Papa Leone XIV ha proposto tre atteggiamenti molto concreti per vivere la Quaresima come un vero cammino di conversione.
In un messaggio rivolto a tutta la Chiesa, il Pontefice ci incoraggia a recuperare il centro della vita cristiana - il mistero di Dio - «affinché la nostra fede riprenda slancio e il nostro cuore non si perda nelle preoccupazioni e nelle distrazioni della vita quotidiana».
Ascolta
«Quest'anno vorrei richiamare l'attenzione, innanzitutto, sull'importanza di dare spazio alla Parola attraverso l'ascolto, poiché la disponibilità all'ascolto è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l'altro», esordisce il Papa.
Dare spazio al silenzio interiore e alla Scrittura non è solo un altro gesto devozionale, ma la condizione per riconoscere la voce del Signore in mezzo a tante voci. Questo ascolto, spiega, educa anche il cuore a percepire il grido di chi soffre, dei poveri e delle vittime dell'ingiustizia, affinché la fede non resti teorica, ma il grido di chi soffre «interpelli costantemente la nostra vita».
Digiuno
La seconda proposta è il digiuno, inteso non solo come privazione del cibo, ma come esercizio integrale che coinvolge il corpo e ordina i desideri.
Il digiuno aiuta a scoprire ciò che è veramente essenziale, risveglia la fame di giustizia e libera dalla rassegnazione. Leone XIV insiste sul fatto che questa pratica deve essere vissuta con umiltà e unita alla preghiera, per evitare che diventi una mera formalità: «Se il digiuno deve conservare la sua verità evangelica ed evitare la tentazione di inorgoglire il cuore, deve essere sempre vissuto nella fede e nell'umiltà».
Invita anche a forme concrete di astinenza quotidiana, soprattutto nell'uso delle parole: «Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole offensive, ai giudizi immediati, al parlare male di chi è assente e non può difendersi, alla maldicenza. Sforziamoci invece di imparare a misurare le nostre parole e di coltivare la gentilezza».
«Insieme».»
Infine, il Papa ci ricorda che la Quaresima non è un cammino individualistico, ma comunitario. Parrocchie, famiglie e comunità sono chiamate a percorrerla insieme, condividendo l'ascolto della Parola, il digiuno e la conversione della vita.
Non si tratta solo di cambiamenti personali, ma anche di trasformare le relazioni, il dialogo e lo stile di convivenza, affinché la Chiesa diventi un luogo dove si accoglie la sofferenza e nascono percorsi di speranza.
Leone XIV conclude il suo messaggio con un invito alla preghiera per fare nostre queste tre chiavi: «Cari fratelli, chiediamo la grazia di vivere una Quaresima che renda le nostre orecchie più attente a Dio e ai più bisognosi. Chiediamo la forza di un digiuno che arrivi anche alla lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce degli altri. E impegniamoci perché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l'ascolto generi percorsi di liberazione, rendendoci più disponibili e solerti a contribuire alla costruzione della civiltà dell'amore».



