per farlo sarebbero state redatte due costituzioni distinte e separate. Rimand\u00f2 a pi\u00f9 tardi la condanna solenne degli errori \u2013 che avrebbe poi realizzato nel Syllabus, pubblicato esattamente dieci anni dopo \u2013 e commission\u00f2 un nuovo progetto di definizione dogmatica.\u00a0Il testo definitivo fu completato quattro giorni prima della definizione solenne, dopo che il Papa intervenne personalmente per correggere alcune espressioni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavori preparatori erano stati conclusi il 1\u00b0 dicembre. Pio IX celebr\u00f2 un concistoro segreto, nel quale, dopo un breve discorso rivolto ai cardinali, chiese loro se fossero d'accordo nel procedere alla definizione dogmatica. I cardinali risposero affermativamente, con cui si conclusero i dibattiti e il Papa design\u00f2 l'8 dicembre, giorno della festa, per promulgare il solenne decreto del dogma.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dopo la proclamazione\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta proclamato il dogma, con gli eventi narrati all'inizio dell'articolo, il popolo fedele e una larghissima maggioranza della Chiesa cattolica accolsero con gioia ed entusiasmo la definizione ufficiale del privilegio. Fu motivo di gioia e letizia paragonabile a quanto era accaduto in seguito al concilio di Efeso, quando fu definita la maternit\u00e0 divina della Vergine contro Nestorio. Abbiamo gi\u00e0 accennato alle celebrazioni a Roma e in altre citt\u00e0 per festeggiare l'evento. In occasione della proclamazione, i vescovi pubblicano lettere pastorali, scritti, ecc.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma gli avversari e i contrari al dogma continuarono ad attaccarlo anche dopo la proclamazione. Ci\u00f2 era prevedibile soprattutto da parte delle altre confessioni separate dalla Chiesa cattolica, che non riconoscevano n\u00e9 l'autorit\u00e0 magisteriale del Papa n\u00e9 i principi dogmatici contenuti nella dichiarazione dell'8 dicembre 1854.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci si poteva aspettare che tutti i cattolici fossero obbedienti alla parola del Papa, ma purtroppo non fu cos\u00ec, anche se \u00e8 vero che, esaminando l'elenco degli scritti pubblicati contro la definizione pontificia, non si trovano personalit\u00e0 autenticamente cattoliche, bens\u00ec con tendenze gianseniste o gallicane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli oppositori al dogma dell'Immacolata Concezione spicca il caso di D\u00f6llinger alla fine della sua vita: \u00e8 noto che nel 1854 non era favorevole alla definizione. Personalmente considerava la concezione senza peccato come una questione sulla quale nulla era stato rivelato n\u00e9 trasmesso alla Chiesa. Ma sia prima che immediatamente dopo l\u00ab8 dicembre, mantenne pubblicamente il silenzio.\u00a0Inoltre, nel 1863, in una conferenza a Monaco, presenta l'immacolata concezione come una conseguenza del dogma dell'Incarnazione. L'opposizione pi\u00f9 frontale venne dopo la sua defezione provocata dalla definizione dell'infallibilit\u00e0 del Romano Pontefice nel 1870. D\u00f6llinger cambia completamente atteggiamento e linguaggio, molto pi\u00f9 duro di quello usato dai non cattolici.\u00a0Al congresso per l'unione delle chiese, tenutosi a Bonn nel settembre 1874, da lui presieduto, firma una dichiarazione molto dura: \u00bbRifiutiamo la nuova dottrina romana dell'immacolata concezione della Vergine Maria, in quanto contraria alla tradizione dei primi tredici secoli, secondo la quale solo Cristo \u00e8 stato concepito senza peccato\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la vera causa di tutto \u00e8 spiegata dallo stesso D\u00f6llinger: \u00abNoi teologi tedeschi abbiamo un doppio motivo per pronunciarci apertamente contro la nuova dottrina. Il primo \u00e8 che la storia ci mostra che la sua introduzione nella Chiesa \u00e8 dovuta a una serie di intrighi e