Vaticano

Giorgio Lingua, nuovo nunzio in Israele

Il Vaticano ha nominato l'arcivescovo Giorgio Lingua nuovo nunzio in Israele, con una sostituzione adeguata all'età che assicura la continuità diplomatica in un contesto particolarmente delicato.

Redazione Omnes-22 gennaio 2026-Tempo di lettura: < 1 minuto
giorgio lingua

©Raimond Klavins

Leone XIV ha accettato le dimissioni dell'arcivescovo Adolfo Tito Yllana per raggiunti limiti di età e ha nominato al suo posto l'arcivescovo Giorgio Lingua come Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico a Gerusalemme e Palestina, secondo il comunicato ufficiale diffuso dal Vaticano.

Finora Giorgio Lingua è stato arcivescovo titolare di Tuscania e nunzio apostolico in Croazia. È stato anche nunzio in Iraq e Giordania e poi a Cuba, prima di assumere l'incarico in Croazia.

Cosa significa questo cambiamento?

La nomina di Lingua non cambia la posizione dottrinale né la linea diplomatica della Santa Sede nei confronti di Gerusalemme e la difesa delle comunità cristiane, anche se potrebbe avere un impatto sulla forma del dialogo e sull'efficacia dei negoziati quotidiani con i vari interlocutori.

Yllana ha trascorso anni in una posizione segnata da ricorrenti attriti su luoghi sacri, permessi e trattamento delle comunità cristiane. La sua partenza, quindi, non è un semplice avvicendamento; chiude una fase e ne apre un'altra con un profilo diverso, ma con la stessa sfida di fondo. Le sue dimissioni per età e la sua immediata nomina indicano una transizione ordinata, con la quale Roma cerca continuità ed esperienza.

Con questo cambiamento, la Santa Sede si affida a un diplomatico esperto per mantenere una rappresentanza che, nel contesto attuale, è sempre più condizionata dalle tensioni internazionali, dalle sfide alla sicurezza e dalla vita quotidiana - precaria - delle comunità cristiane di Israele.

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