«Solidarietà globalizzante. Ética política internacional» è il risultato dell'esperienza personale e della riflessione dell'autore dopo dieci anni come responsabile degli studi presso la Scuola diplomatica del Ministero degli Affari Esteri (Spagna). Grazie alla sua formazione filosofica e teologica (è stato anche docente di Filosofia presso l'Università Ecclesiastica di S. Dámaso e di Dottrina sociale della Chiesa presso la CEU S. Pablo), oltre che ai suoi studi e alla sua pratica professionale nelle Relazioni internazionali, si tratta di un volume interdisciplinare di pensiero umanistico molto ispirato alla visione sociale cattolica. Anche se non è propriamente uno studio teologico, ma piuttosto una riflessione teorica e una storia della politica internazionale.
Il risultato è un volume suggestivo e stimolante per avvicinarsi all'analisi e allo studio del panorama internazionale - e ancor più di quello odierno - da chiavi di lettura quali l'etica, la solidarietà, la dignità della persona e l'unità del genere umano, tanto care alla tradizione occidentale e cristiana. A questo si aggiunge una visione più speranzosa e moderatamente ottimista del solito. In questo senso, pone sempre al centro la persona e la sua intrinseca dimensione trascendente come base del possibile approccio comune alle sfide poste alla comunità umana globale, in continuità con la tradizione ispanica della Scuola di Salamanca e delle tappe successive.
Promuovere la pace
In quest'ordine, due idee sottolineate da San Giovanni Paolo II (la globalizzazione della solidarietà) e da Papa Francesco (la cultura dell'incontro) sono sviluppate in dettaglio. L'opera fa perno su questi due assi. Diciamo che, ispirandomi ad essi, ne sviluppo i fondamenti a partire dalle scienze umane e sociali. Qualche settimana fa, Susana Tamaño, scrittrice italiana di successo, ha esortato gli intellettuali a sostenere l'intenzione di Leone XIV di promuovere una pace “disarmata e disarmante”, e questa monografia ne è un buon esempio.
Se ci atteniamo all'etimologia, per solidarietà intendiamo ciò che è solido, ciò che è compatto. Ed è in questa direzione che la globalizzazione (mundialisation in francese) dovrebbe andare per costruire una comunità umana globale più coesa di fronte alle grandi sfide che deve affrontare: IA, cambiamenti climatici, migrazioni di massa, gravi tensioni belliche, ecc. Non si può non citare l'interessante capitolo di apertura, che inquadra la costante volontà storica di unità del genere umano dall'antichità classica ai giorni nostri (governance globale, democrazia planetaria, ecc.) insieme all'opportuno accenno alla tradizione ispanica - che fu una realizzazione del progetto di monarchia universale sognato da Dante - e ispirata a una visione antropologica più equilibrata di quella luterana e protestante poi adottata dal mondo anglosassone.
La ragione morale di fronte alle sfide globali
Il percorso proposto in quest'opera è l'esercizio della ragione morale in contrapposizione alla mera ragione tecnica (diagnosi già evidenziata dalla Scuola di Francoforte) e in contrapposizione a una concezione pessimistica derivante da una comprensione dell'ordine mondiale come regno del caos, del potere, della violenza o dell'amoralità. Si propone un «idealismo senza illusioni» (secondo la felice espressione di G. Weygel, biografo di San Giovanni Paolo II), che offre una ragione migliore per la politica internazionale rispetto al puro realismo (Realpolitik) o l'idealismo utopico volontarista.
Il libro non rimane un mero wishful thinking, ma argomenta con successo e dimostra con fatti storici che questo approccio alla comprensione della complessa politica globale è più corretto, più accurato e che, inoltre, ci permette di affrontare il futuro dell'umanità e del pianeta con moderato e cauto ottimismo. Non si tratta di velleitarismo, ma di prendere atto che la comunità umana possiede risorse etiche, già sperimentate e messe in campo nel recente passato, che possono consentirle di agire insieme di fronte ad alcune preoccupanti sfide. In questo contesto, l'evoluzione positiva dello sviluppo umano, ormai concepito come integrale, la maggiore sensibilità verso la necessità di pace e le necessarie limitazioni alle guerre (ius ad/in bellum), l'importanza della solidarietà internazionale e il ruolo pacificatore di culture, religioni e visioni del mondo diverse, soprattutto occidentali. Insomma, ci sono ragioni convincenti per vedere un po' di luce in un panorama internazionale che spesso appare troppo cupo e convulso.
Solidarietà globalizzante. Etica politica internazionale
Professore di letteratura spagnola presso l'Università Complutense.



