L’elezione di Leone XIV a papa ha riportato in auge un argomento che lo riguarda vicino, sin dal nome che si è scelto per il suo pontificato: la dottrina sociale della Chiesa. Leone si è pure trovato a vivere un evento importante, a Nicea, in Turchia: l’anniversario del grande Concilio del 325.
E tra Nicea e Leone si colloca una figura importantissima, Hilaire Belloc: vediamo perché.
Un grande intellettuale
Hilaire Belloc (1870-1953) è stato un grande intellettuale e autore franco-britannico, celebre, insieme all’amico Gilbert Keith Chesterton, per i dibattiti su questioni legate alla fede e alla cultura cristiana. Tra i suoi saggi più famosi: Lo Stato servile (1912), L’Europa e la fede (1920).
Caratteristica del pensiero di Belloc è l’idea che la civiltà occidentale e il concetto stesso di Europa moderna nascano dalla combinazione tra i principi spirituali cristiani e il pensiero greco-romano. Pertanto, qualunque crisi il mondo occidentale (e, di conseguenza il mondo intero, dato che il pensiero occidentale si è diffuso in tutto il globo) si trovi ad affrontare, ha le sue cause e soluzioni solo all’interno di questo sistema.
La sfida del pensiero: le grandi eresie
Altra opera molto importante di Belloc è The Great Heresies (Le grandi eresie), del 1936, in cui presente cinque grandi eresie del cristianesimo che avrebbero prodotto i peggiori mali nella storia dell’umanità.
Ma cos’è un’eresia? Il termine (dal greco αἵρεσις) indica lo “scegliere”, il “separare” o il “togliere”. Eretico, quindi, non è chi professa una verità totalmente diversa da quella “ufficiale”, ma chi ne mette in discussione solo una parte. L’eresia, quindi, non distrugge l’intera struttura di una verità, ma la fa a pezzi come una torta e, togliendone una fetta, la sostituisce con un’altra che però viene da una torta diversa. Mi si perdoni il paragone culinario!
L’arianesimo
La prima delle cinque eresie è l’arianesimo, che “razionalizza” e semplifica il mistero fondamentale del cristianesimo: l’incarnazione e la divinità di Cristo.
Belloc la definisce un “attacco al mistero dei misteri”, poiché ha la pretesa di abbassarlo al livello dell’intelletto umano, che è limitato.
Il Concilio di Nicea (325), in reazione ad Ario e alle sue idee, elaborò un “simbolo”, una definizione dogmatica per cui Cristo è ὁμοούσιος (homooùsios): consustanziale con il Padre, letteralmente “della stessa sostanza”.
Il “Simbolo niceno” si contrappone pertanto al pensiero di Ario che, invece, proclamava la creazione del Figlio da parte del Padre e negava sia la divinità di Cristo che la trasmissione degli attributi divini dal Padre al Figlio e quindi al corpo mistico del Figlio, cioè la Chiesa e i suoi membri.
Il manicheismo
La seconda eresia è il manicheismo, che va contro la materia e tutto ciò che riguarda il corpo (gli albigesi ne sono un esempio). La carne è vista come qualcosa di impuro, i cui desideri devono essere sistematicamente essere repressi.
La Riforma protestante
La Riforma protestante è la terza eresia: un attacco all’unità e all’autorità della Chiesa, più che alla dottrina in sé, ma il cui effetto è anche la distruzione dell’unità del continente europeo.
Fino ad allora, infatti, l’Europa occidentale era stata Res Publica Christiana (secondo l’espressione coniata da Federico II), frutto della compenetrazione del pensiero greco-romano e della fede cristiana, un corpus unito dai seguenti fattori:
- l’Impero come istituzione politica;
- il diritto romano (jus) come norma comune;
- il latino come lingua della cultura e della comunicazione sovranazionale;
- il cristianesimo (cattolico) come religione.
Con la Riforma, invece, ogni riferimento all’universalità e alla cattolicità è rimpiazzato dal criterio della nazione e dell’etnia (cuius regio, eius religio), con conseguenze catastrofiche come il nazional-socialismo.
Il modernismo
È l’eresia più complessa e dai molti nomi: modernismo o alógos. Belloc la definisce così perché non non riconosce alcuna verità assoluta che non sia empiricamente dimostrabile e misurabile.
Nasce sempre la negazione del Mistero dei misteri, la divinità di Cristo, impossibile da definire empiricamente, ma si spinge oltre, accettando come reali o positivi solo quei concetti scientificamente provabili (da cui un altro termine: “positivismo”).
