Il nuovo IOR, Istituto per le Opere di Religione (IOR), comunemente chiamato Banca Vaticana, ha appena pubblicato la quattordicesima edizione del suo libro Rapporto annuale, che comprende il bilancio 2025, con un notevole percorso di crescita dei suoi indicatori.
Il francese Jean-Baptiste de Franssu ha concluso il suo mandato di presidente con l'approvazione del bilancio annuale per il 2025. L'Istituto ha reso omaggio al suo lavoro, svolto su incoraggiamento di Papa Francesco. Il lussemburghese François Pauly è il nuovo presidente dal 28 aprile.
Principali indicatori
Tra i dati più rilevanti di questi conti annuali, Lo IOR evidenzia quanto segue.
- 51 milioni di euro nell'ultimo esercizio, con un incremento del 55,5 % rispetto al 2024, grazie anche all'aumento dei depositi della clientela.
- 5,9 miliardi di euro di depositi totali (depositi dei clienti, attività in gestione, attività in custodia) gestiti dalla banca, con un aumento del 3% rispetto ai 5,7 miliardi di euro del 2024.
- 815,3 milioni di euro di patrimonio netto, con un aumento di 83,4 milioni di euro rispetto al 2024.
- Margine di interesse di 32,3 milioni di euro, rispetto ai 29,4 milioni di euro del 2024; commissioni nette di 26,2 milioni di euro, in linea con i 26,5 milioni di euro dell'anno precedente; margine di interesse di 66,3 milioni di euro, rispetto ai 51,5 milioni di euro del 2024.
- Tier 1 ratio pari a 71,9 %, 3,5 % in più rispetto al 2024, principalmente a causa di una diminuzione complessiva dei rischi e di un aumento del capitale totale.

Alcuni commenti
Il significativo aumento dell'utile netto è dovuto principalmente al miglioramento dei risultati operativi, che riflette una gestione attiva e disciplinata del portafoglio e condizioni di mercato favorevoli.
La redditività complessiva è aumentata in modo sostanziale, ulteriormente sostenuta dall'andamento positivo delle riserve dei fondi pensione.
Tutte le strategie di gestione del portafoglio clienti (CPM), con performance positive in tutte, confermano la posizione dello IOR come uno dei principali operatori del settore. gestori patrimoniali al servizio dei proprietari di beni cattolici.
La relazione di revisione “senza riserve” di Deloitte
Il bilancio presentato ha ricevuto un parere di revisione “senza riserve” dalla società di revisione Deloitte & Touche ed è stato approvato all'unanimità il 28 aprile 2026 dal Consiglio di sovrintendenza dell'Istituto, come previsto dallo Statuto.
Alla luce dei “dati solidi” e tenendo conto delle esigenze di capitalizzazione dell'Istituto, la Commissione cardinalizia ha approvato la distribuzione di un dividendo di 24,3 milioni di euro al Santo Padre, con un aumento del 76,1 % rispetto al 2024, in linea con la missione dell'Istituto di sostenere le opere di religione e carità.
La nota aggiunge che, in piena conformità con la Dottrina sociale della Chiesa, lo IOR ha continuato a offrire una gamma di prodotti diversificati, combinando la propria esperienza di gestione con quella di oltre 11 asset manager internazionali.
Più clienti delle congregazioni religiose
5,9 miliardi di euro alla fine dell'anno, lo IOR riferisce che nel corso del 2025 è aumentato sia il numero di congregazioni religiose clienti dell'Istituto, sia quello delle congregazioni che hanno affidato il proprio patrimonio sottoscrivendo mandati di gestione patrimoniale.
Lo IOR sottolinea “la solidità del Tier 1 ratio e degli indici di liquidità”, che “collocano l'Istituto tra le istituzioni finanziarie più solide al mondo in termini di capitalizzazione e liquidità”.
Banca online e piano strategico
L'Istituto ha inoltre introdotto un servizio di online banking, ampliando i canali di accesso e garantendo modalità operative più semplici, sicure e immediate, in linea con i più elevati standard internazionali.
Il piano strategico 2026-2028 approvato dal Consiglio di Sovrintendenza si articola attorno a tre principi chiave: attenzione al cliente, crescita prudente e sicurezza e solidità finanziaria.
Nel febbraio 2026, lo IOR ha lanciato, in collaborazione con Morningstar, due nuovi indici di borsa. “Sviluppati secondo le migliori pratiche di mercato e nel pieno rispetto dei principi della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, entrambi gli indici sono destinati a servire da benchmark per gli investimenti cattolici in tutto il mondo”.





