Vaticano

L’IOR, ovvero la «Banca Vaticana», avrà un nuovo direttore generale: Giovanni Boscia

Boscia subentra a Gian Franco Mammì, che va in pensione per raggiunti limiti di età dopo undici anni alla guida dell’Istituto per le Opere di Religione.

Redazione Omnes-15 luglio 2026-Tempo di lettura: 2 minuti

Giovanni Boscia

Il Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha annunciato la nomina di Giovanni Boscia, finora vicedirettore generale, a prossimo direttore generale. Boscia assumerà l'incarico il 1° ottobre.

Tale nomina è stata decisa dal Consiglio di vigilanza dell’Istituto e approvata dalla Commissione dei Cardinali supervisori dello IOR.

Giovani Boscia, un profilo professionale «dall’interno»

Boscia non è nuovo alla cosiddetta «banca vaticana», di cui faceva parte già dal 2019. All’IOR, Boscia ha ricoperto i ruoli di direttore finanziario e CFO; nel 2021 ha assunto anche la responsabilità della gestione patrimoniale in qualità di direttore degli investimenti; e, dal 2023, ricopriva la carica di vicedirettore generale.

Secondo il comunicato diffuso dal IOR e resa nota dai media vaticani, la nomina di Giovanni Boscia «riflette una solida struttura di governo basata su una chiara distinzione tra gli organi di vigilanza, di governo e di gestione, e concepita per garantire trasparenza e stabilità».

Oltre al suo lavoro nel IOR; Boscia vanta trent'anni di esperienza nei mercati finanziari internazionali presso istituzioni quali Salomon Brothers, Citigroup, RBS e Credit Suisse First Boston. La sua carriera si è svolta principalmente a Londra, presso importanti banche d'investimento e in qualità di gestore senior di portafogli di fondi alternativi.

Prima di entrare a far parte dell’IOR, Boscia è stato direttore del settore Titoli a reddito fisso e Credito presso Quaestio Capital SGR. Si è laureato con lode presso l’Università Bocconi e ha conseguito un master in Finanza e un MBA Executive presso la London Business School.

Uno IOR «rinnovato e trasparente»

L’ex direttore generale dell’IOR, Gian Franco Mammì, ha auspicato che il suo successore «prosegua il percorso che abbiamo condiviso finora con unità, prudenza e lungimiranza, rimanendo fedele alla missione dell’Istituto».

Un percorso, secondo Mammí, in cui spicca «l’intenso ed esigente processo di rinnovamento e adeguamento alle normative internazionali del settore finanziario».

Il direttore uscente ha sottolineato di lasciare un «Istituto solido e trasparente, pienamente riconosciuto a livello internazionale» e ha voluto ringraziare i pontefici per la fiducia riposta nella sua gestione.

L'IOR

Denominato «banca vaticana», sebbene presenti alcune differenze operative rispetto alle istituzioni finanziarie tradizionali, l’IOR è l’unica istituzione autorizzata a svolgere attività finanziarie professionali nello Stato della Città del Vaticano.

A tal proposito, «offre ai propri clienti servizi bancari e di investimento, gestendo il patrimonio che le viene affidato in conformità con la Dottrina sociale della Chiesa cattolica e con i più elevati standard internazionali».

Attualmente conta oltre 12.000 clienti che appartengono alla Chiesa cattolica o lavorano al suo servizio, in più di 110 paesi in tutto il mondo.

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