Vaticano

Il Papa invita a vivere la propria vocazione santificando il lavoro.

En su reflexión sobre la Constitución Gaudium et spes, León XIV ha manifestado hoy que el ser humano y Dios no son rivales. Y que el hombre está llamado a vivir su vocación realizando bien su trabajo cotidiano y hallando en él un camino de santificación. Además, ha efectuado un llamamiento para cuidar a los menores migrantes.

Francisco Otamendi-23 settembre 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Papa abraza a un menor discapacitado.

El Papa León XIV es abrazado por un miembro de una delegación de las Olimpiadas Especiales, para personas con discapacidad, durante una audiencia privada en el Vaticano el 19 de septiembre de 2026. (Foto de OSV News/Simone Risoluti, Vatican Media).

Questo mercoledì, il Papa ha tenuto un'udienza in Piazza San Pietro con diversi punti focali. Leone XIV ha menzionato la beatificazione di domani, 24, dell'arcivescovo Fulton Sheen, il santo del giorno, San Pio da Pietrelcina, e in particolare il 112° Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati domenica 27, con un appello alla responsabilità, soprattutto nei confronti dei minori, i più vulnerabili.

A questo proposito, Leone XIV ha lanciato “un appello alla responsabilità di tutti: che ognuno si senta coinvolto nella vita di questi giovani, che devono essere sempre protetti e aiutati”.

L'esempio di Fulton Scheen

Riguardo alla beatificazione del venerabile Fulton Scheen A St. Louis, nel Missouri, il Papa ha pregato affinché “l'esempio e l'intercessione di questo santo vescovo, noto per la sua opera di evangelizzazione attraverso i media, possano ispirare molti altri a trovare, allo stesso modo, nuove vie per diffondere con gioioso entusiasmo il messaggio del Vangelo”.

Saluti dal Papa

Inoltre, al termine, davanti a migliaia di romani e pellegrini che aveva precedentemente salutato dalla papamobile, il Papa ha rivolto un'udienza speciale ai partecipanti al corso di aggiornamento di diritto canonico organizzato dalla Pontificia Università della Santa Croce; alla Guardia di Finanza di Predazzo, Gaeta, Orvieto e Bari; all'Accademia Militare di Modena; e al gruppo “Preghiere delle Madri”. 

E anche ai pellegrini della diocesi di Rimini, insieme al vescovo Nicolò Anselmi, qui riuniti un mese dopo la mia visita pastorale nella vostra terra. "Rinnovo la mia gratitudine per l'accoglienza che mi avete riservato e vi incoraggio a crescere nella fede, radicati nell'ascolto della Parola di Dio, affinché possiate testimoniare tutto l'amore del Padre Celeste".

L'umanità non dovrebbe emanciparsi da Dio, al contrario

A la Corte di giustizia, Il Papa ha riflettuto sul terzo capitolo della Costituzione pastorale. Gaudium et spes dal Concilio Vaticano II, dedicato all'attività umana nel mondo. L'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, grazie alla sua libertà e intelligenza è capace di conoscere, progredire e migliorare le condizioni di vita della società, ha ricordato.

“Alcuni pensatori, tuttavia, cominciarono a sostenere erroneamente che l'umanità, per dimostrare la propria conoscenza, la propria libertà e il proprio progresso, dovesse emanciparsi da Dio.”.

Il Concilio Vaticano II, invece, ha sottolineato il Papa, “riferendosi al mistero dell'Incarnazione, afferma che gli uomini, così come le opere delle loro mani, non vengono annullati nell'incontro con Dio, ma in Lui trovano la loro piena verità e libertà”. 

Un invito a svolgere bene il lavoro e a santificarsi in esso.

Un'ulteriore conseguenza di questa prospettiva è che “gli esseri umani non devono abbandonare le occupazioni terrene, ma sono chiamati a vivere la propria vocazione svolgendo bene il lavoro quotidiano e trovando in esso una via di santificazione”.

Con parole analoghe, rivolgendosi ad esempio ai pellegrini di lingua inglese e spagnola, affermò: "Da questa prospettiva emerge una verità importante: per trovare Dio, gli esseri umani non devono abbandonare le occupazioni terrene, ma possono vivere pienamente la propria vocazione svolgendo bene il proprio lavoro quotidiano e santificandolo".

I cristiani, come tutti gli altri, partecipano alla costruzione della città degli uomini, aggiunse Leone XIV, “con lo sguardo fisso sul fine ultimo di tutte le cose e sull'incontro con Dio, ricordando a coloro con cui condividono l'avventura del progresso, della scienza e della vita questo obiettivo finale”.

Vivace e orientato alla beneficenza

Il Santo Padre ha richiamato l'attenzione su questo punto riguardo alla pratica della carità.

“Infine, ricordiamoci che per un vero progresso umano, ovvero un progresso per la persona nella sua interezza e per tutti, il progresso tecnico e scientifico deve essere animato e guidato dalla carità. Solo in questo modo può sempre essere utilizzato per difendere la dignità umana e promuovere le condizioni di vita di tutti, specialmente dei più svantaggiati”, ha osservato.

Va notato che il Papa non ha menzionato la sua visita pastorale in Francia di questo fine settimana. Né vi ha fatto riferimento nel suo discorso ai pellegrini francofoni, nel quale ha salutato in particolare il gruppo di pellegrini provenienti dalla Francia, le Suore di San Paolo di Chartres e il gruppo "Réseau du Cœur" di Haiti.

L'autoreFrancisco Otamendi

Newsletter La Brújula Lasciateci la vostra e-mail e riceverete ogni settimana le ultime notizie curate con un punto di vista cattolico.