{"id":60075,"date":"2026-04-11T06:33:00","date_gmt":"2026-04-11T04:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.omnesmag.com\/?p=60075"},"modified":"2026-04-11T13:13:45","modified_gmt":"2026-04-11T11:13:45","slug":"saggio-sulla-comprensione-umana-di-john-locke-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/recursos\/ensayo-sobre-el-entendimiento-humano-de-john-locke-2\/","title":{"rendered":"\u00abIl \u00bbSaggio sulla comprensione umana\" di John Locke."},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Una versione estesa di questo articolo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/risorse\/saggio-sulla-comprensione-umana-di-john-locke\/\">pu\u00f2 essere visto qui<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Biografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u201cfamoso Locke\u201d, come lo chiama Immanuel Kant, era l'analogo del nostro Jovellanos in Inghilterra, uno dei padri e delle menti pi\u00f9 lucide dell'Illuminismo. Formatosi a Oxford, ebbe un'ampia formazione come medico, filosofo e politico. Il suo <em>Saggio sulla comprensione umana<\/em> fond\u00f2 l'empirismo inglese in filosofia e la sua teoria politica dello Stato stabil\u00ec lo stato di diritto rispetto alla monarchia assoluta. Il suo prestigio fu sufficiente a far nascere la Gloriosa Rivoluzione del 1688 e a ispirare, nel 1776, i Padri fondatori degli Stati Uniti d'America.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u00abIl \u00bbSaggio sulla comprensione umana\" di John Locke.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>MOSTRA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Idee semplici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contrariamente al razionalismo cartesiano che, partendo dal pensiero, ammetteva l'innatismo delle idee, Locke inizia rifiutando energicamente tale innatismo, poich\u00e9 per lui tutta la conoscenza parte da ci\u00f2 che arriva attraverso i sensi, che chiama \u201cidee\u201d, nel senso letterale greco di \u201cil visto\u201d o \u201cil conosciuto\u201d. Le idee semplici sono ci\u00f2 che \u00e8 primariamente o elementarmente \u201cvisto\u201d o percepito dai sensi, e possono provenire da un solo senso - il caso di un colore o di un suono - o da pi\u00f9 sensi, come nel caso della corporeit\u00e0, che percepiamo con la vista e il tatto; e possono essere sensi esterni, come negli esempi citati, o interni, come nel caso della nostra percezione di s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste semplici percezioni o <em>idee semplici<\/em>, L'Io, sia esterno che interno, pu\u00f2 presentarsi in varie \u201cmodalit\u00e0\u201d, come le varie posture o movimenti di un essere corporeo, o le varie percezioni dell'Io come \"Io\" che sente, \"Io\" che pensa, \"Io\" che dubita. Quindi, questi <em>modi semplici<\/em> sono classicamente chiamati accidenti. I modi semplici sono anche le varie forme spaziali e la durata. Infine, un'idea semplice pu\u00f2 essere considerata concretamente, come un colore bianco che vedo, o astrattamente, come il bianco stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Idee complesse: modalit\u00e0 miste, sostanze e relazioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Locke chiama le idee complesse combinazioni di idee semplici, che possono essere modi o sostanze o relazioni miste.  Per <em>modalit\u00e0 miste<\/em> -o idee complesse, in senso stretto, significa complessi formati a piacere mettendo insieme pi\u00f9 modalit\u00e0 semplici, come facciamo quando definiamo un concetto, sia esso di un essere reale o fittizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Il <em>sostanze <\/em>sarebbe un insieme di idee semplici che si danno in uno stesso essere che \u00e8 sub-sostanziale a tutte e di cui sono qualit\u00e0.  La qualit\u00e0 primaria \u00e8 l'estensione, con i suoi modi di forma e movimento. Le altre sono secondarie, poich\u00e9 tutti i suoni - e probabilmente tutti i colori, gli odori, i sapori... - si riducono al movimento di particelle (oggi sappiamo che i colori sono vibrazioni del campo elettromagnetico). L'oro, per esempio, sarebbe una sostanza, e la sua lucentezza metallica e la sua fissit\u00e0 sarebbero qualit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u201cCos\u00ec, quando diciamo dell'oro che \u00e8 fisso, la conoscenza di tale verit\u00e0 \u00e8 solo che la fissit\u00e0, cio\u00e8 il potere di rimanere nel fuoco senza consumarsi, \u00e8 un'idea che accompagna e si lega sempre a quel particolare tipo di giallo, pesantezza, fusibilit\u00e0, malleabilit\u00e0 e solubilit\u00e0 in acqua regia, che costituiscono l'idea complessa significata dalla parola \"fissit\u00e0\". <em>oro\u201d.