{"id":57379,"date":"2026-03-01T06:09:00","date_gmt":"2026-03-01T05:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.omnesmag.com\/?p=57379"},"modified":"2026-01-16T10:45:03","modified_gmt":"2026-01-16T09:45:03","slug":"il-senso-del-dolore-intervista-gustave-thibon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/foco\/sentido-dolor-entrevista-gustave-thibon\/","title":{"rendered":"Il significato del dolore. Intervista con Gustave Thibon"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La Quaresima ci pone di fronte alla Passione redentrice del Signore, ma anche di fronte alla sofferenza umana e al misterioso valore di salvezza che essa acquista nella Santa Croce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno ignora che proprio il mistero del dolore \u00e8 uno dei grandi interrogativi che tormentano l'uomo senza fede del nostro tempo e di tutta la storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl nostro sguardo cieco alla luce\u201d \u00e8 il titolo di una delle ultime opere tradotte in spagnolo di Gustave Thibon, il pensatore autodidatta che scelse una vita solitaria nel suo ritiro di campagna a Saint Marcel D'Ardeche. \u201cNon \u00e8 la luce che manca al nostro sguardo, \u00e8 il nostro sguardo che manca alla luce\u201d, diceva in quel libro. Con il suo silenzio creativo, cerca di penetrare l'oscurit\u00e0 che noi stessi creiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da l\u00ec cerca di trasmettere gli sprazzi di luce che scopre nella sua solitudine, interrotta solo da questo o quel viaggio quando la sua presenza \u00e8 richiesta per una lezione o un colloquio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi ha accettato di commentare per i lettori di <em>Parola <\/em>quel mistero che solo la Santa Croce pu\u00f2 rivelare. Siamo grati per le sue frasi lente e serene, piene di esperienza cristiana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nella cosiddetta societ\u00e0 permissiva o edonistica dell'Europa di oggi, si potrebbe dire che il dolore \u00e8 stato trattato come un male, come un'epidemia da eliminare e sradicare. La mia domanda \u00e8 la seguente: \u00e8 possibile per uno Stato, attraverso una riforma sociale o con mezzi tecnici, eliminare completamente il dolore e, in secondo luogo, se ci\u00f2 non \u00e8 possibile, come si pu\u00f2 sfruttare questo dolore, qual \u00e8 il significato del dolore nella vita quotidiana?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Stai parlando di dolore fisico o di dolore morale?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dolore fisico e dolore morale<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lei stesso potrebbe farci capire qual \u00e8 la differenza e dare una risposta per entrambi i casi.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Per quanto riguarda il dolore fisico, credo che sia insito nella natura umana. Ci sono alcuni bisogni corporei che a volte possono arrivare fino al dolore fisico; per esempio, la fame e la sete e simili. Ci sono anche malattie, inclemenze, che a volte possono essere terribilmente fastidiose e a volte persino tragiche, che fanno tutte parte della natura umana. Direi addirittura che nell'ordine fisico non si pu\u00f2 parlare di gioia. Si pu\u00f2 parlare di piacere come opposto del dolore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, in realt\u00e0 \u00e8 attraverso il disagio, il dolore, la privazione, che la gioia fisica \u00e8 sentita pi\u00f9 profondamente; e sopprimendo il dolore o il disagio o la privazione - poich\u00e9 queste due cose sono indissolubilmente legate nella natura umana - si arriva a sopprimere il piacere. Per esempio, ricordo che un tempo avevo fame - ora non ce l'ho pi\u00f9 e me ne dispiace un po\u201c - ebbene, il cibo assumeva una qualit\u00e0 eccezionale, mangiare era una volutt\u00e0 ineffabile; ricordo anche una cosa che \u00e8 completamente scomparsa nella nostra epoca \u201dclimatizzata\"; quando si tornava dal lavoro nei campi e c'era il vento del nord, arrivare vicino al camino era una specie di rivelazione del piacere. Se si sopprime il polo del dolore, si sopprime anche il polo opposto, per cui si finisce per vivere una vita estremamente neutra, senza piacere n\u00e9 dolore, cosa che non credo sia auspicabile.