Il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha comunicato tramite lettera al presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, il vescovo Dr. Heiner Wilmer SCJ, che «non è possibile concedere l’indulto richiesto il 30 marzo 2026 per consentire, in circostanze eccezionali, che un fedele laico debitamente incaricato tenga un discorso al posto dell’omelia durante la celebrazione eucaristica».
La Conferenza Episcopale Tedesca aveva presentato la propria richiesta adducendo esigenze pastorali concrete, frutto del contesto ecclesiale che il Paese sta attraversando. Il Dicastero riconosce e apprezza «le preoccupazioni pastorali che hanno ispirato la richiesta», ma conclude che non è possibile accoglierla per ragioni che vanno al di là della disciplina canonica ordinaria.
L'omelia come parte integrante della liturgia
La risposta del Vaticano è chiara nella sua argomentazione di fondo: «la riserva dell’omelia al sacerdote o al diacono non è una mera norma disciplinare, ma deriva dalla natura stessa della liturgia». Per questo motivo, non è possibile dispensarne l’applicazione mediante un indulto.
Il documento precisa che «l’omelia è parte integrante della Liturgia della Parola, è intrinsecamente legata alla proclamazione del Vangelo e costituisce un esercizio del munus docendi »affidato ai ministri ordinati attraverso il sacramento dell’Ordine«. Di conseguenza, »la proclamazione della Parola nella celebrazione liturgica è inscindibile dalla missione ricevuta sacramentalmente e dall’unità che unisce la Parola e il Sacramento nella celebrazione eucaristica».
Oltre al rigetto della richiesta, la lettera sottolinea l’importanza della formazione del clero come strumento per rispondere alle sfide pastorali: il Dicastero evidenzia «l’importanza di promuovere la formazione permanente dei ministri ordinati, affinché l’omelia possa esprimere appieno la propria efficacia pastorale e spirituale».
Ampie possibilità per i laici al di fuori dell’Eucaristia
Il Dicastero conclude il proprio comunicato ricordando che esistono numerose alternative nell’ambito del quadro canonico vigente: «la disciplina vigente della Chiesa prevede già numerose forme di annuncio della Parola e di predicazione che possono essere affidate ai fedeli laici, al di fuori dell’omelia e della celebrazione eucaristica, in conformità con il Diritto Canonico e con la natura propria di queste diverse forme di annuncio del Vangelo».
La decisione arriva in un momento di intenso dibattito nella Chiesa tedesca, impegnata nel processo sinodale noto come Il Cammino sinodale, che ha promosso diverse proposte di riforma strutturale, tra cui una maggiore partecipazione dei laici alle funzioni liturgiche e al governo ecclesiale.





