{"id":61613,"date":"2026-05-25T12:40:07","date_gmt":"2026-05-25T10:40:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.omnesmag.com\/?p=61613"},"modified":"2026-05-26T12:46:47","modified_gmt":"2026-05-26T10:46:47","slug":"magnifica-humanitas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/magnifica-humanitas\/","title":{"rendered":"Cosa dice Magnifica Humanitas ai cattolici di oggi?\u00a0"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Il magistero degli ultimi Papi, in particolare di San Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Francesco, santi padri della Chiesa come Sant'Agostino o l'Aquinate sono presenti in un'enciclica che cita anche Guardini, documenti magisteriali e persino \u201cIl Signore degli Anelli\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/notizie\/magnifica-humanitas-testo-integrale\/\" type=\"post\" id=\"61609\">Magnifica Humanitas<\/a> \u00e8 presentata come un'enciclica che affronta le sfide della societ\u00e0 in tempi di IA, non come un'enciclica sull'intelligenza artificiale, un'era descritta da alcuni come la quarta rivoluzione industriale. In effetti, il riferimento alla Rerum Novarum, l'enciclica di Leone XIII, da cui Papa Prevost prende il nome, \u00e8 una costante del documento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la Rerum Novarum segna l'inizio di quella che conosciamo come la sistematizzazione della Dottrina sociale della Chiesa, il cambiamento socio-occupazionale, relazionale e culturale che l'umanit\u00e0 sta vivendo, soprattutto con l'irruzione e l'universalizzazione dell'uso dell'Intelligenza artificiale, \u00e8 la chiave di lettura della prima enciclica di Leone XIV, che inizia affermando che: \u201cla potenza e l'onnipresenza delle tecnologie emergenti si intrecciano con il tessuto della vita quotidiana, plasmano i processi decisionali e incidono profondamente sull'immaginario collettivo\u201d.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa inizia la sua prima enciclica con una rapida sintesi di tutti gli aspetti che svilupper\u00e0 in questo documento: la storia dello sviluppo della Dottrina sociale della Chiesa, l'opera magisteriale nell'accompagnare e guidare le persone nelle diverse situazioni della loro esistenza, la denuncia profetica dei pericoli di un \u201cprogresso senza Dio\u201d e l'appello a \u201ccostruire una citt\u00e0 centrata sul bene comune\u201d che \u201crichiede innanzitutto di costruire sulla roccia della relazione con Dio (...), accettando i limiti e la fragilit\u00e0 dell'umanit\u00e0 senza considerarli un errore da correggere (...), accettandoli come un errore da correggere (...), accettando i limiti e la fragilit\u00e0 dell'umanit\u00e0 senza considerarli un errore da correggere (...).), accettando i limiti e la fragilit\u00e0 dell'umanit\u00e0 senza considerarli un errore da correggere (...) e costruendo un mondo in cui tutti possano \u2018fiorire\u2019\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo della Dottrina sociale della Chiesa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cL'AI deve essere intesa non come un'appendice tematica, o come un'emergenza da gestire, ma come una trasformazione che sfida dall'interno le categorie della Dottrina sociale ed esige il suo ulteriore sviluppo nella fedelt\u00e0 al Vangelo\u201d, sottolinea il Papa nel primo capitolo dell'enciclica, in cui traccia il percorso della Chiesa nello sviluppo della Dottrina sociale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui il Papa ricorda, con le parole di Papa Francesco, che \u201csu molte questioni specifiche, la Chiesa non pretende di offrire \u00abuna parola definitiva\u00bb, ma riconosce l'importanza di prestare attenzione alla ricerca scientifica e di promuovere un dialogo serio e leale tra gli studiosi, accettando la diversit\u00e0 delle opinioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Robert Prevost afferma chiaramente la natura della dottrina sociale, \u201cche non intende sostituirsi alle responsabilit\u00e0 della politica e delle istituzioni, ma si offre come supporto al discernimento comune, aiutando a riconoscere e promuovere ci\u00f2 che contribuisce alla dignit\u00e0 delle persone, alla vitalit\u00e0 delle comunit\u00e0 e al bene di tutti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle prime pagine di questa enciclica, Leone XIV getta uno sguardo ampio e approfondito sui documenti chiave del Magistero della Chiesa sulla