{"id":63281,"date":"2026-07-22T06:48:00","date_gmt":"2026-07-22T04:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.omnesmag.com\/?p=63281"},"modified":"2026-07-21T10:58:13","modified_gmt":"2026-07-21T08:58:13","slug":"chiesa-tanzania-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.omnesmag.com\/it\/actualidad\/iglesia-tanzania-africa\/","title":{"rendered":"La Chiesa in Tanzania: fede, povert\u00e0 e speranza nel cuore dell\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chiesa cattolica in Tanzania \u00e8, come spiega Godfrey Mgusi Makoro, seminarista tanzaniano che sta attualmente completando la sua formazione presso il Seminario Internazionale Bidasoa di Pamplona, \u00abuna Chiesa giovane che risale ad almeno un secolo fa, quando ebbe luogo la sua evangelizzazione, la seconda evangelizzazione, avvenuta alla fine del XIX secolo, negli anni \u00bb60 del XIX secolo\u00ab. Furono i Padri Bianchi, i Padri dello Spirito Santo e i Missionari d\u2019Africa a seminare quella fede che oggi, grazie ai \u00bbloro sforzi e alla loro dedizione profondamente radicata nell\u2019amore di Dio, in Cristo con il suo Vangelo e nella Chiesa\u00bb, \u00e8 diventata una realt\u00e0 che conta milioni di fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi almeno il 35% della popolazione tanzaniana \u00e8 cattolica ed \u00e8 distribuita in 37 diocesi, di cui 7 sono arcidiocesi. Una Chiesa numerosa e vivace, ma che \u2014come ogni Chiesa giovane\u2014 presenta luci e ombre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il compito fondamentale: condurre le anime a Dio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Makoro, la missione della Chiesa in Tanzania non si esaurisce nelle sue opere sociali, per quanto importanti esse siano. \u00abLa Chiesa, in quanto popolo di Dio, ha come compito principale quello di condurre le anime a Dio\u00bb, scrive. Ma mette in guardia da una tentazione che considera fondamentale: \u00abC\u2019\u00e8 una profonda crisi nell\u2019identit\u00e0 cristiana dei cristiani. E dico profonda perch\u00e9 riguarda la radice stessa dell\u2019essere cristiani\u00bb. Tale crisi consiste, secondo le sue parole, nel confondere la fede con uno scambio: \u00abInnanzitutto, ci\u00f2 che si cerca nella Chiesa non sono dei \u2018favori di Dio\u2019 in cambio delle nostre azioni pie, ma la Santit\u00e0, la vita divina, il vivere con Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Lizmendy, religiosa peruviana della congregazione delle Custodi del Regno del Cuore di Ges\u00f9, che da poco pi\u00f9 di un anno opera nella diocesi di Bunda, sull\u2019isola di Ukerewe, concorda sul fatto che il compito principale della Chiesa sia \u00abmantenere viva la fede e la formazione\u00bb. Riconosce che \u00abc\u2019\u00e8 un forte impegno pastorale da parte dei missionari e dei sacerdoti\u00bb, anche se le condizioni non sempre lo facilitano: \u00abCi sono pochi missionari, pochi sacerdoti, le distanze sono piuttosto notevoli, la popolazione \u00e8 numerosa e, nonostante tutto, si cerca di essere presenti, di accompagnare continuamente\u00bb. E aggiunge un\u2019immagine che riassume bene lo spirito missionario: \u00abA volte bisogna fare viaggi un po\u00bb lunghi, ma nonostante ci\u00f2 si \u00e8 presenti, perch\u00e9 l\u2019importante per ogni comunit\u00e0 \u00e8 vedere e sentire la presenza dei sacerdoti e delle suore che stanno con loro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Istruzione e sanit\u00e0: l'eredit\u00e0 dei missionari<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dai primi tempi dell\u2019evangelizzazione, la Chiesa in Tanzania ha compreso che annunciare il Vangelo significa anche prendersi cura del corpo e della mente. Makoro lo riassume con una formula che si \u00e8 ripetuta in ogni missione: \u00abFin dai tempi dei missionari, la Chiesa in Tanzania si \u00e8 concentrata su questi due aspetti: ovunque vivessero i