Vaticano

Il Papa ci esorta a lasciarci trasformare dall’amicizia con Gesù

Gesù ci chiama a una risposta personale, a conoscerlo da vicino, a lasciarci trasformare dall’amicizia con Lui in un incontro sempre nuovo, ha affermato Papa Leone XIV durante l’Angelus di questa domenica.

Francisco Otamendi-24 agosto 2026-Tempo di lettura: 4 minuti
Il Papa durante l’Angelus del 23 agosto 2026.

Il 23 agosto 2026, Papa Leone XIV ha guidato la recita dell’Angelus in Piazza San Pietro (Foto CNS/Vatican Media).

Dopo la visita pastorale nella Repubblica di San Marino, al Meeting per l'Amicizia tra i Popoli di Rimini (Italia), durante il quale ha incoraggiato “ad amare sempre la Chiesa” e alla città di Rimini, dove ha presieduto la concelebrazione dell'Eucaristia, il Papa Leone XIV ha rivolto questa domenica 23 agosto la preghiera mariana del Angelus in Piazza San Pietro, dove ha incoraggiato i pellegrini e i fedeli a dare una risposta personale alla chiamata che Gesù ci rivolge.

Il Vangelo di domenica (Mt 16,13-20) pone una domanda che interpella ciascuno di noi nel cammino della nostra fede: «Chi è veramente Gesù per me?», ha esordito il Pontefice nella sua riflessione. Dal racconto evangelico emerge quanto sia determinante questa domanda per l’esperienza di discepolato, ha sottolineato il Papa.

Preghiera per la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centrafricana e le vittime del terremoto in Italia di 10 anni fa

Dopo la recita dell’Angelus, il Santo Padre ha pregato per le numerose vittime causate dalla diffusione dell’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Ha inoltre esortato la comunità internazionale a reagire con un piano preventivo, che coinvolga le comunità locali, per salvare molte vite umane.

Il Pontefice ha inoltre espresso la sua vicinanza alla popolazione della Repubblica Centrafricana, che piange le vittime causate dal crollo di una miniera a Zamboyé. “Che il Signore accolga coloro che hanno perso la vita e sostenga l’impegno a garantire la sicurezza e la legalità dei giacimenti minerari”, ha affermato il Papa. 

Tra le sue intenzioni, il Papa ha ricordato anche i defunti, le famiglie e tutte le comunità colpite dal terremoto che dieci anni fa ha scosso l'Italia centrale, tra Lazio, Umbria e Marche. Il Papa ha ricordato il decimo anniversario di questo devastante sisma, che ha causato centinaia di vittime.

Prima di augurare a tutti una buona domenica, Leone XIV ha dato il benvenuto al Coro Primaziale della Cattedrale di Gniezno, in Polonia, nonché ai seminaristi e ai superiori del Pontificio Collegio Nordamericano e ai giovani di Bormio e della Valfurva.

Gesù ci chiama a una risposta personale

Nella riflessione che ha preceduto l’Angelus, come già sottolineato, il Papa ha meditato sul Vangelo di questa XXI domenica del tempo ordinario, in cui si racconta la scena della confessione di fede di Pietro.

A volte, quando si tratta della fede cristiana, ci accontentiamo di ‘ciò che si dice’, dei luoghi comuni, di ciò che ci è stato tramandato, magari anche con buone intenzioni. 

“Ma Gesù ci chiama a una risposta personale, a conoscerlo da vicino, a lasciarci trasformare dall’amicizia con Lui, in un incontro sempre nuovo che forse potrebbe richiederci di percorrere strade inedite e di prendere decisioni diverse da quelle che avevamo immaginato”, ha proseguito Papa Leone.

Questo vale sia per il nostro cammino personale che per quello della Chiesa e per le decisioni pastorali, nelle quali a volte pensiamo che basti continuare come abbiamo sempre fatto. ”È invece importante chiederci spesso: chi è il Signore per me? Lo conosco davvero? Cosa mi chiede oggi il suo Vangelo? Quali passi e quali decisioni dovrei compiere?”, si è chiesto il Successore di Pietro.

Pellegrini e fedeli in Piazza San Pietro durante la preghiera dell’Angelus del Papa Leone XIV il 23 agosto 2026 (Foto CNS/Vatican Media).

“Abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo”

In riferimento a questa domanda di Gesù: ’E voi, chi dite che io sia?’ (Mt 16,15), il Papa ha affermato: “Questo è un passo fondamentale per i discepoli di ogni tempo e per ciascuno di noi”.

“La fede, infatti, non ci viene data una volta per tutte; al contrario, abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, di approfondire il suo messaggio e di rinnovare le scelte della nostra vita, affinché siano coerenti con ciò che professiamo, vincendo la tentazione di credere di sapere già tutto e di trasformare la fede in una mera abitudine”.

Per noi, Gesù è solo un grande personaggio storico o il Cristo di Dio?

La domanda che ci poniamo ogni giorno — chi è Gesù per me e qual è il significato della sua presenza nella mia vita — “emerge soprattutto nella preghiera e quando meditiamo sul Vangelo; ma anche quando ci troviamo di fronte alle ferite e ai bisogni dei nostri fratelli, o nelle relazioni e nelle situazioni che interpellano maggiormente la nostra coscienza”.

In definitiva, ha sottolineato il Santo Padre, “nella nostra vita possiamo verificare se, per noi, il Signore Gesù è solo un grande personaggio storico che ha detto e fatto cose importanti, oppure il Cristo di Dio, Colui che è stato mandato per renderci partecipi dell’amore del Padre e per trasformare la nostra vita e il mondo in cui viviamo”.

“Invochiamo la Vergine Maria”, concluse Leone XIV, “che nel suo cuore cercava la volontà di Dio attraverso suo Figlio, affinché ci guidi sempre sulla via della fede”.

L'autoreFrancisco Otamendi

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