La Conferenza Episcopale Francese (CEF) si è riunita martedì nella sua sede parigina per presentare il viaggio apostolico del Papa Leone XIV in Francia, dal 25 al 28 settembre. Alla conferenza stampa hanno partecipato il cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza Episcopale Francese (CEF); mons. Benoît Bertrand, vescovo di Pontoise e presidente del Comitato Organizzatore del viaggio; nonché l’arcivescovo di Parigi, Laurent Ulrich; il vescovo di Tarbes e Lourdes, Jean-Marc Micas; e l’arcivescovo-vescovo di Metz, Philippe Ballot, oltre ai coordinatori logistici della visita papale.
Saranno quattro giorni e cinque tappe: la sede dell’UNESCO, Parigi, Saint-Denis, Lourdes e Metz. Leone XIV sarà il decimo Papa a recarsi a Parigi. L’ultima visita di un pontefice risale al 2008, quando vi si recò Benedetto XVI.
Il cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della CEF, ha affermato che la preparazione di questo viaggio non è solo di natura materiale. È opportuno prepararsi ad ascoltare il Papa e a vivere questo evento come un dono che ci viene offerto, ha detto.
Il cardinale non ha voluto anticipare il contenuto dei messaggi, ma ne ha indicato il tema centrale: la difesa della dignità umana, alla luce della sua enciclica “Magnifica humanitas”.
Monsignor Benoît Bertrand, vescovo di Pontoise, vicepresidente della CEF e presidente del comitato organizzatore, ha riassunto i preparativi in tre parole: gioia, diversità e aspettativa. La diversità, ha precisato, spazia dalle grandi folle alle assemblee di circa cinquecento persone, fino agli incontri che non riuniranno più di dieci partecipanti.
Riguardo alle aspettative dei francesi, che egli ritiene numerose e non limitate ai soli cristiani, ha parlato di essere rafforzati nella fede, di essere guidati lungo i sentieri della missione, del fatto che la Chiesa sia al servizio degli ultimi e dei poveri, e di coloro che cercano Dio.
“Il Santo Padre viene anche in Francia per alimentare la nostra speranza, perché ne abbiamo davvero tanto bisogno”, ha affermato. “Senza dubbio, questo viaggio sarà storico”.
Affinché il mondo abbia vita: uno slogan nato in una strada di Roma
Il motto ufficiale del viaggio è “Affinché il mondo abbia vita”. È tratto dal sesto capitolo del Vangelo di San Giovanni, il discorso sul Pane della Vita.
La proposta partì dal cardinale Aveline e fu approvata personalmente dallo stesso Leone XIV. Aveline ha raccontato come è nata: “Una mattina, mentre tornavamo al Seminario Francese lungo la via degli antiquari, a Roma, camminando con i due vicepresidenti, stavamo riflettendo. Allora mi venne in mente l’idea: “Affinché il mondo abbia la vita”. Quella stessa notte scrissi una breve lettera al Papa. La mattina seguente, il Pontefice mi rispose: “Sì, questa è buona”».
Il cardinale ha spiegato perché lo ritiene significativo: “Perché esprime, in poche parole, una realtà fondamentale: una parola di Cristo: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. E anche perché definisce, per la fede cristiana, chi è Cristo: “Io sono la via, la verità e la vita”.
Il “diritto all’assistenza al suicidio” in Francia
Lo slogan non è banale. Il 15 luglio l’Assemblea nazionale ha approvato in lettura definitiva la legge che istituisce il “diritto all’aiuto a morire”, con 291 voti a favore, 241 contrari e 29 astensioni, dopo che il Senato l’aveva respinta per tre volte.
Il primo ministro, Sébastien Lecornu, e il presidente del Senato l’hanno deferita al Consiglio costituzionale, che il 14 agosto l’ha dichiarata conforme alla Costituzione con tre riserve interpretative, tra cui una clausola di coscienza per i farmacisti e per le strutture sanitarie. Emmanuel Macron l’ha promulgata il 18 agosto e il testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il giorno successivo.
La legge consente l'accesso, a determinate condizioni, alle persone maggiorenni affette da una patologia grave e incurabile che compromette le loro prospettive di sopravvivenza. Si prevede che sarà proprio a Lourdes che il Papa insisterà sull'importanza di tutelare la vita.
I catecumeni, la sorpresa francese
Il secondo contesto è un fenomeno che la stessa Chiesa francese non si aspettava: il costante aumento del numero di adulti e adolescenti che chiedono di essere battezzati.
Secondo l’indagine annuale della CEF pubblicata il 25 marzo, nella Veglia pasquale del 2026 sono stati battezzati 21.386 catecumeni: 13.234 adulti e 8.152 adolescenti. Si tratta di un aumento del 28% per gli adulti e del 10% per gli adolescenti rispetto al 2025.
In dieci anni il numero di adulti è triplicato, passando da 4.124 nel 2016 a 13.234 quest'anno.
I giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni costituiscono il gruppo più numeroso, con il 42 %, seguiti da quelli di età compresa tra i 26 e i 40 anni.