Dottrina sociale della Chiesa, a partire dalla Rerum Novarum, seguita da documenti come la Quadragesimo anno di Pio XI, pubblicata nel 1931, i radiomessaggi di Pio XII, Mater et Magistra e Pacen in Terris di Giovanni XXIII; l'importante costituzione apostolica Gaudium et Spes e, dopo il Concilio Vaticano II, la Populorum Progressio di Paolo VI, autore anche della Octogesima adveniens, scritta in occasione dell\u201980\u00b0 anniversario della Rerum novarum, e, pi\u00f9 vicino al presente, l'Enciclica Laborem exercens, scritta novant'anni dopo la pubblicazione della Rerum novarum, da San Giovanni Paolo II, la Sollicitudo Rei socialis e la Centessimus annus. Di Benedetto XVI, il Papa ricorda la chiave di applicazione politica e sociale nella sua Caritas in veritate e, infine, di Papa Francesco l'Evangelii Gaudium, la Laudato Si', Fratelli tutti e Dilexit te. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli occhi del Papa, tutto questo forma una pedagogia chiara e armoniosa: \u201cCiascuno, raccogliendo le sfide del proprio tempo e interpretando i cambiamenti storici alla luce del Vangelo, ha messo in luce aspetti diversi di un patrimonio unico: la dignit\u00e0 della persona, il valore del lavoro, la destinazione universale dei beni, la solidariet\u00e0 e la sussidiariet\u00e0, la cura del creato, la centralit\u00e0 della pace e della fraternit\u00e0. Il risultato \u00e8 uno sviluppo armonico, anche se non sempre lineare, segnato da accentuazioni diverse, da approfondimenti progressivi e talvolta da cambi di prospettiva che non rompono con quanto precede, ma ne portano a maturazione le implicazioni\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La dignit\u00e0 umana<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel secondo capitolo, il Papa si sofferma sui fondamenti della Dottrina sociale della Chiesa, ricordando che \u201cla Dottrina sociale della Chiesa ci conduce al cuore stesso della nostra fede: il mistero del Dio vivente, rivelato in Ges\u00f9 Cristo come comunione di persone\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, sottolinea che la dignit\u00e0 della persona \u201cnon dipende dalle capacit\u00e0 che possiede, dalla ricchezza o dal ruolo che ricopre, n\u00e9 dalle decisioni giuste o sbagliate che prende, ma \u00e8 un dono che la precede e la supera, dato da Dio\u201d, denunciando le ideologie che considerano le persone come meri mezzi per ottenere risultati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa mette in guardia dal pericolo che la tutela dei diritti umani rimanga una mera dichiarazione formale e che, inoltre, si eviti la sua universalit\u00e0 perch\u00e9 non basata su solidi principi. Qui il Papa fa una speciale denuncia delle condizioni di molte donne nel mondo, ricordando che \u201cdoppiamente povere sono le donne che soffrono situazioni di esclusione, maltrattamento e violenza, perch\u00e9 spesso si trovano con minori possibilit\u00e0 di difendere i propri diritti\u201d (...) \u201cFinch\u00e9 esister\u00e0 questa disparit\u00e0\u201d, sottolinea Papa Prevost, \u201cnon potremo dire che la societ\u00e0 riconosce veramente e profondamente che le donne hanno la stessa dignit\u00e0 degli uomini\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo capitolo, il Papa ripercorre le implicazioni della ricerca del bene comune nella sfera politica, ricordando che \u201cquando la politica rinuncia a una visione a lungo termine e si riduce a calcoli a breve termine o a sterili polarizzazioni, i discorsi sul bene comune perdono credibilit\u00e0, e allo stesso tempo crescono le disuguaglianze e le fratture sociali\u201d. Qui il pontefice ci invita a \u201cpensare a forme di cooperazione e a istituzioni internazionali pi\u00f9 efficaci, capaci di prendersi cura del bene comune globale senza annullare la legittima pluralit\u00e0 dei popoli e degli Stati\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa linea, aggiorna l'appello lanciato da decenni dalla Chiesa per sottolineare che \u201claddove la ricchezza delle nazioni dipende sempre pi\u00f9 dalla conoscenza e dalla tecnologia, quando questi beni si concentrano nelle mani di pochi, senza adeguate forme di scambio e di accesso, si crea un nuovo squilibrio che contraddice la destinazione universale dei beni e alimenta il divario tra gli inclusi e gli esclusi, tra coloro che possono partecipare alla rivoluzione digitale e coloro che restano ai