America Latina

Il «sesto continente» si dà appuntamento in America Centrale: Atti 29 e l’avanguardia della missione digitale

Oltre un centinaio di missionari provenienti da venti paesi si riuniscono in Costa Rica con il sostegno del Vaticano e del CELAM, consolidando una pastorale dell’incontro nell’ambito digitale.

Juan Carlos Vasconez-8 luglio 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
sesto continente

Foto: Foto CNS/Lola Gomez

Il «sesto continente» ha smesso di essere una semplice metafora per diventare una realtà pastorale ineludibile. Non si tratta di un mero insieme di strumenti tecnologici, bensì di uno spazio abitato in cui milioni di persone — in particolare i giovani — cercano risposte alle loro inquietudini esistenziali e instaurano relazioni. 

Per la Chiesa, essere presente in questo contesto non è una scelta strategica secondaria, ma un’esigenza del suo mandato evangelizzatore. In questo contesto di accelerazione digitale emerge Atti 29, il più importante incontro internazionale al mondo dedicato ai missionari digitali e ai creatori di contenuti cattolici, uno spazio in cui la fede e la cultura digitale si fondono per costruire la comunione.

Il nome stesso dell’incontro racchiude una profonda chiave teologica. Il libro biblico degli Atti degli Apostoli si conclude bruscamente al capitolo 28, lasciando la narrazione della prima espansione cristiana in sospeso. «Atti 29» simboleggia, quindi, il capitolo che la Chiesa continua a scrivere oggi sotto l’azione dello Spirito Santo. Non si tratta di aggiungere una pagina all’Apocalisse, ma di assumere la continuità storica della missione apostolica: gli attuali creatori di contenuti sono i nuovi evangelizzatori chiamati a percorrere le autostrade dell’informazione, portando il primo annuncio ai confini della rete.

Il Costa Rica come sede globale

Nell’edizione del 2026, Hechos 29 approda per la prima volta in America Centrale, scegliendo il Costa Rica come sede dal 18 al 23 agosto. L’evento riunirà oltre 100 creatori di contenuti, sacerdoti, suore, musicisti e podcaster provenienti da una ventina di paesi, tra cui Italia, Spagna, Messico, Colombia, Perù e Argentina.

Lungi dall’essere un congresso tradizionale, questo evento si propone come un’esperienza profonda di fraternità e una radiografia vivente della Chiesa in missione.

Il percorso del movimento testimonia una crescita organica sin dalla sua fondazione nel 2021 a Monterrey, in Messico. Quella prima edizione, nata nel pieno della pandemia e in formato virtuale, ha riunito 45 pionieri. Già nel 2022, Papa Francesco aveva inviato un videomessaggio incoraggiandoli a evangelizzare con creatività. Dopo la tappa a Bogotá nel 2024, il movimento ha raggiunto un traguardo importante nel 2025 partecipando al Giubileo dei Missionari Digitali a Roma, dove ha ricevuto l’esortazione a «ricucire le reti», un invito del Successore di Pietro a sanare il tessuto digitale promuovendo la vicinanza e la verità.

Discepoli prima che ‘influencer’

L’essenza di Hechos 29 è perfettamente sintetizzata dal suo direttore generale, il presbitero José Juan Montalvo («Padre Borre»): «Non cerchiamo la quantità, ma la fratellanza». In un contesto spesso dominato dalla tirannia dell’algoritmo e dalla competizione per la portata, questo incontro sovverte la logica del mondo. 

Il principio che accomuna questi creatori è chiaro: prima di essere influencer, sono discepoli. Il successo della missione digitale non si misura in base alle metriche di un video, ma all’autenticità della testimonianza e alla capacità di accompagnare profondi percorsi personali, trasformando gli schermi in ponti di incontro reale con Gesù Cristo.

Speranza per la regione

L’incontro gode di un solido sostegno istituzionale: l’Arcidiocesi di San José, la Conferenza Episcopale del Costa Rica, il CELAM e il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede sostengono l’iniziativa. Personalità ecclesiastiche come monsignor Lucio Ruiz, che fino a settembre ricopre ancora la carica di segretario di tale Dicastero, offriranno una visione della Chiesa universale, ricordando che questo compito si colloca nel cuore stesso della Chiesa di oggi. 

L'iniziativa alternerà giornate di ritiro spirituale e formazione a porte chiuse — durante le quali si condivideranno successi e difficoltà pastorali — a un grande Festival della Missione Digitale aperto al pubblico il 23 agosto.

In un’America Centrale in cui il cattolicesimo rappresenta appena il 32,6% della popolazione regionale, Atti 29 si presenta come un faro di speranza. Ci ricorda che il Vangelo si diffonde anche attraverso i social network e che gli ambienti virtuali sono solchi in cui il seme della grazia può germogliare. 

Dietro ogni account cattolico c’è una storia e un cuore che prega; attraverso questa rete internazionale, la Chiesa dimostra di essere disposta a impegnarsi a fondo nel sesto continente, abitando le periferie digitali non come semplici tecnici della comunicazione, ma come testimoni autentici e vicini dell’Amore di Dio.

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