Parigi è un caso a sé stante. La diocesi concentra circa il 10 % dei catecumeni del Paese e sostiene settanta cappellanie studentesche, sessantacinque seminaristi e sedici nuovi sacerdoti ordinati nel 2025. Nell’insieme della provincia ecclesiastica di Parigi, che raggruppa le otto diocesi dell’Île-de-France, gli adulti che chiedono il battesimo sono passati da 1.249 nel 2021 a 3.158 nel 2026, con un aumento del 153 %.
Di fronte a ciò, nell’aprile del 2025 i vescovi dell’Île-de-France convocarono quello che avrebbe dovuto essere un concilio provinciale sul tema “Catecumeni e neofiti, nuove prospettive per la vita della nostra Chiesa nelle nostre diocesi”. Si è reso necessario modificare la denominazione di «concilio» poiché il numero degli invitati superava quanto previsto dal diritto canonico, e l’evento è stato quindi ribattezzato Assemblea ecclesiale provinciale. È stata inaugurata solennemente il 31 maggio a Notre-Dame di Parigi e si articolerà in tre sessioni: ottobre 2026, gennaio 2027 e maggio 2027.
È per questo che sabato 26 mattina, Leone XIV si riunirà all’Istituto Cattolico di Parigi con i membri dell’assemblea, i catecumeni e i neofiti. Lì pregherà anche davanti alle immagini di vari santi e beati che un tempo vivevano nell’antico convento “des Carmes”.
Parigi: sei sequenze in un giorno e mezzo
La tappa parigina è la più complessa. Il Papa atterrerà a Orly venerdì 25 alle dieci del mattino. Successivamente si recherà all’Eliseo per incontrare il presidente della Repubblica e rivolgersi alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. Alle tre del pomeriggio visiterà la sede dell’UNESCO, dove ha voluto recarsi espressamente per parlare alla comunità internazionale in materia di istruzione.
Successivamente percorrerà a bordo della papamobile un itinerario di 2,5 chilometri che va dalla chiesa di Notre-Dame des Champs a piazza Saint-Michel, passando per il viale di Montparnasse e il viale Saint-Michel.
Alle 17.15 il pontefice presiederà i vespri a Notre-Dame insieme a vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, consacrati e seminaristi. Quella stessa sera presiederà una veglia allo Stade de France, a Saint-Denis, davanti a oltre 80.000 giovani di età compresa tra i 17 e i 35 anni. I posti disponibili sono andati esauriti in poche ore dall’apertura delle iscrizioni e c’è una lista d’attesa.
Sabato 26, dopo la visita alla Casa Bakhita, avrà luogo la celebrazione più affollata: la messa in piazza della Concordia e sul viale degli Champs-Élysées. Sono attesi oltre 500 mila partecipanti. Gli organizzatori ritengono che la folla potrebbe riversarsi oltre l’Arco di Trionfo.
“Possiamo sperare che la celebrazione dell’Eucaristia sia un segno forte nella vita della Chiesa e che tale segno possa essere condiviso dal popolo francese come segno di unità», ha affermato l’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich. Questi momenti, ha aggiunto, manifestano al tempo stesso unità, interiorità, intimità e il desiderio di un incontro che ha un significato che va ben oltre la Chiesa.
Lourdes: pellegrino e pastore
La visita di Leone XIV a Lourdes Si inserisce dopo le due di San Giovanni Paolo II, nel 1983 e nel 2004, e quella di Benedetto XVI nel 2008, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni.
Papa Leone XIV arriverà all’aeroporto di Tarbes-Lourdes alle 19.05 di sabato 26 e si recherà poi alla grotta di Massabielle.
Monsignor Jean-Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, afferma che sarà un pellegrino tra i pellegrini: toccherà la roccia della grotta, berrà l’acqua, accenderà un cero, si inginocchierà e pregherà in silenzio, come fanno i pellegrini.
In qualità di pastore universale, presiederà la messa di domenica mattina sul prato del santuario e guiderà la processione mariana con le fiaccole di domenica sera.
L'affluenza prevista è notevole per una città di poco più di 12.000 abitanti: 50.000 persone sabato sera, 150.000 domenica mattina e 25.000 domenica sera.
A Lourdes si terrà inoltre l’incontro più delicato del viaggio. Leone XIV riceverà in privato sette vittime di abusi sessuali.
Monsignor Pierre-Antoine Bozo, vescovo coadiutore di La Rochelle e portavoce della CEF, ha spiegato che il gruppo è stato composto cercando il massimo equilibrio possibile.
Metz: l'altro regime
L’ultima giornata, lunedì 28, si svolgerà a Metz, al confine tra Francia, Lussemburgo e Germania. Non è una scelta casuale. In Francia coesistono due regimi in materia di culto. Quello generale è quello previsto dalla legge del 9 dicembre 1905, che ha sancito la separazione tra Chiesa e Stato.
Gli edifici di culto antecedenti a tale data, già nazionalizzati dal 1789, rimasero di proprietà pubblica: le cattedrali appartengono allo Stato e le chiese parrocchiali ai comuni.