margini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa si sofferma in particolare sul principio di solidariet\u00e0, spiegando che la fraternit\u00e0 \u00e8 \u201cuna forma sociale e politica che deve incarnarsi in decisioni e itinerari condivisi. La solidariet\u00e0, quindi, \u00e8 il riconoscimento concreto che il destino di ciascuno \u00e8 legato al destino di tutti; veramente \u00abnessuno si salva da solo\u00bb\u201d e sottolinea che \u201cla solidariet\u00e0 \u00e8 sia un principio che una virt\u00f9. Come principio, esprime l'ordine oggettivo delle relazioni tra individui, gruppi e popoli, e allude alla consapevolezza dell'interdipendenza, per cui il bene di ciascuno passa attraverso il bene degli altri. Come virt\u00f9, invece, richiede una \u00abferma e perseverante determinazione \u00bb102 a lavorare per il bene comune.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cLa giustizia sociale deve confrontarsi con le tecnologie digitali\u201d.\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo capitolo ricorda gli insegnamenti di San Giovanni Paolo II e del suo immediato predecessore per spiegare il concetto di giustizia sociale: \u201cIl Magistero recente ha insistito sul fatto che la giustizia sociale richiede una prospettiva il cui punto di partenza sono gli ultimi. San Giovanni Paolo II ha parlato di un'opzione preferenziale per i poveri che deve segnare le decisioni personali e sociali, mentre Papa Francesco ha denunciato una \u00abcultura dell'usa e getta\u201c (...) L'idea di \u201dgiustizia sociale\u201c aiuta a riconoscere che le ingiustizie non nascono solo da decisioni sbagliate dei singoli, ma anche da strutture, meccanismi, sistemi economici e culturali che producono disuguaglianza quasi automaticamente. San Giovanni Paolo II ha parlato in questo senso di strutture di peccato che si oppongono alla volont\u00e0 di Dio e richiedono uno sforzo di conversione personale e sociale\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Papa Leone XIV, \u201cnel nostro tempo, la giustizia sociale deve confrontarsi anche con l'ambiente creato dalle tecnologie digitali. La diffusione delle reti globali, delle piattaforme e dei sistemi di intelligenza artificiale cambia il modo in cui ci informiamo, comunichiamo e accediamo ai servizi (...) Un ordine sociale giusto nell'era digitale \u00e8 quello che garantisce a tutti l'uguale accesso alle opportunit\u00e0, protegge i pi\u00f9 piccoli e i pi\u00f9 vulnerabili, si oppone all'odio e alla disinformazione, e sottopone l'uso dei dati e delle tecnologie a un controllo pubblico, in modo che il criterio non sia solo il profitto ma la dignit\u00e0 di ogni persona e il bene dei popoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Accoglienza dei migranti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un aggiornamento del concetto di giustizia sociale che, ovviamente, si riferisce direttamente ai migranti, verso i quali dobbiamo \u201ctutelare il diritto alla speranza di chi \u00e8 costretto a partire, garantendo loro canali sicuri e legali, condizioni di accoglienza dignitose e reali processi di integrazione. D'altra parte, dobbiamo anche promuovere il diritto a rimanere nella propria terra in pace e sicurezza, affrontando le cause profonde che costringono le persone a migrare, comprese quelle legate alle ingiustizie economiche e alla crisi climatica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sviluppo sociale reale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leone XIV affronta in questo capitolo il concetto di Sviluppo umano integrale. Qui spiega che \u201cnon \u00e8 umano quello sviluppo che aumenta i consumi di alcuni a scapito dei costi e delle ferite di altri, o che relega intere regioni in ruoli subordinati e impedisce loro di esprimere le proprie potenzialit\u00e0\u201d. Al contrario, afferma il Papa, \u201cla qualit\u00e0 dello sviluppo, infatti, si misura dalla sua capacit\u00e0 di mantenere insieme, senza separare, la giustizia verso le persone e la cura della casa comune, favorendo condizioni di vita dignitosa, l'accesso ai beni necessari, relazioni sociali giuste\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, afferma con enfasi che \u201cle innovazioni tecnologiche - compresa l'intelligenza artificiale - non sono neutre; possono aumentare la partecipazione e la giustizia, o ampliare le disuguaglianze, il controllo e l'esclusione. Devono quindi essere esaminate con una domanda decisiva: contribuiscono davvero alla crescita degli individui e dei popoli in umanit\u00e0 e fraternit\u00e0, nel rispetto della casa comune e delle generazioni future?.