Spagna

Argüello denuncia l'interventismo del governo, la corruzione, la memoria storica e... lo accusa di essere confessionale

Nel suo discorso all'Assemblea plenaria, il presidente della CEE ha sottolineato che il governo parla di abusi e della Valle dei Caduti escludendo molte altre questioni sociali di cui parla la Chiesa.

Javier García Herrería-20 aprile 2026-Tempo di lettura: 2 minuti
Valle di Arguello

Il presidente della Conferenza episcopale spagnola, Luis Argüello, ha aperto l'assemblea plenaria con un discorso di contenuto sociale, pastorale e politico, in cui ha denunciato quello che considera un crescente interventismo da parte del governo, nonché una deriva “confessionale” nelle questioni antropologiche e nell'interpretazione della storia.

Argüello ha sostenuto che, sebbene lo Stato spagnolo non sia confessionale, l'esecutivo adotta posizioni “confessionali” nel definire aspetti come l'inizio e la fine della vita, il matrimonio, la famiglia e la sessualità umana a partire da quelli che ha definito “criteri di fede ideologici”, al di fuori - ha detto - della scienza e dell'esperienza comune. Allo stesso modo, ha criticato una visione “selettiva” della memoria storica, con una diseguale attenzione alle vittime.

L'arcivescovo di Valladolid ha messo in guardia da un “desiderio eccessivo” di intervenire nella società civile e di controllare le istituzioni chiave, sia nella sfera politica che in quella economica, nonché da un “doppio standard” nei casi di corruzione o di abuso di potere, a seconda di chi è colpito. A ciò si aggiungono le preoccupazioni per i tentativi di influenzare i media.

Tuttavia, Argüello ha sottolineato che molte di queste dinamiche non sono esclusive dell'attuale governo, ma possono essere applicate, in misura maggiore o minore, a diversi esecutivi. “Il potere e il denaro sono tentazioni molto forti”, ha detto, riferendosi a quella che ha descritto come una debolezza strutturale della vita pubblica.

Emotivismo, immigrazione e Valle

Nel suo intervento ha anche collegato la nota dottrinale Cor ad cor loquitur con l'attuale crisi della convivenza. A suo avviso, il “riduzionismo emotivista” sta alimentando una “polarizzazione affettiva” che trasforma le opinioni in identità chiuse e fa della paura il principale fattore di coesione sociale, portando a percepire l'avversario come una minaccia piuttosto che come un interlocutore.

Il presidente della CEE ha anche affrontato il tema del rapporto istituzionale con il governo, sottolineando che, nonostante le differenze, la Chiesa mantiene l'impegno a una collaborazione “rispettosa e critica”. Ha citato il dialogo su questioni come l'immigrazione, la casa e l'istruzione, pur sottolineando che i principali sforzi per raggiungere un accordo si sono concentrati sulla questione degli abusi sui minori all'interno della Chiesa e sulla risignificazione della Valle dei Caduti. A questo proposito, ha riconosciuto la “leale collaborazione” nella preparazione dell'eventuale visita del Papa.

Precisamente, Argüello sottolineava che una futura visita di Leone XIV in Spagna sarebbe stata una chiamata alla comunione e un impulso all'invio missionario della Chiesa.

Linee pastorali

Nella parte finale del suo intervento, il Presidente della Conferenza episcopale ha delineato diverse priorità pastorali. Ha sottolineato la necessità di rafforzare l'iniziazione cristiana in un contesto in cui la fede non può più essere data per scontata dalla tradizione culturale, e di optare per una maggiore personalizzazione del processo credente. Ha inoltre annunciato la promozione di una pastorale vocazionale che promuova la vita come chiamata, coinvolgendo diocesi, persone consacrate, coppie di sposi e laici.

Infine, ha sottolineato la sinodalità come caratteristica centrale dell'attuale momento ecclesiale, in linea con il Concilio Vaticano II, evidenziando l'importanza di “camminare insieme” e di integrare tutte le vocazioni nella missione comune della Chiesa.

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