Cultura

Il Battesimo di Gesù: «Il Battesimo di Cristo», El Greco

Il Battesimo di Cristo è un'opera chiave dell'ultimo periodo di El Greco, in cui l'artista raggiunge la piena maturità espressiva sintetizzando la sua intensa spiritualità, l'audace verticalità compositiva e l'uso magistrale del colore per creare una scena di profonda elevazione mistica.

Eva Sierra e Antonio de la Torre-6 marzo 2026-Tempo di lettura: 6 minuti

COMMENTO ARTISTICO

Il lavoro su Battesimo di Cristo è stato commissionato per la chiesa del Colegio de la Encarnación di Madrid. Il dipinto raffigura il Battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista. La composizione è divisa in due aree distinte, separate dallo Spirito Santo, che appare al centro sotto forma di colomba.

L'ordine celeste e il mondo terreno

Il regno celeste occupa la parte superiore della tela. Qui El Greco colloca Dio Padre, vestito di bianco candido, che benedice con la mano destra e guarda teneramente verso il Figlio, Gesù Cristo. Dio è circondato dalla gerarchia angelica, con i cherubini disposti in varie posizioni dinamiche ai suoi piedi. Sotto di loro, una colomba bianca e radiosa ad ali spiegate funge da divisorio visivo e simbolico tra la sfera celeste e quella terrena.

La metà inferiore della tela raffigura il regno terreno. In piedi su un terreno roccioso, Cristo riceve le acque del Battesimo. Le sue mani sono giunte in preghiera, il capo leggermente chinato e lo sguardo sollevato. Questa postura era comune nella rappresentazione dei santi in atteggiamento di preghiera e adorazione. Il volto di Cristo è trattato con particolare cura e raffinatezza rispetto alle altre figure della composizione. A destra, San Giovanni Battista, abbronzato e snello a causa del suo stile di vita ascetico, vestito con la tradizionale pelle di cammello, versa acqua da una conchiglia sul capo di Cristo. Un gruppo di angeli accompagna Gesù e incornicia la scena con un drappo rosso, simbolo del martirio. Un'ascia conficcata nel tronco di un albero allude al passo del Vangelo: “Già la scure tocca la radice degli alberi, e ogni albero che non porta buoni frutti sarà tagliato e gettato nel fuoco”.” (Mt 3,10). Sotto le ginocchia di Cristo, un piccolo cartiglio riporta la firma dell'artista e la data.

La maturità stilistica di El Greco

Il dipinto è alto 350 cm e le figure in primo piano sono a grandezza naturale. Viste dal basso, le figure appaiono sorprendentemente alte, come risultato del caratteristico allungamento delle forme di El Greco e della sua enfasi sulla verticalità, un tratto particolarmente accentuato nelle fasi finali della sua carriera. La pennellata è sciolta e i contorni si dissolvono nella luce e nel colore. Sebbene la modellazione rimanga salda e la rappresentazione anatomica potente, è ammorbidita dalla predominanza di toni freddi. I putti in scorcio ricordano i modelli utilizzati da artisti come Rubens, anche se El Greco li reinterpreta in modo personale e distintivo.

La tavolozza è dominata da toni freddi e contrastanti, soprattutto blu e gialli. Il panno rosso è l'unico elemento che introduce calore, attirando così l'attenzione sull'azione centrale. L'uso preponderante del giallo richiama il background veneziano dell'artista. Nato sull'isola di Creta quando apparteneva alla Repubblica di Venezia, El Greco si formò nella tradizione rinascimentale e lavorò a Venezia per tre anni. Qui assimilò l'approccio veneziano al colore, alla prospettiva, all'anatomia e alla pittura a olio, sviluppando gradualmente un proprio stile molto personale.