<br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E il dolore morale?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Il dolore morale non lo desideriamo per nessuno, eppure \u00e8 necessario per tutti gli uomini. Non \u00e8 solo il cristianesimo a dirlo, ma fin dai tempi pi\u00f9 antichi si \u00e8 pensato che solo il dolore fa maturare l'uomo. \u00c8 necessario sottoporsi alla prova del dolore per scolpire una vita interiore. Gi\u00e0 i greci dicevano la formula \u00abdal dolore nasce la conoscenza\u00bb e in effetti l'uomo si rivela attraverso il dolore. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si sopprime il dolore, come nell'ordine fisico, si sopprimono le gioie pi\u00f9 profonde dell'anima, e questo \u00e8 stato confermato dal cristianesimo attraverso la Croce. Non credo che si debba fare del dolore un ideale perch\u00e9, pur ritenendo che il dolore maturi l'uomo, aborro il \u00abdolorismo\u00bb che consiste nel dire che il dolore \u00e8 l'unico valore e nel provocarlo e mantenerlo artificialmente. Affermo che il dolore buono \u00e8 quello naturale, quello che ci viene dagli eventi. - tosse. Questo credo non sia da evitare. E il dolorismo contemporaneo vorrebbe sopprimere il dolore morale, e riesce a rendere gli individui amorfi, neutri, senza alcun significato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando sono stata di recente in America, una donna americana mi ha detto che quando suo padre \u00e8 morto, ha preso i tranquillanti appropriati e ricorda la morte di suo padre come un sogno. Secondo me questo \u00e8 davvero angosciante. Penso che il parto senza dolore sia pietoso. Ges\u00f9 Cristo stesso ha detto che una donna soffre il dolore del parto e, dopo la paura, \u00e8 felice di aver messo al mondo un uomo. E quando non si soffre il dolore, non si ottiene l'effetto del contrasto, non si \u00e8 felici di aver messo al mondo un uomo. Credo che il dolore sia necessario. \u00c8 legato alla gioia come un polo \u00e8 legato al polo opposto, come, per esempio, la primavera \u00e8 legata all'inverno, o all'estate se preferite.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contraddizioni<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali vantaggi pu\u00f2 trarre un cristiano dalle contraddizioni, dalle cose che arrivano senza che uno le cerchi, dalle cose che sono dolorose dal punto di vista fisico o morale? Si pu\u00f2 trovare in esse qualcosa di utile per la vita interiore dell'uomo?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-C'\u00e8 un grande insegnamento. Credo che ci\u00f2 che \u00e8 proprio della vita interiore di un cristiano, per quanto profonda, sia accettare la volont\u00e0 di Dio, accettare gli eventi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pascal diceva che se Dio ci desse dei maestri scelti da Lui, allora come faremmo ad obbedire loro, ebbene\", diceva Pascal, \"gli eventi sono maestri infallibili. Io credo che in ogni caso, anche nel dolore, la sottomissione alla volont\u00e0 di Dio sia assolutamente necessaria per il cristiano. Mi direte che \u00e8 esattamente la stessa cosa nel caso del piacere o della gioia, ma \u00e8 molto pi\u00f9 facile adorare la volont\u00e0 di Dio quando Dio stesso \u00e8 con la nostra volont\u00e0 che quando vi si oppone. Poi, nell'accettazione del dolore c'\u00e8 un valore spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dolore ci fa sentire i nostri limiti, ci rende consapevoli della nostra dipendenza, crea umilt\u00e0. Ci d\u00e0 anche un avvertimento, mentre la felicit\u00e0, come diceva il poeta, non ci avverte di nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 si \u00e8 felici, non si \u00e8 avvertiti. Attraverso la prova ci si rivela, si prende coscienza dei propri limiti, delle proprie debolezze e si trova la virt\u00f9 dell'umilt\u00e0, essenziale per il cristiano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Se, al contrario, ci si ribella agli eventi, alle disgrazie impreviste o indesiderate, quali frutti si possono trarre da questa ribellione?