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un potere orientato al servizio, anche nella Chiesa&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quella che \u00e8 la sua prima enciclica, il Papa non ha voluto sottrarsi alle responsabilit\u00e0 e, quindi, alla necessit\u00e0 che la Chiesa esamini e chieda perdono per i suoi errori nel corso della storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo proposito, il Papa auspica anche un'autorit\u00e0 al servizio della comunit\u00e0: una <em>diaconia<\/em>Si promuova: \u201cSi promuovano forme regolari di valutazione dell'esercizio delle responsabilit\u00e0 ministeriali, che non siano un giudizio sulle persone, ma strumenti di formazione e correzione orientati alla missione\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Costruire Gerusalemme, non una nuova torre di Babele<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa utilizza due immagini forti per illustrare le possibili vie del progresso umano: l'egoismo e l'incomunicabilit\u00e0 di Babele \u201cdove il lavoro comune \u00e8 guidato da un progetto di dominio che finisce per disumanizzare (cfr. Gen 11,1-9); dall'altra parte, le rovine di Gerusalemme, che con Neemia vengono ricostruite pezzo per pezzo, come opera di responsabilit\u00e0 condivisa (cfr. Neh 2-6)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl pericolo che l'umanit\u00e0 diventi vittima delle sue stesse conquiste era gi\u00e0 stato lucidamente percepito da San Paolo VI, quando aveva avvertito che \u00abil pi\u00f9 straordinario progresso scientifico, la pi\u00f9 stupefacente abilit\u00e0 tecnica, la pi\u00f9 prodigiosa crescita economica, se non sono accompagnati da un autentico progresso sociale e morale, si ritorcono in definitiva contro l'uomo\u201d\", sottolinea il Papa in questo terzo capitolo dell'enciclica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa chiede \u201cun discernimento della visione antropologica\u201d del progresso tecnologico. \u201cSe lo sviluppo tecnologico avanza senza un'adeguata maturit\u00e0 etica e sociale, pu\u00f2 accadere che i mezzi aumentino senza che l'umanit\u00e0 cresca nella stessa misura: si \u201cha di pi\u00f9\u201d ma non si \u201c\u00e8 di pi\u00f9\u201d, e la persona rischia di essere valutata soprattutto in base alle prestazioni che offre\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intelligenza artificiale&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 annunciato, Magnifica Humanitas non \u00e8 un'enciclica sull'intelligenza artificiale, come afferma il Papa in questo terzo capitolo. \u201cMi limito a richiamare alcuni elementi essenziali per un discernimento morale e sociale che tuteli il primato della persona, affinch\u00e9 sia sempre l'intelligenza umana, con la sua coscienza e la sua libert\u00e0, a guidare le innovazioni tecniche e a stabilirne responsabilmente l'uso e i limiti\u201d, sottolinea Leone XIV.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa sottolinea chiaramente, al punto 99 di questa enciclica, che \u201cnon \u00e8 possibile dare una definizione unica e completa di IA. Quello che possiamo dire \u00e8 che dobbiamo evitare l'equivoco di equiparare questa \u201cintelligenza\u201d all'intelligenza umana\u201d. In questa linea, il Papa ricorda: \u201cLe IA si basano sull'elaborazione dei dati ma \u201cnon passano attraverso la gioia e il dolore, non maturano. Non hanno nemmeno una coscienza morale: non giudicano il bene e il male. Possono imitare linguaggi, comportamenti, valutazioni; possono simulare empatia o comprensione, ma non sanno cosa producono, perch\u00e9 non risiedono nell'orizzonte affettivo, relazionale e spirituale in cui l'essere umano diventa saggio\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alcuni pericoli dell'IA<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pontefice non nasconde gli ambiti in cui si pu\u00f2 concedere una sorta di criterio assoluto all'Intelligenza Artificiale. A questo proposito, si sofferma su tre aspetti, che \u201cin particolare devono essere tenuti in speciale considerazione: la facilit\u00e0 di raggiungere il risultato, l'impressione di oggettivit\u00e0 e la simulazione della comunicazione umana\u201d. La prima \u201cpu\u00f2 abituarci a delegare troppo e a cercare risposte