Ogni anno, tra i trecento e i quattrocento milioni di persone intraprendono un viaggio – un pellegrinaggio – per motivi religiosi. Il turismo religioso è uno dei segmenti del settore turistico che registra il maggior volume di visitatori. In particolare, in America ci sono 3.000 santuari cattolici catalogati, centinaia di itinerari attivi e la più grande popolazione cattolica del pianeta, ma mancano politiche pubbliche coordinate, dati sistematici e prodotti strutturati. Questa è una delle conclusioni del Congresso Internazionale sul Turismo Religioso “Terra di fede viva – ”El Salvador 2026”, tenutosi in questa nazione centroamericana, un paese che sta registrando una forte crescita in questo settore.
Il paradosso è che in questo settore, “in America siamo invisibili, nessuno ci vede”, come ha affermato Adrián Lomello, argentino, coordinatore per l’America della Rete Mondiale del Turismo Religioso. Ha fornito alcune cifre: “Secondo l’UNWTO, ogni anno nel mondo si registrano 300-400 milioni di turisti religiosi, con un impatto economico di 18.000 milioni di dollari; 22 milioni di visitatori all’anno a Guadalupe, 12 milioni ad Aparecida (Brasile), 7 milioni a Luján (Argentina)…”. E anche in luoghi più modesti, come “la festa della Vergine di La Tirana in Cile, che riunisce 250.000 persone in un paese di 15.000 abitanti”.
È significativo che il 20% dei siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità sia legato al patrimonio religioso (non solo cattolico, ovviamente) e che circa l’80% degli elementi del patrimonio immateriale sia collegato a pratiche religiose.
Un esempio dell’interesse per il turismo religioso è proprio il Paese ospitante del congresso, El Salvador. La sua ministra del Turismo, Morena Valdez, ha affermato che sette anni fa un evento del genere era impensabile in quel Paese: nel centro storico “ti dicevano: non scendere dall’auto”. Le cifre relative alla forte crescita del turismo sono: 4,1 milioni di visitatori internazionali nel 2025, 2,5 milioni a giugno 2026, oltre 3.600 milioni di dollari in valuta estera e più di 340.000 posti di lavoro.
Secondo la ministra, “il processo di pace e sicurezza che stiamo vivendo ora in El Salvador è un miracolo di Dio». Il suo obiettivo è trasformare l’El Salvador in un punto di riferimento per il turismo religioso “non solo nella regione centroamericana, ma in tutta l’America Latina”.
Il percorso di Luigi XIV
Il I Congresso Internazionale sul Turismo Religioso “Terra di Fede Viva – El Salvador 2026” si è svolto nel mese di luglio per tre giorni presso la Biblioteca Nazionale di El Salvador, organizzato dal Think Tank su turismo e società (TSTT) e la Rete mondiale del turismo religioso.
Nel corso dell’incontro, tra le altre iniziative, è stato presentato il nuovo itinerario “Caminos del Papa León XIV” in Perù. Si tratta del primo itinerario turistico-religioso promosso dallo Stato, che collega le quattro regioni del percorso pastorale del Papa —Piura, La Libertad, Callao e Lambayeque—, con 29 attrazioni turistiche e 10 strutture complementari. Lo Stato ha investito 10 milioni di soles (circa 2,5 milioni di euro).
Il percorso intreccia fede, archeologia e natura: la Cattedrale di Chiclayo, il Santuario di Nostra Signora della Pace —che il Papa visiterà dal 10 al 14 novembre—, la Croce di Chalpón de Motupe, con un milione di visitatori all’anno; il Divino Niño del Milagro di Eten —candidata a diventare la sesta città eucaristica del mondo—, la cappella di Santo Toribio de Mogrovejo nel tricentenario della sua canonizzazione, la foresta di Pómac, il Museo delle Tombe Reali di Sipán — il «Tutankhamon d’America» — e la località balneare di Pimentel.
Altre iniziative
Durante l'evento è stato inoltre presentato il primo Forum iberoamericano delle città con santuari mariani, un'iniziativa civile che si terrà a Luján, in Argentina, il 19 e 20 ottobre prossimi, che riunirà 23 sindaci e 23 vescovi delle diocesi con santuari mariani nazionali.
Mario Maldonado Samayoa, ex viceministro del Patrimonio Culturale ed ex rappresentante del Guatemala presso l’UNESCO, ha ricordato a sua volta la Settimana Santa del suo Paese, dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2022, che il Venerdì Santo mobilita 7.000 persone in un corteo di oltre 12 ore, sostenuto da 42 commissioni di volontari che lavorano gratuitamente. In questa regione centroamericana è stata annunciata la candidatura regionale della devozione ai Cristi di Esquipulas —presente in El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panama—, la cui iscrizione è prevista per dicembre.
Come altro punto di spicco del turismo religioso in America, Fabián Rojas, sindaco di Zipaquirá (Colombia), ha ricordato il suo impegno, in collaborazione con la diocesi, per promuovere la Cattedrale di Sale, “la prima meraviglia della Colombia”. Ha annunciato il congresso colombiano sul turismo religioso, che si terrà “a 180 metri sotto terra”.
Non poteva mancare un riferimento a la Basilica di Guadalupe, il santuario più visitato al mondo con 22 milioni di pellegrini all’anno, in grado di accogliere sette milioni di persone in tre giorni e che dà lavoro a oltre 400 persone.
Più che visitare luoghi sacri
Al termine del congresso, i partecipanti hanno firmato il cosiddetto “Manifesto di San Salvador, per un turismo religioso che umanizza, trasforma e sviluppa i territori”. “Non si tratta solo di visitare luoghi sacri, ma di partecipare a esperienze che mettono in contatto l’essere umano con il trascendente, con la memoria storica dei popoli e con la ricchezza simbolica delle loro tradizioni”, afferma il testo.
Avverte: “Lo sviluppo economico non deve prevalere sull’essenza spirituale di questa pratica. L’eccessiva commercializzazione dei luoghi sacri ne mette a rischio il significato profondo. È necessario stabilire modelli di gestione che promuovano il rispetto per la sacralità, evitando che i luoghi di culto si trasformino in semplici prodotti turistici privi di significato”.
“Riconosciamo l’importanza della dimensione spirituale come elemento centrale del turismo religioso. Al di là dei suoi effetti tangibili, essa offre alle persone la possibilità di fermarsi, riflettere e ritrovare l’essenziale. In un contesto globale caratterizzato dalla rapidità e dalla frammentazione, questi spazi di silenzio e contemplazione assumono un valore inestimabile”.
La dichiarazione distingue tra turismo religioso e pellegrinaggio. “Il pellegrinaggio implica una motivazione esplicitamente spirituale, caratterizzata dal sacrificio, dalla devozione e dal cammino inteso come esperienza trasformativa. Il turismo religioso, invece, abbraccia una realtà più ampia che include motivazioni culturali e storiche. Entrambi i fenomeni, lungi dall’essere in contrasto, possono completarsi a vicenda e arricchire l’esperienza del visitatore”.
Infine, spiega, “questo Manifesto di San Salvador si propone come un invito a ripensare il turismo religioso in una prospettiva integrale, etica e umanistica”.