\u201d<\/em>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, egli definisce idee complesse, in senso lato, quelle che sono <em>relazioni<\/em> tra le idee, poich\u00e9 possono essere intese come \u201cidee\u201d o come \u201cqualcosa di visto\u201d nel senso ampio del termine \u201cvedere\u201d: noi vediamo <em>link <\/em>tra due idee quando siamo in grado di accostarle\", dice Locke nel tentativo di spiegarsi, \"come abbracciate in un unico sguardo. Con la relazione tra le idee, la conoscenza o il ricordo di una porta a un'altra ad essa correlata (il bravo studente di diritto coglie la relazione tra gli articoli di una legge quando la comprende a fondo, a differenza del coacervo disarticolato e non memorizzabile che una legge \u00e8 per lo studente che non l'ha compresa).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Delle idee semplici dir\u00e0 che possiamo conoscerle in modo chiaro e distinto - ben distinguibili l'una dall'altra - e quindi conosciamo anche le idee complesse in modo chiaro e distinto in senso stretto, dal momento che conosciamo tutte le idee semplici che le formano (anche se potrebbero non essere reali, dal momento che potrebbero essere la definizione di un essere che non esiste).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D'altra parte, quelle idee complesse in senso lato che sono le sostanze, non possiamo conoscerle in modo chiaro e distinto, ma sono oscure e confuse, perch\u00e9 non vediamo l'essere che sottost\u00e0 alle impressioni che ci arrivano insieme, ma solo le impressioni stesse. Perci\u00f2 non abbiamo una vera conoscenza delle sostanze, ma solo di alcune delle idee semplici di cui sono composte. Con queste idee semplici possiamo enunciare un modo misto - un'idea complessa in senso stretto - come definizione nominale di sostanza, ma sar\u00e0 sempre un'approssimazione, poich\u00e9 la sostanza stessa rimane sconosciuta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e9, quindi, non abbiamo un'idea chiara e distinta delle sostanze, ma solo oscura e confusa, Locke le considera inutili in filosofia, anche se lui stesso non pu\u00f2 farne a meno utilizzandole nel senso classico di supporto delle loro qualit\u00e0, sia quelle che percepiamo sia quelle che rimangono nascoste alla nostra percezione. Locke conserva il senso comune inglese e non pu\u00f2 ammettere che siano qualit\u00e0 del nulla, devono essere qualit\u00e0 di qualcosa, e questa per lui \u00e8 la sostanza, anche se la nostra conoscenza di esse \u00e8 oscura e confusa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Quid est veritas?<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell'ultimo capitolo Locke esamina quale sia la verit\u00e0 di cui siamo capaci, cio\u00e8 l'adeguatezza delle nostre idee alla realt\u00e0 conosciuta, cio\u00e8 la verit\u00e0, poich\u00e9 questa \u00e8 classicamente la \u201cadequatio inter intellectus et re\u201d. Egli distingue tra le proposizioni sulle idee che enunciamo con l'intenzione di dire la verit\u00e0, perch\u00e9 ne siamo certi, e quelle che enunciamo come semplici giudizi quando le consideriamo solo probabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le idee semplici sono vere, o adeguate alla realt\u00e0 percepita, perch\u00e9 le percepiamo in modo chiaro e distinto (Locke ha buon senso e non pensa che qualche piccolo genio ce le abbia messe in testa), e lo sono anche i modi misti o le combinazioni che ne facciamo. Pertanto, le affermazioni che facciamo su di esse possono essere vere: sulla loro identit\u00e0 o diversit\u00e0; o sul fatto che una certa idea complessa sia reale o fittizia, come nella definizione di un essere immaginario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma per quanto riguarda le proposizioni sulle sostanze - sugli esseri! John Locke dice che non possiamo mai avere alcuna pretesa di verit\u00e0 in ci\u00f2 che diciamo su di esse, ma che si tratta di semplici giudizi, con maggiore o minore probabilit\u00e0, ma sempre senza certezza, poich\u00e9 non sappiamo cosa sia una sostanza (questo \u00e8 detto presto, e sembra non avere importanza, ma \u00e8 una condanna a morte per la nostra conoscenza dell'essere, se il lettore legge bene).