Durante la sua breve visita a Monaco, Papa Leone XIV si rivolse non solo ai cattolici del Paese, ma anche a quelli di tutto il mondo. Primo Pontefice dei tempi moderni a visitare questo piccolo Stato, il Santo Padre ha tenuto diversi incontri: ecco alcuni dei suoi messaggi più importanti.
“È necessario confidare nella Provvidenza di Dio”.”
Nel visita di cortesia al Principe di Monaco, Leone XIV ha sottolineato che “è importante confidare nella provvidenza di Dio anche quando prevale un senso di impotenza o di inadeguatezza, perché crediamo che il Regno di Dio sia come un piccolo seme che cresce in un albero”.
Nonostante questa fiducia, ha proseguito il Papa, “questa fede cambia il mondo solo se non ci sottraiamo alle nostre responsabilità storiche”.
“La fede cattolica ci pone di fronte alla sovranità di Gesù”.”
Nello stesso discorso, il Pontefice ha fatto riferimento all'importanza di vivere come cattolici nella società. Ha detto che questa fede “ci pone di fronte alla sovranità di Gesù, che impegna i cristiani ad essere nel mondo un regno di fratelli e sorelle, una presenza che non schiaccia, ma libera; che non separa, ma unisce; pronta sempre a proteggere con amore ogni vita umana, in ogni momento e in ogni condizione, affinché nessuno sia mai escluso dalla tavola della fraternità”.
“Le sfide senza precedenti si affrontano con il cuore libero”.”
Nella stessa ottica, Leone XIV concludeva il suo discorso al Principe di Monaco incoraggiando tutti ad approfondire questa “fede antica”, che li renderà “esperti di cose nuove; non tanto inseguendo beni che passano, spesso novità che invecchiano in una stagione, ma affrontando sfide inedite, che si possono affrontare solo con un cuore libero e un'intelligenza illuminata”.
“La Chiesa è chiamata ad essere un riflesso dell'amore di Dio nel mondo, che non rispetta le persone.”
Durante il suo incontro con il comunità cattolica di Monaco, Papa Leone XIV ha indicato Cristo come “il giusto” che “non viene per emettere un giudizio di condanna, ma per offrire a tutti la sua misericordia che purifica, guarisce, trasforma e ci rende parte dell'unica famiglia di Dio”.
Il Santo Padre ha sottolineato che Gesù non fa questo con tutti noi “poveri” e “peccatori” “per sostenere il male, ma per liberarli dall'oppressione e dalla schiavitù e per renderli figli di Dio e fratelli tra loro”. Pertanto, la Chiesa è “chiamata a essere nel mondo un riflesso dell'amore di Dio che non rispetta le persone”.
“Proclamare il Vangelo della vita, della speranza e dell'amore”.”
In questo riflesso dell'amore di Dio, continuava Leone XIV, il messaggio della Chiesa deve “illuminare la persona umana e la società affinché, alla luce di Cristo e della sua Parola, scoprano la propria identità, il senso della vita umana, il valore delle relazioni e della solidarietà sociale, il fine ultimo dell'esistenza e il destino della storia”.
Per questo motivo, il Papa incoraggia tutti i cattolici ad “annunciare il Vangelo della vita, della speranza e dell'amore; a portare la luce del Vangelo a tutti perché sia difesa e promossa la vita di ogni uomo e di ogni donna dal concepimento al suo termine naturale; a offrire nuove mappe di orientamento capaci di frenare quelle spinte di secolarismo che rischiano di ridurre l'uomo all'individualismo e di fondare la vita sociale sulla produzione di ricchezza”.
“Una fede viva è sempre profetica”.”
Infine, Leone XIV ha sottolineato che “una fede viva è sempre profetica, capace di sollevare domande e offrire provocazioni: difendiamo davvero l'essere umano, tuteliamo la dignità della persona nella protezione della vita in tutte le sue fasi, l'attuale modello economico e sociale è davvero giusto e ispirato alla solidarietà?.
“Ciò che dà solidità alla vita è l'amore”.”
Mantenendo un incontro con i giovani, Il Papa ha voluto ricordare a tutti che “ciò che dà solidità alla vita è l'amore; l'esperienza fondamentale dell'amore di Dio, innanzitutto, e poi, per estensione, l'esperienza illuminante e sacra dell'amore reciproco”.
Nella stessa ottica, il Pontefice ha spiegato che “amarsi, se da un lato richiede apertura alla crescita e quindi al cambiamento, dall'altro richiede fedeltà, costanza e disponibilità al sacrificio nella vita quotidiana”.
“Non abbiate paura di donarvi completamente al Signore e agli altri”.”
Al termine del suo discorso, il Santo Padre ha detto ai giovani “di non aver paura di dare tutto - il vostro tempo, le vostre energie - a Dio e ai vostri fratelli e sorelle, di donarvi completamente al Signore e agli altri. Solo così troverete una gioia sempre nuova e un senso sempre più profondo della vita”.
Inoltre, il successore di San Pietro ha ricordato loro che “il mondo ha bisogno della vostra testimonianza per superare le aberrazioni del nostro tempo e per affrontare le sue sfide, e soprattutto per riscoprire il buon gusto dell'amore per Dio e per il prossimo”.
“Dio non dimentica la promessa che prepara il mondo alla salvezza”.”
Nel Massa Papa Leone XIV, celebrato durante il suo viaggio a Monaco, approfondisce la condanna a morte di Gesù dopo la resurrezione di Lazzaro. Approfondendo il passo, il Santo Padre sottolinea che “se gli uomini dimenticano la Legge che comanda di non uccidere, Dio non dimentica la promessa che prepara il mondo alla salvezza. La sua provvidenza fa di questo verdetto omicida il modo di manifestare un supremo disegno d'amore; pur essendo malvagio, Caifa profetizzò ‘che Gesù sarebbe morto per la nazione’”.
“È la misericordia che salva il mondo”.”
“Nella storia di Gesù”, sottolinea Leone, “si riassume la storia di tutti noi, a partire dagli ultimi e dagli oppressi”. Ma il Santo Padre ci ricorda che “di fronte alla persistenza del male, c'è l'eterna giustizia di Dio, che ci salva sempre dalle nostre tombe”.
Attraverso Cristo, “è la misericordia che salva il mondo; essa si fa carico di ogni esistenza umana, in ogni sua fragilità, dal momento in cui viene concepita nel grembo materno fino alla sua vecchiaia”.