L’altro regime, meno noto, è quello concordato in vigore in Alsazia e nella Mosella. Lì la legge del 1905 non fu mai applicata, poiché a quella data quei dipartimenti facevano parte dell’Impero tedesco. Quando tornarono alla Francia nel 1918, fu mantenuto in vigore il diritto vigente, compreso il Concordato firmato nel 1801 tra Napoleone e Pio VII. La legge del 1° giugno 1924 confermò tale eccezione e il Consiglio costituzionale la avallò nel 2013.
In pratica, il regime concordato riconosce quattro confessioni religiose: cattolica, protestante luterana, protestante riformata ed ebraica. I loro ministri sono retribuiti dallo Stato e nelle scuole pubbliche si impartisce l’insegnamento religioso. Metz e Strasburgo sono le due diocesi soggette al concordato e i loro vescovi continuano a essere nominati con decreto del presidente della Repubblica.
La procedura è particolare: la Santa Sede propone un candidato, il presidente lo accetta con un primo decreto che rimane segreto, il Papa concede poi l’investitura canonica tramite una bolla e un secondo decreto, previo esame del Consiglio di Stato, viene pubblicato contemporaneamente sul Diario Oficial francese e su «L’Osservatore Romano».
Monsignor Philippe Ballot, arcivescovo-vescovo di Metz, sottolinea il significato di questo luogo: «La Mosella è il luogo ideale per un messaggio di pace. È una terra che ha vissuto tre guerre e due annessioni, e dove i nemici di ieri sono diventati amici», afferma. «Quindi è possibile ovunque ci sia la guerra». Parla anche della forza del perdono attraverso la riconciliazione franco-tedesca e sottolinea che la giornata avrà una dimensione europea e internazionale.
A Metz, alle dieci del mattino, il Papa presiederà un incontro interreligioso presso il centro congressi Robert Schuman. Sei rappresentanti delle diverse confessioni leggeranno e firmeranno insieme a lui una dichiarazione comune: il cardinale Aveline per i cattolici, Christian Krieger per i protestanti, il gran rabbino Haïm Korsia per gli ebrei, Chems-Eddine Hafiz per i musulmani, monsignor Dimitrios per gli ortodossi e Antony Boussemart per i buddisti. Un’ora dopo parteciperà alla manifestazione «Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità».
L'omaggio a Robert Schuman si protrarrà per l'intera giornata. Nato a Clausen, alle porte della città di Lussemburgo, figlio di padre mosellano e madre lussemburghese, Schuman è stato deputato della Mosella per oltre quattro decenni, ha vissuto e è morto a Scy-Chazelles, sulle alture di Metz, dove è sepolto. Papa Francesco lo ha dichiarato venerabile.
Nel pomeriggio il pontefice percorrerà le strade di Metz a bordo della papamobile e alle quattro celebrerà la messa nella cattedrale di Santo Stefano. L'addio è previsto per le 18.30 all'aeroporto di Metz-Nancy-Lorena.
La sfida logistica ed economica
Le cifre generali danno un'idea della portata dell'operazione. Il viaggio costerà 27 milioni di euro, finanziati in gran parte con donazioni; alla data della conferenza stampa erano stati raccolti 5,5 milioni.
Il 25 e il 26 saranno schierati 15.000 agenti di polizia, gendarmi, forze mobili e militari dell’operazione Sentinelle. La sola tappa parigina mobilita 15.000 volontari.
Sebbene lo Stato francese non sovvenzionerà l’organizzazione, si farà carico della sicurezza degli eventi, del Papa e del suo seguito
Come vive la Francia questo momento
L’atmosfera descritta dagli organizzatori è di entusiasmo e gioia. In molte chiese di Francia si stanno organizzando giornate di preghiera e di preparazione spirituale, uno di questi luoghi è la basilica del Sacro Cuore di Montmartre, sede di adorazione perpetua dal 1885 e santuario nazionale della Misericordia, che organizza una novena e giornate di preghiera in preparazione alla visita papale.
Aveline ha parlato della propria emozione di fronte all'entusiasmo suscitato dalla visita, una gioia che percepisce diffusa in tutto il Paese e su tutti i social media e che, a suo avviso, rivela una grande sete spirituale dei francesi.
La Francia interessa al Papa, ha ammesso il cardinale. Grazie al nuovo slancio dato dai neofiti e dai catecumeni, ha affermato, il Paese dimostra di resistere alla secolarizzazione. Ha anche raccontato che Leone XIV sta imparando il francese per esprimersi con maggiore disinvoltura.
Il vescovo di Pontoise ha concluso la conferenza stampa con un invito aperto: che tutti i francesi, cattolici e non, credenti e non, vengano ad accogliere e ad ascoltare Papa Leone XIV a Parigi, a Saint-Denis, a Lourdes o a Metz.
Come ha sottolineato l’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich: il Papa viene «per custodire la nostra speranza, perché ne abbiamo certamente molto bisogno».