Secondo Belloc, si tratta di un attacco anche alle radici “trinitarie” dell’Occidente, e per trinitario non si intende la Trinità, bensì il legame indissolubile che per i greci esiste tra verità, bellezza e bontà. Se questo legame esiste, chi mette in discussione, ad esempio, il principio della verità danneggia anche quelli di bellezza e di bontà.
Effetti delle prime quattro eresie
Nell’analisi di Belloc, le prime quattro eresie hanno tutte fattori in comune: sono nate dentro la Chiesa cattolica; i loro eresiarchi erano cattolici battezzati; si sono quasi estinte nel giro di pochi secoli (le Chiese protestanti esistono ancora, ma, tranne quella pentecostale, sono in grande crisi). Eppure, i loro effetti persistono nel tempo, in modo sottile, all’interno del sistema di pensiero occidentale, della mentalità, delle politiche sociali ed economiche, nella visione stessa dell’uomo e delle sue relazioni sociali.
Pensiamo a certi effetti dell’arianesimo e del manicheismo in certe correnti teologiche, o ad altri più ricollegabili alla Riforma, come l’attacco costante all’autorità centrale e all’universalità della Chiesa. Come non pensare, poi, alle estreme conseguenze del calvinismo, tra cui la negazione del libero arbitrio e della responsabilità delle azioni umane davanti a Dio o il capitalismo sfrenato?
L'Islam
Come per altri (in primis Giovanni Damasceno), anche per Belloc l’islam è un’eresia cristiana, anzi, la più particolare, e nasce sulla falsariga del docetismo e dell’arianesimo, semplificando e razionalizzando al massimo (secondo criteri umani) il mistero dell’incarnazione. In tal modo, produce lo svilimento della natura umana, non più legata in alcun modo al divino. Come il calvinismo (pure successivo), invece, tende ad attribuire un carattere predeterminato da Dio alle azioni umane.
Però, se la “rivelazione” islamica nasce come eresia cristiana, si trasforma ben presto, e inspiegabilmente, in una nuova religione che dura nel tempo, una sorta di “post-eresia”.
L’islam, tra l’altro, si distingue dalle altre eresie perché non nato nel mondo cristiano, e da un fondatore non battezzato, bensì pagano, che fa proprie idee monoteiste (un misto di dottrina eterodossa ebraica e cristiana con elementi pagani già presenti in Arabia) e le diffonde. Dall’ebraismo e dal cristianesimo, l’islam trae infatti attributi divini come la natura personale, la suprema bontà, l’atemporalità, la provvidenza, il potere creativo all’origine di tutte le cose; ma pure altri concetti come l’esistenza degli spiriti e degli angeli, dei demoni ribelli a Dio con a capo Satana, dell’immortalità dell’anima e della resurrezione della carne, della punizione e del castigo dopo la morte.
La sfida della vita sociale ed economica
Belloc fu pure un grande esponente del distributismo, teoria socio-economica che si ispira ai principi dell’esperienza benedettina (ora et labora) e della dottrina sociale della Chiesa cattolica espressi prima da Papa Leone XIII (ispiratore dell’attuale Pontefice Leone XIV) nell’enciclica Rerum Novarum e poi da Pio XI nella Quadragesimo Anno.
Per il distributismo, la proprietà dei mezzi di produzione va appunto distribuita il più ampiamente possibile tra tutta la popolazione, anziché concentrata nelle mani dello Stato (socialismo) o di pochi ricchi (capitalismo).
Secondo Belloc, sia socialismo che capitalismo, prodotti delle moderne società occidentali, hanno la pretesa di liberare l’uomo ma l’hanno invece reso ancora più schiavo. Sono due modelli antitetici, ma con un elemento in comune: privano il cittadino della libertà. Il socialismo lo fa rendendolo schiavo dello Stato (da cui dipende per la sussistenza e il welfare garantito); il capitalismo asservendolo a beni materiali presentati come necessari, quando non lo sono, e che anzi, come le droghe, creano dipendenza: l’uomo ne vuole sempre di più e di fatto diventa schiavo delle grandi corporazioni private sovranazionali (basti pensare a Amazon, Tesla, Microsoft, ecc.).
Pur elaborati tra i secoli XIX e XX, tutti i temi analizzati da Belloc sono più che attuali e rappresentano alcune tra le maggiori sfide del cristianesimo contemporaneo.




