Evangelizzazione

Perché devo andare da un sacerdote per essere perdonato da Dio nella Confessione?

Gesù lo ha stabilito istituendo uno dei sette sacramenti e conferendo agli apostoli il potere di perdonare i peccati. I sacerdoti, successori di quegli apostoli, avrebbero agito nel nome di Gesù.

Alejandro Vázquez-Dodero-19 maggio 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
sacerdote perdona

©CNS photo/Vatican Media

La confessione - o sacramento della gioia, della riconciliazione, del perdono di Dio - è il sacramento della guarigione. Guarisce l'anima, cura qualcosa che ho fatto di sbagliato e che ha ferito Dio stesso, perché ha contravvenuto alla mia natura e alla volontà del Signore. Rende possibile a Dio di abitare di nuovo nella mia anima se ho commesso un peccato mortale e quindi l'ho “espulso” da dentro di me; oppure la purifica ulteriormente se l'ho offeso leggermente. 

Per poter confessare deve esserci la materia, cioè la coscienza di aver peccato o offeso Dio non osservando nessuno dei comandamenti che indicano quale deve essere l'atteggiamento dell'uomo verso Dio, quello del figlio verso il Padre.

Significato di Confessione

È un tesoro inestimabile, perché significa l'incontro con l'infinita misericordia di Dio, che mi ama e vuole sempre perdonarmi e darmi la possibilità di ricominciare e ricominciare, ancora e ancora, mille volte. Si tratta, insomma, di ridiventare noi stessi, di incontrare nuovamente Dio, con il quale la nostra natura desidera - perché ha bisogno - di stare. Per questa semplice ragione sarebbe giustificato che la Chiesa rendesse obbligatoria la confessione dei peccati mortali almeno una volta all'anno, se necessario.

Il peccato mortale deve essere necessariamente confessato a un sacerdote per ricevere il perdono, mentre i peccati veniali sono raccomandati per rafforzare la vita spirituale. Esistono infatti altri modi per purificare questi peccati minori, come l'accoglienza di Cristo nell'Eucaristia.

Perché non posso chiedere perdono a Dio direttamente?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1441 ricorda che “.“solo Dio perdona i peccati (Mc 2,7). Gesù è il Figlio di Dio e dice di sé: ‘Il Figlio dell'uomo ha il potere di rimettere i peccati sulla terra’.’ (Mc 2,10)ed esercitare quel potere divino: ‘I tuoi peccati sono perdonati’.’ (Mc 2,5; Lc 7,48)”.

D'altra parte, egli sottolinea che la sera del giorno della risurrezione il Signore apparve in mezzo ai discepoli e disse loro: “... il Signore disse ai discepoli: "Io sono il Signore di tutti i discepoli".“Ricevete lo Spirito Santo; i peccati che perdonate, sono perdonati; i peccati che trattenete, sono trattenuti.” (Gv 20, 21).

Così, in virtù della sua autorità divina, Gesù conferisce questo potere agli uomini affinché lo esercitino in suo nome, in modo che i sacerdoti - o meglio, Lui attraverso i sacerdoti - possano perdonare i peccati e riportare la pace nella coscienza.

È un contenuto sacro, che appartiene a Dio e al cuore di ogni persona. Per questo il sacerdote è obbligato a mantenere il cosiddetto segreto sacramentale o il segreto d'ufficio su ciò che ha sentito in Confessione.

Motivi della confessione

In sintesi, questi sono i motivi per cui, secondo la fede cattolica, ci si dovrebbe confessare da un sacerdote:

  • Gesù lo ha stabilito istituendo uno dei sette sacramenti e conferendo agli apostoli il potere di perdonare i peccati. I sacerdoti, successori di quegli apostoli, avrebbero agito nel nome di Gesù.
  • La confessione significa un incontro diretto con la Grazia divina del sacramento, con il Signore stesso, perché il sacerdote, nel momento in cui assolve o conferisce il perdono dei peccati, agisce nella persona di Cristo stesso.
  • È anche una medicina per l'anima, che cura il peccato e la rafforza per i futuri incontri con la tentazione del peccato. Il sacerdote agisce quindi come medico e guida spirituale, alleviando il peso della colpa mentre esprime il perdono concesso da Dio stesso.
  • Il peccato spezza il legame con Dio e, di conseguenza, con la Chiesa. Il sacerdote, che rappresenta la Chiesa, manifesta anche il ripristino di questa unità dei fedeli cattolici con la Chiesa. 
  • Riconoscere il peccato davanti a un'altra persona, il sacerdote, in questo caso una persona qualificata come persona consacrata, aiuta a realizzare una vera conversione attraverso l'umiliazione che l'accusa di peccato può portare.

Per ottenere il perdono dalla parte offesa - Dio stesso in questo caso - è necessario verificare che ci sia un vero pentimento per il male causato, e questo viene fatto dal sacerdote nella Confessione.

  • Infine, ci riferiamo alla certezza del perdono, che arriva a chi ascolta le parole dell'assoluzione. È la certezza teologica che i peccati sono stati perdonati, sono scomparsi e si è tornati alla comunione con Dio, abbracciando il suo amore misericordioso, ritrovando la pace interiore.
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