Questa domenica proseguiamo con il metodo di insegnamento di Gesù su cui abbiamo riflettuto la settimana scorsa. Gesù continua a insegnare attraverso le parabole; infatti, come ci dice il Vangelo, “senza parabole non riusciva a comunicare loro nulla”. Attraverso questo metodo, il Signore invita i suoi ascoltatori a partecipare attivamente all’accoglienza della verità.
Oggi, tuttavia, la nostra attenzione si concentra non solo sul metodo di insegnamento di Gesù, ma anche sul suo contenuto. Le letture ci rivelano la vera natura del potere divino. Gesù, che è il Signore, ci mostra com’è il vero potere. In un mondo che spesso associa il potere al dominio, alla forza o al controllo, Dio rivela che il vero potere si esprime, prima di tutto, nella misericordia.
Questo tema ricorre in tutte le letture di oggi. Nella prima lettura, tratta dal Libro della Sapienza, sentiamo queste parole suggestive: “E la tua maestà, più di ogni altra cosa, ti rende indulgente verso tutti. Ma tu, detentore del potere, giudichi con moderazione e ci governi con grande indulgenza”. Queste parole rivelano qualcosa di profondo sulla natura di Dio. L’onnipotenza divina non è dura né opprimente. Il suo potere si manifesta proprio nella sua pazienza, nella sua compassione e nella sua disponibilità a perdonare.
La preghiera colletta della XXVI Domenica del Tempo Ordinario esprime magnificamente proprio questa verità: “O Dio, che manifesti la tua potenza soprattutto attraverso il perdono e la misericordia…” Il Vangelo ci presenta tre parabole sul Regno: il grano e la zizzania, il granello di senape e il lievito. Tuttavia, i discepoli tornano da Gesù particolarmente preoccupati per la parabola della zizzania tra il grano. Forse li inquietava la presenza del male, o forse erano sconcertati dalla pazienza del padrone del campo. I servi chiedono se debbano strappare immediatamente la zizzania. Ma il padrone risponde: “No, perché raccogliendo la zizzania potreste strappare anche il grano. Lasciateli crescere insieme fino al momento del raccolto".
Qui vediamo la saggezza e la pazienza di Dio. Il Signore non agisce con precipitazione. Nella sua misericordia, concede tempo per il pentimento. Offre spazio per la conversione. La pazienza di Dio non è indifferenza di fronte al male; è piuttosto il suo desiderio amorevole che i peccatori tornino a Lui e vivano.
San Josemaría Escrivá una volta utilizzò una bellissima immagine durante un viaggio in Argentina. Diceva che Dio non è come un cacciatore alla ricerca di una preda. È come un giardiniere che si prende amorevolmente cura dei propri fiori: li innaffia, li protegge e li cura con pazienza. E solo quando il fiore raggiunge la sua pienezza e bellezza, il giardiniere lo raccoglie. Allo stesso modo, Dio opera con pazienza nelle nostre anime finché non sono pronte per la vita eterna.