Dopo aver lavorato in diverse città italiane, El Greco si trasferì in Spagna, dove si stabilì a Toledo e si dedicò principalmente a temi religiosi. Nel 1596 gli fu commissionata la pala dell'altare maggiore del Colegio de la Encarnación di Madrid, un seminario agostiniano meglio conosciuto con il nome della sua fondatrice, Doña María de Córdoba y Aragón (1539-1593). L'opera è entrata nella collezione del Museo del Prado nel 1872.

COMMENTO CATECHETICO

Dopo circa 30 anni di vita nascosta a Nazareth, Gesù giunse sulle rive del Giordano, dove suo cugino Giovanni stava battezzando, per essere presentato a tutto il popolo di Israele. La potente figura del Battista nel quadro, alla destra di Gesù, dipinto con i tratti austeri di un asceta, ci ricorda che il Signore assume il Battesimo del Precursore sia per riceverlo che per superarlo.

Il battesimo di Giovanni è stato un segno provvisorio ma profondo, in cui il credente che voleva tornare a Dio per essere ben preparato ai tempi finali, all'avvicinarsi del Regno di Dio, ha ricevuto un impulso per la sua conversione e un modo per ottenere il perdono dei suoi peccati. Prima della vibrante predicazione di Giovanni, egli viene avvicinato da una folla quasi universalmente rappresentativa del popolo di Israele. Vengono da tutte le regioni della Palestina, dal nord al sud. Vengono da tutti i ceti sociali, dai ricchi pubblicani alle povere prostitute. Vengono da tutte le fazioni in cui era divisa la società ebraica a quel tempo, dai mondani e conservatori Sadducei ai progressisti e devoti Farisei.

Il Battesimo di Giovanni, quindi, annuncia già i doni che il Battesimo sacramentale istituito da Cristo avrebbe portato. Questi sarebbero stati, tra gli altri, la conversione, il perdono dei peccati e la riunione di una moltitudine universale di credenti in un'unica entità: il Corpo di Cristo, la Chiesa. Come se si trattasse di un trasferimento di potere, Giovanni e Gesù entrano in dialogo nel momento che precede il Battesimo. Poi Gesù viene immerso nell'acqua e si unisce alla moltitudine di peccatori che cercano di convertirsi a Dio, dopodiché i cieli si aprono, lo Spirito scende e la voce del Padre si fa sentire sul Figlio.

La rivelazione del Figlio

Avvicinandosi al Battesimo di Giovanni, Gesù accetta la sua missione e allo stesso tempo la inaugura pubblicamente. Questa missione non è altro che quella del Servo di Dio sofferente, prefigurata già nella profezia di Isaia (cfr. Isaia 53, 12). I testi di Isaia sul Servo di Dio sono alla base di molti dettagli del racconto del Battesimo di Gesù. In particolare, qui si annuncia che Gesù sarà presentato come l'Agnello innocente, che nel Battesimo ha voluto essere annoverato tra i peccatori. Inoltre, questo Battesimo d'acqua culminerà nel Battesimo di sangue annunciato da Gesù nel suo ministero (Lc 12,50) e realizzato nel sacrificio della Croce.

All'inizio di questa missione pubblica, i racconti del Battesimo di Gesù presentano implicitamente un dialogo tra il Padre e il Figlio, ben rappresentato da El Greco nello sguardo tenero che il Padre rivolge al Figlio dall'alto della tela. In questo dialogo, Gesù dice di essere venuto a compiere ogni giustizia, esprimendo così la sua determinazione a obbedire al Padre identificandosi con la sua Volontà, che non è altro che quella di accettare per amore la sua offerta come vittima per i peccati dell'umanità, della cui purificazione il Battesimo di Giovanni era un chiaro annuncio. 

Di fronte all'obbedienza perfetta e amorosa del Figlio, il Padre risponde con la voce celeste che esprime il piacere divino. Ancora una volta troviamo un testo di Isaia sul Servo di Dio, che i Vangeli mettono in bocca al Padre al momento del Battesimo e della trasfigurazione di Gesù: “...".“Ecco il mio Servo, che io sostengo; il mio eletto, nel quale mi sono compiaciuto; ho posto il mio spirito su di lui, egli manifesterà la giustizia alle nazioni”.” (Is 42,1). 