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E per quanto riguarda la relazione tra le idee, Locke dice che la conoscenza vera \u00e8 possibile. In particolare, possiamo avere conoscenza della relazione di causalit\u00e0 o coesistenza necessaria che si pu\u00f2 dare tra le idee, cio\u00e8 possiamo arrivare a sapere che ogni volta che certe idee semplici coesistono, ogni volta che una certa essenza nominale \u00e8 data, anche altre idee devono essere date, perch\u00e9 derivano necessariamente da quell'essenza nominale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u201cPer esempio, la fissit\u00e0 dell'oro non ha alcun legame necessario, che possiamo scoprire, con il colore, il peso o qualsiasi altra idea semplice di quelle che formano la nostra idea complessa di oro\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, questo \u00e8 il tipo di conoscenza che si verifica nella scienza, dal momento che la scienza si occupa solo di relazioni tra idee, quindi il lamento di Locke \u00e8 dovuto al fatto che la scienza era agli inizi (poco avrebbe potuto immaginare che da una sola delle qualit\u00e0 invisibili dell'oro, il suo numero atomico, tutte le sue qualit\u00e0, compresa la fissit\u00e0, potessero oggi essere dimostrate come necessarie).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Ma questo non \u00e8 possibile nel caso delle \u201csostanze, dove si suppone che un'essenza reale, distinta da quella nominale, costituisca, determini e limiti la specie... poich\u00e9 non possiamo sapere che cosa \u00e8, e che cosa non \u00e8, di quella specie... ci sono poche proposizioni universali sulle sostanze di cui si possa conoscere la verit\u00e0\u201d (Locke parla di sostanza a volte con la nozione classica e a volte come idea complessa secondo la sua filosofia, ma sempre come qualcosa di inconoscibile e inutile in filosofia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 cos\u00ec che Locke arriva finalmente, e bruscamente, alla morale, che era il motivo di un cos\u00ec lungo studio. Per Locke, la morale riguarda le relazioni: la norma morale generale pu\u00f2 essere derivata dalle relazioni che le creature devono avere con il loro Creatore, anche se non ci sono n\u00e9 creature n\u00e9 Creatore; inoltre, la morale speciale riguarda le relazioni tra gli atti concreti e la norma morale generale. Questa \u00e8 la conclusione di quest'uomo, che ha saputo fare i suoi compiti, che una conoscenza vera e oggettiva della morale \u00e8 possibile. Questo pu\u00f2 avere pi\u00f9 o meno valore, ma ci\u00f2 che ha lasciato sulla strada \u00e8 una teoria della conoscenza completamente rivoluzionaria, in cui le sostanze, cio\u00e8 l'essere stesso, cominciano a essere superflue.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>CRITICA&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una descrizione accurata della nostra conoscenza se riguarda solo la conoscenza scientifica, ma \u00e8 una filosofia molto sbagliata se pretende di essere la descrizione di tutta la conoscenza umana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Eccellente filosofia della scienza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scienza inizia costruendo essenze nominali - quelle che Locke chiama modi misti o idee complesse - per mezzo di definizioni che mettono insieme idee semplici.  Poich\u00e9 \u00e8 chiaro a cosa corrispondono queste idee semplici, \u00e8 anche chiaro quali esseri corrispondono a queste idee complesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi la scienza studia le relazioni tra le idee complesse che ha costruito - relazioni tra gli oggetti definiti nelle teorie scientifiche - e talvolta trova relazioni necessarie, cos\u00ec che la coesistenza osservata di tali idee in uno stesso essere, in realt\u00e0, viene intesa come una coesistenza necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Locke afferma che la conoscenza di queste relazioni \u00e8 possibile per la scienza, anche se, come abbiamo gi\u00e0 notato, scrivendo nel 1690, solo tre anni dopo l'inizio della fisica nell'opera di Newton <em>Philosophiae Naturalis Principia Mathematica<\/em>, Ritiene che la scienza raramente riesca a raggiungere questo obiettivo, dando come esempio negativo quelle propriet\u00e0 dell'oro che, a suo avviso, \u00e8 molto difficile per la scienza trovare in una relazione necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora il lettore pu\u00f2 capire perch\u00e9 i primi concetti scientifici, nella preistoria medievale della fisica, siano nati proprio in un ambiente nominalista (Oxford, prima met\u00e0 del XIV secolo). E il fatto \u00e8 che le idee complesse di Locke, quelle che conosciamo chiaramente - cos\u00ec come le loro relazioni - perch\u00e9 le costruiamo noi stessi, sono esattamente gli universali di cui parla Ockham nella sua Summa Logicae, quelli costruiti da noi quando li definiamo (Ockham ammette gli universali, ma come mera costruzione umana; non \u00e8 quindi un \u201cnominalista\u201d, ma un \u201cconcettualista\u201d).