La Santa Sede ha pubblicato un “Rescriptum ex Audientia Sanctissimi” con il quale Papa Leone XIV approva la nuovo Statuto della Pontificia Commissione per la tutela dei minori (“Tutela Minorum”).
L'approvazione è stata concessa il 20 maggio 2026 al Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ed entra in vigore subito dopo la pubblicazione sui media ufficiali vaticani. Le nuove norme saranno valide “ad experimentum” per un periodo di tre anni.
Dipendenza diretta dal Papa
Secondo i nuovi statuti, la Commissione è integrata nel Dicastero per la Dottrina della Fede e deve collaborare con questo organismo nel rispetto delle diverse sfere di competenza di ciascuno. Nonostante questo legame, la Commissione mantiene un filo diretto con il Pontefice, riferendo direttamente a lui attraverso il suo Presidente.
Per rafforzare la collaborazione nelle aree di interesse comune (come le visite ad limina o la preparazione della Relazione annuale), lo Statuto stabilisce che il Presidente o il Segretario della Commissione sia nominato membro del Dicastero per la Dottrina della Fede durante il suo mandato. Dal canto suo, il Prefetto del Dicastero, attualmente il Cardinale Víctor Manuel Fernández, nomina uno o più osservatori alle assemblee plenarie della Commissione.
Competenze chiave
Il “rescriptum” descrive in dettaglio le funzioni principali dell'organismo, che si concentrano sulla protezione del minori e le persone vulnerabili a abuso sessuale:
- Consulenza al Pontefice: offrire consigli e proporre le iniziative più appropriate per la protezione e la prevenzione;
- Supporto alle strutture ecclesiali: assistere i vescovi diocesani/eparchiali, le conferenze episcopali e i superiori maggiori nello sviluppo e nell'aggiornamento delle loro Linee guida locali;
- Sistemi di denuncia e rifugi: promuovere la creazione di sistemi stabili e facilmente accessibili per la denuncia degli abusi, nonché di centri regionali e nazionali in cui le vittime ricevano rifugio e assistenza spirituale, medica, terapeutica e psicologica;
- Preparazione di un Rapporto annuale: Preparare e pubblicare un rapporto oggettivo sulle politiche di salvaguardia della Chiesa, strutturato nelle sezioni “Missio universalis”, che “affronta questioni specifiche di salvaguardia che hanno un impatto sulla ‘salvaguardia’ della Chiesa in tutto il mondo; e “Missio localis”, che è “indirizzata alle attività legate al territorio con particolare riferimento ai territori delle Conferenze episcopali in visita ‘ad limina Apostolorum” e a specifici Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica”. Questo documento sarà inviato al Papa dopo una consultazione informativa con la Segreteria di Stato e richiederà il consenso esplicito del Romano Pontefice per la sua pubblicazione annuale.
Struttura organizzativa e funzionamento interno
La Commissione sarà composta da un massimo di 23 membri eletti dal Papa per un periodo di cinque anni, con possibilità di riconferma. Questi membri saranno «chierici, membri di Istituti di Vita consacrata e delle Società di Vita Apostolica e laici di varie nazionalità che si distinguono per la loro conoscenza, comprovata capacità ed esperienza pastorale nei vari campi della tutela”.
D'altra parte, le regole operative interne approvate nel “rescriptum” comprendono quanto segue:
- Maggioranza qualificata: tutte le proposte presentate al Sommo Pontefice dalla Commissione devono essere approvate da una maggioranza di due terzi dei suoi membri.
- Assemblea plenaria: si riunisce ordinariamente due volte l'anno (con possibilità di videoconferenza) e richiede la presenza di almeno due terzi dei membri per essere validamente costituita.
- Organi interni: vengono definiti i Gruppi di lavoro (suddivisi in Gruppi regionali e Gruppi di studio) e il Comitato esecutivo, quest'ultimo come organo permanente incaricato di coordinare le iniziative di lavoro mensili.
- Obbligo di riservatezza: i membri della Commissione, i consulenti, i funzionari e i collaboratori esterni hanno l'obbligo di rispettare il segreto d'ufficio sulle informazioni di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle loro funzioni.
- Sede e lingue: l'organismo manterrà la sua sede legale e la custodia riservata dei suoi archivi nello Stato della Città del Vaticano, e le sue lingue di lavoro ufficiali saranno l'italiano, lo spagnolo e l'inglese.
Al termine del periodo di prova di tre anni, la Commissione valuterà lo sviluppo di queste norme e sottoporrà al Sommo Pontefice le opportune modifiche per la stesura e l'approvazione di uno statuto definitivo.