missionari, l\u00ec c\u2019era una parrocchia, una scuola e un ospedale\u00bb. Lo constata lui stesso nella propria parrocchia, quella di Nostra Signora della Buona Speranza di Kagunguli, che vanta ormai 132 anni di storia e che, quando il Paese ottenne l\u2019indipendenza, vide il governo assumere la gestione di gran parte delle sue scuole e dei suoi centri sanitari, anche se non di tutti: \u00abAttualmente sono di propriet\u00e0 del governo, ad eccezione della scuola secondaria che \u00e8 stata restituita alla Chiesa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante queste cessioni, la rete educativa cattolica rimane comunque vastissima. Secondo i dati di Makoro, la Chiesa conta oggi \u00abquasi duemila scuole, sia primarie che secondarie\u00bb, cinque universit\u00e0 cattoliche \u2014 tra cui la Saint Augustine University of Tanzania (SAUT), la Catholic University of Health and Allied Sciences (CUHAS) di Bugando-Mwanza, la Ruaha Catholic University (RUCU), la Mwenge Catholic University (MWECAU) e il Jordan University College \u2014 e circa un centinaio di istituti di formazione di livello diploma in settori quali la sanit\u00e0 e l\u2019istruzione. \u00abCi\u00f2 dimostra che, sin dall\u2019indipendenza, la maggior parte della popolazione ha ricevuto la propria istruzione nelle scuole cattoliche\u00bb, conclude il seminarista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in ambito sanitario la presenza cattolica \u00e8 molto estesa. \u00abOgni diocesi della Tanzania ha almeno un ospedale, e alcune ne hanno pi\u00f9 di cinque\u00bb, spiega Makoro, che cita il Bugando Hospital come punto di riferimento nazionale. Complessivamente, la Chiesa dispone di \u00ab94 centri sanitari e 338 dispensari\u00bb, oltre a numerosi orfanotrofi e centri per le persone pi\u00f9 emarginate, gestiti per lo pi\u00f9 da suore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Lizmendy conferma questa vocazione assistenziale sulla base della sua esperienza concreta a Bunda: \u00abIn questa zona della Tanzania, la diocesi gestisce numerose scuole, dispensari e opere sociali grazie alla presenza dei missionari\u00bb. E aggiunge un dettaglio che rivela fino a che punto la scuola colmi le carenze familiari di base: \u00abNelle scuole vengono offerti la colazione e il pranzo ai bambini, il che favorisce un migliore apprendimento e uno sviluppo nutrizionale\u00bb. Sottolinea inoltre l\u2019attenzione specifica rivolta a una categoria particolarmente vulnerabile nella regione: \u00abCi sono case di accoglienza, soprattutto per questa comunit\u00e0 di albini che in questa zona \u00e8 piuttosto numerosa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La povert\u00e0, la sfida che sta alla base di tutte le altre<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se c\u2019\u00e8 un filo conduttore tra le due testimonianze, \u00e8 la povert\u00e0. Makoro la indica come la radice di molti altri mali: \u00abAttualmente la maggior parte dei cittadini vive in condizioni di povert\u00e0, poich\u00e9 le cause principali sono l\u2019egoismo e la corruzione\u00bb. Punta inoltre il dito contro la disoccupazione giovanile con una statistica eloquente: \u00abSu dieci laureati, tre trovano lavoro, uno pu\u00f2 avere un\u2019occupazione autonoma, quindi i restanti sei rimangono senza lavoro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Lizmendy, dal campo, offre una testimonianza ancora pi\u00f9 cruda della povert\u00e0 quotidiana sull\u2019isola di Ukerewe: \u00abC\u2019\u00e8 un tasso di povert\u00e0 altissimo tra le famiglie che non dispongono dei beni di prima necessit\u00e0 per sopravvivere giorno per giorno. Per fare un esempio, molte di loro non hanno nemmeno un euro al giorno, il che comporta che si mangi solo una o due volte al giorno\u00bb. Questa precariet\u00e0, spiega, ha effetti a catena: \u00abCi\u00f2 comporta anche problemi di malnutrizione e di apprendimento nei