Il sacerdote José Miguel Granados, dell'arcidiocesi di Madrid e professore all'Università San Dámaso, ha presentato ieri, 21 gennaio, il suo nuovo libro. Il valore del corpo e della sessualità, pubblicato da EUNSA, nella parrocchia di Santa María Magdalena a Madrid.
Il libro offre una riflessione profonda e accessibile sul corpo umano e sulla sessualità alla luce della fede cristiana, in dialogo con le grandi sfide culturali contemporanee. L'autore attinge soprattutto alla teologia del corpo di San Giovanni Paolo II, così come agli insegnamenti dei papi successivi, per sottolineare l'unità inscindibile di anima e corpo e la vocazione all'amore inteso come dono di sé, fedeltà e apertura alla vita.
Tema centrale
Durante la presentazione, Granados ha spiegato che il libro risponde a questioni decisive del nostro tempo: se il corpo sia solo un oggetto o una realtà personale, se la sessualità sia solo piacere o linguaggio d'amore, e se il corpo umano possieda un significato trascendente. Contro le visioni riduttive o utilitaristiche, ha difeso una comprensione del corpo come mistero, dono e segno dell'amore divino, con una dignità inviolabile dal concepimento alla morte naturale.
Il punto di partenza del libro è una constatazione culturale: la nostra società vive una profonda ambiguità nei confronti del corpo: siamo proprietari di un corpo che possiamo usare e ridefinire a nostro piacimento, oppure siamo persone corporee chiamate a scoprirne il significato? Granados esamina questi dilemmi - piacere o dono, oggetto o mistero, tecnica o etica - e mostra come dalla risposta dipendano non solo le decisioni personali, ma anche il corso della vita sociale.
L'opera si basa in modo particolare sulla teologia del corpo di San Giovanni Paolo II, oltre che sul magistero dei papi successivi. In questo quadro, l'autore presenta il corpo come espressione della persona e come luogo in cui si rende visibile l'amore: un linguaggio capace di comunione, dono di sé e fecondità. La sessualità non appare quindi né come un semplice impulso biologico né come una realtà sospetta, ma come una dimensione costitutiva della vocazione all'amore, inscritta nella mascolinità e nella femminilità e aperta al dono responsabile di sé.
Altri problemi
Uno degli assi più suggestivi del libro è la comprensione sacramentale del corpo. Granados sottolinea che la materialità del corpo umano è in grado di rendere trasparente l'invisibile e di rimandare al mistero divino, soprattutto alla luce dell'Incarnazione. Il fatto che il Verbo si sia fatto carne conferisce al corpo una dignità senza precedenti e ci permette di comprendere l'eros umano come una forza ferita, ma chiamata a essere curata ed elevata dal vero amore.
In questa prospettiva, l'autore affronta con chiarezza e profondità temi specifici come il pudore e la nudità, l'impegno affettivo, la procreazione responsabile, il valore del celibato, la sofferenza e la fragilità, la dignità dell'embrione, il fine vita o gli approcci dell'ideologia di genere.
Prosa e poesia
Una delle originalità dell'opera è il dialogo con la letteratura e la poesia: ognuno dei 22 capitoli si apre con un esempio tratto da un grande romanzo e si conclude con poesie che sintetizzano il contenuto riflesso, mostrando come l'esperienza umana abbia intuito, anche dall'arte, il significato profondo del corpo e dell'amore.
Granados ha concluso la presentazione affermando che il mistero del corpo umano può essere pienamente compreso solo alla luce di Gesù Cristo, il Verbo incarnato, nel quale il desiderio di bellezza, amore e pienezza trova la sua risposta definitiva.