rapide\u201d, la seconda \u201crischia di farci dimenticare che esse riflettono i parametri culturali di chi le ha progettate\u201d e la terza \u201cpu\u00f2 essere pericolosa se introdotta in un contesto privo di relazioni e affetti reali\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa chiede una governance etica e una particolare trasparenza nei meccanismi di questa Intelligenza Artificiale: \u201cAffinch\u00e9 l'IA rispetti la dignit\u00e0 umana e serva veramente il bene comune, \u00e8 essenziale che le responsabilit\u00e0 siano chiare in tutte le fasi: da chi progetta e programma i sistemi a chi li usa e a chi decide di affidare loro decisioni concrete (...) Chiedere prudenza, controlli rigorosi e talvolta anche un rallentamento nell'adozione dell'IA non significa essere contro il progresso, ma esercitare una cura responsabile per la famiglia umana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuove ricchezze e nuove povert\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo nuovo contesto sociale dei dati, \u201cparlare di destinazione universale dei beni significa trovare il modo di garantire l'accesso universale alle tecnologie e alla formazione. Parlare di sussidiariet\u00e0 significa tutelare la capacit\u00e0 delle comunit\u00e0 di decidere e correggere, senza relegare il loro intervento a un monitoraggio successivo, una volta che gli standard sono stati fissati altrove.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Disarmare l'intelligenza artificiale e proteggere l'umanit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa parla di \u201cdisarmare\u201d l'IA, che \u201cnon significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l'umano. Significa sottrarla ai monopoli, renderla discutibile, confutabile e quindi abitabile, ripristinando in essa la pluralit\u00e0 delle culture umane\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, il Papa rivolge un \u201cveemente appello a coloro che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale. L'innovazione tecnologica pu\u00f2 essere, in un certo senso, una forma umana di partecipazione all'atto divino della creazione\u201d, motivo per cui, per il Papa, questi sviluppatori hanno un \u201cpeso etico e spirituale, poich\u00e9 ogni scelta di progetto esprime una visione dell'umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leone XIV ci incoraggia a non perdere la nostra umanit\u00e0. Per essere chiari che \u201cla qualit\u00e0 di una civilt\u00e0 non si misura dalla potenza dei suoi mezzi, ma dalla cura che sa offrire, dalla capacit\u00e0 di riconoscere nell'altro un volto e non una funzione\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Transumanesimo e postumanesimo&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa enciclica, in cui il Papa raccoglie documenti magisteriali, il magistero degli ultimi pontefici e riferimenti esterni, fa anche un'interessante riflessione su due \u201cnarrazioni di fondo\u201d presenti nella nostra societ\u00e0: il transumanesimo e il postumanesimo. \u201cIl transumanesimo\u201d, spiega Leone XIV, \u201cimmagina un potenziamento dell'essere umano attraverso le tecnologie - biomedicina, ingegneria del corpo, dispositivi, algoritmi - con l'aspirazione ad aumentare le prestazioni e le capacit\u00e0. Il postumanesimo, soprattutto nelle sue versioni pi\u00f9 radicali, va oltre: critica l'antropocentrismo e propone una forma di ibridazione tra l'essere umano, la macchina e l'ambiente, fino a immaginare di varcare la soglia in cui l'umanit\u00e0 superer\u00e0 se stessa, entrando in un nuovo stadio evolutivo\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambi i sistemi intellettuali attaccano direttamente la dignit\u00e0 umana, portando addirittura ad \u201caccettare che alcuni siano considerati meno utili, meno desiderabili, meno degni. In nome del progresso, si pu\u00f2 arrivare a pensare a \u201csacrifici necessari\u201d e a far pagare ai pi\u00f9 vulnerabili il prezzo di una presunta ottimizzazione della specie\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questo punto, il Papa ritiene \u201cnecessario fare una chiara distinzione: una cosa \u00e8 integrare le tecnologie in una visione umana e relazionale, un'altra \u00e8 lasciarsi guidare da un immaginario che non tiene conto del limite e promette una \u201csalvezza\u201d puramente tecnica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui, ci ricorda il pontefice, dobbiamo ricordare che l'essere umano \u201cnon fiorisce nonostante il limite, ma spesso attraverso il limite\u201d. Perch\u00e9 \u00e8 al limite che si esercitano atti chiaramente umani: la cura, la compassione, l'amore. A questo punto, il Papa getta uno sguardo speranzoso sulla storia in cui troviamo come l'impegno di un uomo o di una donna possa cambiare la societ\u00e0, facendo riferimento a figure come Luther King o Dorothy Day, ma anche a San Massimiliano Maria Kolbe, a Sant'Oscar Romero o a Francois-Xavier Nguy\u1ec5n V\u0103n Thu\u1eadn.