bambini\u00bb. E per quanto riguarda l\u2019istruzione, la scarsit\u00e0 di risorse spinge molte famiglie a interrompere gli studi dei propri figli appena terminata la scuola primaria, il che \u00abporta molte ragazze, in particolare, a formare una famiglia in giovane et\u00e0 e ad avere figli in giovane et\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo al proprio stile di vita come missionaria, la suora confessa con semplicit\u00e0: \u00abViviamo con lo stretto necessario, perch\u00e9, sebbene non ci manchi nulla, non abbiamo nemmeno nulla in eccesso. E cos\u00ec impari a vivere in mezzo a loro con quella fede cos\u00ec bella, cos\u00ec crescente e cos\u00ec gioiosa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-1024x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-63285\" style=\"width:806px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-1024x1024.webp 1024w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-700x700.webp 700w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-300x300.webp 300w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-768x768.webp 768w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-1536x1536.webp 1536w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-12x12.webp 12w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-600x600.webp 600w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06-100x100.webp 100w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.06.webp 1560w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un popolo pacifico in tempi di tensione sociale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Makoro sottolinea un aspetto dell\u2019identit\u00e0 tanzaniana che desidera mettere in evidenza a fronte degli stereotipi sull\u2019Africa: la convivenza pacifica tra le sue oltre 120 trib\u00f9. \u00abGrazie a Dio, in Tanzania abbiamo pi\u00f9 di 120 trib\u00f9, ma non c\u2019\u00e8 tribalismo; in Tanzania chiunque pu\u00f2 vivere dove vuole senza alcun problema\u00bb. E aggiunge, con un tocco personale: \u00abA dire il vero, non ricordo episodi di violenza tra i cittadini in Tanzania. Sono cresciuto in Tanzania, ma non ho mai sentito parlare di guerre tra noi cittadini. I tanzaniani sono un popolo pacifico al punto che questa caratteristica \u00e8 diventata parte della nostra identit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tensioni che invece riconosce sono di altro tipo: le proteste dei cittadini contro il potere politico. \u00abLa violenza a cui abbiamo assistito di recente \u00e8 quella dei cittadini contro il governo, soprattutto quando si ribellano contro la corruzione, l\u2019ingiustizia e i vari problemi che la gente sta affrontando\u00bb, spiega, inquadrando il fenomeno in una prospettiva spirituale: \u00ab\u00e8 una manifestazione della sete di giustizia e di cambiamento, come ha affermato Papa Leone XIV nella sua recente visita apostolica in alcuni paesi dell\u2019Africa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le vocazioni: frutto della famiglia, della comunit\u00e0 e della liturgia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle caratteristiche pi\u00f9 sorprendenti della Chiesa tanzaniana, agli occhi di un europeo, \u00e8 l\u2019abbondanza di vocazioni sacerdotali e religiose. Makoro offre tre chiavi di lettura per comprenderlo. La prima \u00e8 la fede vissuta in comunit\u00e0: \u00able vocazioni nascono in una comunit\u00e0 cristiana e sono per essa\u00bb. La seconda \u00e8 la famiglia, \u00abcome la Chiesa in casa\u00bb, che trasmette il valore della vocazione fin dall\u2019infanzia. Lo stesso seminarista condivide un ricordo affettuoso di sua madre: \u00abRicordo che quando ero bambino mia madre mi sculacciava se non pregavo a casa, specialmente la preghiera del pomeriggio e della sera, e mi costringeva a recitare la preghiera per le vocazioni, anche se la recitavo piangendo; oggi per\u00f2 sono un seminarista che sta completando la propria