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L'Opus Dei dà inizio al conto alla rovescia per il suo centenario

El 2 de octubre es el primer día de la preparación para los cien años del Opus Dei, que se cumplen en 2028. Una nueva web ayudará a seguir la efeméride.

José María Navalpotro-2 de Ottobre de 2026-Tempo di lettura: 3 minuti

El prelado del Opus Dei, mons. Fernando Ocáriz, en un encuentro en la Universidad de Montevideo durante su viaje a Uruguay el pasado mes de agosto. © Opus Dei.

Il nuovo sito web, all'interno del sito Da Opus Dei, riunisce tutto ciò che è legato alla celebrazione in un unico luogo. Include anche un video del prelato dell'Opus Dei, Mons. Fernando Ocáriz, nella quale ci invita a vivere questo tempo come un momento di ringraziamento a Dio insieme a tutta la Chiesa, con rinnovata fedeltà e gioia.

Questo sito web offre materiali come messaggi e lettere del Prelato, testi da San Josemaría, video esplicativi e il progetto Sii premuroso, come punto di partenza per comprendere cosa si sta celebrando e perché. Offre inoltre risorse per la vita spirituale, storie di persone provenienti da tutto il mondo e informazioni su ciò che si sta preparando in ogni paese per il centenario.

Tre anni, tre grandi temi

Le celebrazioni del Centenario inizieranno il 2 ottobre 2028 e dureranno ben cinquecento giorni, fino al 14 febbraio 2030, data in cui si commemorerà il centenario dell'inizio dell'apostolato dell'Opus Dei tra le donne da parte di San Josemaría.

Nella sua messaggio del 19 marzo, Il Prelato ha proposto tre temi per questa celebrazione: essere contemplativi in mezzo al mondo, essere amici di tutti e santificare il lavoro. Il punto di riferimento, ha indicato, era “l’esempio dei primi cristiani”. Ha ricordato alcune parole del fondatore, san Josemaría, che si trovano in Conversazioni“Se si vuole trovare un paragone, il modo più semplice per comprendere l'Opus Dei è pensare alla vita dei primi cristiani. Essi vissero pienamente la loro vocazione cristiana; ricercarono con fervore la perfezione alla quale erano chiamati dal semplice e sublime fatto del Battesimo. Non si distinguevano esteriormente dagli altri cittadini.”.

Gli argomenti sono:  

2026-2027: contemplativi in mezzo al mondo. Il primo anno propone di scoprire Dio nelle grandi e piccole cose di ogni giorno. Questa idea racchiude molti elementi dello spirito dell'Opus Dei, come il senso di filiazione divina, la Messa come centro e radice dell'esistenza, il valore della vita ordinaria e la bellezza di scoprire quel "qualcosa di divino" nascosto nelle realtà più comuni del lavoro, della famiglia e della vita civile.

2027-2028: Amicizia. Il secondo anno si concentra sull'amicizia come luogo in cui la fede si condivide da persona a persona, da famiglia a famiglia, con la libertà di chi sa convivere con chi la pensa diversamente. Si tratta di essere, per ciascuno di noi, "Cristo che passa", per usare le parole di San Josemaría, e di scoprirlo anche negli altri.

2028-2030: il lavoro. Durante i cinquecento giorni delle celebrazioni del Centenario, l'attenzione si concentrerà sul lavoro: santificare il lavoro, santificare se stessi nel lavoro e santificare gli altri attraverso il lavoro, con competenza professionale e per amore di Dio, a cominciare da coloro che ci sono più vicini, come delineato nel libro. Conversazioni.

Monsignor Ocáriz ha riassunto l'intero itinerario con queste parole: "Questa è la mia speranza per gli anni a venire: che l'Opera sia una grande catechesi per contribuire a rendere la santità una realtà nella vita di tutti i giorni".

Intenzioni per il 2026

All'inizio dei preparativi per il Centenario, il Prelato ha anche annunciato la sua Intenzione Generale per il 2026 e il 2027, che propone ai fedeli e agli amici dell'Opus Dei: “Approfondiamo la nostra vocazione di contemplativi in mezzo al mondo, in preparazione al centenario dell'Opera. Riflettiamo su come lo spirito che abbiamo ricevuto tramite san Josemaría trasforma la nostra esistenza, vivendo tutti i momenti e le circostanze della nostra vita come figli amati di Dio in Gesù Cristo, e su come possiamo trasmettere questo spirito nei nostri rapporti con gli altri”.

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