Alzi la mano la mamma o il papà che l’algoritmo non ha “messo in difficoltà” con l’offerta 3×2 sul materiale scolastico, l’assegno che ti restituisce il 10000% di quanto spendi e i minipunti che ti permettono di risparmiare più di quanto avresti mai immaginato. Vi svelerò un grande segreto, ma che l’algoritmo non lo venga a sapere (credo che il mondo non sia pronto per questo…). Beh, ecco qui: il modo migliore per risparmiare è non spendere, e ancora meglio, educare i bambini alla sobrietà.
Le matite colorate di uno dei miei figli sono tutte diverse e ognuna ha un suo uso. Ognuna ha una storia. Il righello è graffiato. Il temperamatite custodisce ormai tante storie: ha visto scrivere una matita che ha concluso la sua vita quando era ancora molto piccola. Mi rifiuto di comprare tutto nuovo ogni anno, visto che ci sono cose che possono ancora essere utilizzate a lungo. Alla fine dell’anno scolastico svuoto gli astucci in una scatola e insieme osserviamo, puliamo, ordiniamo e buttiamo via ciò che non serve. Le scuole forniscono l’elenco del materiale necessario per ogni bambino. E il mio più grande atto di ribellione in questo momento è acquistare nuovo solo l’indispensabile e le scarpe (una mia fissazione: non voglio che calpestino le orme di qualcun altro, nel senso più letterale del termine).
Quando qualcosa finisce, la rifornisco. Quando la perdono, gliela “vendo” per pochi centesimi. Ne ho sempre un po’ in magazzino, ma voglio che capiscano quanto costano le cose.
Potreste pensare che forse siano troppo piccoli per cogliere questo importante messaggio. Anch’io pensavo che non servisse a nulla, che forse sarebbe stato utile solo quando avessero avuto i propri soldi. Ma non è così. Questo è il momento giusto.
A giugno ho avuto una di quelle sorprese che ti riempiono di soddisfazione materna al 100 %. Devo comprare io i quaderni nuovi a due dei miei figli. Agli altri li danno a scuola, con la copertina con il logo dell’istituto. Una di quelle che li usa (di 11 anni) è venuta da me mentre stiravo con due quaderni interi ancora bianchi. E mi dice: “Mamma, ho raccolto i fogli che non ho usato da tutti i miei quaderni e ne ho ricavati due nuovi, li ho rilegati io stessa: prendili, magari possono servire a qualcuno”. Avete provato la stessa emozione che ho provato io? Una bambina ha dedicato il suo tempo a togliere tutti i segni di ruggine, a raccogliere fogli non utilizzati e a creare due quaderni. Ovviamente li userà suo fratello, così ho potuto comprargli due quaderni in meno. E la cosa più bella è che non mi ha chiesto nulla in cambio: non mi ha detto “con quello che risparmi mi compri qualcosa?”.
Quest’estate sono stata l’argomento di conversazione principale in piscina: oltre alle solite cose che porta con sé una mamma di 7 figli – la merenda, il mio telo, il bebè… scendevo con una borsa piena di calzini spaiati, con dei buchetini… e mi sono passata il tempo a rammendare e ad accoppiarli. Se il corpo del calzino è ancora in condizioni decenti, la punta e il tallone vengono rammendati fino a renderli a maglie fitte. I calzini sono argomento per un nuovo articolo, mi fanno riflettere troppo. Indossare calzini nuovi è un grande piacere della vita, ma lo è anche pensare che, usando le cose per tutto il tempo che mi consentono, possiedo un tesoro più grande di quello che ci vende il consumismo.





