Non so se avete mai fatto i conti: in questa nostra terra ci sono 203 Paesi (se non ho sbagliato a contare), di cui 120 dipendono dal Dicastero per l'Evangelizzazione, a cui vanno aggiunti i territori specifici di alcuni Paesi dell'America. Tutto questo porta a 1.132 territori cosiddetti di missione (territori che sono vicariati apostolici, diocesi, prelature...), cioè 43 % della superficie terrestre, dove vive 60 % della popolazione mondiale.
Sono luoghi che dipendono dal Dicastero per l'Evangelizzazione perché la realtà della Chiesa è ancora piccola, la Chiesa non è, si dice, ‘impiantata’, dipende ancora dal resto della Chiesa per poter svolgere la pastorale ordinaria. Sono questi i luoghi in cui inviamo i nostri missionari per collaborare all'edificazione della Chiesa locale.
I numeri della Chiesa in quei territori sono impressionanti: quasi centomila scuole, quasi trentatremila istituzioni sociali (mense per i poveri, orfanotrofi, rifugi, case di accoglienza per le donne...). Tutte sono responsabilità della Chiesa universale che, attraverso il Fondo di solidarietà universale della PMS, le sostiene e se ne prende cura.
Tra questi, oggi vorrei sottolineare che in quei luoghi ci sono 753 seminari che possono aprire le loro porte ogni giorno grazie all'aiuto che ricevono dalla PMS, ci sono più di novantamila seminaristi che si formano in essi, e grazie a questo aiuto hanno insegnanti preparati, biblioteche decenti, i mezzi per studiare e lavorare (elettricità, internet, acqua, quaderni, penne...) e per vivere (cibo).Per questo motivo, quando celebriamo una giornata come quella delle vocazioni native, non è un giorno come un altro... stiamo facendo in modo che questi 1.132 territori possano un giorno avere i loro sacerdoti nativi, che costruiranno, manterranno e accompagneranno la Chiesa dove oggi, senza l'aiuto dei missionari, la Chiesa non sarebbe in grado di sopravvivere. Vi invito a conoscere più concretamente questa realtà su www.vocacionesnativas.es.




