FirmeVictor Torre de Silva

Il dietro le quinte della gestione

L'ordinazione dello scorso 22 novembre a Roma mi ha insegnato, in modo profondo e sensibile, che il servizio silenzioso è alla base di ogni vocazione cristiana.

11 gennaio 2026-Tempo di lettura: < 1 minuto

Nella mia vita ho avuto la fortuna di assistere a diverse ordinazioni a Roma, ma nessuna è stata così speciale come quella del 22 novembre scorso. Quel giorno, insieme a diciassette compagni provenienti da dodici Paesi diversi, sono stato ordinato diacono. La cerimonia è stata una manifestazione visibile della cattolicità della Chiesa e una lezione indelebile sul nucleo della nostra nuova missione.

Nei mesi precedenti, la formazione teologica e spirituale insiste su un'idea centrale: il diacono si identifica con Cristo Servo. Si parla del servizio dell'altare, della Parola e della carità verso tutti. È una verità profonda che si assimila con la testa, ma che quel giorno ho imparato in un modo nuovo: attraverso i sensi.

Nei momenti immediatamente precedenti e durante la liturgia, ho potuto sperimentare in prima persona la bellezza del servizio nascosto. È stata una lezione di umiltà ricevere la cura di tante mani: quelle che hanno preparato con delicatezza i paramenti sacri per facilitare il compito agli ordinandi nervosi; quelle che hanno composto le decorazioni floreali che hanno dato luce al presbiterio; o il coro, le cui voci hanno innalzato la preghiera di tutti. Tutta l'ordinazione è stata sostenuta da un servizio nascosto, discreto ed efficace, che è la fonte della vera vita.

Ma questa percezione è solo l'inizio di una visione più ampia. Guardando indietro, si scopre che la propria vocazione è sostenuta dal servizio silenzioso di tanti altri. Genitori, fratelli, amici, colleghi, compagni... che, forse inconsapevolmente, sono stati maestri di servizio e strumenti di Dio per plasmare, nonostante i nostri evidenti limiti, coloro che Egli ha scelto.

Di fronte a ciò, possiamo solo essere grati e chiedere preghiere per essere fedeli a ciò che abbiamo ricevuto e perché il Signore della messe continui a mandare operai pronti a servire.

L'autoreVictor Torre de Silva

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