I 170 cardinali hanno votato a larga maggioranza lo studio della sinodalità e della missione della Chiesa nel Concistoro straordinario di oggi, giovedì. Gli altri due, Praedicate evangelium e liturgia, saranno trattati direttamente a Roma dal Papa e dai cardinali di Curia. La sessione di ieri è stata coordinata dal cardinale Ángel Fernández Artime, pro-prefetto del Dicastero per la Vita Consacrata.
Nelle prime ore di questa mattina, Papa Leone XIV ha sottolineato in l'omelia della Messa per la Chiesa ai 170 cardinali presenti (sui 245 del Collegio cardinalizio), che “non siamo qui per promuovere “agende” - personali o di gruppo - ma per affidare i nostri progetti e le nostre ispirazioni al vaglio di un discernimento che ci supera «come il cielo si eleva sulla terra» (Is 55,9) e che può venire solo dal Signore”.
Il nostro Collegio non è nemmeno “un'équipe di esperti”, ma “una comunità di fede”, “in cui i doni che ciascuno porta, offerti al Signore e da Lui ricambiati, producono il massimo frutto, secondo la Sua Provvidenza”.
Mettete tutti i vostri pensieri e desideri nell'Eucaristia.
Con il testo evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci come riferimento, il Pontefice ha invitato a porre nell'Eucaristia “tutti i nostri desideri e pensieri sull'altare, insieme al dono della nostra vita, offrendoli al Padre in unione al sacrificio di Cristo, per recuperarli purificati, illuminati, fusi e trasformati, per grazia, in un'unica pagnotta. Solo così, infatti, sapremo davvero ascoltare la sua voce, accogliendola nel dono che siamo gli uni per gli altri, che è il motivo per cui ci siamo riuniti”.
“La nostra sosta, un grande atto d'amore”.”
Il Papa ha poi fatto riferimento al “momento di grazia in cui esprimiamo la nostra unione al servizio della Chiesa”, che è il Concistoro straordinario.
Il nostro “fermarci”, ha detto, è “soprattutto un grande atto d'amore - per Dio, per la Chiesa e per gli uomini e le donne di tutto il mondo - con cui lasciarci plasmare dallo Spirito, prima nella preghiera e nel silenzio, ma anche guardandoci negli occhi, ascoltandoci e facendoci voce, attraverso la condivisione, per tutti coloro che il Signore ha affidato alle nostre cure di pastori, nelle più diverse parti del mondo”.
Un atto da vivere con cuore umile e generoso, consapevoli che è per grazia che siamo qui e che non c'è nulla che abbiamo che non abbiamo ricevuto come dono e talento che non va sprecato, ma usato con prudenza e coraggio.
San Leone Magno
Se in precedenza aveva citato San Giovanni Paolo II, riferimento abituale nelle sue parole al Concistoro, a questo punto ha citato San Leone Magno, che ha insegnato che “È cosa grande e preziosa agli occhi del Signore quando tutto il popolo di Cristo si dedica insieme agli stessi doveri, e tutti i gradi e tutti gli ordini, [...] collaborano nello stesso spirito [...] (Discorso 88,4)” (Discorso 88,4).
Questo è lo spirito con cui vogliamo lavorare insieme, sottolineava Leone XIV. “È lo spirito di chi desidera che, nel Corpo Mistico di Cristo, ogni membro cooperi ordinatamente al bene di tutti (cfr. Ef 4, 11-13)”.
Inadeguati e senza mezzi, ma “possiamo aiutarci a vicenda e con il Papa”.”
Certo, anche noi, di fronte alla “grande moltitudine” di un'umanità affamata di bene e di pace, ha proseguito il Successore di Pietro, “in un mondo in cui la sazietà e la fame, l'abbondanza e la miseria, la lotta per la sopravvivenza e il disperato vuoto esistenziale continuano a dividere e a ferire individui, nazioni e comunità, di fronte alle parole del Maestro: ‘Date loro voi stessi da mangiare’ (Mc 6,37), possiamo sentirci come i discepoli: inadeguati e senza mezzi”.
Tuttavia, Gesù ci ripete ancora: ‘Quanti pani avete? Andate a vedere’ (Mc 6,38), e possiamo farlo insieme.
Non sempre riusciremo a trovare soluzioni immediate ai problemi che dobbiamo affrontare, considerava Leone XIV. “Tuttavia, possiamo sempre, in ogni luogo e circostanza, aiutarci l'un l'altro - e in particolare aiutare il Papa - a trovare i “cinque pani e due pesci” che la Provvidenza non manca mai di fornire quando i suoi figli chiedono aiuto; e ad accoglierli, donarli, riceverli e distribuirli, arricchiti dalla benedizione di Dio, dalla fede e dall'amore di tutti, in modo che a nessuno manchi il necessario (cfr. Mc 6,42)” (cfr. Mc 6,42).”
Lode ai cardinali e ringraziamento
Al termine dell'omelia della Messa, celebrata all'altare della Cattedra di San Pietro, Leone XIV ha elogiato il lavoro dei cardinali.
“Cari fratelli, ciò che offrite alla Chiesa con il vostro servizio, a tutti i livelli, è qualcosa di grande e di estremamente personale e profondo, unico per ciascuno e prezioso per tutti; e la responsabilità che condividete con il Successore di Pietro è grave e onerosa. Per questo vi ringrazio con tutto il cuore”.
Infine, ha affidato l'opera e la nostra missione al Signore, dicendo, con le parole di Sant'Agostino: “Ricordati, o Signore, che siamo polvere e che dalla polvere hai fatto l'uomo” (Confessioni, 10, 31, 45). Perciò ti diciamo: ‘Dai ciò che comandi e comanda ciò che vuoi’ (ibid.)”.
Non ci sarà un documento finale
Secondo quanto riferito, non ci sarà un documento finale del lavoro dei 170 cardinali che hanno partecipato a questo primo Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV. Oggi sono previste sessioni mattutine e pomeridiane e un pranzo con il Papa. Alla fine della giornata, il Vaticano prevede di fornire alcune informazioni aggiuntive.



