Vaticano

Martiri di Abitinia: ‘Senza la domenica non possiamo vivere”, esorta il Papa

La frase “Sine dominico non possumus” (senza la domenica - senza l'Eucaristia - non possiamo vivere), pronunciata da uno dei 49 martiri di Abitinia nel 304, è stata ricordata questa mattina da Papa Leone XIV, alla vigilia del suo viaggio in Africa.

Redazione Omnes-12 aprile 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Il Papa davanti all'immagine della Madonna della Pace, in San Pietro, aprile 2026.

Papa Leone XIV osserva i fedeli americani accendere una lampada sotto la statua della Madonna Regina della Pace nella Basilica di San Pietro, l'11 aprile 2026, durante la preghiera del Rosario per la pace (foto CNS/Vatican Media).

Nella seconda domenica di Pasqua, istituita come domenica della Divina Misericordia, e alla vigilia del suo viaggio in quattro Paesi africani, come ha ricordato il Papa nel Regina caeli, Leone XIV ha fatto riferimento ai 49 martiri dell'Abitinia. Uno di loro disse che “senza la domenica non possiamo vivere”. L'Abitinia o Abitina si trovava nella provincia romana che comprendeva parti della Tunisia, della Libia e dell'Algeria nord-orientale.

La fede alimentata dall'Eucaristia

Il Vangelo di questa domenica racconta la professione di fede dell'apostolo Tommaso, “la più alta di tutto il quarto Vangelo: ‘Mio Signore e mio Dio’ (v. 28)”.

Il Papa ha detto nella Regina caeli che “certamente, credere non è sempre facile. Non lo è stato per Tommaso e non lo è nemmeno per noi. La fede ha bisogno di essere alimentata e sostenuta. Per questo, l“”ottavo giorno”, cioè ogni domenica, la Chiesa ci invita a fare come i primi discepoli: riunirci e celebrare insieme l'Eucaristia".

In essa ascoltiamo le parole di Gesù, ha insegnato il successore di Pietro, “preghiamo, professiamo la nostra fede, condividiamo i doni di Dio nella carità, offriamo la nostra vita in unione con il Sacrificio di Cristo, ci nutriamo del suo Corpo e del suo Sangue, per essere anche noi testimoni della sua Risurrezione, come indica il termine “Messa”, cioè “invio”, “missione” (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1332)”.

I martiri di Abitinia: una bella testimonianza 

L'Eucaristia domenicale è indispensabile per la vita cristiana, ha proseguito il Papa. “Domani partirò per il Viaggio Apostolico in Africa, e proprio alcuni martiri della Chiesa africana dei primi secoli, quelli che sono stati martirizzati in Africa, i martiri di Abitinia, Ci hanno lasciato una bella testimonianza a questo proposito. 

“Di fronte alla proposta di salvare la loro vita in cambio della rinuncia alla celebrazione dell'Eucaristia, essi risposero che non potevano vivere senza celebrare il giorno del Signore. È qui che la nostra fede si nutre e cresce”.

Benedetto XVI: “ci mancherebbe la forza”.”

Alla chiusura del XXVI Congresso Eucaristico Italiano a Bari (Italia), nel maggio 2005, Benedetto XVI ha ricordato la scena.

Era la festa del Corpus Domini. Il Papa ha detto: “Significativa, tra le altre, la risposta che un certo emerito diede al proconsole che gli chiedeva perché avessero trasgredito il severo ordine dell'imperatore. Egli rispose: “Sine dominico non possumus”; cioè, senza riunirsi in assemblea la domenica per celebrare l'Eucaristia non possiamo vivere. Ci mancherebbe la forza per affrontare le difficoltà quotidiane e non soccombere”. 

Dopo atroci torture, San Saturnino e altri 48 martiri di Abithynia furono uccisi. “Così, con lo spargimento di sangue, confermarono la loro fede. Sono morti, ma hanno vinto; ora li ricordiamo nella gloria di Cristo risorto. Anche noi cristiani del XXI secolo dobbiamo riflettere sull'esperienza dei martiri di Abitina”, ha suggerito Papa Benedetto.

Chiese orientali: auguri di pace

Dopo la recita del Regina caeli, Il Pontefice ha ricordato che molte Chiese orientali celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano. “A tutte queste comunità rivolgo i miei più sinceri auguri di pace, nella comunione di fede nel Signore risorto. 

Amati popoli ucraino e libanese

Ha poi pregato per coloro che soffrono a causa della guerra, in particolare per “l'amato popolo ucraino” e per il “caro popolo libanese”. 

Tre anni di guerra in Sudan

Il Papa ha sottolineato che “mercoledì prossimo ricorrono tre anni dall'inizio del sanguinoso conflitto in Sudan, e quanto soffre il popolo sudanese, vittima innocente di questa tragedia disumana! Ribadisco il mio sincero appello alle parti in conflitto affinché depongano le armi e inizino, senza precondizioni, un dialogo onesto per porre fine al più presto a questa guerra fratricida”.

Misericordia divina

Infine, il Pontefice ha salutato i romani e i pellegrini presenti in Piazza San Pietro, “specialmente i fedeli che hanno celebrato la domenica dell'Eucaristia". Misericordia divina nel Santuario di Santo Spirito in Sassia”. 

Divina Misericordia. Dipinto del Santuario della Divina Misericordia di Vilnius (Lituania) (Eugeniusz Kazimirowski, Wikimedia commons).

Accompagnare il Papa nel suo viaggio apostolico in Africa

Prima di impartire la benedizione, ci ha chiesto e ringraziato di accompagnarlo con le preghiere nel suo viaggio apostolico di dieci giorni in quattro Paesi africani: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. E si è riferito alla “Vergine Maria, benedetta per essere stata la prima a credere senza vedere (cfr. Jn 20,29)”.

L'autoreRedazione Omnes

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