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Padre Amorós spiega il significato della visita dei Re Magi al Bambino Gesù

Il sacerdote riflette sull'Epifania come un evento che rompe con il destino, invita alla conversione personale e propone una lettura attuale dei doni d'Oriente.

Redazione Omnes-5 gennaio 2026-Tempo di lettura: 2 minuti
I tre saggi

Alla vigilia della festa dei Re Magi, padre Amorós ha pubblicato un nuovo video in cui spiega il profondo significato della misteriosa visita dei saggi d'Oriente al Bambino Gesù. Attraverso una riflessione teologica e culturale, il sacerdote invita a riscoprire l'Epifania al di là del folklore e delle tradizioni tipiche di questo periodo dell'anno.

Nel suo messaggio, padre Amorós pone lo spettatore di fronte a un potente paradosso storico. Mentre a Roma l'imperatore Cesare Augusto, l'uomo più potente del suo tempo, dormiva convinto di essere il centro del mondo, in una grotta di Betlemme avveniva un evento apparentemente insignificante che avrebbe finito per cambiare la storia. Alcuni Magi provenienti dall'Oriente, rappresentanti dell'élite intellettuale e scientifica del mondo antico, non viaggiarono per rendere omaggio all'imperatore, ma per prostrarsi davanti a un bambino povero.

Basandosi su una nota riflessione di G. K. Chesterton, il sacerdote spiega che quei Magi simboleggiano tutta la saggezza e la scienza antiche, che hanno dovuto “ridursi” per entrare nella semplicità di Betlemme.

Uno dei temi centrali del video è quello che definisce “la rivoluzione dell'Epifania”. Ricordando un insegnamento di Benedetto XVI, padre Amorós sottolinea che i Magi, astronomi del loro tempo, vivevano in una cultura che credeva che il destino umano fosse scritto nelle stelle. Tuttavia, il racconto evangelico ribalta questa logica: non è la stella a determinare il destino del Bambino, ma è il Bambino a guidare la stella. Per il sacerdote, questo dettaglio racchiude un messaggio particolarmente attuale: la vita dell'uomo non è soggetta a un destino cieco, ma è affidata a un Dio che lo ha creato libero.

Il video include anche un richiamo ispirato a sant'Agostino. Amorós ricorda che gli scribi di Gerusalemme conoscevano perfettamente le Scritture e sapevano indicare ai Magi dove sarebbe nato il Messia, ma loro stessi non si misero in cammino. Il santo li paragonava a pietre miliari o pali che indicano la direzione, ma rimangono immobili. “La fede non è solo sapere, è camminare”, sottolinea il sacerdote, mettendo in guardia dal pericolo di una religiosità puramente teorica.

Nella parte finale, padre Amorós attualizza il significato dei tre doni dei Magi. L'oro rappresenta oggi il distacco dal proprio ego e dalle comodità; l'incenso simboleggia il tempo dedicato alla preghiera; e la mirra, il sacrificio concreto espresso nel perdono e nella vicinanza a chi soffre. Citando san Gregorio Magno, conclude che chi incontra veramente Cristo non può tornare alla propria vita seguendo la stessa strada, ma solo trasformato.

Il sacerdote invita infine a guardare il video completo per approfondire questi misteri e ricorda un messaggio centrale dell'Epifania: Dio ama l'uomo e lo vuole felice.

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