Siamo entrati nel Tempo Ordinario e la lettura del Vangelo di oggi è la giusta continuazione della storia del Battesimo. Domenica scorsa abbiamo celebrato la festa del Battesimo di Gesù, la prima domenica del Tempo Ordinario. Oggi contempliamo la testimonianza di Giovanni Battista a quell'evento.
L'anno liturgico, con le sue letture accuratamente ordinate, ci introduce progressivamente ai misteri di Cristo. Ogni ciclo dell'anno è accompagnato da un particolare Vangelo sinottico: Matteo per l'anno A, Marco per l'anno B e Luca per l'anno C. È interessante notare che, pur iniziando il ciclo A, la lettura di oggi proviene da Giovanni. Sebbene i quattro vangeli differiscano per enfasi, siano stati scritti per pubblici diversi e riflettano la personalità di ciascun autore sacro, hanno tutti una cosa in comune: Gesù è al centro.
Nel Vangelo di oggi, Giovanni Battista dichiara due volte di essere testimone. Testimonia, innanzitutto, che “dopo di me viene un uomo che mi precede, perché esisteva prima di me”e più avanti: “Vidi lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e posarsi su di lui.”. Ciò che colpisce di queste testimonianze è che Giovanni le afferma ripetutamente in seguito: “Non lo conoscevo”.”.
Ma cosa vuol dire Giovanni? Lui, che ha sussultato nel grembo materno al saluto di Maria, poteva davvero dire di non conoscere Cristo? Poteva vivere più di trent'anni senza conoscere il proprio cugino? Giovanni comprendeva la sua missione; sapeva che stava arrivando qualcuno più grande di lui, qualcuno che esisteva prima di lui. Sapeva di essere stato mandato a battezzare con l'acqua. Tuttavia, la piena identità di Gesù rimase “criptata”, per così dire, finché lo Spirito non gliela rivelò. A Giovanni fu data la chiave per decifrare questo mistero e indicare chiaramente Gesù: l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e, in definitiva, il Figlio di Dio.
Come Giovanni, anche noi siamo chiamati a testimoniare Gesù con la nostra vita e le nostre azioni. Per molti intorno a noi, Gesù rimane un “messaggio criptico”, non ancora pienamente compreso. Giovanni riprende la profezia di Isaia“Io faccio di voi la luce delle nazioni, perché la mia salvezza giunga fino agli estremi confini della terra.”e la porta a compimento indicando direttamente il Figlio di Dio. La testimonianza di Cristo richiede l'approfondimento della propria conoscenza di Lui, passando dal “Non lo conoscevo”.” a una confessione più profonda di chi è Lui.
Questa diventa la nostra missione all'inizio dell'anno solare e all'inizio del Tempo Ordinario: essere apostoli. La seconda lettura di oggi è semplicemente l'introduzione alla prima lettera di San Paolo ai Corinzi, dove l'apostolo presenta la sua identità e la sua vocazione. È interessante notare che non entriamo nel merito del contenuto della lettera, ma solo della sua introduzione. La Chiesa ci invita a fare lo stesso: prendere il modello di Paolo e inserire il nostro nome: “[Il tuo nome], chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio”.”. Siamo incoraggiati a essere come Giovanni: ad approfondire la nostra conoscenza di Cristo e poi a dare testimonianza, affinché gli altri possano meglio riconoscere e comprendere chi è Cristo.