falsificazioni. Il secondo \u00e8 che la definizione dogmatica di questa dottrina da parte del Papa ha lo scopo di preparare la definizione dell'infallibilit\u00e0 pontificia\u00bb. Questa era la vera causa della sua opposizione cos\u00ec frontale: rifiutare l'infallibilit\u00e0 pontificia. Questi principi lo portarono ad essere non solo un avversario della definizione, ma della stessa credenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le diverse comunit\u00e0 cristiane rimasero indifferenti di fronte a quell'atto pontificio, oppure si opposero perch\u00e9 lo consideravano uno scandalo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l'opposizione e la controversia portarono anche dei benefici: fornirono ai cattolici l'occasione di spiegare la dottrina dell'Immacolata Concezione, la visione cattolica della Vergine e del dogma in particolare. Da l\u00ec nacquero libri, scritti e anche rituali e preghiere che difendevano il privilegio.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l'8 dicembre 1854, si registra un doppio progresso in relazione alla Vergine, e pi\u00f9 precisamente all'Immacolata: un progresso cultuale e un progresso dottrinale. Per quanto riguarda il primo, Pio IX fece pubblicare il 25 settembre 1863 un nuovo ufficio e una nuova messa in sostituzione di quelli precedenti; i testi della preghiera nascono dagli stessi studi e discussioni per la definizione, dalla bolla e dagli studi precedenti.\u00a0Il tutto fu completato da Leone XIII che, il 30 novembre 1879, elev\u00f2 la festa dell'Immacolata a festa di prima classe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progresso dottrinale, oltre alle spiegazioni dottrinali, agli scritti, ecc., \u00e8 presente anche su scala generale. La definizione era un atto definitivo e irrevocabile del magistero. Ci\u00f2 non impedisce tuttavia ai vescovi cattolici, riuniti per il Vaticano I, di voler unire le loro voci a quelle del Pastore supremo, come atto di adesione collettiva e solenne all'atto pontificio. La questione \u00e8 stata sollevata nello schema sulla dottrina cattolica quando si \u00e8 trattato del peccato originale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, il magistero non solo doveva proclamare il dogma, ma in epoca successiva dovette anche chiarire e respingere false interpretazioni. Gli stessi teologi non hanno potuto disinteressarsi del dogma dell'Immacolata. Avevano qui un duplice compito: difendere la dottrina e spiegarla nel miglior modo possibile. Basta considerare le opere scritte e pubblicate in questi anni in tutte le nazioni, le monografie, ecc., per rendersi conto del posto che occupava nella teologia.\u00a0La pubblicazione in diversi paesi di grandi dizionari ed enciclopedie cattoliche \u00e8 stata utile ai difensori della fede romana e ha fornito al grande pubblico elementi di giudizio per valutare gli avversari di questa fede, come razionalisti, protestanti, giansenisti o veterocattolici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie anche al numero considerevole e all'importanza dei nuovi documenti che sono stati scoperti e pubblicati, la storia del culto dell'Immacolata e la fede in questa verit\u00e0 hanno contribuito a far conoscere meglio la fede sia della Chiesa bizantina che della Chiesa latina dal XI al XIII secolo. La ricerca condotta ci permette di affermare che il privilegio della Vergine non \u00e8 stato ignorato n\u00e9 sconosciuto nei primi tredici secoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, la teologia ha avuto cura di considerare l'Immacolata Concezione di Maria come una verit\u00e0 isolata dal resto delle verit\u00e0 di fede. Al contrario, \u00e8 stata studiata e considerata come parte integrante dell'intero ruolo della Vergine, soprattutto della sua maternit\u00e0 divina. In particolare, \u00e8 stata studiata in armoniosa relazione con il dogma dell'incarnazione e della redenzione. 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