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come abbiamo detto, questo \u00e8 ci\u00f2 che accade effettivamente nella scienza. Furono i Calcolatori del Trinity College di Oxford a creare per definizione le prime nozioni fisiche: moto uniforme, moto uniformemente accelerato, velocit\u00e0 media, a cui ne sarebbero seguite altre come quantit\u00e0 di moto, forza vivente (energia cinetica) ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando all'esempio di Locke, lo sviluppo futuro di questa scienza permetterebbe di definire l'elemento oro attraverso un'unica qualit\u00e0 - il suo numero atomico - da cui si potrebbero dedurre, cio\u00e8 dimostrare in una relazione necessaria, tutte le qualit\u00e0 di lucentezza, duttilit\u00e0, malleabilit\u00e0 ecc. osservate nell'oro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Condanna a morte per la metafisica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, egli sta dicendo, di tutta la conoscenza umana, ci\u00f2 che \u00e8 valido solo per la conoscenza scientifica. La sua descrizione della conoscenza \u00e8, s\u00ec, una descrizione perfetta della teoria scientifica, perch\u00e9, in effetti, la teoria scientifica costruisce per definizioni le idee di cui studia le relazioni. Ma il problema \u00e8 il titolo del libro: esso pretende di essere una descrizione di tutta la conoscenza umana. Implicito in questo gesto filosofico \u00e8 il positivismo che apparir\u00e0 un secolo e mezzo dopo, per il quale solo il sapere scientifico, e non la filosofia, \u00e8 un sapere valido. E la filosofia non lo \u00e8 perch\u00e9 si occupa di nozioni di cui non abbiamo un'idea chiara e distinta, la principale delle quali - nella filosofia dell'essere, la metafisica - \u00e8 l'idea di sostanza, proprio quella di cui Locke diceva che non abbiamo un'idea chiara e distinta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prestigioso Cartesio aveva prescritto un secolo prima di non filosofare con nozioni di cui non abbiamo un'idea chiara e distinta.  Per il Locke di <em>Saggio sulla comprensione umana, <\/em>in filosofia sarebbe meglio se rinunciassimo alla nozione di sostanza: \u201c<em>Le nozioni di sostanza e di accidente sono di scarsa utilit\u00e0 per la filosofia.... <\/em>Se le parole latine inhaerentia e substantia venissero tradotte in modo chiaro... si dimostrerebbe l'utilit\u00e0 di questa dottrina nella decisione delle questioni filosofiche\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo detto che Locke non pu\u00f2 fare a meno delle sostanze nella sua filosofia - cosa contraddittoria, perch\u00e9 le considera inutili - perch\u00e9 senza di esse le idee semplici con cui inizia la sua filosofia sarebbero semplici impressioni senza nulla che le provochi: un luccichio metallico o un suono quando viene colpito, ma nulla che brilli o suoni. Ma arriver\u00e0 un David Hume che oser\u00e0 ci\u00f2 che Locke non ha osato: bandir\u00e0 dalla filosofia la nozione di sostanza, per rimanere alle sole impressioni. La perdita dell'essere nella filosofia sar\u00e0 cos\u00ec consumata. L'errore di applicare alla filosofia le esigenze del metodo scientifico sar\u00e0 stata la \u201ccronaca di una morte annunciata\u201d per la metafisica. Alla fine ci rester\u00e0 la scienza, ma senza la saggezza. Bravo, famoso Locke.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una versi\u00f3n extendida de este art\u00edculo\u00a0puede verse aqu\u00ed. Biograf\u00eda El \u201cfamoso Locke\u201d, como lo llama Inmanuel Kant, fue el an\u00e1logo a nuestro Jovellanos en Inglaterra, uno de los padres y m\u00e1s l\u00facidas mentes de la Ilustraci\u00f3n. Educado en Oxford, tuvo una amplia cultura como m\u00e9dico, fil\u00f3sofo y pol\u00edtico. 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