Durante l'udienza generale di mercoledì, il Santo Padre Leone XIV ha ricordato la festa del Corpus Domini, che ha chiamato anche Corpus Domini, e ha incoraggiato “a mantenere viva quella bella manifestazione di testimonianza pubblica della fede che sono le processioni con il Santissimo Sacramento”.
Le processioni con il Santissimo Sacramento che si svolgono nelle strade di tanti Paesi, ha detto, “sono un'espressione della pietà eucaristica popolare; a questo proposito, vi incoraggio a mantenere viva questa bella manifestazione di testimonianza pubblica della fede”.
Prima, rivolgendosi ai pellegrini di lingua inglese, polacca e italiana e a tutti i pellegrini e romani presenti in Piazza San Pietro, ha fatto riferimento alla Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo o, “secondo la più nota formulazione latina, alla Solennità del Corpus Domini. Nell'Eucaristia contempliamo Gesù, pane spezzato e dato per ciascuno di noi”, ha sottolineato.
Corpus Domini e processione, domenica 7 a Cibeles (Madrid)
Il Pontefice arriva in Spagna per il suo viaggio apostolico sabato 6 e domenica 7, dopo la Veglia di preghiera nella Plaza de Lima, presiederà la Santa Messa nella Plaza de Cibeles alle 10.00 e la Processione del Corpus Domini per le strade di Madrid.
Sarà l'evento centrale di questa domenica eucaristica, che si preannuncia numerosa, viste le centinaia di migliaia di iscrizioni che si stanno registrando.
“Culto speciale a Cristo presente nell'Eucaristia”.”
Nel Pubblico Mentre ci prepariamo alla Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, lasciamoci rafforzare da questo dono divino e diventiamo testimoni del suo amore a tutti coloro che incontriamo“, ha detto il Successore di Pietro ai pellegrini di lingua inglese.
Nelle sue parole ai polacchi, il Papa li ha incoraggiati a “rendere, a partire dalla solennità del Corpus Domini e nei giorni successivi, uno speciale omaggio a Cristo presente nell'Eucaristia".
La partecipazione alle processioni eucaristiche - soprattutto da parte delle famiglie, dei bambini e dei giovani - sia una coraggiosa testimonianza di fede e ricordi a tutti che Dio è presente in mezzo al suo popolo e lo accompagna nella vita quotidiana”.
Gli arabi e la lingua italiana: sacerdoti e religiosi del Medio Oriente. Sacro Cuore di Gesù
Nei suoi discorsi, il Papa ha rivolto in più punti “una parola speciale ai sacerdoti e ai religiosi del Medio Oriente: accompagno il vostro ministero e le aspettative dei vostri rispettivi Paesi con la mia preghiera e la mia benedizione”.
Mentre ai francofoni ha ricordato “la contemplazione di Dio Trinità”, ai portoghesi ha detto che in “questo mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, avviciniamoci alla fonte della misericordia e della tenerezza di Dio, affinché il Risorto trasformi i nostri cuori, rendendoli più pazienti, generosi e compassionevoli”.
Tre elementi costitutivi della liturgia
Continuando la catechesi sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium”, oggetto della catechesi del Papa, “oggi ci concentriamo su tre elementi costitutivi della Sacra Liturgia: il rito, il segno, il simbolo”, ha detto all'uditorio di lingua spagnola.
Il rito - al quale siamo chiamati a partecipare con corpo, mente e cuore - è il mezzo ecclesiale che, dando una forma definita alla preghiera, ci aiuta a raggiungere i doni divini.
“È composta da segni sensibili che portano alla santificazione dell'uomo (cfr. SC 7), come l'acqua nel battesimo; e da simboli, che ci aiutano a dare un significato e un valore più profondo alla realtà che percepiamo.
Prendersi cura della bellezza delle nostre celebrazioni
I simboli sono anche gesti semplici - come inginocchiarsi, fare la pace - o azioni più complesse come gli atti costitutivi di ogni sacramento, che trasformano sia gli elementi materiali sia coloro che ne vengono a contatto, generando un senso di appartenenza, toccando il cuore e la mente e realizzando autentiche relazioni ecclesiali”, ha detto il Papa.
Infine, dopo aver citato la Lettera apostolica‘Desiderio desideravi’Il Santo Padre ha detto che “dobbiamo lasciarci educare dai riti della liturgia, curando con delicatezza e senza arbitrio la bellezza delle nostre celebrazioni e impegnandoci in un'autentica mistagogia” (nota: un modo pedagogico di introdurre i misteri della fede attraverso la liturgia).





