Se un'immagine vale più di mille parole, immaginate cosa sia un libro con immagini e parole: una vera e propria enciclopedia della saggezza e della scienza. Questo è il lavoro di Franco Cardini (1940), professore di Storia medievale all'Università di Firenze.
Immagini che parlano
In quest'opera, il professor Cardini riunisce una piccola parte delle sue conoscenze e delle sue immagini, accumulate e selezionate nel corso della sua vita accademica, per compiere un magnifico viaggio intellettuale attraverso l'Europa medievale e per riuscire a spiegare quelle che lui chiama semplicemente: “le vie della conoscenza”.
Dobbiamo riconoscere che il professor Cardini è un instancabile divulgatore, capace di portare al grande pubblico questioni e dettagli finora riservati a una minoranza di instancabili ricercatori.
Indubbiamente, quest'opera è stata insufficiente, molto insufficiente, perché per valorizzare al meglio il testo sarebbe stata necessaria un'edizione a colori di mappe, incisioni, immagini tratte da musei, archivi e biblioteche, in modo che il lettore potesse leggere questo delizioso testo come spiegazione e commento di una storia dell'arte e della cultura basata sulle grandi città del Medioevo e sul loro contributo alla civiltà occidentale.
Ponti culturali nel Medioevo
Nell'introduzione, il nostro autore inizierà a glissare sul concetto di viaggio, di libertà, di interconnessione delle culture e delle città nel Medioevo, poiché la fede cristiana era il ponte di unità per tutte e, quindi, ci sono molte connessioni intellettuali del viaggiatore in qualsiasi luogo della civiltà occidentale.
Allo stesso tempo, la diversità è vista come ricchezza, come ampliamento dell'anima e come fonte di saggezza e comprensione. L'unità è utile e necessaria, mentre l'uniformità non è né utile né necessaria.
Artisti, mecenati e città chiave
Mi soffermerò ora brevemente sul capitolo dedicato all'umanesimo rinascimentale dal XIV-XV secolo in poi, per semplici ragioni di urgenza accademica e per godere dei commenti del professor Cardini. Non rimarremo infatti delusi, ma arricchiti dai commenti, dalle immagini e dai suggestivi riferimenti a uno dei movimenti artistici, culturali e filosofici della nostra già lunga storia.
Il Rinascimento sarà caratterizzato “da una dinamica più strettamente elitaria e da un più chiaro impegno per la libertà dei suoi protagonisti in termini di produzione letteraria e artistica, ma allo stesso tempo da un maggiore interesse anche per le dimensioni culturali in campo tecnico e scientifico e da uno stretto rapporto tra artista e committente” (245).
Il nostro autore tratteggerà la trasformazione della piccola città francese di Avignone in un luogo di importanza mondiale: “Alla corte di Avignone giunsero anche personaggi come Francesco Petrarca e Simone Martini, che contribuirono a farne un centro di attrazione per prestigiose forze culturali. I papi del periodo avignonese erano spesso politici accorti e generosi mecenati, oltre che competenti finanzieri; infatti, la città francese divenne meta dei più grandi banchieri dell'epoca” (249).
Si concentrerà poi sul triangolo Avignone, Firenze e Roma per delineare la grande trasformazione dell'Europa decadente del XIV secolo, che ha assistito alla caduta di Costantinopoli nel 1454, in un movimento di ritorno ai classici greci e latini e di impregnazione delle corti europee con un umanesimo pagano in pochi anni.
L'umanesimo che ha cambiato il mondo
Franco Cardini ricostruisce magistralmente la nascita dell'umanesimo: “il principe si aspettava celebrità e gloria dal poeta o dall'architetto che proteggeva e finanziava, e infatti la maggior parte delle opere d'arte del XIV e XV secolo, comprese le migliori, sono opere celebrative commissionate (...). (...). Insomma, la libertà, l'indipendenza di giudizio e l'audacia di certi progetti culturali umanistici nascevano non più in opposizione al potere o alle sue spalle, ma, al contrario, protetti dalla sua ombra” (251).
Si concentra quindi sulla figura di Lorenzo Valla, che nel 1440 pubblica il famoso trattato “de falso credita et ementita Constantini donatione”, che nega la veridicità storica della “donazione costantiniana” e provoca un indubbio sconvolgimento nello scacchiere politico italiano. Se i legati pontifici per lo Stato Pontificio, a partire da Cola di Rienzo e dal cardinale Albornoz tra il 1343 e il 1354, avevano promosso il rinnovamento dello Stato Pontificio (249), ora dovettero tenere duro per evitare la disgregazione (257).
La conclusione dell'autore
La conclusione del nostro autore è che Rinascimento e umanesimo civico divennero convergenti: “i tempi andavano rapidamente verso una concentrazione di ricchezza e di potere e, quindi, sempre più verso forme politiche elitarie, oligarchiche e autocratiche; i letterati e gli artisti, d'altra parte, avevano bisogno della protezione di nobili signori o di ricchi imprenditori, di padri mecenati che li proteggessero e sostenessero il loro costoso lavoro” (258).
Ci parlerà anche dello stretto legame tra “la cultura umanistica e rinascimentale e l'esercizio del potere, già sottolineato, ci spiega come nel corso del XV secolo siano state fatte una serie di invenzioni e scoperte che hanno letteralmente cambiato il volto di quello che fino ad allora era stato il mondo conosciuto” (259).
Il mondo rinascimentale sarebbe cambiato radicalmente dopo la scoperta dell'America e l'ingresso di Olanda e Inghilterra nel mondo navale. I viaggi oceanici cambieranno l'umanesimo: “la grande epoca delle imprese oceaniche fu il risultato del progresso delle tecniche pratiche, delle tecnologie, delle capacità di rappresentazione grafica e delle riflessioni teoriche” (268).
Le vie della conoscenza. Un viaggio intellettuale nell'Europa medievale



