Vaticano

Le catechesi del Papa affronteranno il Concilio Vaticano II e l'evangelizzazione

Lo stesso giorno dell'inizio del Concistoro con i cardinali, Papa Leone XIV ha annunciato nell'udienza odierna che le catechesi affronteranno il Concilio Vaticano II e i suoi documenti. Il suo magistero costituisce oggi “la stella polare del cammino della Chiesa”, ha affermato, rifacendosi agli ultimi Papi e sottolineando l'annuncio del Vangelo del Regno di Dio da parte della Chiesa.  

Redazione Omnes-7 gennaio 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Papa Angelus, 6 gennaio 2026

Papa Leone XIV saluta i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro dopo aver recitato l'Angelus dal balcone centrale della Basilica di San Pietro in Vaticano, il 6 gennaio 2026. (Foto CNS/Vatican Media).

Papa Leone XIV ha annunciato durante l'udienza generale di mercoledì 7 che le prossime catechesi verteranno sul Concilio Vaticano II attraverso i suoi documenti. L'annuncio è stato dato nell'Aula Paolo VI davanti a numerosi fedeli e pellegrini, nelle lingue abituali, tra cui il cinese e l'arabo.

“Dopo l’Anno Giubilare, durante il quale ci siamo soffermati sui misteri della vita di Gesù, iniziamo un nuovo ciclo di catechesi che sarà dedicato al Concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi Documenti. Si tratta di un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale”, ha sottolineato il Papa.

Il testo della lettura era un brano della Lettera agli Ebrei di San Paolo, capitolo 13, in cui l'Apostolo scrive che «Cristo è lo stesso ieri e oggi, e lo sarà per sempre». E esorta a “non lasciarsi sviare da alcun tipo di dottrina straniera”.

Sostegno a tutti gli ultimi Papi

La decisione papale si è basata su quella dei suoi predecessori nella sede di Pietro, a cominciare da San Giovanni XXIII, che convocò il Concilio, e in modo particolare su quella di San Paolo VI, che lo concluse. 

Tuttavia, la citazione iniziale di Papa Leone XIV è stata di San Giovanni Paolo II, quando alla fine del Giubileo del 2000 affermò quanto segue: “Sento più che mai il dovere di indicare il Concilio come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel XX secolo” (Lettera apostolica Novo millennio ineunte, 57).

“Stella polare del cammino della Chiesa”

Il Santo Padre Leone XIV ha ricordato che, insieme all'anniversario del Concilio di Nicea, “nel 2025 abbiamo commemorato i sessant'anni del Concilio Vaticano II”. E “anche se il tempo che ci separa da questo evento non è molto, è anche vero che la generazione di vescovi, teologi e credenti del Vaticano II oggi non c'è più”.”

Pertanto, “sentiamo la chiamata a non spegnere la profezia e a continuare a cercare vie e modi per attuare le intuizioni” conciliari, (…) rileggendo i suoi Documenti e riflettendo sul loro contenuto. Si tratta infatti del Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa”.”

Benedetto XVI: gli insegnamenti del Concilio Vaticano II, “particolarmente pertinenti”

“Come insegnava Benedetto XVI”, ha sottolineato Leone XIV durante l'udienza, “i documenti conciliari non hanno perso la loro attualità con il passare degli anni. Al contrario, i loro insegnamenti si rivelano particolarmente pertinenti di fronte alle nuove esigenze della Chiesa e dell'attuale società globalizzata” (Primo messaggio dopo la messa con i cardinali elettori, 20 aprile 2005).

Ha poi ricordato Papa Francesco: riscoprire il Concilio ci aiuta a “ridare il primato a Dio, all'essenziale”.

Cardinale Luciani (Giovanni Paolo I): “la santità più profonda e più estesa”

Il Papa ha anche notato Monsignor Albino Luciani. Il futuro Papa Giovanni Paolo I, «all'inizio del Concilio scrisse profeticamente: “Esiste come sempre la necessità di realizzare non tanto organismi o metodi o strutture, ‘quanto una santità più profonda ed estesa’. (...). È possibile che i frutti eccellenti e abbondanti di un Concilio si vedano dopo secoli e maturino superando faticosamente contrasti e situazioni avverse”.

“Aprirci al mondo”

“Il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama ad essere suoi figli. Ha guardato alla Chiesa alla luce di Cristo, luce delle genti, come mistero di comunione e sacramento di unità tra Dio e il suo popolo. Ha avviato un'importante riforma liturgica ponendo al centro il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio”, ha ricordato Papa Leone XIV.

Allo stesso tempo, “ci ha aiutato ad aprirci al mondo e ad accogliere i cambiamenti e le sfide dell'epoca moderna nel dialogo e nella corresponsabilità. Come Chiesa che desidera aprire le braccia all'umanità, farsi eco delle speranze e delle angosce dei popoli e collaborare alla costruzione di una società più giusta e più fraterna”. 

San Paolo VI: è giunto il momento della partenza

Concludendo, il Successore di Pietro ha affermato che “ciò che san Paolo VI disse ai Padri conciliari al termine dei lavori rimane anche per noi oggi un criterio di orientamento». Egli affermò che era giunto il momento di partire. Di lasciare l'assemblea conciliare per andare incontro all'umanità e portarle la buona novella del Vangelo, nella consapevolezza di aver vissuto un tempo di grazia in cui si condensavano passato, presente e futuro (S. Paolo VI, Messaggio ai Padri conciliari, 8 dicembre 1965). 

L'autoreRedazione Omnes

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