Che sfacciataggine!

"La sfacciataggine è ormai diventata una professione. Il successo dell'individualismo è dimostrato dal fatto che ormai nessun atto, per quanto vergognoso possa essere, ti mette in pericolo, perché ci sarà sempre un gruppo pronto a sostenerti incondizionatamente e persino a pagarti per questo".

15 luglio 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Che sfacciataggine!

Non so se scrivere questo articolo o meno. Mi vergogno di fare una gaffe, mi vergogno di avere torto e di espormi pubblicamente, mi vergogno di non esprimermi bene o di non farmi capire. Mi vergogno di parlare della vergogna e di dire che non ne rimane più traccia.

Sembrerò un vecchio se parlo di un sentimento che, per molti, è servito solo alla repressione e al controllo della morale pubblica? O sarà necessario superare l’imbarazzo di parlare di un argomento di cui ormai nessuno parla più per vergogna, anche solo affinché lo storico che mi leggerà nel secolo a venire sappia che c’era una cerchia che credeva ancora nella sua funzione sociale?

Gli antropologi sostengono che la vergogna abbia una chiara origine evolutiva e che, grazie ad essa, la specie sia sopravvissuta per centinaia di migliaia di anni. Il motivo è semplice: l’essere umano è un essere sociale e, al di fuori del gruppo, la sua sopravvivenza è molto complicata, le possibilità di sopravvivere diminuiscono drasticamente. Pertanto, un comportamento antisociale, come un affronto al gruppo, un inganno o una mancanza di rispetto, comporterebbe l’esilio e la morte quasi certa dell’individuo, che non potrebbe più contare sulle risorse e sulla protezione del gruppo. I più adatti sarebbero coloro che, in modo naturale, quasi istintivo, saprebbero non esporsi al giudizio negativo del gruppo, mantenendone così l’unità e aumentando il suo tasso di sopravvivenza. Che ciò faccia parte della natura umana lo vediamo nei bambini piccoli. Non appena raggiungono l’età per rendersi conto di non essere gli unici esseri nell’universo, ma di vivere in comunità, si rifugiano tra le braccia dei genitori e abbassano la testa quando si sentono al centro dell’attenzione di fronte a un gruppo di adulti che non conoscono. Piuttosto che esporsi al giudizio negativo del gruppo, è meglio fuggire o nascondersi.

La vergogna è sgradevole per le persone normali. Tanto che – sicuramente vi sarà capitato – dopo una caduta accidentale in pubblico, ci preoccupa di più l’aver fatto brutta figura che la gravità della ferita che potremmo aver riportato. Tutti minimizziamo esageratamente la caduta mentre cerchiamo di ricomporci nel modo più dignitoso possibile, con un sorriso sulle labbra, e scappiamo via di corsa mentre nascondiamo con eleganza la momentanea zoppia. 

Ma quel senso di vergogna che provavano le persone normali, se ci fate caso, si è perso poco a poco in Occidente. Non so se sia iniziato con quei programmi di video amatoriali in cui la gente inviava senza vergogna le proprie cadute e i propri incidenti, ma il fatto è che i social sono ormai pieni di sfide assurde in cui la gente si espone a ogni genere di cadute o torture al solo scopo di far ridere la gente. C’è anche chi trae profitto dall’esibire sui social le proprie vergogne di ogni tipo (fisiche o sentimentali) con totale disinibizione. Possiamo affermare con certezza che la sfacciataggine è ormai diventata una professione. Il successo dell’individualismo è dimostrato dal fatto che ormai nessun atto, per quanto vergognoso possa essere, ti mette in pericolo, perché ci sarà sempre un gruppo pronto a sostenerti incondizionatamente e persino a pagarti per questo.

Una società frammentata come la nostra perde la capacità di reagire, di protestare collettivamente, e ormai accettiamo tutto senza battere ciglio. 

Di questo approfittano i governanti che ormai mettono in mostra, senza alcun pudore, i loro intrighi e le loro corruzioni, sapendo bene che nessuno li caccerà via perché hanno il loro «gruppo» che copre le loro vergogne. Il massimo esponente di questa «nuova politica» è il presidente degli Stati Uniti che, tra le tante altre cose, ha raccontato, con grande sfacciataggine, come è riuscito a barare ai Mondiali. Non c’è più nemmeno bisogno di nascondersi quando si fa qualcosa di indegno, ce lo raccontano in conferenza stampa. E che dire della situazione del governo spagnolo, circondato da casi di corruzione ai livelli più alti? Vedete facce preoccupate? Che espressione avreste voi se foste colti in quella stessa situazione? Non direste forse «che la terra mi inghiottisca»? Persino tra i cristiani c’è chi ostenta la propria superbia ideologica, per nulla evangelica, senza curarsi minimamente di essere espulsi dalla famiglia e dello scandalo contro cui Gesù ci ha messo in guardia con tanta serietà. E lo fanno in modo pubblico e provocatorio. Bisogna proprio avere una bella faccia tosta!

Io, tuttavia, resto dalla parte di coloro che provano ancora un senso di vergogna. Con coloro che, con umiltà, riconoscono di poter sbagliare, riconoscono l’autorità del gruppo a cui appartengono e chiedono perdono quando loro o chi dipende da loro commette un errore. Anche quando le colpe sono state commesse molti anni o secoli fa. Lo hanno fatto gli ultimi papi di fronte ai casi di abusi di ogni tipo. Con il loro atteggiamento coraggioso sottolineano ciò che conta: che il bene comune è superiore a quello dell’individuo (senza annullarlo) e che non siamo figli unici, ma fratelli, figli dello stesso Padre che vede ogni nostra azione. Sono loro a farmi perdere il timore di dirlo forte e chiaro: che vergogna!

L'autoreAntonio Moreno

Giornalista. Laurea in Scienze della Comunicazione e laurea in Scienze Religiose. Lavora nella Delegazione diocesana dei media di Malaga. I suoi numerosi "thread" su Twitter sulla fede e sulla vita quotidiana sono molto popolari.

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