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Ci\u00f2 che si pu\u00f2 ottenere da questa ribellione \u00e8 un aggravamento del dolore, perch\u00e9 quando ci si ribella al dolore, oltre a soffrirlo comunque, perch\u00e9 non pu\u00f2 essere soppresso con la rabbia, si entra nella ribellione, che non \u00e8 altro che un veleno. In ogni caso, il fatto deve essere sofferto. Allora si realizza la famosa frase: \u201cGli eventi guidano chi li segue e trascinano chi si rifiuta di seguirli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Si pu\u00f2 dire che nella societ\u00e0 di oggi, per esempio in Europa, c'\u00e8 sempre meno dolore fisico e sempre pi\u00f9 dolore morale?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Indubbiamente. Sono state create raffinatezze del dolore, nella misura in cui il dolore \u00e8 stato soppresso, perch\u00e9 nella misura in cui il dolore \u00e8 considerato un'ingiustizia e non \u00e8 ammesso, poich\u00e9 rimane comunque, \u00e8 aggravato da questa ribellione, da questa mancanza di consenso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono state create cos\u00ec tante comodit\u00e0, cos\u00ec tante strutture, cos\u00ec tante possibilit\u00e0, che tutto ci\u00f2 che viene rifiutato ci sembra un'ingiustizia e il dolore morale aumenta nella stessa proporzione, in modo tale che, cercando di fuggire dal dolore, riusciamo solo a moltiplicarlo, e questo non \u00e8 un paradosso, ma una realt\u00e0 che vediamo ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quindi, alcuni segnali, come l'aumento statisticamente provato dell'alcolismo e dell'uso di droghe, non significano forse che questo dolore morale viene addormentato?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Non c'\u00e8 dubbio che si voglia sopprimere il dolore morale, ma non solo, perch\u00e9 molti esseri non sono capaci di soffrire il dolore morale. In un certo senso, vogliono dimenticare, vogliono fuggire dalla noia. Perch\u00e9 in una societ\u00e0 che ha soppresso il dolore, vogliamo dimenticarlo, vogliamo fuggire dalla noia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avendo soppresso anche la gioia - poich\u00e9 le due cose sono correlate - si cade nella monotonia, nella noia. La noia \u00e8 il cancro delle civilt\u00e0 sviluppate, come dicono tutti i sociologi. Noia significa uccidere il tempo, mentre in realt\u00e0 il tempo dovrebbe essere utilizzato. E quando il tempo non viene utilizzato, allora viene ucciso. E per cercare di ucciderlo, il ricorso all'alcol, alle droghe, all'erotismo, sono fenomeni perfettamente logici. In questo campo si tratta di ottenere l'oblio. In altre parole, \u00e8 la fuga da se stessi per non vivere come uomini, per mettere da parte la vita e vivere una vita di fantasmi, di sogni. Tutte queste procedure che lei cita sono procedure per trasformare la realt\u00e0 in sogno, e i sogni non servono a molto. Si potrebbe parlare di una sorta di civilt\u00e0 del sogno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anziani<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La piramide demografica, ad esempio, si allarga sempre pi\u00f9 dalla parte degli anziani, a causa della mancanza di nascite. Questi anziani non si trovano forse in una situazione un po' dolorosa, perch\u00e9, con la distruzione della famiglia, sono sempre pi\u00f9 isolati e infelici?