formazione presso il seminario internazionale Bidasoa a Pamplona. Che mia madre riposi in pace\u00bb. La terza chiave, che attribuisce a un suo professore, \u00e8 una liturgia curata con attenzione, \u00abperch\u00e9 la vocazione richiede che i chiamati incontrino Colui che chiama\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Lizmendy offre una lettura complementare, pi\u00f9 incentrata sulla fede vissuta \u00aba fior di pelle\u00bb: \u00abCredo che molti giovani scelgano la vita religiosa e il sacerdozio grazie alla fede tangibile presente in ciascuna delle loro famiglie\u00bb. E aggiunge una motivazione quasi missionaria nei candidati stessi: \u00abPorter\u00f2 un po\u00bb pi\u00f9 di Dio alla mia famiglia, alla mia comunit\u00e0; far\u00f2 da tramite; diventer\u00f2 sacerdote o suora perch\u00e9 voglio continuare a mantenere viva la fede in queste famiglie, in questa comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Piccole comunit\u00e0 cristiane e gruppi di fede<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Makoro descrive in dettaglio un elemento caratteristico del cattolicesimo tanzaniano: le piccole comunit\u00e0 cristiane, gruppi composti da cinque a dieci famiglie organizzate attorno a un santo patrono, che si riuniscono settimanalmente per leggere la Parola e condividere la vita di fede. A suo avviso, questa struttura \u00abpu\u00f2 rappresentare un valido rimedio all\u2019individualismo che continua a rappresentare una minaccia in Europa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto a queste, esistono comunit\u00e0 di devozione popolare \u2014 il Rosario Vivo, il Sacro Cuore di Ges\u00f9, Santa Rita da Cascia, Regnum Christi \u2014 con pratiche di piet\u00e0 molto concrete, come la recita quotidiana del rosario o le veglie mensili di adorazione. Makoro, cresciuta nella comunit\u00e0 del Sacro Cuore di Ges\u00f9, sostiene che questo tipo di esperienza religiosa intensa fin dall\u2019infanzia faciliti il discernimento vocazionale: \u00abImmagina un ragazzo di quindici anni che, dall\u2019et\u00e0 di 10 anni fino ai 20, trascorre tutta la notte in preghiera: per lui \u00e8 facile discernere la vocazione sacerdotale, o quella religiosa per le ragazze\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A ci\u00f2 si aggiungono i grandi movimenti apostolici organizzati per et\u00e0 e sesso, dotati di una struttura nazionale, di un\u2019uniforme e di uno statuto proprio: l\u2019Unione degli Uomini Cattolici della Tanzania (UWAKA), l\u2019Unione delle Donne Cattoliche della Tanzania (WAWATA), i Giovani Lavoratori Cattolici (VIWAWA), gli studenti cattolici delle scuole secondarie (TYCS) e universitari (TMCS), e la Congregazione dei Santi Bambini di Ges\u00f9 per i pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-1024x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-63284\" style=\"width:761px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-1024x1024.webp 1024w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-700x700.webp 700w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-300x300.webp 300w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-768x768.webp 768w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-1536x1536.webp 1536w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-12x12.webp 12w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-600x600.webp 600w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14-100x100.webp 100w, https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/WhatsApp-Image-2026-07-21-at-10.35.14.webp 1560w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La famiglia, primo luogo della fede, e le minacce che la riguardano<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia il seminarista che la suora concordano sul fatto che la famiglia continui a essere il primo luogo di trasmissione della fede. Makoro descrive una scena quotidiana: \u00abMangiano insieme