Fernando Ocáriz, prelato dell'Opus Dei, ha diretto un'ampia campagna di messaggio membri della Prelatura.
Datato nella solennità di San Giuseppe, Ocáriz ha voluto rivolgere alcune parole ai suoi “figli e figlie” in un messaggio inquadrato nel prossimo centenario dell'istituzione, che si terrà il 2 ottobre 2028.
L'Opus Dei “nelle vostre mani”.”
In questa lettera, monsignor Ocáriz fa un forte appello alla responsabilità personale di ciascuno dei membri dell'Opera per portare avanti la missione di questa istituzione cattolica: “l'Opera è nelle nostre mani”.
Allo stesso tempo ricorda e ringrazia la partecipazione al lavoro di ascolto in preparazione a questo anniversario: “Giovani e anziani, membri dell'Opera, cooperatori, amici e molte persone che hanno fatto parte dell'Opera in qualche momento della loro vita, vi siete fermati a riflettere su come incarnare oggi, con dinamica fedeltà, lo spirito che San Josemaría ha ricevuto da Dio per servire la Chiesa”.
Dai risultati di questa partecipazione, il presule evidenzia tre temi che sottolinea in questo messaggio come chiavi per vivere la vocazione all'Opera oggi: la famiglia, la lavoro e formazione.
Statuti non ancora datati
Ocáriz non evita nemmeno in questo messaggio la realtà degli Statuti dell'Opus Dei, il cui processo di revisione e adattamento alla nuova costituzione apostolica “Praedicate Evangelium” è iniziato “quasi quattro anni fa, ed è ancora in fase di studio presso la Santa Sede“.
L'approvazione e la pubblicazione di questi statuti, quindi, non sembra particolarmente imminente.
Più vocazioni alla vita familiare, meno al celibato
Le parole del Prelato rivelano una realtà che si ripete in molte istituzioni ecclesiali: la crescita di “persone che lo cercano e che partecipano ai mezzi di formazione, le conversioni che il Signore opera attraverso l'amicizia e le nuove iniziative apostoliche” e, allo stesso tempo, “le difficoltà per i giovani di percepire la bellezza della chiamata al celibato apostolico”.
Per questo motivo, Fernando Ocáriz sottolinea che “con il passare del tempo, dovremo affrontare la difficoltà della sostituzione degli anziani, dei laici e dei sacerdoti. Questo renderà necessario in ogni regione cercare nuovi modi per continuare a svolgere la nostra missione. Questa situazione richiederà - come è stato unanimemente sottolineato nelle Assemblee regionali - un'attenzione prioritaria al lavoro apostolico con i giovani e un autentico protagonismo dei soprannumerari: continuare a migliorare la loro formazione per essere tutti in prima linea in questo apostolato”.
Figliolanza divina, Eucaristia e lavoro
Il prelato ha anche guardato all'esempio dei “primi cristiani: uomini e donne di ogni condizione e origine che hanno testimoniato la loro fede in Gesù Cristo fino a trasformare la società”, un'analogia spesso usata dal fondatore dell'Opus Dei.
In questo contesto, sottolinea la necessità di riflettere su “aspetti centrali dello spirito dell'Opus Dei: la filiazione divina, la Messa come centro e radice della nostra esistenza, il valore della vita ordinaria e la bellezza di scoprire quel «qualcosa di divino» nascosto nelle realtà più comuni del lavoro, della famiglia e della vita civile”.
Infine, Ocáriz invita a considerare “questi tre insegnamenti centrali di San Josemaría, con il desiderio di servire meglio le persone intorno a noi, la Chiesa e l'intera società” e di unirsi in modo speciale all'intenzione del Papa per la pace nel mondo.