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Il problema della vecchiaia \u00e8 relativamente recente, perch\u00e9 anche se un tempo c'erano degli anziani, ce n'erano meno di adesso. Per esempio, l'et\u00e0 media di duecento anni fa era di trenta-quaranta anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C'erano anche persone che vivevano fino a ottanta e novanta anni, ma molto meno di adesso. La vita si \u00e8 allungata a dismisura. Nel XVII secolo, secondo i calcoli statistici, un uomo doveva essere orfano a vent'anni e orfano a trenta. Quindi, in un certo senso, un uomo di trent'anni era un vecchio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, con il progresso della medicina e dell'igiene, il numero di anziani \u00e8 aumentato in modo drammatico. Questa distorsione porta non solo al conflitto di classe sociale, ma anche a quello generazionale, a una sorta di segregazione - oggi si parla di \u201cclassi\u201d di et\u00e0 e di separazione delle classi di et\u00e0 - che rende le generazioni sempre pi\u00f9 isolate, e questo \u00e8 grave per gli anziani e per i bambini. Ho un amico, uno psicologo americano, che ha scritto un libro mirabilmente documentato sul senso di \u201cincompletezza\u201d - come si dice - dei bambini che non hanno conosciuto i nonni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devo confessare che questo mi colpisce molto, perch\u00e9 ho beneficiato molto dei miei nonni - che sono morti quando avevo trent'anni - e che mi hanno dato qualcosa di insostituibile. La stessa sensazione di \u201cincompletezza\u201d che si osserva nei bambini si ritrova anche negli anziani. Questa segregazione fa paura. Quello che ho trovato spaventoso \u00e8 qualcosa che ho visto in America, in alcune citt\u00e0 di lusso della Florida, dove gli anziani che hanno una fortuna sono ammassati insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sembrano molto vecchi; si potrebbe dire che sono bambini vecchi. \u00c8 spaventoso l\u00ec dentro. \u00c8 come una prigione. \u00c8 un problema molto serio, soprattutto in un momento in cui stiamo lottando contro tutte le barriere tra i popoli, tra le razze o tra le nazioni. Quando vogliamo che un abitante della Patagonia sia nostro vicino, allo stesso tempo introduciamo la segregazione tra persone il cui sangue scorre nelle stesse vene, tra genitori e figli. Conosco un americano che, parlando con me, criticava fortemente il razzismo e allo stesso tempo non sopportava sua madre, cio\u00e8 introduceva la segregazione all'interno della sua famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 lo stesso amore per il vicino lontano che sembra fare a meno dell'amore per quello pi\u00f9 vicino. Soprattutto quando l'amore per il lontano non impegna in nulla. Anche se amo quello della Patagonia, non mi d\u00e0 quasi fastidio, e questo \u00e8 un amore fittizio. Questo solleva il problema dell'invecchiamento, che \u00e8 molto difficile. Penso che sarebbe nell'interesse degli anziani restare in famiglia e rimanere attivi. Ma questo \u00e8 un altro problema. Prima erano attivi finch\u00e9 potevano, e la loro attivit\u00e0 diminuiva gradualmente. Al contrario, in questa societ\u00e0 centralizzata e statale in cui viviamo, l'et\u00e0 della pensione \u00e8 come un'ascia, che in un colpo solo toglie all'uomo la sua attivit\u00e0 e lo classifica immediatamente tra gli inutili e i parassiti. Questo \u00e8 orribile, perch\u00e9 l'uomo \u00e8 abituato ad avere un'attivit\u00e0. Cos\u00ec, nei due o tre anni successivi alla pensione si crea un tasso di mortalit\u00e0 molto alto, come hanno potuto certificare le compagnie di assicurazione. Per coloro che sopravvivono, questa inattivit\u00e0 crea noia, stanchezza, disinteresse per tutto. Ecco perch\u00e9 sarebbe molto importante prepararsi alla pensione quando ci si pensa, cosa che per me non avviene. Ho intenzione di lavorare fino alla fine della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Preparare il futuro in modo che l'et\u00e0 della pensione sia un'et\u00e0 di libera attivit\u00e0, in cui si potr\u00e0 fare tutto ci\u00f2 che si vuole, come leggere i libri che non si sono letti, contemplare ci\u00f2 che non si \u00e8 contemplato, meditare, pregare; dedicarsi a opere caritatevoli, materiali o spirituali quando si \u00e8 in grado di farlo. In breve, questo implica un riciclo del vecchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 