Il dialogo si chiude con il dono dello Spirito Santo, che è il legame che chiude eternamente la corrente d'amore tra il Padre e il Figlio nel seno della Santa Trinità. Gesù viene così rivelato a tutto Israele come Figlio dalla voce del Padre (cambiando il “servo” del profeta con il “Figlio” del testo evangelico, sfruttando l'equivalenza che esiste in greco tra i due termini) e, allo stesso tempo, si intuisce come Gesù, concepito dallo Spirito Santo nel grembo di Maria, sia anche eternamente generato nella sua processione dal Padre.

A conferma di questa chiara rivelazione della filiazione divina di Gesù e, allo stesso tempo, di una velata ma suggestiva rivelazione della Trinità, si aprono i cieli, gli stessi che erano stati chiusi dopo il peccato di Adamo. Si apre così la strada per comprendere il Battesimo cristiano, inaugurato da Cristo, come l'atto creativo di una nuova umanità, che ha la strada aperta per tornare al paradiso da cui il primo Adamo fu espulso. Il Dio Creatore, il cui spirito aleggiava sulle acque all'alba della Creazione, ora invia nuovamente lo Spirito Santo sulle acque in cui viene immerso il Figlio per indicare la strada di questa nuova Creazione, che trasforma l'umanità peccatrice nella famiglia dei figli di Dio.

Figli nel Figlio

Pertanto, il sacramento del Battesimo apre la strada alla nuova creazione dell'essere umano attraverso l'assimilazione sacramentale a Gesù, ripetendo lo stesso gesto con cui il Signore inizia la sua missione. Questo sacramento ci assimila al Battesimo di Gesù, e ci unisce così al mistero di morte (immersione nell'acqua) e di risurrezione (uscita dall'acqua) che si manifesta nel gesto che Gesù compie sulle rive del Giordano. Proprio per questo mistero di morte e risurrezione, attraverso il Battesimo sacramentale, l'uomo viene rinnovato e ricreato a immagine del Nuovo Adamo, il Cristo risorto, e partecipa alla sua filiazione. 

Anche il gesto dell'abbassamento di Cristo nel dipinto di El Greco, inginocchiato su una roccia e in una posizione inferiore a quella del Battista, indica che questa ricreazione si raggiunge attraverso una sequenza di abbassamento, umiltà, pentimento, discesa nell'acqua con Gesù e infine esaltazione insieme a Lui. Questa è la via per rinascere dall'acqua e dallo Spirito e, così rinati, vivere come figli di Dio assimilati al Figlio eternamente generato dal Padre. E, essendo figlio, vivere anche sperimentando l'amore e il piacere del Padre, espresso nella voce celeste.

Il Battesimo di Gesù inaugura sulla Terra la vita del Cielo, così come El Greco raffigura i regni terrestre e celeste. È il dono di una nuova vita, quella che Gesù inaugura nella sua Pasqua (annunciata e contenuta nel suo Battesimo davanti a Giovanni) e che muove l'essere umano verso la benedizione e la benevolenza del Padre dei cieli. Per questo i Cieli aperti, che risplendono negli splendidi blu e gialli del dipinto, esprimono che il Battesimo è la Porta della vita eterna e la porta di tutti gli altri sacramenti, che ci portano sulla Terra al Dio del Cielo.

Opera

TitoloBattesimo di Gesù
AutoreEl Greco
AnnoTra il 1597 e il 1600
Tecnica: Olio su tela
Misure: 350 x 144 cm
LuogoMuseo del Prado (Madrid)
L'autoreEva Sierra e Antonio de la Torre

Storica dell'arte e dottoressa in Teologia

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