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I cattolici dei Paesi nordici possono essere massoni? La Conferenza Episcopale Nordica risponde

La Conferenza Episcopale Nordica chiude il dibattito pastorale sulla massoneria, dopo aver consultato il Dicastero per la Dottrina della Fede, e stabilisce diverse linee guida pastorali.

Teresa Aguado Peña-30 giugno 2026-Tempo di lettura: 2 minuti
massoni

© Jim Robinson

La Conferenza Episcopale Nordica ha pubblicato una lettera indirizzata ai parroci di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, nella quale chiarisce in modo categorico che i fedeli cattolici non possono appartenere alla Massoneria.

La lettera fa seguito ad anni di dibattito pastorale nella regione sul fatto che alcune logge massoniche locali potessero essere considerate compatibili con la fede cattolica: «Alla luce delle differenze che talvolta si percepiscono tra le diverse correnti della massoneria, nei nostri paesi si è affermata l’opinione secondo cui la massoneria nordica si distingue a tal punto che l’appartenenza ad essa potrebbe essere consentita ai fedeli cattolici».

Una risposta chiara

Secondo i vescovi, a seguito delle consultazioni con il Dicastero per la Dottrina della Fede, la risposta è stata “chiarissima”: non esistono eccezioni regionali né dispense particolari che consentano l’adesione dei cattolici alla massoneria.

I vescovi sottolineano che le norme universali della Chiesa trovano piena applicazione nei Paesi nordici. Si ribadisce così la validità della dichiarazione del 1983 sulle associazioni massoniche e di una nota dottrinale più recente del 2023, che mantiene il divieto di affiliazione.

Il testo sottolinea che la posizione della Chiesa non si basa su un giudizio sulle persone, bensì sulla considerazione che i principi della massoneria sono incompatibili con la fede cattolica.

Cosa devono fare i parroci

La Conferenza Episcopale stabilisce diverse linee guida pastorali:

  • Si deve incoraggiare ogni cattolico che sia al tempo stesso massone o membro di una loggia massonica ad abbandonare tale appartenenza.
  • Ogni cattolico che sia al tempo stesso massone o membro di una loggia massonica deve astenersi dal ricevere la Santa Comunione e gli è vietato ricevere gli altri sacramenti.
  • Ogni massone o membro di una loggia massonica che richieda il battesimo nella Chiesa cattolica, o che desideri entrare in piena comunione con la Chiesa cattolica in qualità di cristiano validamente battezzato, deve porre fine a tale appartenenza prima del battesimo o dell’ammissione alla piena comunione.
  • Nessuna parrocchia, nessun istituto di vita consacrata o società di vita apostolica, nessuna organizzazione o istituzione cattolica delle nostre Chiese locali deve stipulare accordi di collaborazione con massoni o logge massoniche, né utilizzare beni appartenenti a logge massoniche.

I vescovi sottolineano che tali misure devono essere applicate con “prudenza pastorale e accompagnamento”, evidenziando la necessità di aiutare i fedeli coinvolti in questi processi di distacco.

«La chiamata del nostro Signore Gesù Cristo: «Seguitemi» (Mt 4, 19), presuppone la disponibilità a lasciarsi alle spalle altri attaccamenti che ostacolano il cammino di un discepolato incondizionato. Questo è sempre stato, e continuerà sempre ad essere, un criterio di autenticità cristiana. Aiutiamoci a vicenda, con la parola e con l’esempio, per essere all’altezza di questo criterio, confidando nella grazia di Dio», conclude la lettera, firmata da Erik Varden, presidente della Conferenza Episcopale Nordica, e dai vescovi dei paesi sopra citati.

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