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il nostro \u201cumanissimo\u201d \u00e8 Cristo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, conclude il Papa, \u201cl'umanit\u00e0 - magnifica e ferita - non deve essere sostituita o superata; pu\u00f2 accogliere il progresso della tecnologia per alleviare le sofferenze e aprire nuove possibilit\u00e0, purch\u00e9 non rinunci a ci\u00f2 che la rende se stessa, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di relazione e di amore\u201c. A questo punto sorge una domanda decisiva: se esiste un autentico \u201dpi\u00f9 che umano\", dove si trova? La fede cristiana risponde indicando una pienezza che non deriva da una divinizzazione tecnologica, ma da quella prodotta dalla grazia di Dio, ricevuta in Cristo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ecologia della comunicazione: trasparenza anche nella Chiesa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quarto capitolo si concentra sulla natura del lavoro e sul suo ruolo nello sviluppo umano e nella libert\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo capitolo, Robert Prevost analizza la polarizzazione, spesso creata e alimentata dagli algoritmi, che pervade la nostra societ\u00e0. \u201cIl<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disinformazione\u201d, afferma il Papa, \u201cnon nasce con l'AI, ma trova in essa oggi un potente moltiplicatore\u201d. In questo senso, ricorda che \u201cchi controlla le piattaforme digitali e i media ha una notevole capacit\u00e0 di influenzare l'immaginario collettivo e di presentare una certa visione della realt\u00e0 come desiderabile\u201d. Uno scenario che rende auspicabile, per il pontefice, \u201dun'ecologia della comunicazione\u201d, che stabilisca regole che rendano pi\u00f9 trasparenti i criteri con cui i contenuti vengono selezionati e amplificati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la Chiesa, sottolinea il Papa, deve \u201cimpegnarsi in una comunicazione trasparente e in una ricerca onesta dei fatti\u201d. Purtroppo non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Abbiamo assistito, con vergogna, al doloroso svelamento di verit\u00e0 dolorose anche su membri della Chiesa e su realt\u00e0 ecclesiali. In particolare, i giornalisti impegnati hanno svolto un ruolo chiave nel portare alla luce ingiustizie e abusi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Educare a non usare l'IA<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa fa anche un interessante appello a \u201ceducare all'uso dell'IA implica, quindi, educare a decidere quando e per cosa non usarla\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, egli incoraggia un compito educativo che insegni \u201ca fare a meno dell'IA e a proteggere i nostri giovani dalla promessa della macchina perfetta, da quella sottile seduzione che fa sembrare inutile il pensiero umano proprio quando \u00e8 pi\u00f9 necessario\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'istruzione \u00e8 uno dei punti chiave da leggere in questo documento papale, che sostiene la cura per l'accesso all'istruzione e il diritto delle famiglie a un'educazione conforme alle loro convinzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Incoraggiare il lavoro, non l'elemosina<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul tema del lavoro, il Papa ricorda che \u201cil lavoro non \u00e8 un semplice strumento, ma esprime e valorizza la dignit\u00e0 della nostra vita\u201d e quindi \u201cl'aiuto economico ai poveri \u00e8 talvolta necessario nelle situazioni di emergenza, ma non pu\u00f2 diventare l'unica risposta, poich\u00e9 l'obiettivo \u00e8 offrire a ogni persona le condizioni per vivere dignitosamente attraverso il proprio lavoro\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo campo, il pontefice \u00e8 particolarmente chiaro anche quando ricorda la necessit\u00e0 