si invecchia. Vede, un uomo \u00e8 vecchio, a qualsiasi et\u00e0, quando in fondo non ha pi\u00f9 un futuro da fecondare. Io credo che si rimanga finch\u00e9 si ha qualcosa da fare. La libert\u00e0 \u00e8 una promessa, non un adempimento: credo che si rimanga giovani finch\u00e9 si mantiene una promessa. Anche se si \u00e8 all'ultimo giorno, si ha qualcosa da fare. Mi piace molto la frase di Settimio Severo quando, trovandosi nell'odierna New York il giorno della sua morte, il centurione di guardia entr\u00f2 nella sua tenda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'imperatore, vedendolo entrare, prese le carte che portava con s\u00e9 - carte di Stato - e, sedendosi, disse: \u201cLaboremus\u201d - lavoriamo - e in quell'istante mor\u00ec. Mi sembra una bellissima fine di una vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Signor Thibon, la tendenza \u00e8 ora verso un modo specifico di porre fine alla vita, la cosiddetta \u201cmorte con dignit\u00e0\u201d. L'eutanasia va da s\u00e9. Lei sa che la sua legalizzazione \u00e8 gi\u00e0 in discussione in alcuni Paesi europei. Anche se non \u00e8 ancora stata sancita nelle consuetudini, \u00e8 stata almeno introdotta in un progetto di legge. La filosofia che porta all'eutanasia non coincide forse con il desiderio di superare il dolore nella sua espressione ultima?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u00c8 esattamente la stessa cosa. \u00c8 curioso vedere fino a che punto gli estremi si toccano. Da una parte si predica l'eutanasia. Ho visto un libro molto ben documentato, scritto da un medico, che parla di \u201cinterruzione della vecchiaia\u201d allo stesso modo in cui si parla di interruzione della gravidanza. Mi sembra molto logico, perch\u00e9 se \u00e8 considerato normale abortire, cio\u00e8 sopprimere la possibilit\u00e0 di una vita intera, mi sembra molto pi\u00f9 normale interrompere una vita gi\u00e0 ampiamente realizzata. In realt\u00e0, la persona in questione soffre meno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che trovo molto curioso \u00e8 che nella stessa epoca in cui si proclama l'eutanasia, cio\u00e8 l'accorciamento artificiale della vita, si predica anche il prolungamento artificiale della vita, mantenendo i moribondi in uno stato di sopravvivenza con i mezzi pi\u00f9 complicati e curiosi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la buona teologia cattolica, come ricordo di aver letto in un manuale del seminario di cento anni fa - un'epoca in cui c'era il buon senso - diceva che nessuno \u00e8 obbligato a preservare la propria vita con mezzi troppo complicati o troppo costosi. Si tratta di sostenere la vita al di l\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 naturale. Negli ospedali ci sono reparti di rianimazione dove le persone vengono tenute in coma per mesi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mia nuora \u00e8 in uno di quei reparti dove tenevano - contro ogni logica - i bambini che erano nati sbagliati, deformi, mostruosi, e ora accanto c'\u00e8 il reparto aborti, dove sopprimeranno i bambini ben fatti. Credo che l'ideale sarebbe seguire le leggi della natura, che sono fondamentalmente le leggi di Dio. Seguire il ciclo della vita. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avere i dolori che la natura ci manda e allo stesso tempo non praticare l'eutanasia o il prolungamento artificiale della vita. Per quanto riguarda l'alleviamento di certi dolori, tutti sanno che ai pazienti che soffrono troppo viene data la morfina. Questo pu\u00f2 accorciare la vita di due o tre giorni, ma non \u00e8 una vera e propria eutanasia. Non si \u00e8 obbligati a soffrire all'infinito. Ma l'eutanasia in quanto tale \u00e8 mostruosa. \u00c8 la stessa ribellione alla Provvidenza del prolungamento artificiale della vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una saggezza<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">D'altra parte, ci sono teologi che affermano che la sofferenza sul letto di morte pu\u00f2 abbreviare le pene del purgatorio. \u00c8 d'accordo?