Alfonso Aguiló è una voce autorevole nel campo dell'educazione e della riflessione cristiana. Ingegnere per formazione, educatore per vocazione e presidente della Confederazione spagnola dei centri educativi (CECE). La sua prospettiva combina una formazione umanistica con un atteggiamento aperto alla realtà in continuo cambiamento dei nostri tempi. Una questione di identità fa parte di questo sforzo di fornire risposte cristiane contemporanee alle sfide culturali, educative e spirituali del XXI secolo.
Fin dall'inizio, l'autore parte chiaramente dal presupposto che “Trasmettere la fede accettando di essere in minoranza”.” non significa rinunciare, ma proporre autenticità, coerenza e dialogo rispettoso.
Una delle grandi conquiste del libro è la capacità di far dialogare la mentalità contemporanea - segnata dal pluralismo, dal relativismo e da un secolarismo spesso esclusivo - con una fede cristiana che non ha paura di assumere le proprie convinzioni con forza e gioia. Aguiló non presenta una fede che combatte, ma che convince. La sua non è una proposta di trincea, ma di incontro.
Il libro è strutturato in diversi blocchi tematici. Nella sezione dedicata alla Umanesimo cristiano ed educazione, Aguiló si interroga sul posto della religione nella scuola, sulla compatibilità tra identità cristiana e laicità e sulla necessità di costruire una “cultura del dialogo”. Spiccano capitoli come “Una fede che fa cultura”, “L'identità cristiana nella gestione della scuola” e “Il discorso pubblico sull'identità”.
Un'altra parte si concentra sulla Valori cristiani ed educazione del carattere. Temi come “il potere nascosto della gentilezza”, “l'esercizio dell'autorità”, “l'educazione e la frustrazione” o “la vocazione personale e la vita emotiva” mostrano l'intenzione dell'autore di formare persone complete, non solo tecnicamente preparate, ma anche emotivamente ed eticamente mature. Questa dimensione formativa, integrale e profondamente umana dell'educazione è uno dei principali contributi del libro.
Nella sezione dedicata alla dimensione spirituale, Aguiló smonta molti pregiudizi attuali: afferma che la fede non è un “codice di obblighi e divieti”, ma una relazione viva con Dio. Ci invita a parlare in modo chiaro ma senza offendere, e a non “Chiudere la bocca a chiunque, o parlare solo per chi la pensa come me o per chi è convinto”. Questo atteggiamento di apertura, oggi così necessario, trova in Aguiló una formulazione lucida e serena.
Una questione di identità