di promuovere un lavoro dignitoso e accessibile e di evitare il \u201ccapitalismo esacerbato\u201d che porta a \u201cgiustificare decisioni che sacrificano sistematicamente l'occupazione\u201d in nome di maggiori profitti. Rivolge inoltre un appello particolare alle organizzazioni sindacali affinch\u00e9 \u201csi aprano a nuove forme di lavoro e a nuovi lavoratori, per rappresentarli e difenderli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I veri parametri della ricchezza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leone XIV fa eco in questa lettera alla crescita della ricchezza mondiale, notando per\u00f2 che \u201cla ricchezza mondiale \u00e8 cresciuta in termini assoluti, ma la sua concentrazione nelle mani di pochi \u00e8 aumentata e gli squilibri si sono accentuati, sia tra Paesi che all'interno dei Paesi\u201d. Una realt\u00e0 che assume nuove prospettive in tempi di IA e che richiede \u201cdinamiche economico-tecnologiche verso il bene comune, promuovendo il lavoro dignitoso, l'inclusione sociale e un'equa distribuzione dei benefici dell'innovazione\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La famiglia, centro della societ\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se pu\u00f2 sembrare una digressione all'interno del testo, il Papa si concentra sulla famiglia come \u201cbene sociale primario. Fondata sull'unione stabile tra un uomo e una donna, \u00e8 il primo ambiente in cui ogni persona sviluppa le proprie potenzialit\u00e0, prende coscienza della propria dignit\u00e0 e apprende le prime forme di verit\u00e0 e di bene\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro si inserisce l'invito agli Stati a promuovere e incoraggiare modelli socio-occupazionali che aiutino le famiglie, consentendo la riconciliazione, la loro formazione e il loro mantenimento. \u201cOccorre sostenere i legami sociali: reti e comunit\u00e0 educative che accompagnino le scelte di vita e impediscano che l'incertezza generi solitudine e dipendenza\u201d, conclude il Papa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuova schiavit\u00f9 e nuovo colonialismo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell'era dell'Intelligenza Artificiale, il Papa fa una riflessione particolare sulle nuove forme di schiavit\u00f9, sia quella generata dagli algoritmi che intrappolano e \u201cdecidono\u201d la vita di molte persone, sia il fatto che \u201cnel mondo dell'AI nulla \u00e8 immateriale o magico. Ogni risposta che sembra immediata e perfetta proviene da una lunga catena di mediazioni, da una vasta rete di risorse naturali, infrastrutture energetiche e, soprattutto, persone. Una parte significativa del funzionamento dell'economia digitale si basa sul lavoro silenzioso di milioni di esseri umani, impiegati in attivit\u00e0 \u201dinvisibili\", poco retribuite e, soprattutto, femminili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, sottolinea il potere delle reti nelle nuove forme di schiavit\u00f9 come il traffico di esseri umani o l'emergere di \u201cnuovi colonialismi\u201d: \u201cinformazioni vitali che, una volta correlate, possono essere utilizzate per addestrare modelli predittivi, guidare strategie di investimento, anticipare le crisi e, soprattutto, selezionare chi e cosa conta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c\u00c8 qui\u201d, sottolinea il Papa, \u201cche si gioca una delle questioni morali pi\u00f9 urgenti del nostro tempo: trasformare la conoscenza condivisa in un bene comune, non in uno strumento di dominio; restituire alle persone non solo i dati che le descrivono, ma anche la possibilit\u00e0 di decidere come usarli, chi li user\u00e0 e per chi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Papa Leone XIV chiude questa prima enciclica con un appello a costruire la civilt\u00e0 dell'amore. In questo senso, riporta l'immagine della Torre di Babele come \u201cil paradigma tecnocratico globalizzato, ma anche il confronto a distanza tra imperialismi contrapposti, tra potenze che vogliono conservare il loro primato e potenze che aspirano a conquistarlo, con una molteplicit\u00e0 di conflitti locali\u201d. Di fronte a ci\u00f2, emerge una grande parte dell'umanit\u00e0 che vuole continuare a salvaguardare quella natura umana fondata sulla filiazione divina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'intelligenza artificiale non pu\u00f2 agire come un agente morale&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa non si sottrae all'evidenza che \u201cstiamo assistendo a un vero e proprio cambiamento di paradigma nel discorso pubblico e nelle decisioni di riarmo, con una preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale\u201d, un pensiero guerrafondaio che si alimenta della polarizzazione sociale e della crescita della stessa industria bellica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, spiega il Papa, l'IA non pu\u00f2 avere il controllo del processo decisionale morale, poich\u00e9 \u201cil giudizio morale non pu\u00f2 essere ridotto a un calcolo, ma implica coscienza, responsabilit\u00e0 personale e riconoscimento dell'altro come persona\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cinque aree di responsabilit\u00e0 personale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui, e per chiudere questa diagnosi della societ\u00e0 odierna e delle sue implicazioni morali, il Papa fa un forte appello alla responsabilit\u00e0 personale, proponendo \u201ccinque vie di responsabilit\u00e0 quotidiana e pubblica: disarmare le parole, costruire la pace nella giustizia, assumere lo sguardo delle vittime, coltivare un sano realismo e rilanciare il dialogo e il multilateralismo\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Leone XIV ricorda come \u201cil potere delle parole \u00e8 enorme e lo sperimentiamo nella comunicazione quotidiana, quando qualcuno ci dice qualcosa che cambia il nostro stato d'animo, sia nel bene che nel male\u201d e incoraggia \u201ca dare spazio, nell'informazione e nell'educazione, allo sguardo e alla voce delle vittime; ci\u00f2 aiuta a prendere veramente coscienza dell'abisso di male che la guerra e, in generale, ogni forma di violenza contengono; a non accettare la logica del conflitto come normale; a non distogliere lo sguardo quando viene commesso un affronto alla dignit\u00e0 umana; a restituire alle persone colpite la dignit\u00e0 di essere riconosciute e ascoltate\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha fatto fin dall'inizio del suo pontificato, Robert Prevost fa appello alla necessit\u00e0 di un vero dialogo: dalle circostanze quotidiane all'alta diplomazia e in cui \u201cil dialogo tra le religioni ha un ruolo decisivo, perch\u00e9 al cuore delle grandi vie spirituali c'\u00e8 un messaggio di pace. Chiunque usi il nome di Dio per legittimare il terrorismo, la violenza o la guerra tradisce il suo volto; combattere in nome della religione significa, in realt\u00e0, colpire la religione stessa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Spiritualit\u00e0 eucaristica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, il Papa sottolinea che \u201cnon c'\u00e8 momento o condizione umana che non sia degna di Dio\u201d. Un'affermazione che sviluppa ulteriormente nell'invito a \u201ccontemplare nel volto del Figlio una magnifica umanit\u00e0 che illumina anche l'epoca dell'AI. In Cristo comprendiamo che l'uomo \u00e8 chiamato ad essere un collaboratore nell'opera della creazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Papa sottolinea che \u201cla spiritualit\u00e0 di cui abbiamo bisogno \u00e8 una spiritualit\u00e0 eucaristica, cio\u00e8 una spiritualit\u00e0 dell'unit\u00e0 ecclesiale nell'amore (...) Questo dono rimane presente e attivo nell'Eucaristia, in cui il Signore si comunica e raduna la Chiesa, in modo che la sua donazione diventi il principio dell'unit\u00e0 e la fonte della vita nuova. Da questa comunione nasce anche la solidariet\u00e0 cristiana\u201d, poich\u00e9 \u201cl'Eucaristia ci muove alla giustizia e alla condivisione, con un'attenzione preferenziale per coloro che soffrono il peso della povert\u00e0 e dell'emarginazione\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'enciclica si conclude con una profonda riflessione mariologica in cui la Madre di Dio ci viene mostrata come una \u201cpoetessa e profetessa della redenzione\u201d che canta nel Magnificat nonostante il fatto che nulla fosse apparentemente cambiato nel suo mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>El magisterio de los Papas recientes, en especial, san Pablo VI, san Juan Pablo II y Francisco, santos padres de la Iglesia como san Agust\u00edn o el Aquinate se hace presente en una enc\u00edclica que tambi\u00e9n cita a Guardini, documentos magisteriales y hasta \u201cEl se\u00f1or de los anillos\u201d.&nbsp; Magnifica 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