Suor Sandra lavora in Sierra Leone e attualmente si trova in Spagna per pubblicizzare la campagna di Manos Unidas “Dichiariamo guerra alla fame”, un'iniziativa che cerca di sensibilizzare la popolazione sulla realtà dei Paesi più poveri e di mobilitare il sostegno a progetti di sviluppo e di educazione.
Negli ultimi otto anni ha lavorato in Sierra Leone, uno dei Paesi con il più basso reddito pro capite al mondo, dove la sua congregazione sviluppa progetti educativi e sociali rivolti soprattutto a donne e giovani in situazioni di vulnerabilità.
Un missionario tra Messico e Africa
Nata in Messico, suor Sandra appartiene alla congregazione delle Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento, un ramo di ispirazione francescana fondato da un'ex clarissa di clausura durante la persecuzione religiosa in Messico negli anni Venti.
Prima di entrare nella vita religiosa nel 1995, Sandra si è laureata in chimica industriale e ha lavorato in un'azienda che produceva coloranti e pigmenti. “Sono sempre stata una persona con il desiderio di imparare”, spiega, un atteggiamento che oggi definisce chiave per vivere il discepolato cristiano con una “mente aperta e docile allo Spirito”.
Dopo esperienze missionarie in diversi Paesi, nel 2018 è arrivata in Sierra Leone, dove attualmente coordina diversi progetti educativi di grande impatto sociale.
Formazione per donne e giovani senza risorse
Suor Sandra è responsabile di una scuola tecnico-professionale per donne vulnerabili, per lo più madri single che hanno abbandonato l'istruzione di base. Qui ricevono una formazione in mestieri come il cucito, il parrucchiere o la cucina, che consente loro di accedere a un'occupazione e migliorare concretamente le loro condizioni di vita.
Allo stesso tempo, la congregazione offre una formazione professionale in ambito informatico e amministrativo ai giovani che hanno terminato la scuola superiore ma non possono accedere all'università. “La formazione, soprattutto in ambito informatico, apre loro altre porte in un Paese in cui le opportunità di lavoro sono molto limitate”, spiega.
Alcune delle donne formate hanno trovato lavoro nelle aziende che forniscono servizi alle miniere di ferro e bauxite, soprattutto nelle mense industriali che servono migliaia di lavoratori. “Avere uno stipendio stabile cambia la loro vita”, spiega l'esperta.

Sostegno fondamentale da parte di Manos Unidas
L'opera educativa delle Sorelle Missionarie Clarisse è ampiamente sostenuta dalla cooperazione internazionale. In questo contesto, suor Sandra sottolinea il ruolo fondamentale di Manos Unidas, che da decenni sostiene i progetti della congregazione in Sierra Leone.
Negli ultimi anni, l'ONG ha finanziato la riabilitazione degli edifici scolastici della scuola Nuestra Señora de Guadalupe, che ospita circa mille alunni. “Il sussidio statale è di soli 2,60 euro per alunno a semestre. Con questa cifra è impossibile mantenere le infrastrutture o migliorare la qualità dell'istruzione”, spiega.
Le difficoltà sono aggravate dal clima tropicale, con lunghi periodi di forti piogge che deteriorano rapidamente gli edifici. “Senza l'aiuto di Manos Unidas, non saremmo in grado di continuare a fornire un'istruzione di qualità e dignitosa”, aggiunge.
Fede e missione in un paese prevalentemente musulmano
La Sierra Leone ha una popolazione a maggioranza musulmana (95%), che rappresenta una sfida particolare per il lavoro missionario. Per suor Sandra, questa realtà richiede di “annunciare la fede con rispetto, ma anche con libertà”.
“La prima conversione è quella del missionario stesso”, afferma, convinta che l'esperienza quotidiana tra i più poveri rinnovi costantemente la fede. Ricorda momenti di profonda esperienza spirituale, come la preghiera comunitaria con i malati e i bambini poveri, che le ha fatto sentire di essere “dentro una pagina del Vangelo”.
Anche se i battesimi sono pochi - cinque o sei all'anno - la suora sottolinea che l'evangelizzazione procede in modo tranquillo e costante. “Lo Spirito Santo lavora lentamente, ma non si ferma.
Una missione sostenuta con pochi mezzi
Attualmente, 27 suore della congregazione lavorano in Sierra Leone, di cui undici nella zona di Lunsar, occupandosi di cinque scuole con più di 3.000 alunni. Gestiscono anche un piccolo dispensario che cura più di mille malati all'anno.
“Siamo pochi e con risorse limitate, ma andiamo avanti”, conclude suor Sandra. “Crediamo fermamente che l'educazione sia la base per una vera trasformazione sociale, anche se lenta. È per questo che siamo qui.