a casa e la sera \u00e8 molto comune pregare prima di andare a dormire. \u00c8 l\u00ec che i bambini imparano a parlare con Dio, pregando con i propri genitori a casa\u00bb. La partecipazione alla messa domenicale \u00e8 praticamente obbligatoria in molte famiglie, al punto che \u00abchi salta la messa, poi deve renderne conto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Lizmendy precisa che si tratta di una fede pi\u00f9 vissuta che dottrinale: \u00abSebbene non si trasmetta una fede molto dottrinale, si trasmette una fede di testimonianza, una fede di tutti i giorni\u00bb. Cita come esempio la portata delle celebrazioni sacramentali: \u00abIn Tanzania, in un\u2019unica cerimonia vengono confermati 250 giovani o ricevono la comunione 300 bambini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma Makoro non nasconde che l\u2019istituzione familiare sta attraversando una crisi sempre pi\u00f9 grave: \u00abLa famiglia in Tanzania \u00e8 attualmente in pericolo. Ormai \u00e8 diventato comune avere un figlio che non conosce il padre o la madre o che non vive con i genitori\u00bb. Sottolinea inoltre un cambiamento di mentalit\u00e0 tra le giovani donne, che \u00abconsiderano il non sposarsi come una forma di liberazione\u00bb, e menziona l\u2019omosessualit\u00e0 come una realt\u00e0 che \u00absocialmente continua a essere vista come un male\u00bb nel Paese.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Donne: povert\u00e0, maternit\u00e0 precoce e mancanza di opportunit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La condizione delle donne emerge in entrambe le testimonianze come una delle ferite pi\u00f9 profonde della societ\u00e0 tanzaniana. Makoro elenca diversi aspetti: la povert\u00e0 materiale aggravata dal cambiamento climatico e dalla mancanza di lavoro; la responsabilit\u00e0 quasi esclusiva della cura dei figli, specialmente quando il marito muore o abbandona la famiglia; i matrimoni e le gravidanze adolescenziali, che stroncano i progetti di vita di molte giovani; il rischio, sebbene non frequente, di abusi sessuali; e la tentazione di rivolgersi ad altre religioni o alla superstizione \u00abcon l\u2019idea di cercare miracoli e risolvere i propri problemi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Lizmendy lo conferma sulla base della sua esperienza diretta a Bunda: \u00abPer quanto riguarda le donne e le ragazze, hanno davvero pochissime opportunit\u00e0 accademiche e lavorative. Molte di loro, a causa della mancanza di risorse, abbandonano la scuola in et\u00e0 molto precoce per dedicarsi alla famiglia o al lavoro nei campi, dove devono affrontare una vita molto dura\u00bb. La Chiesa cerca di rispondere con formazione e accompagnamento, anche se la suora \u00e8 onesta riguardo ai propri limiti: \u00abDa parte della Chiesa cerchiamo di organizzare alcuni laboratori e di fornire accompagnamento per migliorare la loro situazione, ma i bisogni sono enormi e le nostre risorse molto limitate\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Makoro aggiunge un dato che sfuma questo quadro: nonostante le difficolt\u00e0, \u00abse si va in Tanzania, si scoprir\u00e0 che in molte istituzioni ecclesiastiche il numero delle donne che occupano posti di lavoro \u00e8 superiore a quello degli uomini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Convivenza interreligiosa e contributo sociale della Chiesa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda il rapporto con l\u2019Islam, Makoro descrive un clima di \u00abconvivenza piuttosto pacifica\u00bb tra musulmani e cristiani, pur riconoscendo una certa complessit\u00e0 istituzionale dovuta all\u2019assenza di un\u2019autorit\u00e0 musulmana unificata: \u00abal punto che, tra di loro, alcuni concordano con alcune affermazioni della Chiesa e altri no. Ma nella vita quotidiana tra la gente c\u2019\u00e8 molta pace\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sintesi, il