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Naturalmente non sono un teologo, n\u00e9 conosco i segreti di Dio, ma credo che il fatto di accettare tutte le prove che ci vengono incontro in questa vita abbia certamente un valore di purificazione, di consenso, di preghiera, che normalmente dovrebbe abbreviare le pene del purgatorio. Perch\u00e9 quando il dolore \u00e8 ben accolto e non inacidisce la persona, la pone ai suoi limiti, le insegna la sua fragilit\u00e0 e il suo nulla, che \u00e8 gi\u00e0 molto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale, quando un uomo \u00e8 malato, se non \u00e8 essenzialmente disgustato, si rende conto che quando era sano aveva trascurato molte cose essenziali, che aveva preferito l'accessorio all'essenziale. Questo accade molto spesso. Celine, che \u00e8 un grande uomo, anche se non lo raccomanderei in tutti i suoi aspetti, diceva: \u201cSono diventato medico, perch\u00e9 quando gli uomini sono malati sono un po\u201d meno ribelli di quando sono sani\". Tornano ai loro limiti, alla loro umilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un desiderio contraddittorio. Vorremmo che i nostri figli avessero tutta la saggezza che il dolore porta con s\u00e9, ma non vogliamo che soffrano. Ecco perch\u00e9 quando si vedono alcuni genitori che hanno conosciuto la miseria o che sono stati poveri nell'infanzia e che poi sono diventati benestanti, fanno dei loro figli dei bambini viziati, dicendo: \u201cNon vorrei che mio figlio soffrisse quello che ho sofferto io o che gli mancasse quello che \u00e8 mancato a me\u201d. In realt\u00e0, ci\u00f2 che gli manca \u00e8 che gli \u00e8 mancato qualcosa; perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che si apprezza perch\u00e9 prima non c'era e poi \u00e8 stato conquistato, poich\u00e9 lo si ottiene subito, non lo si apprezza dopo. Possiamo quindi dire quello che diceva P\u00e9guy: \u201cQuello che ci manca \u00e8 la mancanza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In alcuni movimenti politici, ad esempio quelli rivoluzionari marxisti, si parla molto di liberazione dell'uomo e si ritiene addirittura che l'uomo possa liberarsi dal dolore attraverso la lotta rivoluzionaria. Che rapporto c'\u00e8 tra questa ideologia e la dottrina cristiana della croce di cui parlava?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Il marxismo si oppone alla Croce per la semplice ragione che crede in un paradiso terrestre, cio\u00e8 l'epoca della scomparsa dello Stato, l'epoca di un domani che canta, l'epoca della grande notte, dove la societ\u00e0 vivr\u00e0 in perfetto equilibrio, dove, secondo le parole di Marx, l'uomo avr\u00e0 trovato un accordo con se stesso, con la natura e con i suoi simili, secondo una filosofia ereditata da Hegel, dove tutte le contraddizioni dell'esistenza saranno abolite. Vi dir\u00f2 subito che questo mi sembra infantile e che non si intravede il minimo principio di abolizione di queste contraddizioni. Le cose rimangono esattamente come prima. \u00c8 peggio in campo economico e ancora peggio in campo politico. E quando il marxismo pretende di risolvere i problemi psicologici, i problemi morali, non fa altro che scherzare, come se potesse avere il minimo legame con le riforme politiche, qualunque esse siano. D'altra parte, loro stessi sono costretti a confessarlo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente ho letto una rivista tedesca che citava un articolo pubblicato in Russia. Diceva: \u201cL'amore \u00e8 conservatore? Perch\u00e9 nella mitologia marxista i conflitti d'amore, i crimini passionali, il fatto che Romeo si suicidi se Giulietta lo rifiuta, tutto ci\u00f2 appartiene alla societ\u00e0 borghese; quando l'uomo sar\u00e0 \u201dde-alienato\u201c, tutti questi conflitti scompariranno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbene, la rivista era costretta a riconoscere che, anche in Russia, se un ragazzo \u00e8 follemente innamorato di una ragazza e