seminarista riassume cos\u00ec il contributo della Chiesa al suo Paese: \u00abCome cittadino, posso dire che la Chiesa in Tanzania \u00e8 la voce di chi non ha voce. La Chiesa \u00e8 una delle poche istituzioni che ha contribuito e continua a contribuire allo sviluppo del Paese attraverso l\u2019istruzione sin dalla sua fondazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lo sguardo di una missionaria straniera: dalla paura iniziale alla gioia contagiosa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La testimonianza di suor Lizmendy offre il punto di vista di chi arriva dall\u2019esterno e deve imparare, quasi da zero, a inserirsi in una cultura diversa. Confessa senza mezzi termini lo smarrimento dei suoi primi giorni: \u00abIl fatto di non parlare la lingua mi faceva venire voglia di scappare. \u2018Cosa ci faccio qui se non riesco a parlare, se non riesco a comunicare con le persone, se non capisco e non mi capiscono?\u2019\u00bb. Ammette che \u00absi sentiva un po\u00bb inutile in Tanzania\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 riuscita a superare quel momento, racconta, grazie alla preghiera, alla lettura spirituale e all\u2019accompagnamento, oltre che a una frase del nunzio apostolico che \u00e8 diventata la sua bussola: \u00abL\u2019evangelizzazione non si fa solo con le parole, ma con l\u2019amore\u00bb. Oggi, a pi\u00f9 di un anno di distanza, il suo bilancio \u00e8 gioioso: \u00abSono molto felice, anche se capisco pochissimo lo swahili\u2026 questo non mi impedisce di vedere la gioia sui volti di chi mi circonda\u00bb. E aggiunge una riflessione che illumina il senso ultimo della sua presenza l\u00ec: \u00abEssere in Tanzania per me \u00e8 qualcosa, un dono, \u00e8 qualcosa di grande, \u00e8 un dono di Dio che mi ha permesso di vivere e di condividere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla domanda sulla differenza tra la fede tanzaniana e quella europea, offre una delle chiavi di lettura pi\u00f9 illuminanti di tutto il servizio: \u00abUn tanzaniano ti esprime ci\u00f2 che prova, ti trasmette gioia, emozione, comunica ci\u00f2 che ha dentro. Quella fede cos\u00ec grande, quell\u2019amore per Dio, ti contagia. Credo che in Europa tutto questo venga vissuto in modo un po\u00bb pi\u00f9 intimo\u00ab. E conclude con un invito: \u00bbForse potremmo imparare dall\u2019atteggiamento dei tanzaniani nel modo in cui esprimono e vivono la fede: dimostrano di essere cattolici e lo fanno con gioia, nonostante tutte le difficolt\u00e0 e le privazioni che devono affrontare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019incontro di queste due testimonianze \u2014 quella di un giovane tanzaniano che si sta preparando al sacerdozio e quella di una missionaria peruviana che ha fatto della Tanzania la sua casa \u2014 emerge il ritratto di una Chiesa giovane, vigorosa nelle sue vocazioni e nella sua fede, ma che cammina al fianco di un popolo martoriato dalla povert\u00e0, dalla disoccupazione giovanile e dalle disuguaglianze di cui soffrono soprattutto le donne. Una Chiesa che, come sintetizza Makoro, continua a ritenere che la propria missione non separi l\u2019annuncio del Vangelo dalla cura della scuola, dell\u2019ospedale e della famiglia; e che, come testimonia suor Lizmendy, trova nella semplice gioia dei suoi fedeli una delle lezioni pi\u00f9 profonde che la Tanzania possa offrire a un\u2019Europa pi\u00f9 silenziosa nel suo modo di vivere la fede.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Iglesia cat\u00f3lica en Tanzania es, como explica Godfrey Mgusi Makoro, seminarista tanzano que actualmente termina su formaci\u00f3n en el Seminario Internacional Bidasoa de Pamplona, \u00abuna Iglesia joven que tiene al menos un siglo desde su evangelizaci\u00f3n, la segunda evangelizaci\u00f3n, que fue a finales del siglo XIX, en los a\u00f1os 1860\u00bb. 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