lei lo rifiuta, il ragazzo si sente infelice - esattamente come la borghesia - \u00e8 curioso - e riconosceva che in URSS ci sono suicidi di questo tipo, adulteri, crimini passionali... Da qui la domanda se l'amore sarebbe stato conservatore. Ma l'amore non \u00e8 n\u00e9 conservatore n\u00e9 rivoluzionario. L'amore \u00e8 quello che \u00e8, cosa volete? Se si vuole sopprimere la Croce, si riesce solo a inchiodarla agli uomini, togliendo i meriti che la Croce porta con s\u00e9. Un detto del politico inglese Lord Hampton dice che la societ\u00e0 diventa un inferno quando la si vuole rendere un paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se uno si sposa e si aspetta la perfezione dalla moglie, se le chiede di incarnare tutte le donne, e anche con virt\u00f9 contraddittorie, come la realt\u00e0 lo contraddice, il matrimonio tender\u00e0 a trasformarsi in un inferno! Ecco perch\u00e9 gli uomini che cercano la perfezione in una donna passano da una donna all'altra e ne trovano sempre meno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La croce \u00e8 insita nella natura umana. La croce, le contraddizioni, sono cancellate nel mondo superiore. Simone Weil ha detto giustamente che l'enorme errore del marxismo, il suo crimine, \u00e8 l'unione errata tra le contraddizioni. Credo che le contraddizioni di quaggi\u00f9 possano essere risolte nel tempo, ma orizzontalmente, allo stesso livello temporale. Mentre le contraddizioni dell'esistenza si risolvono non a livello dell'esistenza, ma a livello dell'essere. Si risolvono in Dio. Non c'\u00e8 dubbio. Ecco perch\u00e9 San Tommaso ha giustamente sottolineato che la coesistenza di due virt\u00f9 opposte, ad esempio la comprensione e la fortezza, non pu\u00f2 che essere soprannaturale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scoprire il significato<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Oggi le persone si ribellano al dolore e alla sofferenza perch\u00e9 non riescono a trovarvi un significato, e forse anche perch\u00e9 hanno rifiutato l'unico significato che potrebbe avere, cio\u00e8 quello redentivo.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Indubbiamente. Ha il senso del consenso a ci\u00f2 che Dio vuole e ha anche il senso della redenzione. Simone Weil, con la sua solita genialit\u00e0, diceva che ci sono tre tipi di sofferenza: la sofferenza punitiva, che espia i nostri peccati, ci punisce per le nostre colpe - tutti ne abbiamo tante. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In secondo luogo, la sofferenza purificatrice, che non \u00e8 pi\u00f9 solo una punizione, ma ci purifica, ci rende migliori. In terzo luogo, la sofferenza redentiva. Quando si \u00e8 gi\u00e0 purificati, allora si paga per gli altri. Questo \u00e8 il tema stesso della Comunione dei Santi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente, quando si trova il significato della sofferenza, la sensazione stessa si alleggerisce, assume un senso. Ma purtroppo, al giorno d'oggi, nulla ha pi\u00f9 un senso. Niente ha un senso, la vita non ha un fine. Poi appare un fine, che \u00e8 il conforto. Gli ostacoli vanno evitati. Quando non si ha una meta nel proprio viaggio, \u00e8 meglio non viaggiare. O almeno, se si deve viaggiare, ci\u00f2 che si cerca \u00e8 la massima comodit\u00e0, perch\u00e9 non c'\u00e8 fine. Questa \u00e8 la sfortuna di tutta la psicologia e della scienza moderna, che invece hanno fatto scoperte straordinarie. Hanno esplorato tutti gli angoli e le fessure della serratura umana, ma hanno perso le chiavi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altri tempi, come nel Medioevo, la serratura era molto meno conosciuta - non avevano la psicoanalisi e tutto il resto - ma avevano la chiave. La chiave era Dio. La chiave era il significato del destino umano. Era l'eternit\u00e0 che ci aspettava. Ora conoscete perfettamente la serratura, con tutte le sue molle, ma se \u00e8 inutile, cosa volete fare con una serratura? 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